Estratto del documento

Teoria delle strutture

Assunti di base

La teoria delle strutture si basa sui seguenti teoremi:

  1. La deformazione per effetto dello sforzo normale può essere spesso trascurata rispetto a quella per momento flettente. La presenza dell'avverbio «spesso» significa che questo è un assunto quasi generale!

Che significa «spesso»? Di solito, infatti, applicando il metodo della congruenza o il PLV, siamo abituati a trascurare di norma il contributo deformativo del taglio, e non quello dello sforzo normale.

La domanda, dunque, è: Quando, in una struttura, posso trascurare l'effetto di deformazione dello sforzo normale?

Esempio

Supponiamo di avere la seguente struttura iperstatica. Per risolverla, si usa il metodo della congruenza: sopprimiamo cioè il vincolo in A e vi sostituiamo X1, la reazione vincolare incognita che diventa la nostra incognita iperstatica.

Scriviamo poi l’equazione di congruenza:

η10 + η11 X1 = 0

η10 = ∫ (N0N1) / EA ds + ∫ χ T0T1 / GA ds + ∫ M0M1 / ES ds

η11 = ∫ N12 / EA ds + ∫ χ T12 / GA ds + ∫ M2 / ES ds

(Si è trascurato il contributo deformativo del taglio)

Ora, vediamo cosa deve accadere per poter trascurare N:

η10 = η10(N) + η10(M)

η11 = η11(N) + η11(M)

Trascurando il segno di X1:

|x1| = |η10(Nʹ) + η10(Mʹ)/η11(Nʹ) + η11(Mʹ)|

Adesso occorre determinare il valore di questi contributi. Prendiamo dunque l'isostatica principale:

A ----- d0B

Come sappiamo dal problema di Saint-Venant, la presenza di sforzo di sforzo normale induce un allungamento (o accorciamento) nella trave. Per il concio di trave esso vale:

Δs = Nʹ/E A * d0d0Δs

Ma poiché la trave è curva, questo allungamento/accorciamento produce anche un sollevamento/abbassamento di tutti i punti della trave. Esso vale:

Δsd0αΔsΔs * sin α

Dunque: η(n) = N Δs sinα / EA

Invece la presenza di momento flettente induce una rotazione nella trave. Per il concio elementare vale: dψ = M ds / E3

Lo spostamento del punto A vale dunque:

η(M) = dψ ⋅ x

(Riflettere bene su x)

Dunque: η(M) = M ⋅ xds / E3

Condizioni per trascurare il contributo di N

Detto questo, perché il contributo di N sia trascurabile, occorre che:

η(M) / η(n) >> 1

η(M) / η(n) = M x ds / E3 x EA / N ds sinα >> 1

η(M) / η(n) = M / N ⋅ A / 3 ⋅ x / sinα >> 1

Supponendo la sezione della trave rettangolare. La retta, sappiamo che: ℓ = W·h/2

E dunque: η(m)(r) = (M/W) (2/h) (A/N sinα)

Quindi: η(m)(r) = σMmax/σN (2x/h sinα) >> 1

Questo accade, se si suppone σM/σN ≈ 1, se x >> h.

Conclusione: È possibile trascurare il contributo deformativo di N nelle travi snelle.

Enunciazione utile

Esiste un'altra enunciazione, utile perché ci permette di pervenire ad altre considerazioni:

η(m)(r) = M/3 A/N x/sinα

Ora, M/N = ∈ eccentricità dello sforzo normale

3/A = ρ2 raggio d’inerzia

Dunque: ∈/ρ2 x/sinα >> 1

Ora, ρ2 per le travi snelle si calcola in questo modo:

  1. Supponiamo la sezione rettangolare.

J = ∫ y2 dA = ∫-b/2b/2 y2ady = |-b/2b/2 y3 = a3b/4 = ab3/12

A = abρ = 512

  1. Supponiamo la trave snella.

J = Atot(2a)(½h)2ρ2 = (h/½)2

Secondo quest'ultima definizione:

η(m)/η(cr) = 4e/h2sinα = 4/sinα x/(h/e) >> 1

(6) Questo succede se:

  1. x/h >> 1 ⇒ Trave snella
  2. ℓ/h >> 1 ⇒ E questo succede per travi « prevalentemente inflesse », cioè per quelle travi in cui la linea d'asse è discosta dalla linea di pressione.

Curva di pressione

La curva di pressione è il «luogo delle eccentricità».

Es~q(z)

Troviamo M(z)V = qℓ2/2

M(A) = Vℓ/2 - qℓ/2 ℓ/4 - Hℓ = 0

H = qℓ2/8ℓ

M(z) = M(V,q) + M(H)qℓ2/8

CONCLUSIONE:

  1. M = 0 → M coincide con l'asse
  2. N ≠ 0 → Nella freccia è H, per esempio

Dunque non posso ignorare il contributo di N.

Statica grafica

Es 2L o risolviamo con la statica grafica.

R1 (reazione cerniera 1) passa per C12

R2 passa per la cerniera 2 e, con R1, equilibra F, secondo la regola del parallelogramma.

Il momento in ogni punto è dato da:

R x br = Mbr : eccentricità

Corollari

  1. La curva delle pressioni non dev'essere troppo intrecciata. (Infatti, se M(z) cambia spesso di segno la somma dei vari tratti si annulla).
  2. I tratti soggetti a N ed M devono avere lunghezza paragonabile.
  3. Es: Se il tratto con M è molto più piccolo di quello con N, non è possibile trascurare N.
  4. Se la struttura è un'iperstatica la cui struttura principale soggetta solo a sforzo normale, non è possibile trascurare lo sforzo normale.

Es: (Sappiamo che è soggetta solo a sforzo normale)

Per la congruenza

φ(xc) + φ(pr) = 0

φ(xc) = φm(xc)

φ(pr) = φn(pr) perché l'abbiamo appena visto;

φx(m) = φp(nr)

Dunque φx(m) ≈ 1 = σMN 2/x ∟/sinα h

Nella travi snelle: x_c/h ≫ 1

Dev'essere allora: σM ≪ 1

Corollario

Nel caso di strutture in cui la struttura isostatica principale associata coincida con la "Funicolare dei carichi" (sia soggetta cioè solo a sforzo normale) il contributo delle reazioni iperstatiche è inessenziale

Seconda versione dell'appunto

Teoria delle strutture

"La deformazione per sforzo normale può essere spesso trascurata nei confronti di quella a momento flettente"

Dimostrazione

Se voglio X1, Müller-Breslau è:

η11 X1 + η10 = η(t) = 0

η11 = spostamento in A rispetto a X1

η11 = ∫st N2 ds / EA + ∫st M2 ds / EŜ

η11(N) η11(M) questo si trascura

η10 = ∫st N/ No ds / EA + ∫st M/ Mo ds / EŜ questo si trascura

Conclusione: η = η(N) + η(M)

Isostatica principale

Vediamo l'isostatica principale. Per effetto di N, il concio elementare si allunga. Per effetto di M si abbassa.

Δ = N ds/EA

Questo spostamento provoca:

N = N ds sin α/EA

Δυ = M ds/ES

Questo movimento provoca:

M = M x ds/ES

Dev'essere:

η = M x A/N S N sin α = M A 2x/W h sin α

= M/W 2 x 1/N/A h sin α - σm 2 x 1/σn h sin α >> 1

Travi snelle

Di solito σM/σN ≃ 1

Se la trave è snella (x/h >> 1) → dηM/dηN >> 1

Possiamo vederlo da un altro punto di vista:

MN = x5 sinα

dove MN = eλρx = 12

Quanto vale ρ? Se la sezione consta di 2 aree al quadrato esso è il più grande possibile

ρ2 = a2⁄4 → ρ = a⁄2Atot. 2A

Se la sezione è quadrata ρ2 = a2⁄12

Dunque ρmax. = a⁄2

Dunque: dnM⁄dnh = eth sinαx⁄h >>1 (Trave snella)

Oppure:e/h >> 1 curva delle pressioni distante dall’asse

Curva delle pressioni

È il luogo dei punti dove passa lo sforzo normale

Se e ↑ ➔ la struttura è prevalentemente inflessa

Secondo assunto

Esiste un secondo assunto. Lo vediamo adesso.

L s. Linea d’asse parabolica con cerniera in chiave.

M(C) f = PL2/8

H = PL2/8ff

H è la spinta dell’arco

Momenti

Vediamo M: Le forze sono verticali e orizzontali

Mtot = Mv + Mo

MoMvertMorizz

Questa struttura coincide con la “funicolare dei carichi”

Calcolo di η

Dunque: Per calcolare η = ∫ dn

Dunque, il segno dei dn non deve cambiare troppo di segno → La curva delle pressioni non dev'essere "troppo intrecciata"

Ora, possiamo trasformare N in termini di deformazione ζ, ma non in termini di tensioni!

(Una struttura presso-inflessa è presso-inflessa!)

Conclusioni

Es ↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓↓ p

La risolviamo: ↓ ↓ ↓ ↓

φcQ = φcX ovviamente

φcanr + φcλm = φcXn' + φcλm

φcXmcanr = 1

DUNQUE:

M/W = A 2x/h Nσn cos α - 1

Se xc/h < σm/σn

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 21
Tecnica delle Costruzioni - Assunti base teoria delle strutture Pag. 1 Tecnica delle Costruzioni - Assunti base teoria delle strutture Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tecnica delle Costruzioni - Assunti base teoria delle strutture Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tecnica delle Costruzioni - Assunti base teoria delle strutture Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tecnica delle Costruzioni - Assunti base teoria delle strutture Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 21.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tecnica delle Costruzioni - Assunti base teoria delle strutture Pag. 21
1 su 21
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Ingegneria civile e Architettura ICAR/09 Tecnica delle costruzioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ali Q di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnica delle costruzioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Spinelli Paolo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community