Tecnica delle costruzioni 2: applicazioni del metodo tirante – puntone
Dettaglio di armatura
Caratteristiche dell’armatura:
- Ben ancorata nel pilastro
- Forma di cappio nell’estremità del bordo inferiore oppure posso saldare
- Deve avvolgere il puntone di cls per confinarlo in maniera adeguata
L’armatura inoltre può essere messa su più livelli e sfalsata in modo da poter inferire anche più livelli di armatura data l'alta percentuale di armatura presente nel nodo e devo comunque rispettare il copriferro e gli interferri. Inserisco delle staffe chiuse disposte in verticale e in orizzontale che servono a:
- Limitare la fessurazione per splitting che avviene parallelamente al puntone di cls per eccesso di compressione
- Ridurre l’apertura di fessura
- Dare confinamento al cls
Forme di armatura
- Cappio e nel perimetro ho la staffatura
- + cappi sovrapposti in modo da creare la quantità di armatura in zona tesa
- La zona rettangolare tratteggiata sta a significare la zona consigliata di carico (che non è puntuale ma è su una zona molto ridotta) e tale zona deve essere sempre contenuta all’interno dell’armatura
Osservazione
- La distanza fra posizione di carico e la barra di armatura è di almeno 1 volta il diametro perché devo garantire al carico di distribuirsi in maniera adeguata, cioè deve potersi distribuire in modo da restare interno alla zona confinata che ho creato senza provocare fessurazioni nel cls
- Se il carico si avvicina troppo al bordo esterno può provocare una linea di rottura rendendo inutile la presenza dell’armatura.
- Non esistono schemi unici ma in un meccanismo tirante puntone posso pensare schemi che lavorano in parallelo, ad esempio mensola caricata dall’alto
Mensola caricata dall’alto
- Schema resistente principale con carico applicato sopra la mensola → puntone inclinato verso l’alto
- Schema resistente principale con carico applicato sotto la mensola → armatura inclinata e puntone verticale
Meccanismo resistente totale = Meccanismo resistente 1 + Meccanismo resistente 2
I meccanismi hanno bisogno di armature differenti, quindi avrò:
- Meccanismo 1 → armatura orizzontale → cappi e/o staffe
- Meccanismo 2 → armatura inclinata ferri piegati → deve raccogliere il puntone di cls, quindi deve essere chiusa opportunamente
È opportuno che il meccanismo resistente principale riesca a sopportare almeno i carichi di esercizio in modo da evitare incongruenze, ovvero la formazione di fessure sotto i carichi di esercizio.
Esempio 1: Mensola caricata dall’alto - Procedimento
→ Identifico il meccanismo principale, cioè quello con armatura orizzontale
→ Assegno una resistenza almeno pari al carico di esercizio
→ Non riesco però a far fronte al carico ultimo perché c’è troppa armatura
→ Inserisco un altro meccanismo resistente (meccanismo 2)
→ Deve portare la differenza di carico fra il valore di esercizio e quello ultimo
→ Entra quindi in funzione solo in caso di superamento dei carichi di esercizio
Esempio 2: Selle Gerber
A cosa servono?
Mi consente di inserire una cerniera nello schema della trave
Perché preferisco inserire una cerniera nel mezzo di una trave e non nell’appoggio?
- Perché riesco a distribuire meglio momenti negativi in appoggio e quelli positivi in campata ottenendo così dei momenti minori in valore assoluto.
- Inoltre nel secondo caso ho una deformabilità maggiore perché nel caso 1 cerco di inserire la sella Gerber nei punti in cui il momento andrebbe comunque a zero per ricreare la continuità della trave e perciò non cambio quindi la deformabilità della trave continua, mentre nel caso 2 ho maggiore deformabilità.
Problemi della trave continua è iperstatica:
- Soggetta a cedimenti vincolari cedimento della fondazione → crea dei momenti parassiti → nascita di coazioni
- La trave dovrebbe essere molto lunga → impossibile usare quelle prefabbricate
Inserendo la sella Gerber risolvo i problemi:
- Schema statico rigido pur essendo isostatico
- Trave + corte uso travi prefabbricate
Trave porta sollecitazioni
- Reazione vincolare dal basso
- Ci potrebbe essere anche un’azione orizzontale → veicolo che frena nel ponte che genera attrito
Quali sono gli schemi statici resistenti che posso usare?
- Un puntone di cls inclinato verso l’alto + armatura resistente a trazione orizzontale
- Forza verticale → si scompone nelle 2 direzioni
- Forza orizzontale → viene assorbita tutta dalla armatura orizzontale
- Staffe che portano la trazione dal bordo superiore a quello inferiore
- Un puntone verticale che si collega ad uno orizzontale e ad un tirante in acciaio
Difetti schema b):
- Non ha la capacità di resistere ai carichi orizzontali
- Non è congruente con le isostatiche di trazione e compressione perciò tende a fessurare in modo anche grave la trave
Il meccanismo resistente a) è quello da dimensionare come principale (quindi per i carichi allo SLE) perché resistente alle forze orizzontali e dimensiono il meccanismo resistente b) per la differenza di carichi dallo SLU allo SLE.
Esempio 3: Trave parete
= a) Soluzione di De Saint Venant → travi lunghe
La trave di De Saint Venant con carico distribuito ha:
- Un andamento delle tensioni a farfalla lineare con valore massimo al bordo superiore e inferiore
- Asse neutro a metà altezza
- Z = D = risultanti di trazione e di compressione 0,75 ∗ p ∗ l2 = ∗ d braccio interno fra le forze
- Man mano che la trave diventa + tozza → ➢ Non ho più una trave ma una LASTRA → diagramma delle σ non è più lineare → non vale più l’ipotesi di conservazione delle sezioni piane → non sono + lineare né le ε che le σ ➢ Trazioni sono più grandi delle compressioni 1 ➢ la posizione dell’asse neutro è a circa della altezza della 4 lastra
Andamento delle tensioni
- Andamento lineare delle tensioni
- Andamento più o meno omogeneo delle σ di compressione
Aumentando l’altezza della lastra → Sopra alla zona quadrata della lastra posso considerare le tensioni σ nulle
Diagramma con andamento del braccio delle forze interne (Z/D), posizione dell’asse neutro e della risultante delle compressioni al variare delle dimensioni della trave
- Braccio delle forze interne
- = 0,67 Per travi snelle di De Saint Venant ( → • = 1) = 0,62 Per lastra quadrata ( → b) POSIZIONE DELL’ASSE NEUTRO
- • Per travi snelle di De Saint Venant → posizionato a metà 1 • Per lastra quadrata → a circa 4
- Andamento risultante di compressione
Parabolico fino alla lastra quadrata poi rimane costante → 0,18*P*L
Man mano quindi che mi discosto dalla trave di De Saint Venant ho una variazione di comportamento.
Differenze di comportamento → Caricata da sopra o da sotto
Dove vengono inserite tipicamente le travi pareti?
Vengono inserite nei piani di transizione, cioè quei piani in cui non voglio inserire in pilastro presente nei piani superiori a causa della destinazione di quel piano (negozi o parcheggi)
Transizione fra piani bassi con luci grandi e piani alti con luci minori
Carichi sollecitanti la parete:
- Carichi distribuiti
- Inferiore → solaio sottostante
- Superiore → solaio soprastante
- Carico concentrato (pilastro) → carico superiore
Cosa cambia in base al punto di applicazione del carico?
Carico superiore
Andiamo a vedere le isostatiche di trazione e compressione (sempre ortogonali fra loro) come vanno i flussi di trazione (linea continua) e di compressione (linea tratteggiata)
- Principali di compressione nella parte alta
- Verticali
- Equidistanti perché soggette ad un carico distribuito compressione uniforme
Man mano che vado verso i punti di appoggio le compressioni si concentrano sugli appoggi
- Principali di trazione → Si mantengono spesso orizzontali con concentrazione nella zona bassa
Schema resistente
Cerco di avvicinarmi il + possibile alle isostatiche di riferimento ottenendo così un possibile schema:
- Scompongo il carico in 2 forze
- Scompongo il carico in + forze → + scompongo il carico + il mio schema tende ad una poligonale → tendente ad un arco
Carico inferiore
Cosa cambia se il carico anziché essere applicato da sopra fosse applicato dal basso?
Non cambia molto, se non il fatto che devo trasportare il carico da sotto a sopra nella prima fase iniziale
- Le isostatiche di compressione tendono sempre ai due appoggi ed è + evidente l’andamento ad arco
- Le isostatiche di trazione assumono un andamento + verticale
Differenza fra carico superiore e inferiore
A differenza di prima devo aggiungere dell’armatura verticale chiamata armatura di sospensione che sostiene la componente verticale di trazione, cioè sospende il carico dall’arco che si genera con i puntoni di cls.
Comportamento trave - parete in prova sperimentale
A. Carico superiore
Si formano le fessure ortogonalmente all’armatura e si arrestano in prossimità del puntone di cls che blocca quindi la propagazione delle fessure.
Rottura della trave - parete
- Per eccesso di compressione negli appoggi
L’arco non ha problemi perché è caratterizzato da una tensione pressoché costante e la minima sezione ce l’ho in corrispondenza dell’appoggio → quindi se si rompe lo fa in corrispondenza del nodo di appoggio
- Per snervamento dell’armatura tesa ∗ 2 8 = = FORZA SUL TIRANTE ORIZZONTALE → 0,6 ∗
B. Carico inferiore
Abbiamo 2 ordini di fessurazione:
- Verticale dovuto all’allungamento dell’armatura inferiore
- Ad arco perché l’armatura distribuita di sospensione porta il carico nei vari archi paralleli che si formano → nascono delle fessure dovute all’allungamento dell’armatura di sospensione
Rottura della trave - parete
- Con entrambi i metodi del carico superiore
- Snervamento dell’armatura di sospensione → posiziono una quantità insufficiente di armatura
Intersezione di travi parete
Le travi pareti sono importanti perché ci consentono di costruire più pareti di questo genere che si intersecano ottenendo una distribuzione dei carichi in questo modo (tipo castello di carte):
- Ci sono due carichi concentrati che vengono scaricati alla parete bianca
- Successivamente tale carico si trasporta alla parete tratteggiata
- Infine il carico arriva alla parete blu
Posso quindi con questo metodo incanalare delle forze concentrate verso gli appoggi puntuali che mi sono prefissato tramite l’uso di schemi a tirante puntone in ciascuna parete.
Tramite questo procedimento possiamo progettare e trovare lo schema resistente una parete alla volta:
- Parete bianca: Il carico viene suddiviso nelle due estremità e scarica sulla parete centrale tratteggiata. Lo schema resistente che si forma è il seguente:
- Due puntoni di cls che convergono verso il vincolo centrale
- Un tirante d’acciaio orizzontale nella parte superiore
- Parete tratteggiata: In questo caso il carico è applicato inferiormente e quindi devo predisporre specifica armatura di sospensione ricreando tale schema resistente.
- Parete blu: Anche in questo caso il carico è applicato inferiormente e nella zona centrale della parte, quindi anche in questo caso serve l’armatura di sospensione per riportare il carico nell’arco di cls. Serve inoltre come nel caso precedente l’armatura nella zona sotto tesa.
Schemi alternativi
- Naturale o a cavalletto è quello che si avvicina di + alla soluzione elastica
- Sistema sospeso o alternativo non equilibrato ma distante dalla soluzione elastica
Rapporto di rigidezza fra schema 1 e 2 in funzione della snellezza della trave
➢ a: semi-luce ➢ z: altezza interna
- Trave snella (a dx) → trave di De Saint Venant non cambia nulla che il carico sia applicato sopra o sotto (Lo schema 1 e 2 hanno la medesima rigidezza)
- Trave tozza (a sx) Esempio: trave parete rettangolare a=2*z → lo schema 1 è 2 volte + rigido dello schema 2
A parità di carico applicato e definito la percentuale di armatura da mettere lo schema 1 è + rigido dello schema 2 che presenterà ampie fessurazioni dovute a labilità del sistema e non come quelle dello schema 1 dovute all’allungamento delle barre di armatura.
Schemi di posizionamento dell’armatura
Inserisco anche dell’armatura verticale per creare una zona di confinamento dove il puntone di cls può fissarsi al meglio soprattutto quando deve essere fissato su aree molto piccole come può essere quella di un pilastro.
Finora abbiamo parlato di travi in semplice appoggio ma che succede se la trave è iperstatica?
Nella trave iperstatica non vale + la soluzione di De Saint Venant quindi mi serve:
- Meno armatura per momento negativo nell’appoggio centrale
- Più armatura per il momento positivo in campata
Ho quindi una diversa distribuzione delle armature
Travi pareti con fori
Che succede alla trave parete quando aggiungo dei fori o delle aperture?
Il meccanismo tirante puntone ci consente di risolvere anche questa situazione. Ipotizzo di individuare un foro:
- In questo caso è quello + sfavorevole perché non può svilupparsi l’arco con i puntoni di cls
- Ipotizzo di sostituire i due pezzi di contorno al foro con due bielle
- Quella verticale può benissimo essere rappresentata come un carrello
- Quella orizzontale non sostiene carichi quindi posso eliminarla
Ottengo così il seguente schema che è riconducibile alla mensola Gerber e quindi conosco già la risoluzione di questo caso con il seguente schema resistente tirante puntone: Principio di sovrapposizione degli effetti → scompongo il carico in 2 parti
Fondazioni indirette su pali e ponti a cassone
Andamento delle isostatiche di trazione e compressione
- Fondazione su pali: le isostatiche di compressione tendono a concentrarsi nei pali
- Fondazioni su terreno: le isostatiche di compressione sono + distribuite
In entrambi i casi le isostatiche di trazione sono + concentrate nella zona bassa della fondazione
Ipotesi di calcolo:
- A → terreno alla Winkler → le σ applicate al terreno sono proporzionali all’abbassamento nel plinto → porta a distribuzione delle tensioni lineari
- B → piccole eccentricità ovvero la risultante dei momenti e sforzo normale è interna al nocciolo centrale d’inerzia della fondazione → altrimenti ho la parzializzazione della area resistente della fondazione
Pressioni nel terreno
Terreno alla Winkler
Ci sono tante molle in parallelo tutte quelle sotto alla fondazione si abbassano, mentre quelle appena fuori restano ferme.
In realtà non è così terreno mezzo continuo e non elastico:
- Roccia → pressioni di contatto concentrate ai bordi → come se poggiassi su pali di fondazione ai bordi → c’è bisogno di più armatura sulla base della fondazione rispetto ad una situazione standard di Winkler → NON POSSO USARE L’IPOTESI ALLA WINKLER MA FONDAZIONI SU PALI
- Sabbia → situazione opposta concentrazione delle pressioni nella zona centrale l’ipotesi di Winkler è + cautelativa in questo caso
- Argilla
- Carichi bassi o istantanei lavora per coesione come una roccia (condizioni non drenate) → NON POSSO USARE L’IPOTESI ALLA WINKLER
- Carichi alti o nel lungo periodo lavora come una sabbia (condizioni drenate)
Schemi resistenti di fondazioni su pali
Figura a) fondazione su 2 pali b) fondazione su 3 pali
Disposizione dell’armatura
Viene posizionata nella zona inferiore e può essere posizionata in 2 modi:
- A radiale (dal palo al centro del pilastro) → meno efficace → presenza di 3 strati di armatura centrale difficile da sovrapporre
- Nel perimetro → + efficace → sovrappongo al massimo 2 strati di armatura → confina meglio il cls e quindi riduce la fessurazione nel cls
Plinti a bicchiere
Può essere sia prefabbricato che realizzato in opera e contiene una sede all’interno della quale si inserisce il pilastro prefabbricato.
Assemblaggio plinto - pilastro
- Malta anti ritiro: serve per riempire i vuoti fra pilastro e plinto a bicchiere
- Boccola di centraggio: perno metallico che indica il centro del plinto bicchiere
- Perno: inserito sotto al pilastro da inserire nella boccola di centraggio garantendomi il perfetto allineamento
Tramite puntelli inclinati sorreggo in pilastro e getto la malta anti ritiro
Esempi
- Plinto totalmente prefabbricato → ottimo per terreni rocciosi perché non ha dimensioni notevoli
- Livello il piano di posa con del magrone di cls
- Ci appoggio il plinto e ho realizzato la fondazione
- Plinto a bicchiere realizzato in opera
- Armo la platea di fondazione del plinto
- Armo le pareti
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