La parola nella storia
La parola “classico” ha assunto nel tempo diversi significati senza mai perdere quelli precedenti, e aspirare ad una definizione univoca di classico sarebbe impossibile e limitativo.
Classico oggi
Ogni nazione fa un uso diverso di classico: per i francesi i classici sono i poeti nazionali soprattutto del 17esimo secolo; per gli inglesi sono gli scrittori dell'antichità; i tedeschi indicano con il termine le arti plastiche e il periodo tardosettecentesco di ripresa dell'antichità; noi italiani intendiamo con classico tradizione nazionale e rapporto con l'antico.
Nell'epoca contemporanea si sono affermati due opposti modi di considerare il classico alla luce di due approcci diversi: uno lo considera come valore immutabile e atemporale, un modello assoluto; uno rileva le contraddizioni storiche che stanno dietro al cambiamento del valore del termine. Il primo ridurrebbe il classico ad un'icona astratta, mentre il secondo riuscirebbe a cogliere le variabili della storia, perché la concezione di classico può modificarsi anche in relazione a trasformazioni sociali o politiche. Per quanto riguarda la letteratura molti autori negli ultimi secoli hanno provato a definire i classici e a stabilire un canone, che cambia continuamente in funzione delle trasformazioni sociali e culturali.
Origine e sviluppi
Fin dalle origini il termine classico mostra una propensione a contenere più significati. Classicus è aggettivo che deriva da classis, divisione dei ceti in base al patrimonio. Il primo a usare la parola con l'accezione di autorevole è Aulo Gellio che nelle Notti Attiche affronta problemi di linguistica e grammatica e pone scrittore classicus e absiduus all'opposto di scrittore proletario, con valore di affidabile. Questo significato, non trovato nel Medioevo, riprenderà ad essere usato dal 400.
Dopo le prime attestazioni nel volgare moderno, la parola classico si diffonde in modalità diverse a seconda delle singole culture, ad esempio nell'oratore ecclesiastico Panigarola, che con auttori classici intende quelli autorevoli, senza riferimenti all'antichità, ma vicini al sacro. Successivamente come autori classici vengono identificati quelli studiati a scuola. In questi primi secoli il termine non ha molta diffusione ed è sostituito da altri, come antichi scrittori di Leon Battista Alberti o migliori scrittori del Bembo.
Classico/antico/moderno
Contrapposizioni tra antichi e moderni hanno attraversato tutta la nostra cultura. Fino a 400 e 500, tutto ciò che è antico ha più valore, si esce dal Medioevo e si ha un'istanza di rinnovamento rivolta all'antico. Nei secoli successivi, con le scoperte scientifiche e tecnologiche, la modernità acquisisce un significato positivo. È una vera e propria rottura mentale, il moderno supera l'antico e l'epoca contemporanea balza in una condizione di superiorità rispetto al passato.
La querelle tra antichi e moderni
La disputa matura soprattutto in Italia e Francia tra il 500 e il 600 tra letterati che difendono l'autorità degli antichi e altri che, pur non negandola, affermano le maggiori potenzialità dei moderni. Mentre l'Italia rimane ancora legata ad un'idea di antichità, la Francia rivendica la propria modernità, perciò si assiste ad una risemantizzazione del classico. Nicolas Boileau pubblica De l'art poetique sul classicismo letterario.
Storia del termine tra 17esimo e 18esimo secolo
Nel 700 classico è inteso come appartenente alla tradizione antica e moderna e per questo affidabile e degno di fede, riconosciuto dalla comunità dei letterati. Viene usato allo stesso tempo, però, come sinonimo di antico. In epoca postrivoluzionaria classico viene caricato di significati ideologici extraletterari.
Per Foscolo, ad esempio, classico significa esemplare non solo per un canone artistico, ma in quanto in grado di portare ed esprimere valori storici e nazionali. In Italia, a fine 700, viene pubblicato il Parnaso dei classici italiani, che mira ad un riconoscimento della cultura nazionale soprattutto in chiave antifrancese, e si forma la Società dei classici italiani che pubblica la collana Scrittori italiani. Nell'800 la parola classico va a sostituire antichi per indicare latini e greci.
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