Classico: storia di una parola
Introduzione
"Classico: storia di una parola" di Silvia Tatti esplora l'evoluzione del termine "classico" e il suo significato nel tempo, fornendo una panoramica storica e culturale. Questo riassunto è utile per l'esame di Letteratura italiana del professore Stefano Verdino.
La parola nella storia
Classico oggi
Oggi il termine classico è polivalente e trova diversi usi nel mondo. Il significato e le accezioni cambiano da Paese a Paese. È difficile stabilire chi o cosa sia un classico, perché i classici mutano sempre. I canoni sono infatti in continuo cambiamento. In Italia, si considerano classici autori antichi e recenti, mentre in Francia i poeti del 1600 sono detti classiques.
Origine e sviluppi
Classicus deriva da classis, termine che indicava la prima fascia dei cittadini, aventi censo maggiore, quindi cittadini affidabili e facoltosi. Si contrapponeva quindi alla quinta classe, quella dei proletari. Per i Romani, quindi, classis aveva il significato di affidabile, ma classis era associato spesso ad adsiduus o antiquus, ovvero affidabile o antico. Nel Medioevo, antico corrispondeva a valido.
Nel 1500, compare in Francia per la prima volta nel volgare il termine classique, non con l’accezione di antico, bensì con quella di affidabile e autorevole. La prima attestazione nell’italiano volgare di classico invece intendeva affidabile e sacro. Classico era anche utilizzato per descrivere i “dottori classici”, ovvero eccellenti e autorevoli scrittori. Classico non significava quindi solo antico, ma col termine ci si rivolgeva anche alla contemporaneità. Per l’Encyclopedie, classico significava “qualcosa studiato a scuola, un modello affidabile”. In Italia fu usato anche “antichi scrittori” per indicare i modelli affidabili. Bembo utilizzò “migliori scrittori”.
Classico/Antico/Moderno
Il moderno era ritenuto inferiore all’antico. Tuttavia, Petrarca elogiava l’antico e la sua eleganza. Si erano formati un buon numero di scrittori, e iniziò la disputa tra “canzonieri antichi e moderni”. Prima di moderno, era usato novus, che aveva un’accezione negativa. Per alcuni, moderno però portava anche un senso di rinnovamento.
Dalla fine del 1500 invece moderno è considerato anche positivo, basti pensare alla bravura di Michelangelo. Moderno quindi era in contrapposizione con antico, ma Michelangelo era considerato pressoché migliore degli antichi, quasi superava quell’antichità tanto affidabile e stabile. Vasari lo considerava moderno e classico allo stesso tempo.
La querelle tra antico e moderno, tra il 1500 e il 1700
Gli antichi erano considerati grandi, ma i moderni potevano essere migliori, alcuni superavano addirittura le prodezze dell’antichità. Il progresso scientifico aveva portato a un miglioramento in ogni settore, e l’antico non era soltanto più imitato, era anche superato.
La querelle attraversò Francia e Italia. Sebbene in Francia ci fosse chi sosteneva le opere antiche, molti consideravano classici gli scrittori moderni, non quelli antichi. Il moderno era preferito all’antico, era meglio del passato. In questo periodo sono collocati gli scrittori classici per la cultura francese: questi riprendevano sì i valori dall’antichità, ma li rinnovavano con le nuove tecnologie e i nuovi pensieri. L’Italia era più legata all’antico, era più difficile progredire, visto che la discendenza dai Latini era diretta. La disputa tra antichi e moderni però quasi escludeva il termine classico. In quest’epoca era usato da pochi, non era una parola comune. Il significato di classico rimandava a quello di affidabile, di qualità.
Storia del termine tra XVII e XVIII secolo
Nel 1800, il dizionario della Académie française dava a classique più significati:
- Il primo era quello di antico e autorevole.
- Inoltre, la cultura francese del 1600 è considerata classique.
- Classici erano anche gli autori eleganti e corretti nella forma, ma i classici erano anche i testi analizzati nelle scuole, quindi dei modelli da seguire.
In Inghilterra, class è qualcosa che resiste e che è un buon esempio. In Italia, classico significava affidabile, autorevole, degno di...
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