Economia delle imprese Parte I
Il terzo settore
Il terzo settore è l'insieme degli enti di natura privata che producono beni e servizi e che fanno parte del settore della cooperazione tradizionale o del non profit. Il settore della cooperazione si suddivide a sua volta in due sotto settori: la cooperazione tradizionale e la cooperazione sociale.
Ogni organizzazione che svolge un'attività economica ha una molteplicità di soggetti che sono interessati alla sua attività. Questi sono detti stakeholder. Tra tutti gli stakeholder l'organizzazione ne privilegia alcuni, che costituiscono il gruppo beneficiario, ovvero i soggetti che gestiscono; i soggetti che invece detengono il potere di indirizzo e controllo fanno parte del gruppo dominante.
Correlazione tra gruppi
Esistono tre casi di correlazione tra questi gruppi:
- Il gruppo B include il gruppo D: coloro che governano l'organizzazione sono sempre beneficiari.
- I due gruppi sono parzialmente sovrapposti.
- I due gruppi sono completamente separati.
Lo scopo mutualistico è la caratteristica fondamentale della cooperazione tradizionale e si contrappone allo scopo di lucro. I soggetti che investono capitale di rischio sono detti investitori. Lo scopo di lucro è la ricerca attraverso un investimento di un beneficio economico privato che può essere realizzato in diversi modi. Il lucro è quindi indissolubilmente legato alla funzione economica dell'investitore.
Un'organizzazione, invece, persegue uno scopo mutualistico se l'insieme dei beneficiari-controllori, svolgono attività completamente differenti da quelle dell'investitore vero e proprio. La cooperazione tradizionale include tutte le tipologie di organizzazioni che perseguono lo scopo mutualistico ed hanno un assetto di tipo a.
Nelle società cooperative lo scopo mutualistico è richiamato dall'art. 2511 c.c. a cui si accompagna sempre un secondo elemento ovvero il principio democratico secondo cui il potere di controllo è distribuito in modo eguale tra i soci.
Principali tipologie di cooperative
- Società cooperative: Oltre allo scopo mutualistico, presenta altre caratteristiche fondamentali:
- Il capitale di rischio è fornito dai soci.
- Il capitale può essere variato senza dover variare lo statuto (per questo le cooperative sono definite società a capitale variabile).
- L'ingresso dei nuovi soci non può essere limitato per statuto ma assoggettato dall'accettazione da parte dei soci esistenti.
- Consorzi di cooperative: sono una forma di cooperazione che è definibile come società cooperativa in cui i soci sono a loro volta società cooperative o consorzi di cooperative.
- Enti mutualistici diversi dalle società: sono enti di natura mutualistica che non hanno forma societaria e di conseguenza non appartengono alle categorie a e b precedentemente descritte.
Un esempio particolare è quello delle società di mutuo soccorso generalmente considerate dalla dottrina giuridica di enti mutualistici.
Lo scopo mutualistico
Lo scopo mutualistico o mutualità è riassumibile con l'espressione "con i soci e per i soci senza intenti speculativi". Nella cooperativa di lavoro i soci perseguono benefici che riguardano la sfera del lavoro e non la valorizzazione del capitale investito; nella cooperativa di consumo la funzione economica verso cui è finalizzata l'attività di impresa è l'acquisto dei beni di consumo e via dicendo.
La mutualità dipende anche dal modo con cui il gruppo beneficiario viene beneficiato. Vi è contrapposizione tra mutualità e scopo di lucro anche perché il secondo caso prevede una divisione degli utili provenienti dall'esercizio di impresa. Dunque, affinché sia realizzato lo scopo mutualistico, il soddisfacimento dei soci non deve avvenire con la distribuzione periodica di utili.
Lo scopo mutualistico si realizza con due strade:
- Trasferimenti monetari ai soci: utile netto meno gli accantonamenti a riserva, distribuito sia sotto forma di ristorni che di dividendi. Contabilmente abbiamo un aumento dei costi e quindi una riduzione dell'utile/netto.
- Altri benefici: trarre beneficio da migliori condizioni materiali di lavoro. L'impresa può erogare benefici ai soci in modo diretto e non attraverso somme di moneta: sicurezza sul lavoro, comodità.
Lo scopo mutualistico è caratterizzante ma c'è comunque un libello minimo di mutualità che apre l'accesso ad agevolazioni come detassazione parziale o totale degli utili.
Legge Basevi
- Divieto di distribuzione dei dividendi superiori alla ragione dell'interesse legale ragguagliato al capitale effettivamente versato.
- Divieto di distribuzione delle riserve tra i soci durante la vita sociale.
- Devoluzione del patrimonio sociale a scopi di pubblica utilità conformi allo spirito mutualistico.
Dichiarazione dell'identità cooperativa
Secondo la Dichiarazione, per essere una cooperativa, un'organizzazione deve avere le seguenti caratteristiche:
- Autosufficienza
- Autoresponsabilità
- Democrazia
- Uguaglianza
- Equità
- Solidarietà
Esistono inoltre diversi principi, i più importanti sono:
- Primo principio, Principio della porta aperta: la cooperativa deve essere aperta all'entrata di nuovi soci che vogliono aderire all'impresa.
- Terzo principio: il capitale delle cooperative deve essere fornito dai soci e la sua remunerazione deve essere limitata. Inoltre le riserve dovrebbero essere almeno in parte indivisibili.
- Settimo principio: si discute del perseguimento della pubblica utilità e dell'interesse generale.
Enti non-profit
Gli enti non-profit sono enti assenti dal nostro ordinamento giuridico ma hanno comunque un largo uso nelle analisi economiche o sociologiche oltre che nel linguaggio ordinario. L'ISTAT individua come istituzioni non profit: tutte quelle unità istituzionali produttive di beni e di servizi anche prive di personalità giuridica che non distribuiscono i profitti ai soggetti costituenti.
Le caratteristiche principali sono:
- Formalmente costituiti in una qualche forma giuridica.
- Hanno natura privata.
- Sottostanno al vincolo della non distribuzione degli eventuali utili realizzati.
Le associazioni
Le associazioni si suddividono in associazioni:
- Riconosciute: le associazioni riconosciute, e le fondazioni, sono entrambe persone giuridiche.
- Non riconosciute: sono la maggioranza degli enti non-profit esistenti.
Cooperazione sociale
La cooperativa sociale ha l'interesse di perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e all'integrazione sociale dei cittadini attraverso la gestione di servizi sociosanitari/educativi e lo svolgimento di attività diverse per garantire l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
Le cooperative sociali possono essere di due tipi:
- Tipo a
- Tipo b
Esiste comunque una nuova forma di cooperazione sociale ovvero quella delle cooperative sociali miste (o a scopo plurimo).
Punti di distacco dalla cooperazione sociale
Sono tre i principali punti di distacco dalla cooperazione sociale dal mutualismo puro:
- Perseguire l'interesse generale della comunità alla promozione umana e integrazione sociale dei cittadini.
- Presenza dei soci volontari che non partecipano alla distribuzione dell'utile cooperativo. Pertanto non c'è inclusione del gruppo D nel gruppo B.
- Presenza di persone svantaggiate come ex tossici e detenuti da inserire nel mondo del lavoro.
L'impresa sociale
L'impresa sociale può prendere parte in "tutte le organizzazioni private ivi compresi gli enti di cui al libro V del codice Civile, che esercitano in via stabile e principale un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale."
L'impresa sociale può perseguire l'inserimento di lavoratori svantaggiati o lavoratori disabili.
Un ultimo aspetto organizzativo che vale la pena sottolineare è la possibilità di impiego del lavoro volontario nell'impresa sociale. Nell'impresa lucrativa la prestazione d'opera gratuita non ha senso invece nella cooperativa sociale è prevista però la norma.
-
Riassunto esame Economia dell'impresa, Prof. Pier Angelo Mori, libro consigliato "Economia della cooperazione e del…
-
Riassunto esame Economia dell'impresa, Prof. Mori Pier Angelo, libro consigliato Economia della cooperazione e del …
-
Riassunto esame economia e direzione delle imprese, prof Schiesari, libro consigliato "Economia e gestione delle im…
-
Riassunto esame Economia e gestione delle imprese, Prof. Rizzi, libro consigliato Economia e Management delle impre…