L'età d'oro della letteratura spagnola
Cinquecento
Francisco Delicado e La Lonzana Andalusa
Il Retrato de la Lonzana Andaluza (ritratto della Lonzana andalusa) è una novella a forma di dialogo (chiamate marmotretos) di Francisco Delicado pubblicata nel 1528 a Venezia. Inizialmente l’opera venne fraintesa e fu superficialmente accolta come lettura d’evasione, tanto che ancora in tempi recenti è stata sottoposta al giudizio dei critici spagnoli, alcuni dei quali l’hanno definita: “Libro immondo e brutto”.
La Lonzana Andalusa è ambientata nel pieno splendore della Roma rinascimentale e tratta dell’inquietante giro della malavita: “bordelli, prostitute, lenoni, trafficanti spagnoli ed ebrei sefarditi (penisola iberica) trapiantatisi nei quartieri dei sobborghi romani”.
- Unico criterio → adesione alla verità; indica la decadenza dopo il sacco di Roma.
- Intento del libro → consolare e divertire i compagni di sventura fuggiti dall'orrore della capitale.
All’interno di questi dialoghi possiamo contare all’incirca 125 personaggi, ma l’eroina assoluta, protagonista assoluta è Aldonza, prostituta andalusa (unico caso nella storia letteraria) autonoma e spavalda, campionessa di lozania (da qui identificata Lozana). Quest’ultima è una feroce legge di sopravvivenza che con la protagonista è diventata una vera e propria arte, un mix di furbizia e ingegno. Attraverso di essa, Aldonza si è fatta una posizione che le consente di attraversare “l’intera Babilonia Romana”, mettendo a nudo il suo marciume e coinvolgerne tutte le classi sociali, ma lei rimane al di sopra di esso in una sorta di spensieratezza che le proviene dal disarmante convincimento che questa sia la vera “normalità”.
Aldonza → Eroina dell'antieroismo
Ogni intento educativo, ogni messaggio, è veicolato dalla verità. Infatti come dice lo stesso Delicado, l’opera è basata sulla naturaleza, ovvero su ciò che ha visto e ha udito durante il suo periodo romano. A dipingere lo scenario non è altro che il linguaggio del volgo, all’interno del quale convivono una mescolanza di parlate, fra loro interferenti. Una specie di lingua franca attraverso la quale s’intendono a meraviglia truffatori e prostitute, accattoni e fattucchieri, etc.
Questo sistema di comunicazione prevede la denominazione degli oggetti in chiave pornografica attraverso l'uso. Erotismo → grande protagonista del racconto.
Delicado usa il dialogo per il realismo della sua opera, ma quest'ultimo può essere una scelta meditata nel caso dell'attacco all'istituzione. La satira anticlericale fornisce un bersaglio di vaste dimensioni → si critica la degenerazione delle sfere ecclesiastiche cercando di ripristinare la purezza evangelica. Si usano:
- L'anonimato
- Assunzione di modelli classici in funzione di schermi fittizi rifacendosi a Luciano che utilizzava i dialoghi con metamorfosi, animali parlanti etc.
Susseguono al Retrato de la Lonzana Andaluza altri due dialoghi:
- Il Cròtalon
- Diálogo de las transformaciones
Si tratta di due opere anonime (probabilmente Cristobal de Villlon) molto simili nel tema e nell’impianto. In entrambe gli interlocutori sono il calzolaio Micillo e un gallo, ma il vero protagonista è quest’ultimo, che essendo passato attraverso numerose reincarnazioni, possiede un'enorme riserva di conoscenze, notizie, segreti, tanto che i suoi discorsi possono spaziare su epoche e mondi diversi.
I momenti migliori del gallo riguardano due delle precedenti vite:
- Quando è stato abate in un convento cistercense
- Quando ha soggiornato, donna, in un monastero femminile
Attraverso questi due momenti ne approfitta per fare una serie di accuse durissime contro la chiesa e i suoi rappresentanti. Esempio: vogliono che arrivi il digiuno per potersi divertire; fingono mal di testa per non andare ai ritrovi mattutini.
Il Viaje de Turquía
Il “Viaje de Turquía” è un altro dialogo che chiude l’epoca di Carlo V scritto dal professore Laguna, noto per i suoi numerosi spostamenti. Questo dialogo ne è la completa attestazione dove la memoria dell’esperienza vissuta non permette all’autobiografismo di prelevare. Si tratta di un dialogo fantastico e avventuroso a tre voci.
I tre personaggi presenti nel “Viaje” rappresentano l’emblema della Spagna. Si tratta di tre protagonisti versati nell’arte dell’arrangiarsi e depositari di conoscenze apprese non per libera scelta.
La scena si apre sulla strada che porta alla città di Santiago di Compostella, due dei personaggi Juan e Matalascallando vengono fermati improvvisamente da un pellegrino vestito da monaco con barba e capelli incolti. Quest’ultimo si rivolge a loro in greco. Prende la parola Juan, che si è sempre vantato delle sue conoscenze di linguistiche, ma riesce a interrogare lo sconosciuto in una “ensalada de lenguas”, dove mescola un po’ di italiano e un po’ di guascone. Il pellegrino dopo aver udito le parole, ridacchia e inizia a parlare in spagnolo. Si tratta del loro vecchio amico Pedro de Urdemalas (Ulisse spagnolo) che torna dalla Turchia dove era stato fatto prigioniero.
Il dialogo a questo punto si divide in due parti:
- Pedro narra a Juan e Matalascallando di come cadde prigioniero dei Turchi durante una battaglia navale presso Ponza e di come, durante la sua lunga permanenza a Costantinopoli, abbia alternato la vita da recluso con prestazioni da medico che hanno impressionato il Pascià e la Sultana al punto da fargli guadagnare una promessa di libertà. Svanita la speranza a causa della promessa mancata, fugge sul monte Athos, peregrinando lungo l’arcipelago e infine passando attraverso l’Italia e la Francia è riuscito a rientrare in patria.
- Pedro racconta a Juan e Matalascallando gli usi e i costumi turchi, religione, sistema di governo, località, etc.
Le avventure del protagonista non bisogna leggerle solo in chiave di lettura di viaggi ma bisogna considerare che Pedro rimarrà sempre un po' scioccato dalla scoperta di un volto imprevisto della sua terra → stupore negativo per le tristi condizioni della Spagna.
Laguna assume dati e nozioni in vista di una rielaborazione resa possibile da una tecnica di confronto dinamico tra culture e mentalità diverse. La simultaneità delle sue descrizioni evidenzia le debolezze del paese. Offre spunto per continue riflessioni.
Il Lazarillo de Tormes
Il Lazarillo de Tormes —> 3 edizioni dal 1554 al 1559.
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