Bartolomé Bennassar: il secolo d'oro spagnolo
Introduzione
Che cos'è il secolo d'oro spagnolo?
L'espressione secolo d'oro viene attribuita a un determinato periodo della storia della Spagna che si colloca tra il 1525 e il 1648. 1525 perché gli inizi del regno di Carlo V non erano stati felici, essi furono segnati da una crisi politica e sociale, quella delle Comunidades in Castiglia e quella delle Germanías a Valencia e a Maiorca e solo dopo il 1525 possiamo considerare realizzata la pacificazione e confermata la monarchia. 1648 è la data simbolica che segna la fine della superiorità militare della Spagna dopo gravi sconfitte e l'abbandono definitivo dei Paesi Bassi del Nord consentito dai trattati di Vestfalia mentre la Spagna interna conosce una grave crisi: sul piano demografico ci fu una terribile epidemia di peste accompagnata dalla carestia e sul piano politico perché la e il Portogallo provocarono la caduta di Olivares e promuovendo dopo il 1640 dei movimenti a carattere separatista, uno dei quali sfocerà nell'indipendenza portoghese.
Nel 1525 Carlo V, re di Spagna dal 1516 e imperatore dal 1519, regnava sul regno spagnolo che comprendeva anche i regni di Castiglia e d'Aragona. La Spagna aveva un vasto territorio e dopo la sua morte, il futuro Filippo II diventerà duca di Milano e la Spagna, in seguito, aggiungerà anche il ducato di Milano. Genova dal 1527 per un secolo diventerà alleata della Spagna, e quest'ultima con l'aiuto a Firenze per la conquista di Siena, ebbe delle fortezze sulle coste toscane. La Spagna era senza dubbi una potenza mondiale e solo l'impero ottomano, suo rivale nel mediterraneo, poteva esserle paragonato.
Sul proscenio: i personaggi dello spettacolo
Parate reali
Carlo V e Filippo I, II e III ebbero 8 mogli di cui 4 il solo Filippo II, ricevimenti e cortei nuziali erano quindi frequenti tra i reali.
Il mestiere di regina
Il mestiere di regina imponeva di avere molti figli per assicurare la successione e garantire le strategie matrimoniali del monarca e dei suoi consiglieri. La maggior parte dei piccoli moriva in tenera età, per eccessiva giovinezza delle madri, l'insufficienza della medicina del tempo e delle cure aumentavano il numero dei decessi prematuri.
Gli uomini del re
La Spagna non è un regno ma un insieme di regni, il re non potendo essere fisicamente presente in ogni regno, viene rappresentato da viceré o governatori. I consigli di governo che, con il re, amministravano in diversi regni soggetti alla monarchia, erano il vertice della struttura statale ma altri posti erano riservati ai letrados cioè alla nobiltà, i quali, però, non partecipavano al consiglio di stato. Il re, comunque, affidò cariche importanti anche a persone appartenenti alla piccola nobiltà e che non erano letrados.
Le Cortes sono assemblee convocate dal sovrano in luogo e data di sua scelta, senza alcuna periodicità e da esse vennero allontanati quei rappresentanti della nobiltà che ancora nutrivano tendenze separatiste, mentre al posto dei rappresentanti delle città vennero nominati degli aristocratici, nominati direttamente dal re e posti al governo delle città stesse. Filippo II portò a termine la costituzione della monarchia assoluta ed accentrata, sopprimendo le autonomie locali ed in modo particolare in Aragona: ogni provincia del regno venne affidata ad un Corregidor, un governatore di nomina reale.
Quando la guerra è lontana: la Spagna, territorio di pace
Il periodo di pace inizia verso il 1525 e va fino al 1648 cioè fino alle guerre con il Portogallo e della . Durante questi anni la Spagna riuscì a fare della guerra una merce di esportazione, gli uomini reclutati erano di diverse nazionalità, naturalmente per tenere la guerra fuori, la Spagna sostenne uno sforzo materiale e finanziario considerevole come il mantenimento di nove guarnigioni sulle frontiere dei Pirenei, del Milanese, delle piazzeforti e soprattutto un importante esercito che mantennero gli scontri lontano dalla Castiglia e dall'Aragona. Fu investito molto sull'armamento navale e la difesa delle coste mediterranee diede luogo ad importanti lavori di fortificazione di molte località. Dal 1580 le operazioni più importanti si svolsero nell'Atlantico, i corsari inglesi e olandesi si rivelarono pericolosi quanto i barbareschi e fu necessario fortificare Lisbona, i porti della Galizia e soprattutto Cadice, costruendo una grande flotta di vascelli. Gibilterra iniziò ad essere fortificata già nel 1537 ma potenziata nel 1540, vista la sua posizione strategica in cui si incontrano il Mediterraneo e l'Atlantico.
Nonostante queste misure preventive, dal 1568 al 1570 ci fu la rivolta dei moriscos di Granada che scatenarono una guerra tra cristiani e musulmani, altro disordine si ebbe nelle valli dell'Ebro nel 1585-86 a causa di aggressioni reciproche tra i villaggi moreschi e cristiani e altro avvenimento fu la campagna condotta da Filippo II contro la città di Saragozza nel 1591 in seguito all'evasione di Perez resa possibile dalla sommossa popolare.
L'allontanamento della guerra non garantiva, però, una sicurezza assoluta, infatti le guerre private continuarono, come la violenza aristocratica al regno di Valencia o quella in Andalusia, manifestata con scontri e assassinii ma anche a rapine. La lotta contro i banditi era uno dei principali compiti dei viceré.
I conti della vita e della morte: dall'aritmetica delle cifre a quella delle opinioni
La Spagna, nonostante tutto, fu comunque colpita dalla carestia, dalle malattie e dalle epidemie come il resto dell'Europa. Per lungo tempo fu una nazione giovane nella quale la vita prevaleva sulla morte, ma dopo il 1620 fu il contrario. Una serie di cattivi raccolti o epidemi...
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