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dell’universo, ma si trova anche la negazione dell’infinità dell’universo. Per Cartesio l'esame

dell'infinito, condotto da una mente finita, presuppone la sua riduzione a finito. In universo che non

ha limiti ne confini la centralità dell'uomo perde senso. Sugli abitanti di altri mondi e sull'esistenza

di altre creature, Cartesio sostiene che la questione non si può definire. Alla fine della sua vita

ripropone l’idea che possano esistere altri mondi abitati: Dio potrebbe aver creato altri mondi e

creature.

Non siamo soli nell’universo

Keplero crede nell'esistenza di una parete o di una volta che racchiude l'immensa cavità il cui

centro è il sole. Brahe crede che l'universo sia finito e racchiuso dalla sfera delle fisse. Gilbert

sostiene la tesi secondo cui le stelle fisse fossero poste non in una superficie sferica, ma a diverse

altezze. Nel 1567 Melantone formula, contro la tesi dei mondi abitati, una serie di obiezioni fisiche

e teologiche che verranno riprese negli ambienti protestanti e cattolici. Nel 1634 Keplero compose

il “Somnium”, testo con tratti autobiografici in cui narra un viaggio sulla Luna dove gli abitanti sono

enorme, hanno vita breve, stanno sotto il calore del sole per poi rifugiarsi in fredde caverne.

Quattro anni dopo Wilkins si rende conto delle difficoltà di tipo teologico presenti nell’ipotesi dei

mondi abitati. Quest’affermazione è considerata da sempre eretica. Wilkins fa riferimento alla tesi

diabolocentrica secondo cui la terra, essendo formata da una materia più vile di qualunque altra

parte dell’universo, deve situare per forza al centro, luogo peggiore. Dalla tesi della pluralità di

mondi abitati emergono domande sulla redenzione, sul senso della vicenda, sul peccato originale,

del sacrificio di Cristo. Tra la fine degli anni trenta e degli anni sessanta compaiono una serie di

testi nei quali il tema dei viaggi sulla Luna e negli spazi celesti si intrecciava con considerazioni

filosofiche, morali, astronomiche. Cyrano è uno degli esponenti più noti del pensiero libertino: è

seguace della dottrina di un universo organico e vivente, mescola insieme temi attinti dal

platonismo ermetico, all’atomismo e la nuova cosmologia. Le stelle fisse sono Soli e da ciò si può

concludere che il mondo è infinito. Borel vede nelle scoperte galileiane la prova della verità del

sistema copernicano e della validità delle ipotesi sui mondi abitati. Le scoperte microscopiche

vengono utilizzate da Fontanelle a sostegno della tesi della vita diffusa per l’universo.

Le congetture di Huygens

Huygens sostiene che né Cusano, né Bruno e né Fontanelle hanno svolto una seria ricerca sugli

abitanti degli altri mondi. Le vie che conducono alla conoscenza di cose tanto lontane non sono

sbarrate. A esse non devono essere posti ostacoli per due ragioni:

1. se avessimo accettato l’imposizione di limiti alla curiosità umana, non

conosceremmo ancora la forma della terra e né tantomeno l’esistenza del

continente americano;

2. la ricerca di teorie verosimili costituisce l’esistenza stessa della fisica.

Huygens crede che conoscendo la terra è possibile fare congetture sugli altri pianeti: non è detto

che gli abitanti degli altri pianeti siano simili a noi ,ma sono strutturalmente analoghi. Prima

dell’invenzione del telescopio la tesi che il sole sia una delle stelle fisse appariva in disaccordo con

la dottrina copernicana: oggi chi abbraccia il copernicanesimo sa che le stelle non sono collocate

sulla superficie di una sfera e pensa che esse siano sparse in tutto l’universo. Keplero pur

credendo a ciò riteneva che il sole fosse collocato al centro di uno spazio più grande, al di sopra

delle quali inizia un cielo pieno di stelle. Se le cose stessero diversamente vedremmo solo poche

stelle e di diverse grandezze: le stelle più grandi ci appaiono piccole quindi quelle di due, tre volte

più distanti ci appaiono due o tre volte più piccole. Così si giungerebbe a stelle inosservabili e

dovremmo vedere poche stelle di diversa grandezza. Al contrario ne vediamo molte e non molto

diverse di grandezza. Il ragionamento di Keplero era sbagliato: è nella natura del fuoco di essere

visibile a distanza. L’errore di Keplero ha radici profonde: egli considera il sole un oggetto più

importante delle altre stelle, unico in natura ad avere un sistema di pianeti e collocato al centro

dell’universo. Bisognava che ci fosse nell’universo un solo coro di pianeti attorno al sole. La

conclusione di Keplero secondo cui la distanza del sole dalla sfera delle stelle fisse è centomila

volte il diametro della terra è fondata sulla ragione che il diametro dell’orbita di Saturno sta a quello

della superficie inferiore delle stelle fisse come il diametro del sole sta a quello dell’orbita di

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Saturno. A queste strane idee Huygens contrappone la tesi bruniana di una stessa natura per il

sole e le stelle.

Crisi e fine dell’antropocentrismo

Nuova immagine del mondo costruita da Newton: non c'è più molto spazio x un universo ordinato e

perfetto. La terra si configura come solo una parte dell'universo. Le lunghe dispute sull'infinità

dell'universo e sulla pluralità e abitabilità dei mondi contribuiscono a mettere in crisi ogni

concezione antropocentrica e terrestre dell'universo. Era nata una nuova immagine della natura e

del posto dell'uomo in essa. 9.FILOSOFIA MECCANICA

Necessità della immaginazione

Da Copernico a Newton sono presenti:

• macro-scienze: hanno a che fare con proprietà e processi che possono essere osservati

misurati;

• micro-scienze: richiede delle micro-entità che vengono dichiarate inosservabili.

L’analisi viene ricondotta alle condizioni più semplici e viene realizzata mediante un processo

di astrazione da ogni elemento sensibile e qualitativo. Fatti appaiono alla scienza solo quegli

elementi dle mondo reale che vengono raggiunti sulla base di criteri teorici. L’interpretazione

dell’esperienza avviene sulla base di tesi prestabilite: la resistenza dell’aria, l’attrito, i differenti

comportamenti dei corpi, gli aspetti qualitativi del mondo reale vengono interpretati come

irrilevanti per la filosofia naturale. Nella filosofia meccanica la realtà viene ricondotta a una

relazione di corpi o particelle materiali in movimento, interpretabile tramite le leggi del moto

individuate dalla statica e dalla dinamica. Ciò che ci appare come luce è un movimento rapido

che si trasmette ai nostri occhi attraverso l'aria e altri corpi trasparenti. È necessario x la

scienza passare dall'osservabile all'inosservabile. La scienza costringe gli uomini ad

immaginare. Hooke è uno degli scienziati che partecipa ai dibattiti sulla costituzione della

materia. Per lui la struttura interna della materia e degli organismi viventi sono inaccessibili ai

sensi. Per Hooke da un'analogia degli effetti possiamo risalire ad un'analogia delle cause.

La meccanica e le macchine

La meccanica si è emancipata dalle sue origini pratiche e dai suoi iniziali legami con le

macchine, con il modo di pensare degli artigiani, dei maestri di bottega, dei meccanici e degli

ingegneri. Con Galilei e Newton la meccanica è diventata un ramo della fisica che studia

la dinamica, la statica e che trova nella teoria delle macchine solo una delle molteplici

applicazioni. La filosofia meccanica è fondata su alcuni presupposti:

• la natura non è la manifestazione di un principio vivente, ma un sistema di materia in

movimento retto da leggi;

• queste leggi sono determinabili con precisione matematica;

• un numero ridotto di queste leggi è sufficiente a spiegare l'universo;

• la spiegazione dei comportamenti della natura esclude ogni riferimento a forze vitali o

cause finali.

Spiegare un fenomeno vuol dire costruire un modello meccanico. Il mondo immediato

dell'esperienza non è reale. Reali sono la materia e i movimenti dei corpuscoli che

costituiscono la materia. Keplero rifiuta l'analogia fra universo e divino essere animato e afferma

che l'universo è simile ad un orologio. Anche per Boyle l’universo è simile a una grande macchina

che è capace di movimento. Per secoli era stato accettato un universo creato per l’uomo, ma

anche analogo ad egli. La dottrina dell’analogia microcosmo-macrocosmo aveva dato espressione

ud un immagine antropomorfica della natura. Il meccanicismo elimina ogni prospettiva di tipo

antropomorfico. Il meccanicismo investì anche il terreno di indagine della fisiologia e della

psicologia. Le teorie della percezione appaiono fondate sull’ipotesi di particelle che penetrano negli

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organi di senso producendo moti che vengono trasmetti dai nervi al cervello. Il meccanicismo

affermava l’esistenza di regole. La filosofia meccanica affermava cosa era la scienza e cosa

doveva essere.

Cose naturali e cose artificiali: conoscere e fare

In una macchina ogni elemento adempie ad una specifica funzione: non ci sono più fenomeni più o

meno nobili. Il mondo concepito come un orologio fa cadere l’immagine tradizionale del mondo

come una sorta di piramide che ha in basso le cose meno nobili e in alto quelle più vicine a Dio.

Gassendi contrappone all’universo privo di vuoto di Cartesio un universo composto da particelle

indivisibili che si muovono nel vuoto. Gassendi è un avversario degli aristotelici, degli occultisti ed

è critico verso i cartesiani. Era vicino alla tematica dei Libertini e teorizzava uno scetticismo

metafisico che costituiva l’accettazione del carattere limitato del sapere scientifico. L’uomo può

conoscere solo quei fenomeni dei quali può costruire modelli o solo quei prodotti artificiali che ha

costruito con le sue mani. Questa affermazione implica la non-diversità tra i prodotti dell’arte e

quelli della natura quindi il rifiuto della tradizionale definizione dell’arte come imitazione della

natura: se fosse così essa non potrà raggiungere la perfezione della natura. L’arte è quindi solo un

tentativo di contraffare la natura. La filosofia meccanica mette in crisi la concezione del rapporto fra

arte e natura. Bacone critica la teoria aristotelica della specie per la quale un prodotto della natura

è qualificato come avente una forma primaria, mentre al prodotto dell’arte spetta solo una forma

secondaria. Solo Dio può conoscere le essenze della natura perchè ne è stato il costruttore.

L'uomo può conoscere solo quei fenomeni dei quali può costruire modelli.

Animali, uomini, macchine

Per Cartesio gli animali sono solo macchine. Il riconoscimento dell’esistenza di un’anima razionale

serve a tracciare una linea di demarcazione tra le macchine-viventi e alcune particolari funzioni di

quelle particolari macchine che sono gli uomini. Una macchina che avesse gli organi e l’aspetto di

un animale avrebbe bisogno di una particolare disposizione dei suoi organi. Una macchina che

abbia così tanti e diversi organi da poter agire in ogni circostanza non è, per Cartesio, concepibile.

In moltissime cose quelle macchine potrebbero agire anche meglio di noi, ma in altre cose

fallirebbero inevitabilmente. La saggezza o la capacità di adattarsi all’ambiente non sono dunque

doti che le macchine possano acquistare. Lo stesso vale per il linguaggio. L'anima ragionevole non

può derivare dalla potenza della materia ma è stata creata da Dio. Tutto ciò che sta al di sotto della

soglia del pensiero e del linguaggio è interpretabile secondo i canoni del meccanicismo. Nell'uomo

l'anima ha la sua sede nella ghiandola pineale, vicina alla base del cervello, ed essa controlla quei

moti che trasformano i pensieri in azioni e in parole. Sostiene anche l’esistenza di spiriti, simili a un

vento, che scorrono attraverso i nervi e provocano meccanicamente la contrazione dei muscoli.

Cartesio ha chiara la distinzione tra processi fisiologici volontari e involontari: ha una precisa idea

di quel fenomeno denominato atto riflesso, apre la via al meccanicismo biologico e alla

sostituzione dei metodi della chimica e della fisica ai principi vitali della tradizione vitalistica. Daniel

affermerà nel 1703 che tutti i cartesiani dovrebbero sostenere che anche gli esseri umani sono

soltanto delle macchine. Anche Borelli parla di una somiglianza fra automi (muoversi in modo

meccanico) e animali che si muovono da sé e si richiama alla geometria e alla meccanica come a

due scale sulle quali è necessario salire per raggiungere la scienza del moto degli esseri viventi. I

movimenti di animali nel camminare, correre, saltare, nonché il volo degli uccelli e il nuoto dei

pesci vengono studiati dal punto di vista geometrico-meccanico, come sistemi di macchine

semplici. Egli respinge ogni interpretazione chimica dei fenomeni fisiologici e interpreta su basi

meccaniche i processi dell’intero organismo.

Si può essere meccanicisti e rimanere cristiani?

I maggiori filosofi naturali del 600 che si fecero sostenitori del meccanicismo ammiravano

Democrito e gli antichi atomisti e il poeta romano Lucrezio che avevano costruito un’immagine del

mondo di tipo meccanico e corpuscolare. I sostenitori del meccanicismo associavano l'origine del

mondo al caso e non a Dio. I filosofi dei quali prendere le distanze sono:

21 • Hobbes: ha esteso il meccanicismo all’intera vita psichica, ha concepito il pensiero come

una sorta di istinto, ha ricondotto al movimento tutte le determinazioni e trasformazioni di

una realtà intesa come corpo;

• Spinoza: ha negato la distinzione tra un mondo materiale e un dio immateriale, ha negato

che dio sia persona e che possa avere scopi e disegni. Ha affermato che questi sono solo

la proiezione in dio di esigenze umane. Ha affermato la inseparabilità di anima e corpo. Ha

visto nell’universo una macchina eterna, prima di senso e scopo.

Gassendi, anche se pone gli atomi creati da dio, apparve a molti vicino alle posizioni dei libertini.

Contro i libertini polemizza Mersenne che si schiera dalla parte della nuova scienza. Pomponazzi

negava l’esistenza dei miracoli e sosteneva che le tre grandi religioni mediterranee erano state

fondate, per scopi politici, dai tre impostori Mosè, Cristo e Maometto. Mersenne pensava che la

magia naturale fosse assai più pericolosa, per la tradizione cristiana della nuova filosofia

meccanica. Quest’ultima poteva essere conciliata con la tradizione cristiana. Boyle esalta

l’eccellenza della filosofia corpuscolare o meccanica. Egli si preoccupa di tracciare due linee di

demarcazione:

• Deve distinguerlo da tutti coloro che ritengono che gli atomi, incontrandosi insieme per

caso in un vuoto infinito siano in grado da soli di produrre il mondo e i suoi fenomeni;

• Differenziarla dai meccanicisti moderni.

Nel meccanicismo di Boyle dio non si limita a conferire il moto alla materia, ma guida i movimenti

delle singole parti di essa in modo da inserirle nel progetto del mondo. Una volta che l’universo è

stato strutturato da dio e che dio ha stabilito le regole (leggi di natura) si può affermare che i

fenomeni sono prodotti dall’attaccamento meccanico delle parti della materia e dalle loro

operazioni secondo le leggi della meccanica. La distinzione tra origine delle cose e successivo

corso della natura è importante: coloro che indagano sull'origine dell'universo hanno la pretesa di

dedurre il mondo ,di costruire ipotesi e sistemi. La scienza è in grado di dire qualcosa non solo su

cosa è il mondo, ma anche sul processo della sua formazione. La struttura del mondo presente è il

risultato della materia, delle leggi della materia, del tempo. Agli occhi di Newton appare innegabile

la distinzione tra mente e corpo. Il destino non avrebbe mai potuto far muovere tutti i pianeti allo

stesso modo in orbite concentriche e l’uniformità del sistema solare è effetto di un disegno

intenzionale. I pianeti continuano a muoversi nelle loro orbite per le leggi della gravità, ma la

posizione di queste orbite non può essere attribuita a queste leggi: la disposizione del sole, dei

pianeti e delle comete può essere solo opera di un essere onnipotente e intelligente. Le leggi

naturali cominciano ad operare solo dopo che l’universo è stato creato. La scienza di Newton è

una descrizione dell’universo così come è. Newton e i newtoniani non accetteranno mai l'idea che

il mondo possa essere stato prodotto da leggi meccaniche.

Leibniz: la critica al meccanicismo

Anche per Leibniz la filosofia di Cartesio è pericolosa. Se la materia può assumere tutte le forme

né segue che nulla di ciò che si può immaginare di assurdo non è accaduto o non potrà mai

accadere. Se tutto è possibile allora non c’è alcuna provvidenza. Sostenere, come fa Cartesio, che

la materia passa tutte le forme possibili, equivale a distruggere la saggezza e la giustizia di dio. Il

meccanicismo per Leibniz è strumento utile nell'indagine fisica, ma inadeguato sul piano

metafisico. Critica i suoi presupposti fondamentali: la riduzione della materia ad estensione, la

costituzione corpuscolare della materia e la sua divisibilità in atomi indivisibili, la passività della

materia, la distinzione tra il mondo della materia e quello del pensiero. La forza viva non è x

Leibniz un numero o una pura quantità matematica. In essa si manifesta una realtà metafisica.

Materia e movimento sono le manifestazioni fenomeniche di una realtà metafisica. I corpi fisici

sono risultati di centri di forze o sostanze semplici e individuali creati direttamente da Dio che

Leibniz chiama monadi. Esse sono enti in se completi e indipendenti. Egli respinge il vuoto,

l’azione a distanza e rifiuterà lo spazio assoluto. Nella prospettiva di Leibniz la fisica non può

essere ridotta alla meccanica e la meccanica non coincide con la cinematica. La forza è uguale

alla quantità di moti solo nelle situazioni statiche. Per lui la sostanza è attività e dove c’è attività c’è

sostanza. Nella biologia egli trova stimoli e conferme per il suo sistema: concepisce la materia

come infinito aggregato di monadi. L'armonia presente nel mondo reale, scelto da dio come il

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migliore fra tutti i mondi possibili, esclude dalla natura i salti, le discontinuità, le contrapposizioni.

La natura obbedisce ai principi della continuità e della pienezza. L'indagine sul mondo naturale

non è solo matematica ma anche sperimentalismo.

10.FILOSOFIA CHIMICA

La chimica e la sua galleria degli antenati

L’astronomia possiede nel 500 una struttura teorica altamente organizzata che fa uso di tecniche

matematiche. La chimica dello stesso periodo non ha una struttura di scienza organizzata e non

ha alle spalle una tradizione definita. Quest’ultima diventa una scienza fra 600 e 700 come

prodotto della rivoluzione scientifica. La figura del chimico nasce intorno alla metà del 600 ma non

è riconosciuto come tale e non ha nulla a che fare con le università. Il chimico-medico e il chimico-

farmacista riescono a produrre sostanze identiche a quelle presenti in natura. La filosofia chimica

diventa importante nel 600 e trasforma alle radici la pratica medica ed ha effetti sconvolgenti sulla

struttura dell'insegnamento nelle università. Ebbe una scarsa influenza sulla fisica e

sull'astronomia.

Paracelso

Paracelso pellegrinò per tutta Europa. Nel 1527 bruciò in un falò i libri di Galeno e di Avicenna.

Vide nella magia una grande saggezza segreta e nella ragione una follia pubblica. Attaccò con

violenza i teologi che definiscono la magia una stregoneria. La medicina nuova per Paracelso è

fondata su 4 colonne:

• la filosofia come conoscenza della natura invisibile delle cose;

• l'astrologia e l'influsso degli astri sulla salute del corpo;

• l'alchimia che prepara medicine;

• l'etica e onestà del medico.

La chimica è in correlazione con la medicina e ciò da luogo a una nuova disciplina, la iatrochimica.

Gli spiriti invisibili costituiscono la sostanza vitale degli oggetti. Questi spiriti derivano da Dio che

ha creato le cose nella loro materia prima: il mondo è un continuo processo chimico de

perfezionamento della materia. Gli elementi di Paracelso sono archetipi nascosti negli oggetti

naturali che conferiscono a essi caratteristiche e qualità. La materia prima è la matrice di tutte le

cose ed è di natura acquea. Gli altri tre elementi (fuoco, terra e aria) sono anche essi matrici.

Piante, minerali, metalli, animali sono frutti de quattro elementi. Vi è anche la teoria dei principi che

sono sale(rende i corpi coesi), zolfo(rende i corpi combustibili) e mercurio(rende i corpi fluidi),

sostanze spirituali che si identificano con corpo, anima e spirito. La chimica è la chiave della

struttura del mondo e la creazione è una separazione chimica: vengono separati i 4 elementi, poi

dal fuoco viene separato il firmamento, dall'aria gli spiriti, dall'acqua le piante marine, dalla terra gli

oggetti e le creature.

Paracelsiani

Una delle novità introdotte da Paracelso nella medicina era l’uso delle sostanze minerali. La

chimica diventa una delle colonne della medicina. Il medico van Helmont costruì una cosmologia.

Le dottrine alchimistiche e paracelsiane apparvero ancora più. Egli confessò i suoi errori e si

sottopose al giudizio della chiesa sia nel 1627 che nel 1630. Successivamente venne nuovamente

accusato di essere vicino alla superstizione e alla magia così fu arrestato nel 1634 e i suoi libri e

manoscritti vennero sequestrati. Ripudiò nuovamente i suoi errori ma restò per due anni agli arresti

domiciliari. La natura di van Helmont operano due soli principi: l’acqua e l’aria. Il fuoco non è un

principio, ma uno strumento applicabile ai corpi che ne modifica la composizione.

Iatrochimici

La chimica come arte operativa e analitica venne liberandosi nel corso del seicento dallo sfondo

cosmologico, biblico e metafisico. La capacità di ottenere le virtù nascoste aveva evidenti risvolti

pratici. Glauber descriveva la nuova arte di distillare che concerneva la produzione degli acidi

idrocloridrico, nitrico e solforico e di alcuni Sali da essi derivati. Quando egli produsse il solfato di

sodio lo chiamò sale di Glauber e mantenne segreto il suo procedimento. Identificò il salnitro con il

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sale universale. La filosofia chimica avrebbe potuto porre rimedio ai disastri conseguenti alla

guerra dei trent’anni e avrebbe potuto assicurare alla Germania il suo posto di monarca del

mondo.

Chimica e filosofia meccanica

Boyle vede nella chimica la scienza che è in grado di fondare il meccanicismo e di confermarne la

validità. Per lui la materia non è costituita dai 4 elementi aristotelici o dai tria prima dei paracelsiani

o dai cinque principi della recente chimica francese, ma è una realtà materiale unitaria costituita da

particelle uniformi che si possono unire fra loro dando luogo ai corpi che vengono trattati dalla

chimica. Boyle si occupa della combustione e della respirazione. Rifiuta l'idea dell'aria come

semplice ed elementare. Distingue nell’atmosfera 3 tipi di particelle:

• una prodotta dai vapori che ascendono da minerali, vegetali e animali;

• una costituita dai vapori magnetici del globo terrestre e dalle particelle emesse dal sole e

le altre stelle che producono luce;

• altre elastiche in maniera permanente.

Meccanicismo e vitalismo

La teoria chimica moderna implica il riconoscimento dell’esistenza degli elementi, cioè di sostanze

identificate mediante una serie precisa di prove. La chimica può trasformare ogni cosa in qualsiasi

altra cosa. L’adesione dei chimici ai principi della filosofia meccanica segnò un punto di svolta.

Cambiano i metodi, i principi, le filosofie e il loro status sociale: muta il tipo di considerazione che

ha la società del loro lavoro. Per spiegare i fenomeni della combustione viene introdotto nella

chimica un principio chiamato flogisto(infiammabile): una sostanza brucia se contiene flogisto e

quest'ultimo durante la combustione viene emesso dai corpi e si disperde nell'aria.

11.FILOSOFIA MAGNETICA

Fenomeni strani

• l’odore dell’aglio può indebolire o annullare le virtù della calamita;

• un diamante impedisce ad una calamita di attirare il ferro;

• il sangue di capra impedisce che si verifichi un tale impedimento;

• il magnete può riconciliare una coppia di sposi o rivelare un adulterio;

• c'è un minerale di ferro, la magnetite, che ha la strana proprietà di attirare con forza il ferro;

• un ago d’acciaio, messo a contatto con un pezzo di magnetite, acquista la proprietà di

attirare particelle di ferro;

• quell’ago può ruotare su un piano orizzontale e orientarsi sempre verso nord;

• ambra, vetro, ebanite, caralacca, se strofinati con un panno di seta o lana attirano pezzi di

carta o capelli.

Con il termine triboelettricità designiamo oggetti quei fenomeni coinvolti nelle elettrizzazione e si

distinguono gli isolanti e i conduttori. I primi studiosi dei fenomeni elettrici non si resero conto ne

degli effetti dell’umidità né di quelli della secchezza. I modelli costruiti dalla filosofia meccanica

sembravano insufficienti a interpretare i fenomeni di attrazione, simpatia e antipatia. La

matematizzazione non appariva applicabile a tutto il regno della natura. La determinazione di

concetti quantificabili e il costruirsi dell’elettrologia come scienza avverrà solo nel tardo 700.

Gilbert

la sua scienza non ha nulla a che fare con la matematica e i suoi metodi ne con la meccanica.

Vuole indagare sulle cause nascoste e sui segreti delle cose, sulle proprietà medicinali del

magnete. Gilbert utilizza il libro sulla declinazione dell’ago magnetico del 1581 di un marinaio

inglese che si era dedicato alla costruzione di bussole. Gilbert tenta di servirsi della misurazione

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dell'inclinazione dell'ago magnetico x stabilire la latitudine in mare. La prima conclusione cui

giunge è che la terra è essa stessa una calamita con polarità magnetiche che coincidono con i poli

geografici. I poli terrestri sono punti fisici. Gilbert accetta il moto diurno della terra perchè ogni

calamita di forma sferica possiede la capacità di ruotare ma non accetta la rotazione intorno al

sole. Gilbert fa una netta distinzione tra azione magnetica ed elettrica. Il magnetismo gli appare

come un avvicinarsi reciproco che modifica la sostanza dei corpi; l’elettricità come una attrazione

che tutti i corpi piccoli e leggeri subiscono da parte di oggetti precedentemente strofinati.

L’attrazione elettrica si esercita attraverso i rifiuti materiali. L'attrazione magnetica x lui è una forza

spirituale. La calamita possiede un'anima che è superiore a quella dell'uomo.

I gesuiti e la magia

Cabeo nega che la terra sia una calamita, ma tenta di introdurre una distinzione tra fenomeni

elettrici e magnetici, constata la presenza di effetti repulsivi e attrattivi, ritiene che la frizione apre la

strada a effluvi sottili che rarefanno l’aria. Quest’ultima trasporta i corpi più leggeri. È scettico circa

gli straordinari poteri attribuiti al magnete. Kircher, professore di matematica, fisica e lingue,

definisce Gilbert un grande studioso del magnetismo. Ha l’unica colpa di aver aderito alla dottrina

del moto della terra. Se davvero essa fosse un magnete qualsiasi oggetto di ferro aderirebbe al

suolo e nessuna forza potrebbe staccarli. C'è una facoltà magnetica non solo nel magnete, ma in

tutte le cose naturali.

Prudenza sperimentale e audacia modellistica

La prudenza e la cautela diventano virtù necessarie al ricercatore, sperimentare è sinonimo di

difficoltà. A contrastare la tradizione magica c’era la filosofia meccanica cartesiana in cui modelli

esplicativi e i sistemi facevano passare in secondo piano l’attenzione per gli esperimenti. Nei

“principia” di Cartesio una prospettiva meccanicistica celebrava i suoi trionfi rifiutando come

magica e occulta ogni nozione di virtù o di attrazione. Per spiegare la disposizione della limatura

di ferro intorno al polo nord e sud di un magnete, Cartesio fa ricorso alle particelle del primo

elemento le quali, solcate perchè premute tra le particelle del 2° elemento sono in grado di

muoversi lungo condotti o canali. Le particelle scanalate si muovono attraverso il corpo della terra

e penetrano dal polo settentrionale a quello meridionale. Le particelle di un magnete possono

penetrare nel corpo di un altro magnete. I magneti si avvicinano perché le particelle trascinano

l’aria interposta e costringono all’avvicinamento. Si allontanano per lasciare spazio alle particelle

che non possono penetrare nei canali.

La sfera di Zolfo

Guericke pensa che il vuoto che aveva artificialmente realizzato con un suo esperimento avesse le

stesse caratteristiche del vuoto interplanetario. Pensò che anche i poteri o le virtù dei pianeti

fossero ricostruibili sperimentalmente. Si servì di una boccia di vetro, la riempì di polvere di zolfo,

riscaldò la sfera e dopo il raffreddamento ruppe il vetro. La sfera di zolfo , fissata ad un asse

attorno al quale poteva ruotare e strofinata emette luce e rumori sonori e rivela la presenza delle

stesse virtù che sono della terra: attrae i corpi leggeri e li trattiene su di essa durante la rotazione.

L'unica sua scoperta che avrebbe qualificato come elettrica era quella relativa alla capacità

dell'azione elettrica di propagarsi lungo un filo quando una delle sue estremità veniva messa a

contatto con la sfera elettrificata. Le virtù erano sia corporee che incorporee.

12.IL CUORE E LA GENERAZIONE

Il cuore e la generazione

Coloro che studiavano medicina nel 500 si rifacevano all’organismo umano che risaliva a Galeno.

Fegato, cuore e cervello apparivano a Galeno una triade, fonte e regolatrice della vita. Se si

esamina un animale dissanguato le arterie del ventricolo sinistro risultano vuote: su questa base le

arterie erano state interpretate come portatrici di aria. Galeno rifiuta questa tesi. Distingue 2

sistemi circolatori:

• il 1° esercita nell'organismo una funzione di nutrimento, formato dalle vene e dalla parte

destra del cuore. In esso il sangue è prodotto dal fegato che trasforma in sangue venoso

gli alimenti provenienti dallo stomaco.

• Il 2° è costituito dalle arterie e dalla parte sinistra del cuore con il compito di trasmettere a

tutte le parti del corpo lo spirito vitale operante nel cuore.

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Una parte del sangue arterioso passa nel ventricolo sinistro mescolandosi con l'aria proveniente

dai polmoni che raffreddano il cuore ed espellono col la respirazione le impurità del sangue.

Nel ventricolo sinistro giunge aria dai polmoni, il sangue si arricchisce degli spiriti vitali e si

trasforma in sangue arterioso. Funzione centrale del cuore: la diastole, attrazione del sangue

all'interno del cuore, e non la sua espulsione. Harvey critica la dottrina galenica. Egli si era

addottorato in medicina a Padova nel 1602 diventando professore di anatomia e chirurgia. Godette

dell’amicizia di Re Carlo I. La dottrina harveyana della circolazione del sangue divenne il punto di

partenza della nuova biologia meccanicistica e si presentò come un vero e proprio rovesciamento

della fisiologia galenica.

Alcune nozioni di base:

• La quantità di sangue espulsa dal cuore in un’ora supera il peso di un uomo;

• Il setto ventricolare ha una struttura più dura e compatta di quella di molti altri tessuti;

• I due ventricoli si dilatano e si contraggono nello stesso tempo;

• Gli animali privi di polmoni sono sprovvisti del ventricolo destro;

• Se si apre anche una piccola arteria tutto il corpo si dissangua completamente in circa

mezz’ora.

I dati sperimentali e i problemi vengono riformulati da Harvey sulla base di un nuovo modello:

• il sangue circola continuamente e ininterrottamente nel corpo;

• la funzione del cuore è la sistole (contrarsi e indurirsi quando il sangue viene spinto fuori

dal cuore);

• le arterie non battono in virtù di un dilatarsi delle loro pareti, ma a causa della pressione del

liquido in esse spinto dal cuore;

• le valvole delle vene servono a impedire che il sangue venoso rifluisca dal centro

all'estremità;

• il sangue caldo e ricco che proviene dal cuore si esaurisce e si raffredda alla periferia del

corpo.

• Passando dalle ultime ramificazioni delle arterie agli ultimi capi delle vene esso ritorna

perennemente al cuore come fonte di vita;

• Le arterie di un braccio sono situate in profondità, le vene sono più vicine alla superficie;

• Una legatura molto stretta al di sopra del gomito impedisce al sangue arterioso di giungere

alla mano;

• Una legatura moderatamente stretta impedisce al sangue venoso di rifluire verso il cuore.

Il problema che ossessionava la sua mente era quello dello scopo della circolazione. La

compattezza del cosmo era assicurata dal moto circolare dei corpi celesti. Questo stesso principio

guidava Harvey nella sua considerazione del moto circolare del sangue. Il sangue, per Harvey, era

l’ingrediente primario dell’anima. Galeno aveva paragonato il cuore a uno stoppino, il sangue

all’olio che lo imbeve e i polmoni a uno strumento per ventilarlo e aveva pensato che il sangue

lasciasse un residuo fumoso. In questo modello le arterie si dilatano per opera di una facoltà vitale.

Ad Harvey il cuore appare una pompa, le vene e le arterie come tubi nei quali scorre un liquido, il

sangue come il liquido in pressione e movimento, le valvole delle vene come valvole meccaniche.

Harvey è contro la dottrina degli spiriti: gli spiriti non sono ne forze occulte, ne potenze. Sono

aspetti o qualità del sangue. Il processo di ossigenazione del sangue nei polmoni fu solo intravisto

da Harvey; l’esistenza dei capillari attraverso i quali il sangue passa dalle arterie alle vene venne

da lui solo ipotizzata. Per vedere i vasi capillari occorrerà invece il microscopio e sarà Malpighi a

osservare al microscopio, nel 1691, il fluire del sangue nei capillari dei polmoni di una rana.

Ovisti e animalculisti

Sono uova per Harvey sia quelle delle galline e animali ovipari, sia il bozzolo della farfalla, sia il

sacco amniotico dei mammiferi. Gli esperimento di Redi sulla generazione degli insetti dettero un

contributo all’eliminazione dell’antica teoria della generazione spontanea secondo cui alcuni insetti

e piccoli animali traevano vita dalla putrefazione di sostanze organiche. Fece un esperimento:

26

utilizzò otto recipienti contenenti varie specie di carni, ne sigillò quattro e ne lasciò quattro all’aria

aperta. Solo negli ultimi sui quali si erano posate le mosche si presentarono larve che si

svilupparono poi in mosche. Si disse subito che il mancato contatto con l’aria era la causa

dell’assenza di forme di vita. Redi così ripetè l’esperimento chiudendo i quattro recipienti con garze

che rendevano la carne inaccessibile alle mosche.

Preformismo

In tutti i mammiferi l’embrione si sviluppa entro il corpo materno e viene nutrito attraverso la

placenta: questi sono vivipari. Gli uccelli, i serpenti, i pesci, che depongono le uova sono ovipari.

L’idea che anche gli animali vivipari si riproducessero mediante uova invisibili si fece strada dopo

la metà del 600. Redi aveva mostrato che anche gli insetti nascono da uova. Dagli inizi del 1670 la

tesi ovista venne accettata anche se l’uovo dei mammiferi rimase invisibile fino al 1800. L’uovo

deve esistere. La scoperta degli spermatozoi venne comunicata da Leeuwenhoek: essi avevano

la loro origine nei testicoli e a loro andava attribuita la generazione. L’animalculismo si

contrapponeva quindi all’ovismo: gli animalculi e non l’uovo contengono l’embrione dell’individuo

adulto. All’inizio del 700 l’animalculismo appare una teoria perdente. Ma sia i sostenitori dell’uovo

sia quelli degli animalculi pensavano che l’uovo contenesse in miniatura un individuo della stessa

specie. Il singolo organismo non è potenzialmente presente nell’uovo o nel seme, è attualmente

presente nell’uovo o nel seme. Nell’uno o nell’altro è contenuto un modello su scala ridotta

dell’individuo che deve nascere. 13.TEMPI DELLA NATURA

La scoperta del tempo

Il problema della formazione del mondo resta fuor dalla scienza e viene confinata nell’ambito della

fantascienza. Nelle pagine degli indagatori dei fossili, dei costruttori di storie della terra e del

cosmo si riaffacciano di continuo grandi questioni: i rapporti con il testo biblico e con la teologia, i

temi della creazione e dell'apocalisse, l’atteggiamento da assumere verso la tradizione lucreziana

e materialistica, l’alternativa tra una visione antropomorfica e una naturalistica del mondo.

Pietre strane

Oggetti che noi chiamiamo fossili vengono visti come oggetti naturali più strani rispetto alle altre

pietre e agli oggetti esistenti in natura. Vengono considerati anche documenti del passato. Nel

primo caso vengono solo osservati, nel secondo caso vengono osservati e letti. Così la natura non

si contrappone più, come il regno dell'immutabile, alla storia, regno del divenire e del mutamento:

la natura stessa ha una storia e le conchiglie ne sono alcuni documenti. Per azione del calore

solare, secondo Aristotele, i metalli e gli altri fossili sono formati da un’esalazione che sale

all’interno della Terra. Aristotele aveva rappresentato il corpo della terra come solcata da fenditure,

spaccature e cavità interne. All’interno della terra circolavano venti, mossi dall’azione solare e che

erano all’origine dei sommovimenti terrestri.

Come vengono prodotti gli oggetti naturali?

Hooke ritiene che la scienza debba indagare sul come, sul quando e sulle circostanze nelle quali

quei corpi sono stati collocati nei luoghi che li contengono. Affronta anche il problema dei fossili:

rifiuta la tesi che fa risalire i fossili all'azione del diluvio. La terra e le sue forme di vita hanno una

storia.

Una serie di cause fisiche e poteri naturali hanno alterato la terra e la vita dall'epoca della

creazione. La terra all'inizio consisteva in sostanze fluide che si sono cristallizzate e solidificate ed

è composta di strati sovrapposti.

Per spiegare l’esistenza dei fossili Hooke formulava l'ipotesi della distruzione e scomparsa di

specie viventi.

Hooke non intende né rifiutare la tradizione cronologica né mettere in alcun modo in dubbio la

concordia tra natura e scrittura. Il problema dell’interpretazione della natura si rivela connesso alla

dimensione temporale. La teoria corpuscolare della materia veniva utilizzata per operare una

chiara distinzione tra i cristalli e le conchiglie o fossili. L'ipotesi della struttura a strati sovrapposti

della crosta terrestre e della loro formazione x sedimentazione di materia inorganica e di resti

27

fossili nell'acqua di mare veniva assunta come valida. Scilla, nel 1670, contrappone

all’interpretazione dei fossili come cresciuti all’interno delle rocce, la tesi di una loro origine

organica.

Kircher era in accordo con il testo sacro e distingueva 2 tipi di montagne:

1. le une ortogonali alla superficie terrestre, create da Dio.

2. le altre postdiluviane comparse x cause naturali.

I fossili che si trovano in entrambi i tipi di montagne non sono per Kircher resti di organismi, sono

vis lapidifica. Nelle rocce si possono rintracciare figure geometriche, immagini di corpi celesti,

lettere alfabetiche, simboli che rimandano a divini significati. La tesi dell'origine organica dei fossili

faceva emergere notevoli differenze tra le specie viventi e gli animali fossili. Il rilievo di queste

differenze conduceva alla constatazione che alcune specie animali si sono estinte.

Una teoria sacra della terra

Burnet crede che la terra sia stata un tempo diversa da quella attuale. Prende in

considerazione alcuni grandi eventi: l'origine del caos, il diluvio, la conflagrazione e consumazione

di tutte le cose. All'inizio la crosta era del tutto liscia, priva di montagne, che conteneva al suo

interno le “acque del grande abisso”. Non soffiavano venti e non vi erano variazioni di clima. La

terra coincideva con il paradiso terrestre. Vi fu però una catastrofe che trasformò questo paradiso

nel mondo attuale, irregolare, rugoso e contorto, fatto di grandi superfici liquide e di contenenti con

croste frastagliate. Sotto l'azione del sole e di un terremoto la crosta si spaccò e uscirono le acque

interne che provocarono il diluvio. L'asse terrestre venne inclinata e ciò provocò la variazione del

clima. Quando le acque tornarono all'interno lasciarono una terra sconvolta.

Burnet tendeva a conciliare l'origine del mondo cartesiana con il testo sacro. Pensava

che Dio avesse sincronizzato gli eventi della Storia Sacra con la catena delle cause naturali. Il

diluvio universale fu una vera e propria distruzione del mondo: i fossili sono quindi la testimonianza

di quell’evento.

Il nuovo ambiente che nasce dal diluvio è funzionale x la vita dell'uomo. I mutamenti e le variazioni

sulla superficie terrestre servono ad uno scopo positivo. Whiston presenta un’opera, dedicata a

Newton, in cui presenta tre tesi cosmologiche:

1. la terra si è formata in seguito al raffreddamento di una cometa, di massa eguale alla

terra ma di volume maggiore;

2. il diluvio fu causato dall’emergere delle acque interne provocato dal passaggio della

terra attraverso la coda di una cometa di grandezza sei volte maggiore di quella della

terra e 24 volte più vicina alla terra della luna;

3. l’esplosione finale sarà provocata dall’avvicinamento di una cometa che provocherà la

scomparsa delle acque e il riconsolidarsi della terra in una situazione simile a quella

iniziale.

L’ipotesi di una cometa come causa del diluvio era già stata avanzata da Halley.

La protogaea di Leibniz

La “protogaea” di Leibniz fu composta tra il 1691 e il 1692, ma fu pubblicata solo 56 anni dopo.

Per Leibniz la storia dell'universo assume 3 caratteristiche:

• essa è lo svolgimento di possibilità già contenute nel suo inizio e già programmate;

• la scelta del programma risale a Dio e alle radici della storia dell’universo : non c'è il caos

ma vi sono le leggi dell'ordine generale di quell’universo possibile che è stato scelto da dio

per diventare reale;

• la storia dell'universo si realizza attraverso mutamenti e disordini che sono solo apparenti.

Quei disordini si sono svolti nell'ordine per dare luogo ad un equilibrio. Leibniz accetta le

impostazioni cartesiane: globi in origine incandescenti, simili a stelle e al sole, sono divenuti corpi

opachi a causa delle scorie prodotte dalla materia incandescente. Il calore si è concentrato

all’interno e la crosta si è raffreddata e consolidata. Il vetro, che costituisce la base della terra, è

presente negli altri corpi e nelle loro particelle. Queste ultime sono state sottoposte a distillazioni e

sublimazioni fino a generare un limo capace di nutrire piante e animali. Nel corso del processo di

raffreddamento, il consolidamento della crosta generò bolle contenenti aria o acqua. Le masse si

raffreddarono in tempi ineguali dando luogo a crolli e al formarsi di montagne e vallate. Le acque

provenienti dagli abissi si congiunsero a quelle che scendevano dalle montagne. Le pietre primitive

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derivano dal raffreddamento che seguì la fusione. Leibniz è un sostenitore dell'origine organica

dei fossili. Sta lontano da quanti sostengono che gli animali esistenti un tempo erano acquatici e

poi sono diventati col tempo anfibi. Questa ipotesi era contraria alle scritture.

14.CLASSIFICARE

Poa bulbosa

Con il termine Poa Bulbosa si intende una pianta all’interno di un sistema. La sistematica botanica

è la disciplina che si occupa delle classificazioni che riunisce le varie forme in gruppi via via più

ampi e comprensivi di: razza,specie,genere,famiglia,ordine,classe,tipo,regno. Questo sistema è

funzionale e comprende 2 parole: il nome del genere e l'epiteto che distingue la specie fra le altre

dello stesso genere.

Identificare la specie vuol dire distinguerla e riconoscere le sue affinità con le altre che

appartengono allo stesso genere.

Classificare

Il problema della classificazione, nell'opinione pubblica, appare collegato ad un'attività un po'

ottusa. Questo problema si è complicato dopo che si è intrecciato, nell' 800,con quello

dell'evoluzione.

Fra la metà del 500 fino al 700, il problema della classificazione ha a che fare con un mondo nel

quale le specie sono considerate fisse e le pulci, le mosche, gli elefanti, le giraffe sono ancora

come erano alle origini. Vanno affrontati alcuni problemi:

• nella classificazione la teoria della natura è messa in relazione alla teoria del linguaggio;

• il classificare non ha a che fare con la conoscenza, ma con la memorizzazione;

• al linguaggio classificatorio viene attribuita una funzione diagnostica, cioè deve essere in

grado di cogliere ciò che è essenziale trascurando ciò che appare superfluo.

Nella seconda metà del 600 ebbero grande diffusione numerosi progetti di una lingua universale

che fosse in grado di superare la confusione e l'ambiguità delle lingue naturali. Quella lingua

doveva essere composta di simboli capaci di far riferimento direttamente alle cose, x essere

compresa da tutti nello stesso modo.

Il sistema di segni deve essere comprensibile indipendentemente dalla lingua.

Wilkins presenta alcune tesi:

1. esiste una contrapposizione tra le lingue naturali e la lingua filosofica o universale. Il

sistema di segni che compongono quest’ultima deve essere comprensibile da tutte le

lingue parlate e le regole della lingua universale devono essere diverse da quelle della

lingua naturale;

2. Lo scopo della lingua filosofica è la creazione di segni che corrispondono non ai nomi

delle cose, ma alle immagini mentali delle cose;

3. I segni devono essere metodici,cioè in grado di mostrare relazioni e rapporti tra le cose

4. Ogni segno deve corrispondere ad una cosa;

5. Il progetto di una lingua universale implica il progetto di un'enciclopedia universale,

essenziale x il funzionamento della lingua;

6. La costruzione dell’enciclopedia è essenziale per il funzionamento della lingua e

richiede la costruzione di tavole. Un linguaggio perfetto richiede una classificazione di

tutte le cose che esistono al mondo: i limiti dell’enciclopedia sono i limiti della lingua;

7. L’enciclopedia ci assicura che ad ogni segno corrisponda una definizione precisa delle

cose;

8. Lo scopo principale delle tavole è di disporre le cose e le nozioni in ordine.

Una lingua per parlare della natura

Dalla ricerca di una lingua universale si passa a un progetto di classificazione degli oggetti naturali:

nel 1686 Ray pubblica la historia plantarum nella quale vengono descritte 18.000 specie e

varietà suddivise in 33 classi. Per Ray non è possibile che la natura risultasse ordinata

geometricamente e simmetricamente. Osservava che la natura non fa salti,ma produce specie

intermedie di difficile classificazione.

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Imporre nomi equivale a conoscere

Se si apprendono i caratteri e i nomi delle cose si verrà istruiti anche sulla natura delle cose:

nominare equivale a conoscere. Tournefort costruisce una classificazione fondata sul genere:

descrive quasi 700 generi e più di 10.000 specie. Anche per lui le note o le caratteristiche di una

pianta devono essere intrecciate con il suo nome. Per fare della botanica una scienza bisogna che

si inizi lo studio delle piante mediante quello dei loro nomi. Tournefort si rende conto che un

linguaggio davvero perfetto richiederebbe un rovesciamento radicale di tutta la terminologia

esistente. La botanica è dunque lontana dalla perfezione.

Aiuti per la memoria

Fontenelle pensò che la classificazione permise di facilitare il ricordo e impedisce alla memoria dei

botanici di crollare sotto il peso di un’infinità di nomi. Le classificazione sembravano a molti

preziose per la memoria. Tra la metà del 500 e la metà del 600 la situazione delle scienze della

natura subisce una svolta radicale. Nonostante questo aiuto la situazione era davvero difficile e

regnava molta confusione in tutti i regni della natura: le specie classificate erano diverse, minori o

maggiori, a seconda dello scienziato esaminato.

L’essenziale e l’accidentale

Cesalpino fonda una scienza botanico-zoologica sui principi aristotelici della materia e della forma.

Nel “De plantis libri” le piante vengono presentate come dotate di vita vegetativa, come forme

animali. Gesner pubblica “Historia animalium” contenente l’elenco alfabetico dei nomi latini degli

animali. Si rende necessario cogliere ciò che è essenziale e trascurare il superfluo. I trattatisti

dell’antichità e del rinascimento davano largo spazio, nelle loro opere, ai miti, alle leggende su

animali e piante, agli usi possibili, alle rappresentazioni poetiche e letterarie. Nelle opere di

botanica e di zoologia dei 600 e del 700 la parte letteraria va a occupare l’ultimo posto, diventa una

sorta di appendice curiosa. Jonston colloca ancora il liocorno accanto all’elefante. Parkinson

suddividerà la piante in 17 classi diverse. Le distinzioni fondate sugli usi farmaceutici o sul luogo

tendono ad andare in disuso. Linneo privilegia gli organi della riproduzione del classificare le

piante, ma il sesso di quest’ultime viene negato da molti scienziati. Giungerà ad essere un dato

pacifico solo nella prima metà dell’800. Per quanto riguardo gli animali, Linneo considera

mammiferi, uccelli, anfibi e pesci come quattro classi di animali con sangue rosso e gli insetti e

vermi come due classi degli animali con sangue bianco.

15.STRUMENTI E TEORIE

Aiuti per i sensi

L a scienza ha 2 attività fondamentali: la teoria e gli esperimenti. Le teorie cercano di immaginare

come il mondo è; gli esperimenti servono a controllare la validità delle teorie.

Dall’epoca della rivoluzione scientifica hanno preso strada tre fondamentali interessi umani: la

speculazione, il calcolo, l'esperimento.

La storia degli esperimenti non è esterna alla scienza, ma ne è parte costitutiva e integrante.

Aristotele aveva definito lo spazio come il limite immobile e aveva negato l’esistenza del vuoto: se

il movimento nel vuoto fosse possibile sarebbe o senza fine o istantaneo. Nel vuoto i corpi

cadrebbero alla stella velocità indipendentemente dal loro peso. Lucrezio aveva difeso l’immagine

di innumerevoli mondi dispersi a caso entro uno spazio infinito. Se si versa del liquido in un tubo, si

chiude con un dito un’estremità e si immerge l’altra estremità nel liquido contenuto in un recipiente

più grande, il liquido contenuto nel tubo non può rimanere al di sopra di un determinato livello.

Quando Viviani, su istruzioni di Torricelli, condusse il celebre esperimento barometrico di Torricelli,

il mercurio si arrestò nella colonna a 760 millimetri sopra il livello della bacinella. Qual è la causa? I

peripatetici (provenienti dalla scuola filosofica greca fondata da Aristotele) negavano sia il peso

dell’aria sia l’esistenza del vuoto. Una piccola quantità d’aria era rimasta nel tubo e questa si

dilatava fino al limite massimo delle sue possibilità quando il mercurio si abbassava dentro il tubo.

Cartesio e i cartesiani accettavano l’idea di un peso dell’aria, ma respingevano la possibilità

dell’esistenza del vuoto affermando che lo spazio sopra il mercurio era pieno di una materia sottile

in grado di penetrare attraverso il vetro del tubo. Pascal, utilizzando tubi di forma e lunghezza

diverse, provò che l’altezza della colonna di mercurio rimaneva invariata. Mostrò così la falsità

della tesi di coloro che sostenevano che il volume dello spazio vuoto rimaneva costante perché

30

l’aria rimasta nel tubo aveva raggiunto un grado massimo di rarefazione. Inoltre progetto un

esperimento verificando il comportamento della colonna di mercurio misurata alla base, nel corso e

in cima ad una salita in montagna dimostrando che l'altezza della colonna di mercurio, in cima al

monte era minore di quella misurata alla base. Fu la prova inconfutabile del fatto che l'aria preme

verso il basso. Guericke effettuò uno spettacolare esperimento: due semisfere di ottone di circa 24

cm di diametro accostate l’una all’altra, dopo che all’interno della sfera era stato fatto il vuoto,

furono separate l’una dall’altra solo dallo sforzo congiunto di quattro cavalli per parte. Per staccare

l’una dall’altra due semisfere più grandi occorsero una dozzina di cavalli. Boyle prese un

apparecchio simile a quello torricelliano, lo portò nelle condizioni descritte sopra, segno il punto al

quale arrivava il mercurio e immerse il tutto in un contenitore dal quale veniva aspirata l’aria. A

causa della diminuzione della pressione dell’aria nel recipiente il livello del mercurio scendeva

progressivamente. Boyle non identificava con il nulla il vuoto costruito nei suoi esperimenti. Pensa

si tratti di questioni più metafisiche che non devono trovare spazio nella filosofia sperimentale.

I 6 grandi strumenti scientifici che furono costruiti nel 600 (microscopio, telescopio, termometro,

barometro, pompa pneumatica, orologio di precisione)appaiono legati all'avanzamento del sapere.

Aiuti per l’intelletto

La nuova matematica che si viene affermando fra la prima metà del 600 e l'inizio del 700 è il più

potente strumento che sia stato costruito dagli esseri umani nel corso della loro storia. Al centro

della nuova matematica stanno i problemi dell'infinito e del continuo.

Dopo la rivoluzione scientifica l’infinito e il continuo vengono pensati in modo diverso. Si passa da

un numero ad un altro in una successione discreta. La infinita successione di punti in una retta è

continua. Tra un punto e quello che lo segue ci sono sempre infiniti punti che formano un

segmento. Passando da un punto ad un altro si passa attraverso infiniti punti dati tutti insieme.

Un’infinità compiuta e non soltanto non completabile, esaurita e non tanto inesauribile. L'algebra si

colloca su un piano di superiorità rispetto a quello della geometria. L'analisi infinitesimale o calcolo

infinitesimale è in grado di calcolare le aree determinate da curve, di risolvere il problema

delle tangenti di una curva, di affrontare il problema di moti continui. Nei principia Newton dimostra

i suoi teoremi facendo uso del tradizionale metodo geometrico. Pensa alla matematica in funzione

della fisica e ha una visione strumentale e pratica del calcolo che ha creato. Le linee vengono

descritte per moto continuo di punti, le superfici per moto di linee, i solidi per moto di superfici ,gli

angoli x rotazione dei lati, il tempo per flusso continuo.

Conoscendo le qualità si possono determinare le velocità; conoscendo le velocità si possono

determinare le quantità. La velocità istantanea non è definita come il quoziente della velocità divisa

x il tempo.

L'idea alla quale giunsero, indipendentemente l'uno dall'altro, Newton e Leibniz fu quella di

prendere una distanza infinitesima e il corrispondente intervallo di tempo infinitesimo, farne il

rapporto e osservare che cosa accade quando l'intervallo di tempo considerato diventa sempre più

piccolo, all'infinito.

Leibniz pensa all'esistenza di idee semplici e primitive, paragonabili alle lettere dell'alfabeto,

capaci di combinarsi fra loro. Per esso non vi possono mai essere in natura 2 esseri perfettamente

uguali: se 2 oggetti hanno tutte le caratteristiche in comune, sono lo stesso oggetto. Se

sono distinti devono presentare differenze.

Pensa agli infinitesimi come finzioni ben fondate. Finzioni perchè essi non hanno corrispondenza

in una realtà fatta di particelle, ben fondate perchè giustificate sul piano della coerenza del calcolo

e su quello di una metafisica che vede nel mondo una gerarchia continua di infiniti.

Facendo uso del calcolo infinitesimale la scienza del 700 e 800 riuscì a risolvere e avviare a

soluzione una quantità di problemi in ambiti di ricerca differenti.

16.ACCADEMIE

Università

All'inizio del rinascimento l'interesse maggiore delle università italiane era rivolto al diritto e alla

medicina, mentre nell'Europa del nord si dava più importanza alla teologia e alle arti liberali.

Delle 3 grandi facoltà, quella di legge era la più importante.

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La durata degli studi era di 5 anni e il curriculum diviso in 2 parti: nella prima venivano seguiti corsi

di logica e di filosofia naturale. La parte teoria e pratica della medicina venivano studiate

contemporaneamente.

L'insegnamento delle arti poteva anche includere matematica, materie umanistiche e filosofia

morale. Anatomia e chirurgia tendevano a configurarsi come discipline autonome e lo stesso

accadeva per la botanica. L'insegnamento della matematica occupava un posto secondario. Il

termine matematico copriva un arco di discipline comprendente astrologia, astronomia, ottica,

meccanica, geografia.

La presenza degli insegnamenti di teologia andò crescendo dopo il concilio di Trento (1550).

Il tentativo di introdurre nelle università nuove scienze tendeva a favorire le applicazioni pratiche e

le invenzioni ma anche ad allargare la cerchia dei destinatari dell'istruzione.

Anche nei Paesi Bassi, come in tutta Europa, le università non erano tuttavia la sede della

scienza.

Sarà la rivoluzione scientifica a dar vita a vere e proprie alternative alla cultura universitaria, a

creare luoghi diversi di costruzione e di trasmissione del sapere.

Accademie

Le accademie che presero vita nel 600 non erano istituti di ricerca nel senso moderno del termine.

Non si ponevano come scopo la trasmissione del sapere. Erano luoghi dove venivano scambiate

informazioni, discusse ipotesi, analizzato e realizzati in comune esperimenti. Vi è la rinuncia al

lavoro solitario e una predisposizione al lavoro di gruppo al fine di sottoporre i prodotti dell’ingegno

alla critica di altri.

Prime accademie

La prima organizzazione definibile come società scientifica è l'accademia dei Lincei fondata nel

1603 grazie all’associazione di Cesi e di tre suoi amici. I primi obblighi assunti dai soci erano

l'impegno a studiare insieme e impartire lezioni. L’ostilità dei famigliari di Cesi costrinse gli amici a

separarsi, ma l’accademia riprese vita nel 1609. Nel 1610 entrò a farne parte Dalla Porta e nel

1611 Galileo. Regnava così un clima di segretezza. Fu seguita la regola che vietava ad un Linceo

la contemporanea appartenenza ad un ordine religioso. Le accademie sono delle microsocietà che

operano all'interno di una più ampia e articolata società. I Lincei tendevano ad affermare i diritti di

un sapere autonomo.

I richiami alle matematiche e alle esperienze naturali, polemica contro le università, valorizzazione

degli artigiani fu più intenso di quello delle esecuzioni effettive . L'accademia del Cimento ebbe una

vita breve (10 anni). Non si formò per associazione spontanea ma fu aggregato dal principe

Leonardo dei Medici.

Era un prodotto della vita di corte, non aveva ne la struttura ne i caratteri di una istituzione

scientifica moderna.

Parigi

Il mecenatismo fu presente anche in Francia, ma i luoghi reali o ideali di incontri tra scienziati si

formarono anche spontaneamente, come nel caso delle rete di corrispondenza e di rapporti tenuta

in vita da Mersenne in un’epoca che precede la circolazione di giornali, periodici e nella quale lo

scambio di lettere è il canale privilegiato per ogni commercio intellettuale.

presso il Bureau, nato come organizzazione commerciale e come sede di prestazioni

mediche, si riuniva un pubblico composto da dilettanti, avvocati, medici. Le discussioni avvenivano

in modo informale su tutti gli aspetti della cultura e del costume. Ma la crescita del sapere

presuppone una discussione libera entro la quale la verità deve essere sottoposta a critica e può

tranquillamente essere modificata e abbandonata. La fondazione della Academie Royale des

Sciences avvenne nel 1666. Era nato con l'académie un luogo x la ricerca, finanziato dallo stato. I

primi accademici ricevevano uno stipendio ai fini della ricerca x l'industria e il commercio e

avevano una notevole autonomia. Ma questi finanziamenti non erano sufficienti: il lavoro di

scienziato non appariva autonomo e affidabile e molti accademici svolgevano il ruolo di

insegnante, amministratore.

Londra

32

Il nome Royal Society fu usato per la prima volta a Londra nel 1661 e nel 1662 la società fu

ufficialmente costituita e approvata dal re carlo II. Nella Royal society le riunioni si svolgevano a

Londra e i soci si tassavano x le spese relative agli esperimenti. Parlavano della circolazione del

sangue, dei satelliti di Giove, del peso dell'aria, della possibilità o meno del vuoto, dell’esperimento

di Torricelli e del mercurio. Era importante la matematica e l'astronomia. Non riceveva

finanziamenti dalla corona. Il compito della società era la compilazione di “storie” :della meccanica,

dell'astronomia, agricoltura, navigazione, ecc... L’ambizione a svolgere ricerche collettive fu presto

abbandonata. Molta della letteratura scientifica recente passava inoltre al vaglio della società e gli

esperimenti venivano ripetuti. A differenza dell’Academie dei sciences, la Royal Society era del

tutto indipendente dallo stato.

Berlino

Alla fine del 600 la Germania era un mosaico di stati, alcuni cattolici, altri luterani, di dimensioni

diverse. Le università erano state organizzate secondo il modello elaborato da Melantone: una

facoltà di arti e filosofia dalla quale era obbligatorio passare per iscriversi alle facoltà di legge,

teologia e medicina. Malgrado la povertà e le guerre, la Germania era un paese istruito. Leibniz

considerava le università istituzioni antiquate. Nei suoi progetti di una grande accademia si

preoccupava del problema di una copertura finanziaria: escludeva ogni tipo di controllo statale e

teorizzava la necessità di autonomia. Leibniz si proponeva un incremento della nazione e della

lingua tedesca, l’approfondimento delle scienze, l’espansione dell’industria e del commercio, la

propagazione del cristianesimo mediante la scienza.

La societas regia scientiarum fu istituita nel 1700 e riconosciuta nel 1711. C'era però un'influenza

francese sulla cultura tedesca: il francese era la lingua ufficiale dell'accademia. Disponeva di un

teatro anatomico,un orto botanico, di collezioni di storia naturale e di raccolte di strumenti.

Bologna

Molte società scientifiche sorte in Europa mostrano due caratteristiche:

1. A partire da gruppi con interessi vasti si consolidano organizzazioni scientifiche;

2. All’interno di queste organizzazioni egli sperimentalisti acquisiscono una posizione

predominante. Nell’ultimo quarto del secolo sono presenti nelle società scientifiche

tendenze verso la professionalizzazione: quelle società servono da centro di discussione

più che di risultati che di idee.

L'istituto delle scienze era situato a Bologna. Non dovevano svolgersi lezioni o tenersi discorsi

scientifici. Principalmente si svolgevano esperimenti e osservazioni.

Giornali

Ci furono tre casi importanti di giornali e riviste in cui veniva trattato il lavoro che si svolgeva nelle

accademie e nelle società scientifiche europee:

1. Nel 1665 Oldenburg fondò la prima rivista europea di carattere scientifico, le “Philosophical

Transactions”;

2. Nello stesso anno uscì a Parigi il “Journal de Savants” che trattava oltre che di matematica

e filosofia naturale, di storia, teologia, letteratura;

3. Nel 1684 iniziò a Lipsia la pubblicazione degli “Acte eruditorum” dove erano recensiti libri di

ogni ramo del sapere. 17.NEWTON

I principi matematici della filosofia naturale

I philosophiae naturalis principia mathematica del 1687 è un grande libro di Newton che esprime

una presa di posizione nei confronti della fisica cartesiana: i principi della filosofia hanno carattere

matematico.

Nonostante si fosse giunti alla scoperta del calcolo infinitesimale quasi vent'anni prima della

pubblicazione dei principia, Newton non ne fece uso nel suo capolavoro e si espresse nel

tradizionale linguaggio della geometria. Newton parte dalla definizione di massa ,forza e

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movimento; fa seguire gli assiomi o leggi del moto e aggiunge commenti e note. Il mondo di

Newton, a differenza di quello di Cartesio, risulta composto non di 2 (estensione e movimento) ma

di 3 elementi:

1. la materia, un infinito numero di particelle impenetrabili e immodificabili, ma non identiche.

2. il movimento, quello stato relativo che non modifica in alcun modo le particelle, ma si

limita a trasportarle qua e la per il vuoto infinito e omogeneo.

3. lo spazio, cioè il vuoto infinito e omogeneo in cui quelle particelle compiono i loro

movimenti.

Quantità di materia o massa è il prodotto della densità per il volume ( m=d * v ) e distingue la

massa di un corpo dal peso di un corpo che dipende dalla forza di gravità e varia quindi con la

distanza. Il peso non è, per Newton, un valore assoluto. La forza di gravità verrà identificata con la

forza centripeta: la forza di attrazione esercitata da un corpo è proporzionale alla sua massa e il

peso di un oggetto di uguale massa è differente sulla superficie dei differenti pianeti.

La quantità di moto è il prodotto della massa di un corpo per la sua velocità( q=m *v).

Newton fa riferimento anche alla forza insita o innata della materia per la quale ogni corpo tende a

perseverare nel suo stato attuale sia esso in quiete o di moto uniforme lungo una linea retta.

La forza impressa, invece, è un'azione esercitata su un corpo che gli fa cambiare il suo stato di

quiete o di moto rettilineo uniforme.

Parla anche della forza centripeta x la quale i corpi tendono verso ad un punto centrale ed è

l'opposto della forza centrifuga che è quella subita da un corpo che si allontana dal centro. Nello

“Scolio” Newton discute dello spazio, del tempo, del moto. Gli stati di quiete e di moto rettilineo

uniforme possono essere determinati solo in relazione ad altri corpi che siano in quiete o in moto.

Il flusso eterno e uniforme del tempo, ovvero tempo assoluto e l'estensione infinita dello spazio,

spazio assoluto, costituiscono per Newton le coordinate alle quali è necessario fare ricorso per

definire lo stato di quiete o di moto dei corpi. Spazio relativo e tempo relativo sono quantità

concepite in relazione a cose sensibili e nella filosofia è invece necessario astrarre dai sensi.

La concezione newtoniana della relazione tra moti relativi e moto assoluto è espressa

nell’esperimento del secchio: si lega un secchio quasi pieno d’acqua ad una corda, si attorciglia la

corda su se stessa e la si lascia srotolare. Quando si stabilizza una figura concava sulla superficie

dell’acqua si può affermare che l’acqua compie le sue rivoluzioni insieme al secchio in tempi

uguali. Tra acqua e vaso c’è uno stato di quiete relativa. Ma la salita dell’acqua verso il bordo

indica lo sforzo di allontanamento dall’asse del moto e tale sforzo misura il vero moto circolare

dell’acqua.

Il primo libro di Newton enuncia i 3 assiomi o leggi del moto :

1. ciascun corpo persevera nel suo stato di quiete o di moto rettilineo uniforme, salvo che sia

costretto a mutare quello stato da forze impresse;

2. il cambiamento di moto è proporzionale alla forza motrice impressa e avviene secondo la

linea retta secondo la quale la forza è stata impressa;

3. a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria (le azioni di 2 corpi sono sempre

uguali fra loro e dirette verso parti opposte).

I teoremi che Newton deduce da queste leggi comprendono il teorema della composizione o del

parallelogramma dei moti: quando su un corpo agiscono due forze, esso descriverà la diagonale di

un parallelogramma nello stesso intervallo di tempo in cui ne descriverebbe i lati sotto l’azione

delle singole forze. Vengono dedotte dalle leggi della dinamica le tre leggi del moto planetario di

Keplero. Quando una forza centrale fa deviare un corpo dalla sua direzione inerziale vale la legge

delle aree di Keplero(I pianeti si muovono lungo le loro orbite in modo che la linea ideale che li

congiunge al Sole compre aree uguali in tempi uguali). Quando la forza centripeta varia

inversamente al quadrato della distanza il corpo percorrerà un’ellisse, una parabola o un iperbole.

Il secondo libro affronta il problema dei corpi che si muovono all’interno dei fluidi resistenti. Nasce

la meccanica dei fluidi e trae origine da esse lo sviluppo della idrodinamica. Esce completamente

distrutta la teoria dei vortici di Cartesio. Il moto di un vortice non può mantenersi in modo

autonomo: può continuare con moto uniforme solo se una forza esterna fa ruotare il suo corpo

centrale. Quel moto è pertanto destinato a rallentare via via che la sua energia si disperde.

Il terzo libro è rivolto a trattare l’ordinamento del sistema del mondo. Newton considera necessario

enunciare le regole del filosofare:

• La prima regola afferma la semplicità della natura;


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher EMANULEA90 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della scienza e della tecnica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Insubria Como Varese - Uninsubria o del prof Vaccari Ezio.

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