Introduzione
I nazisti sterminarono 6 milioni di ebrei, ma ovunque uomini e donne credettero nella distinzione fra le razze. Nel corso della storia, gli ebrei e i neri hanno sempre svolto il ruolo dell’estraneo, del malvagio che minaccia la tribù. Ma solo gli ebrei (né gli zingari, considerati da alcuni ariani, né i neri) dovevano essere sterminati.
Il razzismo da una parte respinge ogni dato scientifico a vantaggio di un impulso spirituale; dall’altra tiene conto dell’osservazione scientifica e dell’influenza dell’ambiente. Tutti i razzisti facevano riferimento alla bellezza bianca, all’ideale-tipo classico greco, e ai valori della classe media (lavoro, moderazione, onore) e pensavano che questi si rivelassero attraverso l’aspetto esteriore. Le razze inferiori mancavano sia di bellezza che di virtù. Gli stereotipi costituiscono l’essenza del razzismo e la sua capacità di attrazione.
Il razzismo assegna ad ogni individuo un preciso posto nel mondo, e crea un’interpretazione del mondo stesso. La religione tradizionale può soddisfare le aspettative dell’uomo promettendo il paradiso dopo la morte, ma il razzismo, asserendo una pseudo-religione, mantiene le sue promesse subito e su questa terra e trasforma il mito in realtà (es: il ministero dell’interno incaricato di fare luce sulla presunta cospirazione ebraica, come se fosse realtà).
Inoltre, quando gli uomini iniziarono ad essere considerati degli stereotipi razziali, cominciarono effettivamente a sentirsi tali. I contrasti culturali furono essenziali per il successo dei miti razziali, poiché lungo l’intero corso della storia lo straniero non è mai stato accolto con favore. È difficile decidere da quale data far cominciare la storia del pensiero razzista. Il termine è stato usato fin dal Rinascimento con grande varietà di significato. Nella Spagna del XVI sec. il razzismo era presente nella sua accezione moderna verso gli ebrei (conversos). Ma la politica spagnola verso i “cristiani ebrei” scompare nel tempo e non costituì un precedente valido per il resto dell’Europa. L’inizio della storia del razzismo europeo si deve collocare nel secolo XVIII, con l’Illuminismo: in questo secolo si consolidò la struttura del pensiero razzista.
Parte prima: le origini
Capitolo I: Le basi settecentesche
Nel XVIII sec. assistiamo al conflitto tra Illuminismo, un'élite intellettuale che tenta di sostituire alle vecchie superstizioni e al cristianesimo il dominio della ragione e della virtù, e il risveglio religioso rappresentato dal pietismo nell’Europa continentale e dall’evangelismo in Inghilterra. Il razzismo si alimenta da entrambe le correnti.
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