Stuart Mill (1806-1874) - utilitarismo e positivismo critico
Stuart Mill, nato a Londra nel 1806, e figlio del celebre economista James Mill, ricevette un’educazione basata sui principi dell’utilitarismo e del liberismo radicale, ben presto criticati dal giovane Mill, il quale li giudicava come egoistici e troppo angusti.
La logica
L’opera intitolata “System of logic” è la più importante tra quelle scritte dallo stesso Mill, poiché al suo interno l’autore elabora la logica del positivismo. Secondo Mill, la logica è un criterio per giudicare il valore delle varie indagini della scienza, in particolare, per giustificarne la validità scientifica. Essa si configura infatti come metodologia.
La più importante distinzione che Mill fa è quella tra termini denotativi e connotativi. Secondo Mill, tutte le nostre conoscenze sono conoscenze di fatti particolari, cioè empiriche. Alla base di ogni inferenza vi è l’induzione, cioè l’inferenza da proposizioni particolari a generali. La validità di un’induzione è garantita dal “principio di uniformità della natura”, in base al quale gli individui che appartengono a una stessa classe si comportano nello stesso modo. Il fondamento di tutte le leggi è la “legge di causalità universale”, secondo cui a determinati fatti (cause) ne seguono necessariamente degli altri (effetti).
Per scoprire qual è la causa dei vari fenomeni, Mill ha indicato quattro possibili metodi:
- Metodo delle concordanze
- Metodo delle differenze
- Metodo delle variazioni concomitanti
- Metodo dei residui
A questi quattro è possibile aggiungerne un quinto: Metodo della deduzione.
Il metodo delle scienze morali
Secondo Mill, il comportamento umano deve essere regolato dalle stesse leggi che regolano la natura. Queste leggi sono alla base delle cosiddette “scienze sociali”, quali la psicologia, la sociologia e l’etologia. Inoltre, Mill sostiene che le azioni umane sono conseguenza del carattere dei singoli individui, perciò sono per lo più prevedibili e conoscibili scientificamente, a differenza della libertà che non può essere dimostrata.
Economia, politica ed etica
Nell’opera “Principi di economia politica”, Mill riprende la questione riguardante il problema del rapporto tra aumento della popolazione e produzione delle ricchezze; giunge alla conclusione che le leggi della produzione sono immutabili, mentre quelle della loro distribuzione sono modificabili, per andare incontro ai bisogni dei singoli cittadini. Inoltre, secondo l’autore, le condizioni della classe operaia...
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