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Riassunto esame Logica e filosofia della scienza, prof. Gozzano, libro consigliato La servitù delle donne, Stuart Mill Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Logica e filosofia della scienza del professor Gozzano, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente La servitù delle donne di Stuart Mill sull'asservimento della donna. Completo di Biografia di stuart Mill e di sua moglie. Argomenti della tesina: emancipazione della donna per Mill

Esame di Logica e filosofia della scienza docente Prof. S. Gozzano

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eleggibilità, la possibilità di avere accesso a tutte le professioni ed a tutte le

istituzioni.

Puntava inoltre ad arrivare ad acquisire i diritti fondamentali per intraprendere

attività economiche e imprenditoriali con la possibilità che i guadagni non andassero ai

mariti, bensì ad esse. Dopo avere vissuto la condizione di moglie e di madre, l’autrice

ritiene che l’emancipazione potrà essere raggiunta solo nel momento in cui la donna

sarà liberata dagli impegni e dagli obblighi famigliari che, altrimenti, peserebbero

unicamente sulle sue spalle. Sua immagine ideale è quella di una donna del tutto pari

all’uomo, sia negli impegni familiari sia nelle istituzioni e nel mondo professionale.

RELAZIONI SOCIALI TRA I DUE SESSI:

Secondo Mill, le relazioni sociali dei due sessi, che sottomettono un sesso all’altro in

nome della legge, sono cattive perché costituiscono uno degli ostacoli per il progresso

dell’umanità. Il problema è che non è possibile far cessare una schiavitù che coinvolge

tutta la popolazione mondiale. Ogni opinione è basata sopra i sentimenti. I sentimenti

sull’ineguaglianza dei sessi sono i più sentiti e radicati, per questo sono i più fermi di

tutti ed hanno resistito meglio di tutti alla grande rivoluzione intellettuale e sociale

del tempo moderno.

Per questo il compito di Mill di attaccare un’opinione così universale e radicata, fu

un’impresa molto ardua. Questi principi radicati non riguardano l’universo maschile e

più un pensiero è radicato più risulta difficile da eliminare. Tutto ciò che si fa per

abitudine viene automaticamente percepito come un’azione naturale.

In passato, nel mondo, da sempre si sono susseguite molte forme di schiavismo, ma

tutte queste hanno avuto fine perché sono state abbattute dalla società che riuscì a

difendere chi veniva sfruttato. Comparvero, per fortuna, i pensatori, che con l’aiuto

del progresso della società riuscirono ad abolire la schiavitù maschile. Riguardo alla

schiavitù della donna invece il destino non fu lo stesso degli uomini, questa si modificò

in subordinazione.

La subordinazione della donna non sembra una vera e propria schiavitù perché manca

di una caratteristica comune a tutti gli altri tipi di schiavitù, la costrizione; oramai è

vista come una “tradizione”.

Il luogo in cui più si consuma e si tramanda l’oppressione femminile è la famiglia e il

principale mezzo di asservimento è l’educazione.

“Esiste una costruzione sociale e culturale della donna con le sue caratteristiche

positive e negative, i suoi ruoli sociali già previsti che godono di approvazione sociale.

Esse sono state sottoposte ad una cultura fissata per dare beneficio e piacere ai loro

signori”.

Mill sostiene che il matrimonio è una forma di servitù legalizzata a cui le donne

non si sottraggono, dal momento che “Tutte le donne si allevano dall'infanzia nella

credenza che l'ideale del loro carattere è l'antitesi di quello dell'uomo: esse sono

educate a non volere da sè medesime, a non condursi dietro la volontà loro, ma a

sottomettersi e cedere all'altrui”.

È dunque un egoismo istintivo di cui gli uomini si sono serviti per tenerle in

soggezione,facendo apparire alle donne la dolcezza, la sottomissione e la remissione di

ogni volontà individuale all’ uomo, come un aspetto essenziale dell'attrattiva sessuale.

È attraverso l’educazione quindi che viene plasmato il carattere degli individui.

Tutt’ora al giorno d’oggi l’educazione di maschi e femmine è diversa.

Ci sembra una cosa normale che le bambine giochino con le bambole e un bambino con

le macchinine; come sarebbe normale che alla domanda: “che cosa vuoi fare da

grande?” una bambina risponda: “La mamma” e sarebbe invece insolito che un bambino

risponda “Il papà”.

In nome della morale, il dovere della donna è di vivere per gli altri ed in nome del

sentimento che la natura lo vuole: essa dovrebbe annullare se stessa e che accudisca il

marito e i figli che sono un vincolo fra lei e l’uomo.

La critica che ne viene fuori è: “La subordinazione sociale delle donne sorge come un

fatto isolato, in mezzo alle istituzioni sociali moderne. La società che schiavizza la

donna non rappresenta la natura del mondo, ma una sopravvivenza di un mondo antico,

passato.”.

L’opinione generale degli uomini è quella che la naturale vocazione delle donne sia il

matrimonio e la maternità. “Gli uomini sembrano credere che la pretesa vocazione

delle donne è quella che più ripugna alla loro natura; che se esse avessero libertà di

fare tutt'altro, se loro si lasciasse un mezzo tollerabile d'impiegare il loro tempo e le

loro facoltà, il numero di quelle che accetterebbero la condizione che si dice esser

loro naturale sarebbe insufficiente”.

Certi uomini sentono una vera antipatia per la libertà e l’uguaglianza della donna, hanno

paura che le donne cerchino nel matrimonio condizioni d’uguaglianza, hanno paura che

le donne talentuose e di carattere preferiscano fare tutt’altro piuttosto che sposarsi.

IL MATRIMONIO NEL PASSATO:

Nel principio si prendevano le donne per forza, oppure il padre le vendeva al marito. Il

padre aveva diritto di maritare sua figlia, senza avere riguardo dei suoi sentimenti.

La Chiesa rimaneva ancora abbastanza fedele ad una morale superiore per esigere un

sì formale dalla donna al momento del suo matrimonio; era impossibile ad una ragazza

giovane di rifiutare il volere del padre e di chiedere protezione alla religione.

Una volta sposata, il marito diventava proprietario della donna, e questa non poteva

invocare la legge contro di lui.

Questa costituzione familiare, infatti, limita l'ammissione giuridica e di fatto della

donna alla vita lavorativa e a quella pubblica, relegando le sue funzioni alla sfera

domestica.

Il marito inoltre era considerato come un sovrano, infatti l’omicidio di un uomo da

parte di sua moglie, si chiamava tradimento ed era vendicato anche questo con la

morte, (in particolare le donne venivano bruciate vive).

Nel tempo per fortuna queste pratiche sono cadute in disuso.

Mill però insiste sul fatto che nonostante tutto la sposa è realmente la schiava del

marito. Ella giura all'altare una obbedienza di tutta la vita al marito, e vi è tenuta, per

legge, tutta la vita. La donna non può far nulla senza il permesso, almeno tacito, del

marito. Ella non può acquisire dei beni che per lui.

La donna è metaforicamente incatenata all'interno della sua casa, con delle norme da

rispettare e, non essendo, padrona di nulla, nemmeno dei suoi figli, è apparentemente

debole; e, nel caso volesse scappare da questo mondo, si troverebbe da sola, come

abbiamo detto precedentemente senza un briciolo di legge che sia dalla sua parte.

Ci dovrebbe essere invece una perfetta uguaglianza e libertà, idee a priori, dove le

sole restrizioni sono quelle invocate dal bene comune, spiega Mill, il quale aggiunge che

la legge non deve fare eccezioni e tutti hanno diritto a un uguale trattamento, senza

potere o privilegio da parte di un sesso sull'altro.

La perfetta uguaglianza comporta dei cambiamenti sociali, etici e comportamentali; la

donna ha diritto alle stesse opportunità che l’uomo ha fin dall'inizio della storia, essa

potrà entrare a far parte di ogni ambito che le interesserà e che vorrà fare proprio.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
Università: L'Aquila - Univaq
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ariannaappunti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Logica e filosofia della scienza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università L'Aquila - Univaq o del prof Gozzano Simone.

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