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Pascal e il giansenismo

Blaise Pascal (1623-1662) nasce come fisico nel 1647 e, in seguito a una crisi spirituale nel 1654, decide di aderire al giansenismo.

La fisica di Pascal

Pascal sostiene che, per poter mandare avanti la scienza, è necessario fare affidamento sulle scoperte ottenute dagli autori antichi, cercando di apportare ulteriori miglioramenti. Per fare ciò è necessario che la conoscenza della natura faccia affidamento su due fonti:

  • Esperienza (sensi)
  • Ragionamento (matematica)

Egli, inoltre, credeva nell’esistenza del vuoto, criticando la credenza scolastica secondo cui ogni spazio è riempito da una materia misteriosa, di cui non si hanno prove della sua esistenza. Lo studio della dinamica dei liquidi portò alla formulazione del cosiddetto “principio di Pascal”, secondo cui una forza applicata a una massa liquida si distribuisce con la stessa intensità in tutte le direzioni. Scoprì l’esistenza in natura dei due infiniti: infinitamente grande e infinitamente piccolo; sostituì al concetto cartesiano di materia estesa quello di spazio infinito determinabile geometricamente.

“Espirit de géométrie” ed “espirit de finesse”

Pascal pone come strumento di conoscenza della natura, la matematica, di cui ne teorizzò il metodo all’interno del suo scritto dedicato al cosiddetto “spirito geometrico”, ossia alla facoltà conoscitiva di cui si serve la geometria. Essa non può essere considerata una scienza ideale, poiché non tutte le sue proposizioni sono dimostrabili, se non intuitivamente. Ciò che rende possibili tali intuizioni è l’evidenza degli oggetti, e da qui si passa poi alla dimostrazione deduttiva dei suoi teoremi.

Lo spirito geometrico è quindi la facoltà di intuire sia il significato delle proposizioni semplici, sia le verità degli assiomi, e facoltà di dedurre correttamente. Ma ciò che conosciamo attraverso lo spirito geometrico non ha alcun senso per la nostra vita, poiché la verità della religione e della morale si conoscono grazie a un’altra facoltà chiamata “finezza di spirito”, una capacità intuitiva che appartiene al sentimento ma è immune all’influenza delle passioni, ossia non è in grado di distinguere il bene dal male.

La distinzione tra questi due tipi di spirito si può dimostrare attraverso un’ulteriore distinzione tra ragione e cuore: la ragione è facoltà di conoscere scientificamente attraverso la deduzione e l’intuizione; il cuore è la facoltà intuitiva in generale, e si configura con la...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

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