Il tempio greco - introduzione
Giovedì 15 ottobre 2015 15.37
Introduzione al tempio greco
(Trattato nei libri III e IV "Case degli dei immortali" di Vitruvio)
Tempio: più alta rappresentazione della razionalità. Vengono costruiti totalmente in pietra a partire dal 6o secolo a.C. in avanti.
Qual è l'utilitas del tempio?
È destinato al culto divino, nasce e cambia rispetto alle forme della ritualità di religioni pagane.
Agrigento, valle dei templi: Le divinità sono antropomorfe, tutto ha a che fare con la narrazione del mito → tempio casa degli dei (che sono lì tramite la scultura).
Olimpia, Tempio di Zeus: la statua si trova in uno scrigno → capanna di pietra con tetto a falde per far scivolare l'acqua che crea danni = differente dalle case che raccolgono l'acqua.
Urna cineraria (11o secolo): ha la forma di una capanna ed ha un foro, che simboleggia un collegamento tra vivi e morti (soglia verso l'aldilà). Il tetto ha un asse di simmetria che fa percepire stabilità.
Urna cineraria (9o secolo): oltre al pavimento si ha un piedistallo con gradini, ancora presenti soglia, recinto e tetto a falde, ma in più ci sono colonne che formano un porticato che si pone come spazio di filtro tra esterno ed interno → si sosta per motivi di carattere emotivo.
Tesoro di Delfi: i muri della cella sporgono e proteggono maggiormente, si mantengono le due colonne nel pronao = tempio in antis (le pareti sporgenti sono dette ante).
Tempietto di Atena: viene raddoppiato l'elemento del pronao, sia davanti che dietro, ma solo davanti è aperto → lo spazio intorno all'edificio è più importante rispetto allo spazio all'interno, questo perché le forme di ritualità occupano la parte esterna. Il tempio è anfiprostilo.
Baldacchino: oggetto sacro utilizzato nelle processioni per far uscire la statua dalla sua casa.
Il tempio greco secondo Vitruvio
Vitruvio: "Parlerò di templi e li ordinerò" Vuole enucleare i principia (principi), che hanno a che fare con il figurarum aspectus (immagine di una figura) → parla di criteri che hanno a che fare con la planimetria degli edifici e con l'utilità di essi = l'operazione di Vitruvio si avvicina ad una classificazione grafica dei templi, potendo quindi fare un confronto.
Pianta del tempio di Apollo - Siracusa: tempio periptero esastilo, con perimetro delimitato da 6x17 colonne. Le colonne sono anche all'interno della cella → la cella viene divisa in uno spazio centrale e due laterali. La dimensione dell'intercolumno e quella del diametro della colonna sono circa uguali.
Tempio di Selinunte C: tempio periptero esastilo, con perimetro delimitato da 6x17 colonne. L'intercolumno è più ampio rispetto al diametro della colonna così da consentire più libertà di movimento durante le processioni. Le ante sono semichiuse davanti e terminano all'altezza di una colonna.
Basilica di Paestum: dedicata a Era (Cerere). 9 colonne sul fronte, il pronao ha tre colonne e quindi ha una massa lungo l'asse di simmetria → pieno in asse. Il naos ha un intercolumno centrale che può rappresentare una divinità gemellare.
Tempio di Zeus, Olimpia: tempio periptero esastilo, sul lato lungo il numero di colonne è 2 volte più 1 rispetto al lato corto. Ha un doppio pronao (anteriore e posteriore) con due porte, una è formata da due muri tra cui si trova una scala a chiocciola nascosta senza l'utilizzo di spazi accessori.
Partenone (Ictino): Quando Ictino prende in mano il progetto c'è già il crepidoma e ci sono già i rocchi delle colonne della peristasi → c'è già un modulo che deve essere rispettato. Il tempio è costruito sulla base di una proporzione di 9/4. Il pronao è stretto e la cella è molto ampia, con proporzioni nuove = inizia quindi a contare anche l'architettura dello spazio interno. Gli spazi sono utili a rappresentare, sono monumentali, le colonne interne del Naos creano una coreografia intorno alla statua.
Tempio di Bassae (Ictino): le colonne sono addossate alle pareti = sono decorative, tranne una colonna che si trova invece al centro.
Tempio diptero con pronao a 12 colonne seguita da uno spazio trasversale con due rampe di scale laterali. Nello spazio interno ampio è custodita un'ulteriore cella → ricorda uno spazio teatrale.
Tempio di Apollo a Dydima: tempio periptero circolare (impianto centralizzato) formato da cerchi concentrici (tolos).
Il tempio greco - firmitas e utilitas
16.00 Non esistono soltanto principia sulla base dei quali analizzare i templi, esistono anche species (categorie). La categoria utilizzata per analizzare i templi è il rapporto tra il diametro della colonna alla base e l'intercolumno → Vitruvio afferma che se il rapporto è > di 1/3 l'architrave si spezza = si mette in dubbio la firmitas. I rapporti 1/1 e 1/2 non vanno bene perché le persone restano in fila una dietro l'altra e questo limita.
La lavorazione della pietra
Per i templi viene utilizzata pietra di cava (viva), estratta da giacimenti in cui lavorano gli schiavi. Dopo aver identificato la vena servono anni per arrivarvi e poter estrarre il materiale → le fibre della pietra devono conservare la stessa posizione che hanno in vena, questo perché se la pietra era stabile in terra lo sarà anche nell'architettura. I blocchi estratti erano a forma di parallelepipedo ed erano pensati per la costruzione → tozzi per assicurare la stabilità della struttura. Per trasportare i blocchi venivano utilizzate slitte comandate con carrucole e dopo il trasporto i blocchi venivano lasciati 2 anni in deposito per eliminare l'umidità di cava (2 cicli di stagioni) = costruendo lentamente si favorisce la firmitas.
Processo di costruzione per Vitruvio
- 1o passo: capire la tipologia di terreno: se il terreno è alluvionale va palificato → quando si scava si ha un progetto ed un controllo nella costruzione delle fondazioni. Per rendere stabile un edificio su un terreno instabile bisogna creare un reticolo.
- 2o passo: costruzione del crepidoma: deve sempre avere un numero dispari di gradini perché questo facilita il salire le scale. Il crepidoma deve essere leggermente convesso cosicché lo stilobate non sembri fragile (questo fatto favorisce anche il displuvio delle acque).
- Marmo pario: cavato nell'isola di Paros → per trasportare il marmo lo si pone in blocchi intagliati con dettagli inerenti il metodo di trasporto e non la disposizione finale. Ogni faccia è scolpita in vista della funzione futura o in vista di un mercato di pietre. Si hanno facce di giunzione e facce a vista, che hanno scopi diversi. Le maniglie presenti su alcuni blocchi sono dette tenoni.
- 3o passo: costruzione della cella: i blocchi vengono misurati con precisione per poter essere poi incastrati tra di loro = utilizzo della geometria.
- 4o passo: colonne: le colonne vengono solitamente assemblate da elementi tozzi che vengono fatti rotolare. I moduli hanno un foro centrale in cui viene colato un elemento di metallo (spesso bronzo) che stabilizza la colonna = servono fabbri per fondere il metallo. Le colonne sono rastremate per apparire più slanciate → la superficie viene divisa in molte parti cambiando il rapporto tra larghezza e altezza.
- 5o passo: architrave: viene issata con macchine da cantiere appositamente disegnate.
Capitello dorico
Punto dove i carichi continui della struttura si concentrano, si passa dal carico orizzontale a quello verticale tramite l'echino la cui base si espande in modo da espandere anche la superficie d'appoggio e tramite l'abaco che funge da base d'appoggio per l'architrave che è perpendicolare ad esso.
Architrave
Formata da una serie di blocchi in sequenza soprastati da un fregio e da un cornicione su cui viene posto un timpano con frontone decorato. Tutte le decorazioni sul fregio e lungo l'architrave vengono fatte dopo la costruzione del tetto (in tegole di terracotta o marmo con parti in legno). I templi vengono poi colorati con blu, rosso, giallo, bianco e nero.
Il tempio greco - venustas
Venerdì 23 ottobre 2015 11.15
Vitruvio parlando di bellezza parla di simmetria → parla di accordo armonico delle parti fra loro e della globalità dell'opera (concetto trattato nel Io libro e poi ripreso nel IIIo). Definisce la venustas utilizzando il tempio come modello → crea un paragone con il corpo umano: come nel corpo esiste un'armonia della parte con l'unità = uomo vitruviano (organizzazione delle parti tra loro).
Tempio di Efesto - Atene
Tempio periptero esastilo posto su di un crepidoma. La totalità dell'elemento sopra le colonne è detta trabeazione tripartita ed è composta da tre nastri:
- Architrave → parte strutturale (sopporta i carichi verticali)
- Fregio → nastro decorativo composto da diversi elementi
- Cornice → ultimo nastro che sporge rispetto agli altri = protegge dal displuvio gli elementi nastriformi sottostanti
Sopra la trabeazione si trova il timpano. Il fregio forse serviva anche a proteggere e nascondere la testa delle travi di legno del tetto.
Colonna
Elemento di sostegno verticale a sezione circolare con proporzioni prefissate fra diametro di base e altezza della colonna → Vitruvio fissa queste proporzioni per la colonna dorica tra 1/6 e 1/7. Ad un terzo di altezza della colonna partendo dalla base si ha l'entasi (rigonfiamento) per evitare troppa compressione da parte dei pesi sostenuti dal fusto (stabilisce una curva). La colonna è scanalata per sembrare più snella, sotto l'echino si trovano due scanalature che servono soltanto per la venustas: sottolineano il collo della colonna = sottolineano la connessione di parti differenti. Le celle hanno un doppio colonnato perché le colonne devono mantenere certe proporzioni e vanno quindi sovrapposte.
Ordine ionico
Le colonne presentano una base e variano i rapporti → la colonna è meno tozza, si va dall'1/8 all'1/10 e sono presenti le volute. Per allargare la base d'appoggio si inserisce un tronco di cono e vengono sovrapposte delle modanature. Per ingentilire si separa inserendo elementi concavi e convessi. La voluta presenta la spirale ionica a passo continuo. La tipologia ionica è stata poco utilizzata perché fronte e lati sono differenti = non si riesce a risolvere la colonna sugli angoli.
Il tempio romano
Venerdì 23 ottobre 2015 11.31
La parola tempio deriva da templum, che identifica uno spazio sacro delimitato da 4 cippi. Il templum latino era il luogo dove si recavano i sacerdoti ad osservare il volo degli uccelli in corrispondenza di fatti avvenuti o che dovevano avvenire = il templum deve ospitare, ma anche far osservare cielo ed uccelli → la divinità ha bisogno di una casa, ma adatta ai sacerdoti.
4o secolo
La casa deve avere un ampio portico che deve consentire l'osservazione della natura (tempio di italica consuetudo), ha il tetto a falde sorretto da colonne nella parte in cui sporge e ci sono spesso tre porte per via della triade di dei romana (triade capitolina: Giove, Giunone e Minerva). Il portico risulta più ampio della cella, non è presente il crepidoma = dà un punto di vista privilegiato con un timpano solo. Esiste quindi una pars àntica (porticato) ed una pars prostica (cella).
Opus quadratum → costruire tramite l'incastro di blocchi.
Il santuario di largo Argentina
Si sono stratificati vari edifici. Tutti i templi hanno uno stesso asse con apertura sempre rivolta ad est. La scalinata d'accesso è sempre unica e frontale → esiste una porta centrale. L'asse utilizzato fa sì che il fedele si debba porre rigidamente in asse rispetto all'edificio → è presente un podio che separa nettamente lo spazio per i fedeli dallo spazio degli dei. Il tempio circolare unisce un tempio periptero a pianta centrale e un podio. Esiste una peristasi (perimetro di colonne) quasi completa nei templi a pianta rettangolare, spezzata da un muro che determina la fine dell'edificio = tempio pseudo-periptero (tipologia di tempio con radice etrusca = tuscanico).
Tempio di Ercole - Cori
Tempio prostilo. C'è un podio non realizzato con opus quadratum, ma con opus incertum. Il podio è molto alto = si accentua il rapporto gerarchico tra casa degli dei e fedele. Le colonne sono doriche, ma è un dorico evoluto = l'architettura romana interpreta i rapporti propri degli ordini esaltando la verticalità.
Tempio della fortuna virile (tempio di Portuno) - Roma (50 a.C.)
Le colonne sono ioniche con due basi: una convessa (toro) ed una concava (scozia). L'architrave ionico è modanato e presenta un fregio non scandito da formelle, ma decorato con foglie e girali continue che non creano un ritmo. La cornice è più ricca e con sgocciolatoio. La colonna è parte della muratura della cella = presente come elemento ritmico. La cella è così importante da espandersi nello spazio eliminando il deambulatorio.
Tempio - Vienne
Solo l'ultimo columnio è chiuso nella muratura, le colonne in fondo (murate) sono a sezione quadrata → non sono colonne, ma paraste con stessa scanalatura e stesso capitello = si leggono in continuità rispetto alle precedenti. L'ordine impiegato è quello corinzio (con rapporti tra 1/9 e 1/10), ha un capitello molto più alto. Il fregio è liscio con iscrizioni ed ha una cornice caratterizzata da mensole.
Tempio di Marte vendicatore - Foro di Traiano (27 a.C.)
Podio alto con scalinata monumentale e colonne in marmo di ordine corinzio con capitelli altissimi e bellissimi. È circondato da un grande spazio rettangolare.
Capitello corinzio del tempio di Marte
Ha una forma quasi parabolica a campana rovesciata, rivestito da foglie di acanto con volute posizionate in pianta a 45°. Il tutto coperta da un abaco quadrato che connette una sezione circolare ed una quadrata. Il capitello è a pianta centrale = utilizzabile anche in posizioni angolari → uguale su tutto il perimetro: bello e comodo (firmitas, utilitas e venustas).
Pantheon
Venerdì 23 ottobre 2015 12.07
Ha come committente l'imperatore Adriano (figura eclettica). È un'architettura con una incredibile capacità di sintesi data dalla sua struttura. L'edificio è costruito in dieci anni (118 -128 d.C.) ed è progettato probabilmente da un'equipe di personalità: astronomi (egiziani), filosofi, ingegneri militari. Ricchissimo di immagini e simboli politici. È un gigantesco tempio octastilo con un grande frontone dietro cui si trova un altro edificio che contrasta per forma e per materiali: completamente realizzato in mattoni (materiale povero). I materiali utilizzati per costruirlo provengono da tutto l'impero = simbolo della grande potenza dell'imperatore. L'edificio è inserito nel tessuto urbano e non è mai stato vissuto in tutta la sua complessità, nel 1700 vengono costruiti campanili e scale, che vengono poi rimossi quando si riporta la struttura allo stato originale. Nel 1500 si hanno tettoie sulla parte bassa delle colonne, la struttura è perfettamente intessuta nella vita cittadina ed è utilizzata. Compare sul frontone il nome di Agrippa perché sul luogo esisteva già un pantheon fatto costruire da Agrippa e la pianta dell'attuale riprende quella precedente. In origine la struttura era fronteggiata da una piazza rettangolare con asse principale nord - sud (con ingresso a nord) con al centro un arco di trionfo, sul lato sud si ha il pronao del tempio octastilo dietro al quale si trova un corpo a pianta rettangolare con copertura piana che ha il compito di mediare tra pronao e parte circolare (avancorpo) → funge da raccordo. Nella muratura piena dell'avancorpo si trovano delle paraste. L'altro grande stacco si nota tra il materiale dell'architettura greca e quello del pantheon, sovrastato da una cupola con estradosso con righe verticali e orizzontali = paralleli e meridiani, ha a che fare con il cielo.
Oculo: una cavità di forma circolare con 9 metri di diametro → è un'apertura = fanno parte della struttura anche gli agenti atmosferici. È una gigantesca macchina solare (il tetto era coperto i tegole di bronzo).
Interno
Le due navate minori del pronao hanno due nicchie, la navata centrale ha una grande apertura sul corpo circolare. La rotonda all'interno ha 43,3 metri di diametro con mura esterne di spessore pari a 6 metri. Tracciando assi ortogonali si notano due nicchie in corrispondenza ed una nicchia semi-circolare di fronte all'ingresso. All'interno ci sono in tutto otto spazi vuoti, di cui:
- 2 comunicano direttamente con il centro (porta e nicchia opposta ad essa)
- 6 comunicano intermediate da colonne
- La muratura ha anche delle edicole minori che si aprono verso il centro della stanza.
Il pavimento è decorato con disegni di quadrati e cerchi concentrici. L'oculo disegna un terzo asse (di luce) al centro del pantheon. Il primo anello partendo dal basso ha altezza definita dalle colonne (l'elemento di pietra legato alle pr
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