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Storia dell'architettura

La città è un grande palinsesto ovvero una costruzione continua, dove il vecchio ed il nuovo si accavallano ed il passato e il presente si fondono. L'architettura è una forma di comunicazione aperta a tutti e nella storia è sempre stata la più efficace forma di comunicazione del potere.

I babilonesi

I Babilonesi costruirono le città nella mezza luna fertile: in questo luogo si formarono cittadelle e, come città accordatrice, Babilonia aveva il primato perché la più grande città dell'epoca. Ricordiamo di questo popolo i famosi monumenti: gli Zigurrat alcuni alti addirittura 25 metri. Erano grandi città (montagna di terreno) tutte rivestite da mattoni, erano una vera e propria successione di piattaforme raccordate da una rampa, dove avvenivano i sacrifici religiosi. I sacerdoti gestivano questi luoghi, perché oltre al potere religioso detenevano un forte potere politico e civile. La famosa Torre di Babele nell'attuale città di El Ab, era una gigantesca Zigurrat, non fu mai riuscita la sua costruzione poiché era un progetto impraticabile e perché nacquero numerose lotte interne alla civiltà. Questi edifici comportavano anche la realizzazione di un recinto sacro (separato) in cui lo stesso spazio aveva una qualità differente. Il recinto prende il nome di Thenenos. Oltre a queste costruzioni religiose i Sumeri ci hanno lasciato anche una grande opera civile: la Porta di Babele, uno dei monumenti più significativi che ci resta dall'antichità.

Gli Assiri

Gli Assiri furono un popolo più pragmatico e bellicoso rispetto ai babilonesi, infatti li invasero e assimilarono molti aspetti della loro cultura. Si collocarono nell'attuale Iran e costruirono città molto grandi che riuscivano a contenere migliaia di persone. I Lamassù erano figure mitiche che simboleggiavano la sacralità di un luogo e potevano avere una funzione apotropaica, erano infatti costituiti da mezza parte animale e mezza parte umana. Questi si trovavano all'ingresso delle porte delle Ziggurat e dove inoltre si situavano gli edifici politici.

In Europa

Contemporaneamente a queste grandi città mesopotamiche, in Europa non esisteva nulla di paragonabile a queste civiltà. Le prime forme di insediamenti risalgono al 1500 – 2000 a.C. in Irlanda. Le prime forme di insediamento continentale furono palafitte e terramarittime: edifici rialzati per avere una funzione protettiva verso le fiere o le intemperie. In Sardegna furono ritrovati risalenti al 1500 a.C. dei monoliti: i Nuraghi, edifici formati da pietre, concentrici che avevano una funzione abitativa. Queste forme di insediamento portarono alla formazione di città ancora molto rurali che non possedevano nemmeno una strada o un link. Queste città però, essendo ubicate in un’isola, rimasero abitate e immutate fino al 300 d.C.

Cromlech: deriva dalla parola celtica pietra unica, infatti è un insieme di enormi pietre disposte singolarmente. Questo fa riflettere sulla tecnica costruttiva o assemblativa di queste popolazioni.

Dolmen: deriva dalla parola tavole di pietre, edificio in cui è possibile trovare un riparo, spesso per un defunto infatti erano costituiti da due pietre verticali ed una orizzontale poggiata su di esse. Alcuni di essi posseggono anche più di tre pietre ma la struttura costitutiva rimanda a questo principio.

Pietre fitte: antiche pietre lunghe, posizionate in altezza verticale e in quantità significativa; possedevano una funzione religiosa e comunicavano potenza e metafisica. Tutti questi edifici hanno caratteristiche differenti ma sono accomunati dal fatto di essere monoliti; edifici molto lontani dalle opere ingegneristiche mesopotamiche.

Ebla

Ebla si trovava a oriente del fiume Oronte ed è stata rinvenuta nel 1964, una città completamente indipendente nell'attuale Siria. La fioritura di questa città si ebbe intorno al 2400 – 2300 a.C. quando arrivava a contare addirittura 30.000 abitanti. La parte significativa di questa città fu il palazzo civile rinvenuto. Il Palazzo era diviso in 3 grandi settori ma estremamente complesso, il complesso centrale è accessibile grazie ad una rampa che la collega al portale monumentale. In questo luogo sono state trovate 17.000 tavolette d'argilla incise a caratteri cuneiformi.

L'architettura egiziana

Gli egiziani crearono il primo stato accentrato, stabile e organizzato dell'antichità; il regno durò circa tremila anni, un periodo enorme in cui furono mantenute le stesse forme, in una continuità artistica. Questa civiltà fu tanto importante in quanto per primi superarono il preconcetto di frammentazione e arrivarono a formulare il primo stato. Iniziò quindi nel 3000 a.C. e finì nel 30 a.C. con l'invasione romana e il passaggio da stato a provincia romana. Le dinastie che si susseguirono furono all'incirca trenta. Geograficamente era diviso in Alto e Basso Egitto. La città più antica era Menfi, l'attuale Il Cairo, e la seconda Luxor, città del Basso Egitto. Gli egiziani furono sempre attratti dall'eternità, per questo gran parte dei resti che ci hanno lasciato è architettura funeraria. Tutte le città egiziane furono costruite sul fiume Nilo che, bipartendole, segnava il confine tra la città civile, dei vivi, e quella dei morti, la Necropoli.

Le Mastabe erano le prime forme di architettura funeraria egiziana, i corpi dei funzionari venivano inumati in questo buco profondo fino a 20-25 metri che in superficie creava un gradino sopraelevato a forma di tronco di piramide. Gli egiziani credevano che il morto potesse avere ulteriore vita a patto che il luogo della sua sepoltura lo permettesse; questa è la motivazione per cui vennero costruite false porte. Queste porte avevano però anche una funzione pratica in quanto permettevano l'accesso per riti e cerimonie. La struttura a tronco di piramide poteva raggiungere le dimensioni di 20 x 20 metri con un'altezza di 4-5 m.

Le piramidi

La prima piramide fu costruita dall'architetto Imotep, alla richiesta del suo faraone Zoser di dedicargli una Mastaba più imponente e maestosa. Imotep non fece altro che accumulare 3 mastabe di base sempre maggiore, una sull'altra. L'ultima parte di Mastaba di Piramide fu costruita alla morte di Zoser. La Necropoli era circoscritta da grandi mura che erano identiche a quella dei vivi. Questo fa capire quanto per gli egiziani la vita terrena e quella ultraterrena fossero legate.

Piramide di Snefru

Questa piramide fu costruita per il faraone della 4° dinastia, una delle più brutte piramidi costruite. Essa è costituita da due grandi livelli, gradoni che le conferiscono un senso aritmico e scoordinato. Questa forma è dovuta al fatto che i primi progetti per questa piramide prevedevano un'altezza molto più significativa non supportata per problemi ingegneristici. Questo fatto fu chiaro solo in iter di costruzione che fece optare per un mutamento di progetto e un relativo abbassamento dell'altezza. L'altra particolarità di questa piramide fu che per prima si cercò di garantirle una forma liscia, grazie all'utilizzo della pietra calcarea posizionata sopra di essa.

Piramide di Dashur

Questa piramide è dedicata al medesimo faraone, ma fu costruita unendo due ideologie e spiriti costruttivi: la volontà di costruire qualcosa di grande, di maestoso e mai visto prima con la volontà di realizzare qualcosa di armonioso e geometrico. È una delle prime piramidi a non mostrare dei gradoni in quanto è ricoperta di pietra calcare. A Dashur infatti avvenne il passaggio importante dalla piramide a gradoni alla prima piramide vera e propria che è quella di Snefru detta piramide rossa o settentrionale, costruita in pietra quadrata con un'inclinazione di 45°.

Necropoli di El – Giza

Il complesso di El Giza è la più grande città funeraria dell'antico Egitto e presenta numerose strutture. Il sovrano del 2500 a.C. si fece costruire una piramide completamente regolare che misura 232 m di latitudine e 146 di altezza. La particolarità di questa struttura è il luogo dove si colloca il vero e proprio defunto, centralmente rispetto alla struttura, e vi si accede attraverso una complessa rete di corridoi. Si colloca una falsa porta nella facciata orientale dove venivano compiuti riti e cerimonie. Nella necropoli sono presenti tre piramidi; oltre alla prima, Chefren, probabilmente uno dei figli di Keope e quella di Micerino, entrambi appartenenti alla 4° dinastia, quest'ultima rappresenta simbolicamente la storia del suo genere. Molto più piccola delle altre conta un'altezza di circa 60 m ed un lato di 110 m. Significativa perché da progetto sarebbe dovuta essere ricoperta da uno strato di granito. Ne rimane solo qualche fila alla base, la piramide ultima sarebbe stata una figura perfetta, molto simile ad una scultura artigianale.

La piramide di Chefren è più piccola di quella del padre Cheope, anche se, per la sua posizione sopraelevata, appare oggi più alta, in quanto fu costruita su un terreno più elevato e la punta è ancora intatta. Questa sommità è l'unica che conserva la struttura calcarea che in origine copriva tutte le piramidi, un rivestimento uniforme in calcare bianco levigato che conferiva loro un aspetto di lucenti solidi geometrici.

L'ingegneristica

Gli egiziani furono dei veri propri maestri e pionieri in quanto inventarono la tecnica costruttiva del mattone unito con materiale liquido e per primi ipotizzarono e poi costruirono strutture complessissime e impegnative. Le forme di queste strutture sono le più elementari per sorreggere peso e per estendersi in altezza, ma le tecniche costruttive erano completamente affidate ad un sistema di funi collegate con una rete di ferrovie. Questo sistema era funzionale, grazie a slitte che si muovevano e trasportavano l'occorrente. Questo garantiva di costruire prima tutti i blocchi ed i gradini in successione e poi di ricoprirli di materiale calcareo che garantiva alla struttura una certa appariscenza rispetto all'ambiente circostante. Al culmine della piramide veniva costruita una cappella nera poi ricoperta all'apice da una lastra d'oro per ricevere i raggi solari e illuminare il luogo sacro.

I complessi di piramidi, le necropoli, erano costituite da numerose parti: piramidi, vie, mura, laghetto. Ognuna di queste parti aveva una funzione pratica o religiosa ed una spirituale, metafisica. Il laghetto che si trovava in tutte le necropoli aveva la funzione di ricordare l'archè originario e l'inizio della vita ed anche quella di ospitare riti religiosi. La via che collegava tutte le strutture funerarie con l'esterno culminava nel fiume Nilo, qui avvenivano i riti religiosi.

Regno moderno 2000 – 1000 a.C.

Il mondo moderno egiziano perse gran parte del carattere monumentale e gigantismo che lo caratterizzava. Questo perché le controversie interne all'istituzione portarono più libertà e diritti alla popolazione che non era ora più disposta a impiegare 10-20 anni di lavoro per costruire una tomba. Questo periodo fece invece esplodere la costruzione dei templi più complessi e interessanti.

Tempio di Amon

I templi egizi sono di due tipi distinti e con funzioni distinte; il primo è divino in quanto consacrato ad una divinità mentre il secondo è funerario per garantire al defunto una buona vita ultraterrena. I templi divini hanno una funzione ben precisa in quanto sono la dimora terrena degli dei, infatti per la complessa religione egiziana ogni evento ha una spiegazione metafisica. Il dio Amon era per gli egizi il dio Sole, garante anche della fertilità. Nella vicinanze di Karnak fu costruito un tempio in suo onore che ha una struttura assiale, anche definita a cannocchiale. L'ingresso è a Pilone garantisce l'ingresso monumentale al tempio, successivamente si trova il cortile spesso colonnato, che è uno spazio aperto delineato dalle mura: è il luogo in cui potevano entrare i fedeli per assistere alle cerimonie. Ancora più in profondità la sala ipostilia ed infine il santuario.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher grammaticomirko di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Ceccarelli Francesco.
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