STORIA DEL PENSIERO FILOSOFICO
40005 | Prof. G. Fornari
Martedì 21 Marzo 2017
L’anima, secondo Eraclito
L’anima, per Eraclito:
è una forza cosmica
è la nostra partecipazione alle forze del “cosmos”.
.
Per Eraclito questa è una cosa di suprema importanza
E l’anima, molto prima di essere una realtà soggettiva e personale:
è una realtà cosmica e ontologica.
Cosa fa l’anima, secondo Eraclito?
Esprime i caratteri fondamentali della realtà.
L’anima immortale
Cosa vuol dire che l’anima può diventare immortale, se si assimila al fuoco?
Intanto:
Il fuoco di Eraclito
il fuoco di Eraclito non è il semplice fuoco che vediamo quando brucia qualcosa.
Il fuoco osservabile e empirico – è la conseguenza del “fuoco” in quanto principio.
Dal fuoco nascono tutte le cose
È una conseguenza, una manifestazione ancora inferiore – anche se necessaria e fondamentale.
Il fuoco, come principio, è questa realtà originaria – da cui nascono tutte le cose.
Si può presumere – da come Eraclito ne parla – che si tratti della realtà estremamente sottile, che
rappresenta realmente e concretamente la forza generatrice di tutte le cose.
Fuoco intelligente
Ma questo fuoco, essendo il principio divino dell’intera realtà, Eraclito lo descrive come
supremamente intelligente.
Ci sono diversi frammenti che ritornano su questo carattere: il principio originario di ogni
intelligenza è proprio il fuoco. 1
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Quindi il fuoco è intelligente.
I corpi celesti (che sono fatti di fuoco) sono esseri assolutamente intelligenti.
La partecipazione dell’uomo
E l’uomo, nella misura in cui sviluppa la sua capacità di conoscere, di connettersi e di connettere –
partecipa, appunto, di questa intelligenza divina – che è propria del fuoco.
Ma l’uomo – più sviluppa la sua intelligenza (il suo logos), più si assimila alla natura originaria di questo
fuoco.
La dottrina di Eraclito Per cui la dottrina di Eraclito è che:
se noi perseguiamo la sapienza
rendiamo la nostra anima
(che è anche la sede della conoscenza)
sempre più simile al fuoco da cui proviene
E questo le permette, secondo Eraclito, di sussistere anche dopo la morte.
Cioè allora: se l’anima rimane insipiente
confluisce ( come tutte le cose)
nel fuoco universale
(ma senza mantenere la sua individualità) 2
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Mentre invece: se raggiunge la vera sapienza
è in grado di mantenere la sua individualità.
L’individualità
L’individualità, in questo caso, non è certamente l’individualità come la percepiamo noi.
È una specie di individualità:
cosmica,
sacrale,
ontologica.
In cui noi diventiamo coscientemente partecipi della vita intelligente del fuoco universale.
*Eraclito è uno scrittore amante dell’enigma. Egli scrive l’essenziale: il resto deve essere dedotto dal lettore.
La dottrina dell’immortalità
Quindi abbiamo questa dottrina dell’immortalità, in cui:
la conoscenza è sinonimo di salvezza
*Questo sarà un carattere fondamentale di tutta la filosofia greca (e non solo!)
OGGI!
È un’attività conoscitiva abbastanza diverso da quello che intendiamo noi per “filosofia”.
Ad esempio: seguendo questo concetto, se il professore ci dicesse che noi, impadronendoci dei contenuti del
corso di filosofia, raggiungeremmo una preparazione culturale, allora noi tutti supereremmo l’esame – e,
addirittura, diventeremmo immortali. 3
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LA FILOSOFIA MODERNA!
Però questa convinzione (tipica dei filosofi greci) sopravvive anche nella filosofia moderna (molto
più depurata e intellettualizzata).
Perché, ad esempio: il professore potrebbe dirci che, seguendo il suo corso, noi diventeremmo più
consapevoli riguardo determinate cose – a cui normalmente non penseremmo.
La consapevolezza: cambiamento esistenziale
Questa consapevolezza, però, non è il semplice fatto di sapere cose che prima non si sapevano: ma
rappresenta, in qualche modo,
l’acquisizione di una condizione diversa da quella precedente.
Diventa un cambiamento, – ma di “status”.
non solo di carattere conoscitivo o nozionistico
Ci troveremmo in una dimensione di maggiore consapevolezza (di noi stessi e di quello che ci sta intorno),
che è diversa da prima.
Ovviamente non sarà l’immortalità che prometteva Eraclito, però è comunque un cambiamento
esistenziale, ritenuto migliore dello stato precedente di minore consapevolezza.
Filosofia: sapere che salva e che trasforma
Quindi c’è una simbologia, una serie di significati – che mostrano, in maniera più intellettualizzata e
razionalizzata, di derivare da questa nascita della filosofia, come sapere che trasforma e che salva.
È una salvezza che possiamo concepire modernamente come “limitata” alla nostra esistenza individuale,
ma che si allarga anche alla nostra vita in quanto “esseri sociali”, membri della nostra comunità.
Ad esempio: se siamo più consapevoli, possiamo decidere – con più cognizione di causa – più cose (sia in campo
professionale, sia in campo culturale-politico).
Diventa un’esistenza più qualificata. Quindi è come dire che, in qualche misura, ci salviamo – come singoli
individui, come membri di una comunità.
Tutto questo per dire che tale registro di carattere “salvifico” non scompare mai del tutto dalla filosofia.
Ed è la molla principale che spinge a studiare – come un investimento personale. 4
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Collegamento con la psicologia
Tornando al parallelo con la psicologia:
Anche la psicologia, per quanto sia razionalizzata come scienza e come insieme di procedure che vengono
utilizzate:
prevalentemente a scopi terapeutici
ma anche per verificare una serie di fenomeni e comportamenti, attinenti alla psiche
… in presenza di determinate manifestazioni (classificate come “psico-patologiche”)
conserva questo aspetto di “logos” che salva
(seppur in forma estremamente razionalizzata e tecnicizzata)
*psicologia vuol dire “logos della psiché”.
La logoterapia
C’è addirittura una scuola psicologica – che si chiama “logo-terapia”: consiste in una terapia da
raggiungere attraverso la verbalizzazione dei propri disturbi, del proprio malessere psicologico – per
arrivare, appunto, ad una guarigione, ad un miglioramento della persona sottoposta a questo tipo
di terapia.
Quindi, “logo-terapia” → “attraverso il “logos”.
L’idea di un sapere che migliora le cose, che migliora la nostra condizione (soprattutto nel campo più
ristretto della “psiche”, come viene intesa oggi) conserva traccia di un’origine:
performativa,
religiosa, del “logos” della “psiche”.
sapienziale
È importante capire questa storia (lontana):
- sia per capire la diversità rispetto al nostro modo di intendere la psiche, la psicologia
- sia per capire i sottili legami che a tutt’oggi rimangono – e percepire i quali ci dà qualche strumento
di comprensione in più. 5
ST
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Storia del pensiero filosofico: il pensiero di Eraclito e i suoi frammenti, pt. 1
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Storia del pensiero filosofico: Orfismo, Mileto, Talete Pt. 2
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Storia del pensiero filosofico: Anassimandro ed Eraclito