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Storia del pensiero filosofico: Anassimandro ed Eraclito

Lezione del 20 Marzo 2017.
Rielaborazione della lezione in modo ordinatamente strutturato e sistematico (con elenchi, definizioni, schemi ...).
In questo riassunto vengono trattati gli argomenti di Anassimandro ed Eraclito.
In particolare: il concetto di "physis", il concetto di "onta" e le traduzioni; le ricadute di Eraclito (cosmologica, la Terra sospesa) (biologica, i pesci), coordinate... Vedi di più

Esame di Filosofia docente Prof. G. Fornari

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STORIA DEL PENSIERO FILOSOFICO

40005 | Prof. G. Fornari

Lunedì 20 Marzo 2017

 ERACLITO

Eraclito è stato un sapiente greco molto importante.

Fortunatamente di lui si hanno parecchi frammenti e testimonianze – rispetto ad Anassimandro: circa 248

testi!

Di questi testi, si hanno molte testimonianze: un autore posteriore ad Eraclito ha riportato il suo pensiero.

Per questo motivo sono pervenute sintesi e parafrasi – di quello che scriveva Eraclito.

 Ritratto di Eraclito

Queste prove (frammenti, testimonianze sintetizzate o parafrasate) ci consentono di sapere il pensiero

filosofico (e non solo) del grande personaggio in questione.

Mentre di Anassimandro si sa poco, ci è possibile invece – per Eraclito – comprendere anche i suoi aspetti

personali (caratteriali): è una persona ben precisa, che ha espresso addirittura il suo carattere e ha

acquisito la nomina di “grande personaggio”.

Questo rende i suoi frammenti ancora più interessanti: è (come se) Eraclito parlasse di lui!

 Coordinate cronologiche e geografiche

Eraclito vive parecchi anni dopo Anassimandro: vive tra il VI e V secolo a.C.

Assiste ed è testimone di un grande momento storico greco: le due guerre persiane.

Infatti, nei suoi frammenti si legge spesso delle guerre persiane ma soprattutto delle loro conseguenze, in

particolare della seconda guerra persiana (svolta nel 480 a.C.).

 Storia: Efeso sottomessa all’Impero Persiano

Tale guerra ha avuto, infatti, pesanti ricadute ad Efeso (colonia greca che si trova nell’attuale penisola

anatolica, in Asia Minore): viene sottomessa all’impero persiano.

Efeso viveva in autonomia, ma pur sempre sotto il controllo del Re persiano. 7

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 Efeso libera: governo democratico

Quando, poi, l’Impero Persiano viene sconfitto dalla Grecia (in particolare da Atene), gli ateniesi liberano le

colonie greche dell’Asia Minore (tra le quali Efeso) – e introducono dei governi (che avevano

un’organizzazione politica simile a quella ateniese, cioè governi democratici: governava il “demos”,

composto dai cittadini – mentre, invece, prima c’era una costituzione aristocratica, cioè dominava la

nobiltà.

 Cambiamento politico: regime aristocratico filo-persiano

Il regime aristocratico (oligarchico, cioè dominavano poche persone – solitamente le più ricche) era

filo-persiano, cioè condivideva il dominio persiano ed era leale nei confronti del Re persiano.

Avveniva così un cambiamento del regime politico.

Perché è importante?

Perché Eraclito reagisce negativamente contro questo cambiamento.

Eraclito, dunque, era:

- testimone degli eventi della seconda guerra persiana

- direttamente partecipe delle guerre

- assolutamente non d’accordo con il cambiamento politico.

 Ipotesi: Eraclito scrive un libro

Si ipotizza che Eraclito abbia scritto il suo primo libro – di tipo sapienziale e argomentativo – in seguito a

questa sconfitta politica.

 Eraclito e l’aristocrazia

Perché Eraclito era così partecipe degli avvenimenti politici della sua città?

Perché apparteneva alla classe dominante.

Non per scelta: Eraclito apparteneva ad una delle famiglie più ricche e aristocratiche della città di Efeso.

La sua famiglia aveva, addirittura, il titolo ereditario di “re” e il titolo prestigioso di “sacerdote”: essendo

Eraclito il primogenito, tali titoli erano attribuiti a lui.

*Titolo di Re: probabilmente, ai tempi della fondazione di Efeso, c’era un Re – seppur con poteri limitati. 8

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Dunque, Eraclito era in una posizione elevata – a livello sociale, nella sua città.

Eraclito apparteneva all’aristocrazia: oggi l’aristocrazia non esiste più come classe sociale autonoma.

 Dimostrare di essere il migliore: nelle battaglie e nella cultura

Perché?

Il termine “aristos”, in greco, significava “migliore”, “il migliore”.

L’ “aristos” – se classificato come “il migliore di tutti” – doveva dimostrare tale titolo.

Solitamente, nelle società arcaiche – essere il migliore voleva dire essere il più forte e il più valente in

battaglia.

Ma – siccome anche la cultura ricopriva un certo prestigio – c’erano anche degli aristocratici che volevano

essere i migliori nel campo della cultura e dell’intelligenza.

 Orgoglio di stirpe

Quindi, gli aristocratici erano persone tali per nascita, ma in qualche modo dovevano dimostrare – al resto

della società – di essere all’altezza del titolo nobiliare ereditato.

C’è un forte orgoglio di stirpe.

Ad esempio: proprio per dimostrare l’altezza del titolo ereditato, gli aristocratici costruivano fortezze sontuose e

grandi edifici (vedi Città Alta di Bergamo) – nonostante personalmente fossero persone poco eleganti.

Eraclito – dunque – appartiene all’aristocrazia (che però interpreterà in modo particolare).

 Eraclito è sdegnato per il cambiamento politico: scrive il libro

L’ipotesi più interessante è che Eraclito abbia deciso di scrivere il suo libro – in conseguenza al

cambiamento radicale di regime politico nella sua città, che suscita il suo sdegno e le sue critiche (che lui

desidera argomentare, e lo fa presentando una concezione del mondo – rendendola pubblica).

 Mistero del libro: il tempio di Artemide

Tuttavia questo libro contiene dei “misteri”.

C’è un aneddoto – molto significativo – sul luogo in cui Eraclito avrebbe depositato il suo libro: il tempio

principale di Efeso, cioè il santuario dedicato ad Artemide.

Il tempio di Artemide era uno dei luoghi più importanti del mondo greco: era ritenuto, dagli antichi, una

delle sette meraviglie del mondo! 9

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Secondo alcune testimonianze, Eraclito sarebbe andato nel grande santuario di Artemide e avrebbe posto lì

il suo rotolo.

Per quale motivo?

 Coordinate cronologiche: prima metà del V secolo a.C

Se l’ipotesi secondo la quale Eraclito avrebbe composto il suo libro in conseguenza al cambiamento di

regime – ad Efeso, tra il 479 e il 478 a.C. – la piena maturità di Eraclito, nell’espressione iscritta del suo

pensiero, si ha negli anni successivi.

Le date della nascita e della morte precisa di Eraclito non si sanno, ma si può dire che il momento

culminante della sua attività filosofica si ha tra nel 479 a.C. circa: nella prima metà del V secolo a.C.

 L’aneddoto sul libro

Secondo questo episodio – Eraclito depone il rotolo del proprio libro (probabilmente l’unico)* nel tempio di

Artemide (di Efesia) – e lo consacra in questo luogo, lasciandolo li.

 I templi: luoghi di culto e non solo

La notizia è, in realtà, meno strana di quello che può sembrare: i templi, nel mondo antico, non erano

semplicemente dei luoghi di culto – ma erano centri di vita sociale, culturale ed economica.

Nelle civiltà dell’Antico Oriente, infatti, il tempio era l’unico (e il principale) luogo d’istruzione.

Inoltre, il tempio non era un semplice edificio: i templi più grandi costituivano vere e proprie cittadelle, con

una serie di edifici annessi. Dunque erano centri di culto, di religione – ma anche luoghi di residenza dei

monaci, dei sacerdoti, ecc.

Ad esempio, i monasteri medievali conservati fino ai giorni nostri: un chiaro esempio.

Ad esempio, la chiesa di Sant’Agostino di Bergamo.

I templi erano il luogo di produzione e conservazione dei testi scritti: c’erano anche le biblioteche.

*I templi erano anche luogo economico: svolgevano la funzione di banca. Infatti, i cittadini potevano depositare i loro

averi più preziosi in luoghi sicuri e custoditi.

*Il libro di Eraclito era un rotolo, scritto a mano. All’epoca questo era il solo modo per comporre testi di qualsiasi

genere, e come si può immaginare la (ri)produzione era un’attività dispendiosa (sia per le ore di lavoro, sia per i costi,

sia per i supporti materiali).

I supporti più diffusi erano:

- il papiro (il più utilizzato, era una carta molto robusta che conserva a lungo, soprattutto se clima desertico,

per questo ne sono pervenuti parecchi dall’Egitto)

- la pergamena (pelle di pecora, lavorata in maniera raffinata tanto da ottenerne delle pagine molto sottile ma

robuste – più del papiro, ma molto costosa). 10

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Per questi motivi i libri (rotoli) erano oggetti costosissimi: bisognava essere ricchi per poter permetterseli. Anche per

questo motivo c’erano poche riproduzioni – e in seguito la scomparsa di molti esemplari.

Questo spiega la scomparsa dei testi dei pre-socratici.

 Scelta pratica di Eraclito: garanzia di sicurezza

Portare il proprio libro nel tempio più importante della città era un’usanza, poi persa con il tempo (in

quanto il mondo greco ha, via via, diminuito l’importanza dei templi centrali).

È una scelta pratica: evidentemente Eraclito aveva la garanzia che, lasciando lì il suo scritto, questo venisse

conservato e letto (da chi avesse voluto).

Importante, dunque, sottolineare la possibilità di leggere il testo.

 Il valore sacrale del libro di Eraclito

Eraclito:

- assegna un valore sacrale e religioso al proprio libro

- sviluppa una critica alla religione del suo tempo.

 Visione religiosa di Eraclito: un unico Dio

Ha una visione religiosa alternativa – seppur non totalmente.

Dei: vivono come gli esseri umani

Eraclito ammette l’esistenza degli Dei (come la maggior parte dei filosofi greci): li ritiene esseri superiori –

ma con vita umana, cioè vivono all’interno dell’anno cosmico.

Centralità di un unico Dio

Eraclito – come Anassimandro – forse in maniera ancora più esplicita – sostiene la centralità di un unico Dio

(unico nel senso greco, antico, arcaico – non in senso biblico e cristiano).

Questo Dio può avere molti nomi e molte manifestazioni.

Si tratta di un’unica realtà: della realtà.

C’è un contenuto profondamente religioso – nel libro e nel pensiero di Eraclito – che, evidentemente,

l’autore desidera che – chiunque lo desiderasse – abbia la possibilità di leggere questa nuova sapienza

cosmica e religiosa – dentro il centro religioso più prestigioso della città (il tempio).

Dunque – c’è una scelta che si pone in continuità con la religione del suo tempo, ma anche in discontinuità.

Ci sono entrambi gli aspetti (com’è tipico dei pensatori antichi). 11

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 Il potere sacrale del libro: “logos” magico

Un altro aspetto: il potere – che Eraclito ha assegnato al proprio libro.

Eraclito era convinto che il suo libro contenesse i “logos” – ma, siccome sono ritenuti essere espressione

del logos universale, di cui sono il veicolo e la sede – c’è una forza autonoma in queste parole.

Non sono parole tipografiche – ma, oltre a questo, c’è l’aspetto più profondo: la forza conoscitiva, cosmica

e mentale presente nei “logoi”.

Pertanto si attribuisce – ad Eraclito – il potere magico delle sue parole.

Il fatto stesso di leggere e pronunciare queste parole, portava con sé determinati effetti.

Ad esempio: nella magia, il linguaggio ha un potere magico in sé. Il mago recita delle parole, che compongono una

formula magica, e – anche se incomprensibile – queste parole automaticamente ottengono un effetto magico.

Questa credenza non è così strana – come potremmo superficialmente pensare noi.

Ad esempio, se il professore riesce a dire delle cose, attirando l’attenzione degli studenti, vuol dire che i suoi “logoi” –

secondo i filosofi greci – hanno un potere.

Tale potere va al di là della persona: è un potere che il professore capta e rielabora – e gli studenti ricevono.

Ma se i “logoi” non avessero un potere autonomo, come si spiegherebbe questa capacità di

convincimento?

Se un antico greco avesse visto che gli studenti tacciono mentre il professore parla avrebbe probabilmente preso il

professore per uno “stregone”!

 Teoria sull’efficacia delle parole

Questa “teoria sull’efficacia delle parole” – a noi potrebbe sembrare molto strana – ma riporta una visione

della realtà probabilmente più avanzata della nostra concezione del linguaggio.

Secondo Eraclito, dunque, il suo libro aveva un potere – che doveva essere assecondato dal lettore (o

dall’ascoltatore).

 Successo del libro

Eraclito è molto affezionato al suo libro e ci tiene molto.

Il libro ottiene un enorme successo.

Perché?

Perché: è un libro scritto splendidamente

- (perfino oggi, affinché un libro venga conservato, è bene che sia scritto

in ottimi modi)

- è uno dei grandi capolavori della letteratura greca (a livello mondiale)

- è formato – da quello che si può ricostruire – da frasi brevi ma straordinariamente incisive. 12

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 Scrittura di Eraclito: oracoli ed enigmi

Eraclito si ingegna anche di comporre in modo tale che noi, ancora oggi, restiamo perplessi riguardo il loro

significato.

Sono frasi memorabili, ma ambigue nella loro decifrazione.

Per cui Eraclito sta evidentemente imitando (e migliorando) una modalità espressiva ben nota nel mondo

greco: quella degli oracoli.

Che cos’è l’oracolo?

L’oracolo è un luogo sacro – dedicato ad una divinità – che veniva consultato per ottenere delle risposte su

decisioni importanti.

Tali decisioni venivano comunicate in frasi dal significato misterioso – di cui era possibile più di una lettura: i

cosiddetti “enigmi”.

Che cosa sono gli enigmi?

Gli enigmi sono, praticamente, degli indovinelli – delle frasi strane e misteriose – in cui il Dio comunica la

risposta che gli era stata chiesta, ma in una maniera che deve essere interpretata.

 L’imitazione di Eraclito

Eraclito:

- sta imitando lo stile oracolare degli enigmi

- segue la tecnica degli enigmi oracolari di Delfi – ma la perfeziona: la porta ad un altissimo livello di

virtuosismo.

 Esempi di oracoli famosi

1. L’oracolo di Apollo, Delfi

Il più famoso oracolo, dove venivano pronunciati questi enigmi, era l’oracolo di Apollo (nella città

sacra di Delfi) – in uno dei santuari, cosiddetti “panellenici”, cioè a cui tutti i greci si rivolgevano.

2. L’oracolo di Olimpia

Un altro famoso luogo panellenico è la città di Olimpia – dove si svolgevano i giochi olimpici, ogni 4

anni, che erano un culto religioso.

Anche l’attuale sport deriva da culti religiosi: gare di abilità o di forza, in onore di qualche divinità (in questo

caso in onore di Zeus di Olimpio). 13

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 Ricostruzione ipotetica del libro di Eraclito

Si tratta di un testo particolare, in quanto – negli anni passati – il prof. Fornari aveva invitato uno studioso

russo (ma attivo in Francia) ad esporre la sua ipotesi di ricostruzione del libro di Eraclito.

Tale studioso, sulla base dei frammenti di Eraclito, ha tentato di congetturare quale poteva essere la

successione di questi frammenti.

Ne viene fuori una visione complessiva del libro di Eraclito – dal punto di vista strettamente filologico è un

azzardo: non si ha nessun elemento per stabilire quale era la successione dei testi.

Qualche indicazione, però, almeno per quanto riguarda delle singole sequenze la si può avere.

Questo studioso ha, dunque, tentato di ottenere una ricostruzione complessiva – che, ovviamente, ha

suscitato molto interesse ma altrettante critiche, in quanto mancano gli elementi sufficientemente validi

per supportare tale tesi.

Il risultato, però, è di estremo interesse – in quanto fornisce un’idea di come potesse essere un libro di

Eraclito.

È una ricostruzione del tutto congetturale – ma merita di disporre quelli che potevano essere i discorsi e i

ragionamenti di Eraclito.

*Filologia: scienza che studia la costituzione, la trasmissione dei testi (soprattutto antichi).

 Frammenti di Eraclito

Ogni frammento è contrassegnato da una numerazione – per indicare che si tratta di frammenti (o

testimonianze) staccate tra di loro.

 Prima contrapposizione: Eraclito e tutti gli altri

La ricostruzione del libro di Eraclito parte, fin dall’inizio, da una contrapposizione che Eraclito fa tra sé

stesso (in quanto portatore di questa nuova sapienza) e il resto degli uomini che vive sotto il dominio

dell’ignoranza.

Per “uomini” bisogna intendere:

- i concittadini di Eraclito, cioè gli efesi o efesini

- tutti gli altri greci

- tutti gli altri uomini

 I greci e i “barbari”: disprezzo verso gli stranieri

Per i greci era abituale:

considerare, prima di tutto, come “esseri umani” gli altri greci

- Questo è tipico delle culture antiche.

tendere a disprezzare coloro che non erano greci (chiamati “barbari”).

- 14

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I “barbari“ sono chiamati con un termine dispregiativo: “barbar” è una riproduzione onomatopeica di un

balbuziente.

Siccome i cosiddetti “barbari parlavano male il greco – le cui parole sono molto lunghe, spesso con sillabe

pressoché uguali – questi stranieri balbettavano nel tentativo di pronunciare correttamente la parola greca.

Da qui il termine “balbuziente” (dispregiativo).

 I greci e il greco: esclusione delle altre culture e supremazia del greco

Inoltre i greci, consapevoli della superiorità della loro cultura (e quindi della loro lingua) si rivolgevano con

termini negativi solo verso chi non conosceva il greco, considerati appartenenti a culture più basse.

Questo significa:

- da una parte, un atteggiamento di affermazione e di identità di loro stessi (che sembra escludere le

altre culture). Ma non è (solo) così:

- dall’altra (implicita), c’è l’idea che il greco sia una lingua di carattere universale.

Gli “stranieri” devono imparare il greco, ma perché?

Perché il greco è la lingua di una cultura (e di un pensiero) divenuta la più sviluppata – e dunque il greco è la

lingua giusta per essere parlata da tutti gli esseri viventi (“onta”).

 Imparare il greco: diventare esseri umani

A questo punto è implicito che – se il barbaro impara a parlare bene il greco – diventa un essere umano a

tutti gli effetti.

 Mentalità universalistica: il greco veicola

Quella che sembra (ed è) una mentalità discriminatoria, è anche – però – all’inverso – una volta che si è

sviluppata – una mentalità potenzialmente universalistica.

Perché?

Perché la lingua greca diventa il veicolo di affermazione della propria umanità.

C’è anche l’inverso: se io, essendo straniero, imparo perfettamente il greco – io sono un essere umano a

tutti gli effetti.

Ciò significa che il veicolo – dell’umanità - è la lingua, è la cultura.

Dunque cambia anche il pensiero riguardo all’eredità: io potevo diventare un greco a tutti gli effetti anche

se ero schiavo. 15


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ocramgi

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DESCRIZIONE APPUNTO

Lezione del 20 Marzo 2017.
Rielaborazione della lezione in modo ordinatamente strutturato e sistematico (con elenchi, definizioni, schemi ...).
In questo riassunto vengono trattati gli argomenti di Anassimandro ed Eraclito.
In particolare: il concetto di "physis", il concetto di "onta" e le traduzioni; le ricadute di Eraclito (cosmologica, la Terra sospesa) (biologica, i pesci), coordinate temporali e geografiche di Eraclito, cambiamento del regime politico, l'aristocrazia secondo Eraclito, l'aneddoto del libro nel tempio di Artemide, ricostruzione ipotetica del libro di Eraclito secondo uno studioso russo, le diverse contrapposizioni tipiche di Eraclito.


DETTAGLI
Esame: Filosofia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze psicologiche
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ocramgi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Fornari Giuseppe.

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