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STORIA DEL PENSIERO FILOSOFICO

40005 | Prof. G. Fornari

Lunedì 20 Marzo 2017

 Natura: forze divine

I mesopotamici e gli egiziani chiamano “natura” ciò che indica un insieme di forze divine e di Dei.

Anche i greci sono molto vicini a questa mentalità: secondo loro il sole, la luna, i corpi celesti sono delle

divinità.

In questo i greci concordano con la mentalità dell’Antico Oriente: non c’è una differenza di principio.

 Differenza nella concezione degli Dei

Ma questi Dei – secondo i greci – non sono più la forza determinante della “physis”:

- gli dei sono degli esseri che stanno insieme agli altri esseri.

Cioè non sono più degli esseri dotati di una forza sovrumana e assoluta e non impongono la loro

volontà agli uomini (inermi)

- gli dei sono degli esseri superiori, ma sono anch’essi sottoposti alle leggi della “physis”.

Pertanto – noi tutti viviamo all’interno della “physis”, ossia in un cosmo (che è il mondo come noi lo

conosciamo: con la Terra, la Luna, il Sole, i pianeti, le stelle …).

 “Cosmo”: l’essenza bella e buona

“Cosmos”, in greco, significa “bello”.

Ad esempio, si usava anche per gli ornamenti indossati dalle donne: “cosmos” poteva essere un gioiello.

Questo termine:

- delinea una qualifica estetica

- è un aggettivo che qualifica ciò che è ornamentale.

Ma, per i greci, non si tratta di un semplice ornamento: quello che è “bello” esprime l’essenza di una cosa.

Ad esempio, per i greci – se una persona era di bell’aspetto, non intendevano solo superficialmente (quindi

l’apparenza di quella persona) – ma anche e soprattutto guardavano la sua sostanza. 1

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 Il doppio aggettivo greco: bello + buono

Tant’è vero che i greci avevano il doppio aggettivo – “calos” (“bello”) + “agazòs” (“buono”).

Ritornando all’esempio: una persona che era bella (“calos”), era al tempo stesso buona (“agazòs”).

Dunque non era soltanto una qualifica esterna, bensì etica e morale.

*”buono” inteso in senso pratico, fisico, capace di fare qualcosa, qualità interiore.

Per i greci – la bontà (in tutti i suoi significati) andava di pari passo con la bellezza.

I greci davano tutta questa importanza alla bellezza perché ritenevano che fosse la trasposizione – in campo

visivo – di qualità che apparteneva a chi o cosa era bello.

 “Cosmos” & “logos”: connessione

Il “cosmos”, cioè il mondo come noi lo vediamo, è “bello” in questo senso: non semplicemente dal punto di

vista estetico ed artistico, ma dal punto di vista dell’organizzazione razionale.

Perché?

Perché il “cosmos” ha un suo “logos” – e obbedisce a questo “logos”.

La persona intelligente, con il proprio “logos”, si connette con il “logos” del “cosmos” – e, in questa

maniera, si arriva alla conoscenza.

Ritorna il concetto di “connessione”.

 La successione dei cosmi

Il “cosmos” in cui noi viviamo – per la maggior parte dei sapienti pre-socratici – aveva una durata di vita: era

un mondo grande ma limitato, che – passato il cosiddetto “anno cosmico” (della durata di circa 11mila

anni) – sarebbe finito e ne sarebbe nato un altro.

Nel caso di Anassimandro – si aveva l’ “àpeiron” come “archè” di tutte le cose: il nostro “comos” nasce dall’

“àpeiron” – ma, passato il grande anno cosmico, ritorna nell’ “àpeiron”.

Dunque si aveva una successione di cosmi. 2

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 Gli Dei nel “cosmos”

Secondo alcuni pensatori, tra cui Eraclito – ogni “cosmos” aveva i suoi Dei.

Questi Dei vivevano tutta la durata dell’anno cosmico: erano sottoposti anch’essi al ciclo cosmico, quindi

nascevano e morivano.

 Dei: “onta”

A quale tipo di “esseri” appartenevano gli Dei?

Gli Dei erano una classe di “onta”.

Il termine “onta” è declinato al plurale – per indicare la totalità di questi “onta”.

Tale termine viene tradotto con difficoltà, ma le traduzioni più moderne sono:

- “enti” (termine molto tecnico)

- “esseri” (contiene la sfumatura di “esseri viventi”)

- “essenti”.

Dunque, anche gli Dei sono degli “essenti”: sorgono dall’ “àpeiron” e ritornano nell’ “àpeiron”.

 Rivoluzione mentale: non più il potere assoluto degli Dei

I sapienti greci non si rendevano conto di aver fatto, con questo piccolo passaggio, un’enorme rivoluzione

mentale.

Perché?

Perché i pensatori greci sono stati i primi a emanciparsi (concettualmente e conoscitivamente) dalla

dipendenza – pressoché assoluta – della volontà degli Dei (che, invece dominava nella sapienza religiosa e

etica delle civiltà del Vicino Oriente).

È stata una rivoluzione che:

- ha avuto enormi conseguenze – anche se, all’inizio, tale mentalità sembrava semplicemente una

sfumatura

- ha cambiato radicalmente la concezione, la visione. 3

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 Ricadute

All’interno di questo passaggio, però, si sono verificate molte ricadute.

Ne accenniamo semplicemente due:

1. ricaduta cosmologica

Eraclito descrive la struttura del “cosmos” come lui lo concepisce.

È apparentemente molto semplice, ma in realtà si tratta del risultato di una grande astrazione:

al centro del nostro “cosmos” c’è la Terra → visione (ancora) geocentrica

La teoria cosmologica di Anassimandro

… ma Anassimandro concepisce la Terra in un modo più rivoluzionario:

concepisce la Terra come un cilindro, con due facce

– che paragona ad un rocco di colonna, cioè ad una parte cilindrica che componeva la colonna di un edificio greco –

noi ci troviamo nella faccia superiore (quindi, quella abitata)

sotto c’è una faccia simmetrica e opposta (disabitata)

Antiche concezioni

Questo è un ragionamento rivoluzionario perché – nelle concezioni originali –

la Terra era concepita come la metà inferiore dell’universo

(e la metà superiore era il Cielo)

ma non ci si poneva la domanda: “su che cosa appoggia la Terra?”.

Era tutto divino: ogni ulteriore spiegazione si delegava alla grandezza e alla volontà degli Dei.

Anassimandro: la terra è un corpo fisico e delimitato

Nel caso di Anassimandro, invece, si ha la prima testimonianza (nella storia mondiale) di una

concezione che vede la Terra come un corpo fisico delimitato da tutti i lati.

Non è ancora la Terra come pianeta – così come la conosciamo noi.

Però è un corpo grande e solido – delimitato – che sta sospeso in mezzo al “cosmos”. 4

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Questa è una concezione straordinaria.

Perché?

Anassimandro ovviamente non conosceva i fenomeni fisici nella misura odierna, ma fa un

ragionamento geometrico (tipicamente greco) – con un valore logico ed estetico:

egli dice: «la Terra rimane sospesa al centro perché non ha nessuna ragione per spostarsi

né in alto né in basso, né a destra né a sinistra.

Occupa una posizione simmetrica – e, per ragione cosmologica, logica ed estetica,

la Terra deve rimanere al centro del nostro universo,

quindi non si sposta»

Ma non è sostenuta da niente!

Anassimandro è il primo ad esporre questo ragionamento.

2. Ricaduta biologica

L’origine dell’uomo: dai pesci

Secondo alcune testimonianze, Anassimandro spiega anche l’origine degli animali terrestri (tra cui

l’uomo).

Secondo Anassimandro, gli animali terrestri nascevano come pesci – ma pesci particolari:

l’animale, per non essere seccato rimanendo esposto all’aria, restava avvolto in una scorza

(strato protettivo che impediva – all’animale marino – di seccarsi all’aria).

Poi, ad un certo punto, questi animali marini rompevano la loro scorza –

e in qualche modo si abituavano a vivere nell’aria.

Uno di questi animali era, appunto, l’uomo.

Scientificamente approvato!

Questa teoria non era di tipo evoluzionistico (in quanto l’animale era già avvolto in una scorza al

momento del passaggio tra acqua e terra) – ma noi oggi sappiamo, dalla teoria dell’evoluzione, che

– in effetti – i primi organismi pluricellulari – che sono fuoriusciti dal mare e si sono adattati a

vivere sulla superficie terrestre – sono stati proprio i crostacei!

I crostacei, ad esempio il granchio, hanno uno scheletro esterno – che li protegge – e dentro c’è

l’animale ancora ricco d’acqua, che proviene dal mare e che ha bisogno di passare una parte della

sua vita in mare – ma lo strato protettivo permette all’animale di vivere sulla terra. 5

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Oggi la scienza ha dimostrato che queste sono le prime forme di vita complessa – pluricellulare – che hanno

cominciato a colonizzare la terra.

Il ragionamento di Anassimandro anticipa la scienza

Anassimandro anticipa il ragionamento della scienza: ma anticipa solo con la forza del

ragionamento!

Probabilmente – dopo aver a lungo osservato le forme di vita marina (crostacei) – deve aver

applicato, con un suo proprio “logos”,

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ocramgi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Fornari Giuseppe.
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