Che materia stai cercando?

Storia del pensiero filosofico: Anassimandro (frammenti e orfismo)

Lezione di Mercoledì 15 Marzo 2017. Rielaborazione della lezione, organizzata in modo ordinato, strutturato e sistematico (con elenchi, definizioni, schemi ...).
In questo riassunto vengono trattati gli argomenti riguardanti Anassimandro e l'orfismo. In particolare: che cos'è l'orfismo, il pensiero di Anassimandro, il concetto di "àpeiron", il concetto di "on/ontos", il concetto... Vedi di più

Esame di Filosofia docente Prof. G. Fornari

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

STORIA DEL PENSIERO FILOSOFICO

40005 | Prof. G. Fornari

Mercoledì 15 Marzo 2017

 Il sacrificio animale per dare nuova vita alle anime

Nella Grecia micenea – per dare nuova vita a queste anime si sacrificavano

(ridotte ad uno stato fantasmatico)

degli animali – con piccole tubature: condotti nei quali scorreva il sangue, dall’animale alla tomba.

Si pensava, così, che il morto – in questa maniera – potesse prendere qualcosa del sangue degli esseri vivi.

Erano ovviamente riti – da cui prenderà poi forma la leggenda del vampiro (morto che si nutre di sangue umano).

 L’orfismo: visione più fiduciosa e ottimista

L’esistenza nell’ ”ade” era larvale: le anime erano ombre.

Invece, l’orfismo – prendendo sicuramente spunto dalla religione egiziana – porta in Grecia una visione più

fiduciosa e più ottimista dell’Aldilà – in cui ci si poteva salvare e raggiungere un’esistenza beata, migliore e

superiore di quella terrena.

 Cambiamento della tradizionale visione

Questo era un chiaro rovesciamento della visione tradizionale dell’ “aldilà”.

 Ad esempio: chiara documentazione di Omero – quando nell’Odissea descrive il viaggio di Ulisse nel regno dei

morti, in cui vede i suoi vecchi compagni di battaglia e i guerrieri greci che erano morti nella guerra di Troia,

che sono fantasmi e che vorrebbero scambiare la loro fama con la condizione anche dell’ultimo degli schiavi

purché vivo.

È interessante questo episodio – in quanto potenzialmente contiene già una contestazione dei valori della

polis tradizionale – in cui se si moriva in battaglia voleva dire aver dato la vita per la patria, interpretato

come un onore in vista della fama riservata.

 Ad esempio: anche nell’Iliade vi è un chiaro esempio: Achille, il paradigma del guerriero morto per la patria,

onorato per sempre dalla comunità.

 L’orfismo: introduce il mito eziologico

L’orfismo, dunque, riempie un vuoto – ma fa molto di più: introduce, in Grecia, un modello di mito

eziologico.

Tale modello verrà poi seguito – e rielaborato – dalla sapienza filosofica. 2

STORIA DEL PENSIERO FILOSOFICO

40005 | Prof. G. Fornari

Mercoledì 15 Marzo 2017

 Anassimandro: il primo pensatore dell’Occidente

Anassimandro – allievo di Talete – può essere considerato il primo vero pensatore dell’Occidente: di lui si

dispone di qualche testo che prova il suo nobile pensiero, probabilmente introdotto da lui per la prima

volta.

 Primo concetto introdotto da Anassimandro: l’ “àpeiron”

Anassimandro introduce la nozione fondamentale – in filosofia – dell’ “àiperon”.

 Significato

Letteralmente significa “privo di limite”, “privo di confine”.

 Traduzione

Viene tradotto con “illimitato”, “indefinito”, “indeterminato”.

 L’ “archè”

L’ “àiperon”:

 è ciò che non ha limite e che non ha confine – ma non solo! (vedi punto successivo)

 segue anche un ragionamento molto preciso:

ciò che è “archè” (l’origine, il principio di tutte le cose)

non può avere le caratteristiche di una singola cosa,

ma deve contenere – in sé – potenzialmente, tutte le cose che da esso derivano.

 Progresso rispetto a Talete

Tale ragionamento cerca un’ “archè” più valido e convincente – da un punto di vista logico e

argomentativo.

Rappresenta un passo in avanti rispetto al pensiero di Talete – che, invece, poneva l’acqua come “archè”

(anche se, Talete, sottolineava come l’acqua generasse le cose in virtù delle sue caratteristiche interne, non

perché intervenga qualche divinità esterna). 3

STORIA DEL PENSIERO FILOSOFICO

40005 | Prof. G. Fornari

Mercoledì 15 Marzo 2017

Anassimandro, come già detto, fa un passo ulteriore:

 cerca di identificare un principio più coerente,

 studia un processo mentale in cui:

 si prendano in considerazione varie possibilità

 e scegliere, alla fine:

o quella ritenuta più efficiente – da un punto di vista del “logos”

o e quella più soddisfacente – tenendo conto delle osservazioni naturali.

o

Per arrivare alla scelta della possibilità più esaustiva, si necessita di un procedimento logico e deduttivo.

 Il “logos”

Il “logos” funziona in sé stesso: se viene sviluppato con coerenza, probabilmente corrisponde alla realtà –

secondo un istruito greco.

In un certo senso, il greco antico – già usando il “logos” – parla della realtà.

Perché?

Perché questo “logos” non è assolutamente un insieme di ragionamenti o parole che stanno solo nella

mente umana, ma è il segnale della partecipazione della nostra mente al “logos” dell’intera realtà.

 Contrapposizione tra la mente umana e l’esperienza

Noi uomini moderni, cogliamo una contrapposizione tra un ragionamento compiuto dalla mente umana e

l’esperienza.

Questa contrapposizione, invece – per i greci antichi, non esisteva.

Perché?

Perché un ragionamento fatto correttamente – è già parte integrante dell’esperienza – in quanto frutto

dell’esperienza (noi siamo la nostra esperienza). 4

STORIA DEL PENSIERO FILOSOFICO

40005 | Prof. G. Fornari

Mercoledì 15 Marzo 2017

 Secondo concetto introdotto da Anassimandro: “on”, “ontos”

Anassimandro è il primo pensatore che introduce un (altro) concetto molto strano – ma fondamentale per

lo sviluppo della filosofia.

 Il concetto di “on” e “ontos”

Il concetto è quello di “ON” / “ONTOS”: participio presente del verbo “essere”.

 Il verbo “essere”, secondo i greci: fondamentale per la sapienza

Nella lingua greca – c’è l’innovazione di usare il verbo “essere” come verbo fondamentale della nuova

forma di sapienza.

Cosa vuol dire il verbo “essere” nelle lingue antiche?

Il verbo “essere”, in tutte le lingue antiche, è sinonimo del verbo “vivere”.

 OGGI!

Anche nelle lingue moderne – ma avendo una mentalità differente – il verbo “essere” viene

applicato soprattutto in senso filosofico, non tanto per indicare la vita – ma più per indicare

semplicemente l’esistenza.

Esempio: “questo è un libro“ (ma il libro non esiste, non ha vita biologica!)

Esempio: “essere al mondo” (vivo nel mondo, vivere nel mondo)

1) Il primo esempio denota la differenza che oggigiorno avviene tra i due verbi;

2) il secondo esempio, invece, prova di quanto non sia del tutto scomparsa tale differenza. 5

STORIA DEL PENSIERO FILOSOFICO

40005 | Prof. G. Fornari

Mercoledì 15 Marzo 2017

 IERI!

Nelle lingue antiche – questa distinzione – non esisteva affatto e, se introdotte ulteriori modifiche,

non cambiava affatto il significato originale del verbo “essere”.

Il verbo “essere” – in greco – veniva sostantivato – attraverso una derivazione del modo participio.

Dunque, veniva utilizzato il participio presente del verbo essere

- in italiano: “ente” o “essente”

- in greco: “on” (nominativo) o “ontos” (genitivo) o “onta” (plurale).

* ”onta” veniva utilizzato per esprimere una pluralità.

Allo stesso modo, oggi si potrebbe utilizzare “enti” – ma non lo si fa quasi mai.

Si preferisce tradurre come “esseri”.

* ”ente” – oggi, in filosofia – ha un significato proprio e specializzato, infatti non è molto diffuso nell’italiano

comune.

 Oggi, in italiano: “essere” → vita

Anche nell’italiano moderno – il verbo “essere” – al modo verbale dell’infinito del sostantivo – si associa alla

vita: conserva la connotazione vitale, propria del verbo “essere” nelle lingue antiche.

Ad esempio: sostantivo “essere” → (elemento dotato di vita)

 “essere” → principio vitale

“Essere” – in sé – ha un principio vitale: per questo motivo lo attribuiamo agli uomini, animali o piante – e

non a oggetti.

- “esseri” è ben accetto, in quanto ricorda la denotazione vitale

- “essenti” è ben accetto altrettanto , anche se parola più “tecnica”

(dal prof. Fornari)

- “enti” non è l’ideale 6

STORIA DEL PENSIERO FILOSOFICO

40005 | Prof. G. Fornari

Mercoledì 15 Marzo 2017

 L’astrazione

Cosa c’è di così importante nell’uso di queste parole?

È importante l’operazione che c’è dietro: l’astrazione.

L’astrazione è l’operazione più straordinaria della mente umana (nonostante possa essere utilizzata in mal

modo e la si intende con valutazione negativa, in quanto non rappresenta la realtà).

È proprio questa la differenza: per i greci, invece:

 l’astrazione rappresentava la realtà

 anzi era la realtà stessa ad essere astratta.

 La totalità della realtà

Qual è l’operazione di astrazione?

Il sapere (e il pensiero) filosofico greco nasce dall’intento di conoscere la totalità della realtà.

Il concetto di “totalità” è fondamentale per comprendere la filosofia: se si toglie tale concetto, si toglie la

filosofia.

 La specializzazione, oggi

Oggi si vive nell’epoca delle specializzazioni – tecniche e scientifiche – necessarie per meglio comprendere

un problema, al fine di risolverlo nel migliore dei modi.

Ad esempio: nel campo della medicina, ci si rivolge a medici specializzati per (tentare di) curare malattie – con metodi

aggiornati e ultimati – migliori dei precedenti.

“Specializzazione” – però, oggi – nella maggior parte dei casi – vuol dire dimenticarsi dell’intero a cui la

specializzazione appartiene.

Nel caso della medicina, lo specialista – molte volte – è talmente specializzato in un solo ambito ristretto tanto da

dimenticare il resto.

Nel caso della filosofia greca – prevale l’accento sull’insieme (non del corpo umano o di un singolo

fenomeno) dell’intera totalità.

Cioè – la filosofia greca, per la prima volta – vuole conoscere la realtà come totalità. 7

STORIA DEL PENSIERO FILOSOFICO

40005 | Prof. G. Fornari

Mercoledì 15 Marzo 2017

Cosa vuol dire “conoscere la realtà come totalità”?

Vuol dire:

 non ci devono essere agenti esterni alla realtà:

se si conosce la realtà come totalità, la causa della totalità deve essere interna alla totalità stessa –

perché altrimenti non sarebbe più totalità.

Dunque, totalità significa che tutto deve essere all’interno.

I filosofi greci, infatti, si discostano dalla visione delle altre civiltà – concerne alla creazione, quando

affermavano: “tutte le cose sono state create dalle divinità”.

I greci sono in disaccordo: essi sostengono che il principio debba essere interno, non esterno.

Piuttosto intendono le divinità come parte integrante del cosmo.

Questo segna un enorme progresso: i filosofi greci si pongono il problema della coerenza logica.

Prima dei greci, i pensatori ragionavano avendo a che fare con delle potenze e delle divinità

(o potenze divine impersonali).

Ma, con i greci, cambia la mentalità:

o la totalità diventa più astratta – coerente e obbediente ad un unico principio

o il “logos” del sapere è quello che, attivando il proprio “logos”, si collega e si connette con il

“logos” universale

o le regole del “logos” (traducibile, in termini moderni, con “logica”) sono imprescindibili.

Fare un ragionamento corretto – voleva dire, automaticamente – conoscere il

funzionamento della realtà.

 Astrazione dell’essere

Anassimandro studia come possa chiamare – con un unico concetto – tutte le cose che esistono.

Come chiamarle?

Sono enormemente diverse: uomini, montagne, animali, corpi celesti, mare …

Tutte queste cose esistono – nel senso antico, dunque “vivono”.

Dunque, cos’hanno in comune?

Hanno in comune il fatto di “essere”: sono degli “esseri”, “essenti”. 8

STORIA DEL PENSIERO FILOSOFICO

40005 | Prof. G. Fornari

Mercoledì 15 Marzo 2017

 Terzo concetto introdotto da Anassimandro: “essere”

Anassimandro ha compiuto un altro enorme progresso – spianando la strada al pensiero a lui successivo.

Con questo nasce il concetto di “essere”: il concetto fondamentale della filosofia.

La parte della filosofia che studia la parte dell’“essere”, infatti, si chiama “ontologia”. 9


PAGINE

18

PESO

893.33 KB

AUTORE

ocramgi

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Lezione di Mercoledì 15 Marzo 2017. Rielaborazione della lezione, organizzata in modo ordinato, strutturato e sistematico (con elenchi, definizioni, schemi ...).
In questo riassunto vengono trattati gli argomenti riguardanti Anassimandro e l'orfismo. In particolare: che cos'è l'orfismo, il pensiero di Anassimandro, il concetto di "àpeiron", il concetto di "on/ontos", il concetto di "totalità"; 3 frammenti di Anassimandro, il collegamento con l'orfismo, il concetto di "salvezza", l' "illimitato".


DETTAGLI
Esame: Filosofia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze psicologiche
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ocramgi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Fornari Giuseppe.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Filosofia

Storia del pensiero filosofico: Il pensiero di Platone
Appunto
Storia del pensiero filosofico: Anassimandro ed Eraclito
Appunto
Riassunto esame Ermeneutica, prof. Giannetto, libro consigliato Malinconia, Borgna
Appunto
Psicologia clinica
Appunto