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Storia del diritto medievale e moderno - la scuola dei glossatori Appunti scolastici Premium

Appunti di Storia del diritto medievale e moderno per l'esame del professor Errera sulla logica e la scuola dei glossatori: i testi di dialettica, la tecnica dicotomica, la conoscenza della distensione nel contesto della logica vetus, l'isagoge di porfirio, la rilevanza epistemologica della distinctio.

Esame di Storia del diritto medievale e moderno docente Prof. A. Errera

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Porfirio.: consiste cioè in una progressiva suddivisione di categoria generale che permette di

giungere, alla fine del ragionamento analitico, ad una specie infima che coincide esattamente con

ciascuna delle actione giustinanee.

IL RUOLO EMINENTE DELLA DISTINCTIO NELL'ELABORAZIONE DOTTRINALE.....

Tra le testimonianze di questa funzione didattica della distinzione puo'essere ad esempio ricordato il

motto della scuola bolognese per cui “qui bene distinguit,bene docet”-Chi distingue bene,

insegna bene. Il glossatore Piacentino sintetizzava” quanto piu' si sottopone ciascuna cosa a

distinzione tanto meglio la si comprende.

Il genere letterario che conserva memorie di questa specifica attivita' dottrinale dei glossatori è la

questio legitima, che contiene sia la menzione la contrapposizione dialettica tra le fonti ossia

l'individuazione dei contraria sia l'indicazione della soluzione-solutio che scioglie il dilemma che

risolve il problema di coerenza normativa su cui verte la disputa.

L'AVVENTO DELLA LOGICA NOVA SECONDA META' DEL XII SEC. E EVOLUZIONE

DEL GENERE LETTERARIO DELLA QUAESTIO.

Nel periodo della logica vetus vi è la generale mancanza di versione in latino e cio' aveva prodotto

la completa ignoranza di alcuni testi fondamentali del pensiero greco fino a quando nel 12º secolo la

febbrile attivita' dei traduttori consenti' di porre nuovamente le basi di comprensione linguistica

necessarie per intraprendere la lettura e l'intelligenza delle dottrine filosofiche della Grecia classica

negli STUDIA universitari medievali. nel campo della logica, la riscoperta piu' significativa

riguardo' indubbiamente la conoscenza completa dell'Organon di aristotele. Lo studio di queste

fondamentali opere di Aristotele finalmente tradotto in latino e dunque nuovamente comprensibili

diede vita ad un diverso e innovativo assetto di principi e di regole gnoseologiche all'interno della

filosofia scolastica al punto che l'avvento della nuova impostazione concettuale nella prima meta'

del 12º secolo indusse a distinguere la logica altomedievale-logica vetus-,dalla logica che dalla

meta' del 12º secolo si rivelo' connessa alla complessiva mutazione scientifica indotta dalla

riscoperta delle dottrine dello Statagira,ossia la logica nuova. A tutto si aggiunse tra la fine del 12º

secolo e l'inizio del 13º secolo, l'affermazione della logica moderna e rappresentava un ulteriore

sviluppo di concetti e di metodi euristici elaborati dai filosofi “terministi” medievali come

integrazione e completamento dello strumentario offerto dall'Organon.

LA TECNICA DEL SILLOGISMO

tra le nuove impostazioni gnoseologiche introdotte dalla completa ed approfondita conoscenza

dell'Organon l'aspetto sicuramente piu' rilevante riguarda la riacquisizione integrale della tecnica

del sillogismo, cardine della logica aristotelica e potente strumento euristico in grado di rimpiazzare

il metodo della distinzione che era stato diffusamente utilizzato sino alla meta' del 12º secolo nel

contesto culturale della logica vetus.

Il modello di argomentazione logica proposto da Aristotele nei suoi scritti di si basava su tre teorie

fondamentali-ossia la teoria dei termini, la teoria delle proposizioni e la teoria delle inferenze valide

o sillogismi, espresse rispettivamente nelle Categorie,nel De interpretatione e negli Analytica

priora- e su tre teorie concernenti l'applicazione concreta delle nozioni teoriche fondamentali cioè

la teoria dell'argomentazione apodittica, dell'argomentazione probabile e dell'argomentazione

euristica descritte negli Analitica,nei Topica,nei sofisti elenchi. Il sillogismo è inteso come metodo

idoneo a ricavare una coerente deduzione-inferenza-a partire da due premesse invariabilmente

concepite come proposizioni linguistiche. Lo stesso Aristotele afferma negli analitica priora-

analitici primi-che il sillogismo è un discorso in cui, posti taluni oggetti, alcunche' di diverso dagli

oggetti stabiliti risulta necessariamente, per il fatto che questi oggetti sussistono.

L'APPLICAZIONE GIURIDICA DEL SILLOGISMO NELLA SCUOLA DEI

GLOSSATORI E LA QUAESTIO DE FACTO.

La dottrina giuridica bolognese non poteva esimersi dall'assimilazione e dall'adozione della radicale

novità concettuale rappresentata dalla sostituzione generalizzata del metodo sillogistico al metodo

diaretico come basilare tecnica di acquisizione di certezze dotate di valore scientifico.

La quaestio de facto consiste nella creazione di una nuova tecnica di indagine giuridica destinata

rapidamente trasformarsi in una autonoma forma letteraria diversa e distinta dal genere della glossa.

La quaestio de facto emergens traeva spunto da una vicenda reale o fittizia proposta all'attenzione

della scienza giuridica dalla pratica giudiziaria e riguardante il dubbio giuridico-quaestio-sollevato

da un determinato caso concreto-factum-che non fosse facilmente inquadrabile nelle fattispecie

previste dal diritto( si sarebbe trattato altrimenti un casus, cioè di un evento esattamente conforme

alla previsione astratta descritte nei testi legali). Dopo l'individuazione del quesito giuridico da

dirimere, l'articolazione della disputa sollevata dal dubbio che generava la quaestio de facto

prevedeva il confronto dialettico di due opinioni contrastanti-impersonate convenzionalmente dalle

figure ideali dell'opponens e del respondens-actor e del reus-che propugnavano due opinioni

inconciliabili-tesi e antitesi. La ricerca della piu' adeguata disciplina spingeva i glossatori a

cercare unicamente all'interno delle c.i.c. una esauriente regolamentazione per qualsivoglia

problema giuridico che fosse prospettato dalla vita quotidiana e che non avesse gia' un'esplicita

previsione nella compilazioni normative esistenti. In questo tipo di ricerca di glossatore non

avrebbe tuttavia potuto trarre alcun vantaggio dalla ricorso alla distinzione perche' anche la piu'

ardita suddivisione del precetto normativo avrebbe consentito solo di scindere, chiarire e precisare

tutti per le varie ipotesi gia' espressamente previste nel testo legale, ma non di accertare

l'estensibilita' della norma

a casi analoghi non apertamente contemplati infatti la semplice divisione suddivisione della

prescrizione normativa nelle sue diverse sfaccettature avrebbe condotto a delineare i diversi casi

corrispondenti agli singoli aspetti della norma indagata, ma non avrebbe mai permesso di .

verificare l'applicabilita' di un determinato precetto a vicende non comprese nel dettato normativ

o

D'altronde come si è gia' indicato sopra il ricorso dei giuristi alla distinzione presentava il precipuo

obiettivo di condurre alla individuazione di un'appropriata definizione di ogni specie, ossia di ogni

istituto giuridico. La soluzione di questo tipo di difficolta' ermeneutica doveva quindi essere cercata

attraverso uno strumento euristico diverso dalla distinzione è la riscoperta della logica aristotelica

offri' ai glossatori il tipo di ragionamento piu' adatta a questo scopo:Il sillogismo.

IL MECCANISMO INFERENZIALE DELLA QUAESTIO DE FACTO:

Nella questione de facto emergens la norma di cui si sostiene o si contesta l'applicazione non

riguarda in modo diretto la fattispecie in questione e cio' impone sia all'opponens sia al respondes di

ricorrere ad un sillogismo per dimostrare inequivocabilmente l'opportunita' o meno di applicare

estensivamente la disciplina di quella stessa legge alla vicenda controversa. In particolare le regole

di inferenza del sillogismo imponevano che egli argumenta-argomenti-addotti dai due oppositori

dialettici cioè dai sostenitori delle opinioni antinomiche che costituivano la tesi dell'antitesi-

dovevano necessariamente trarre la loro stabilita' da idonei loci o luoghi in grado di giustificare

sostenere le contrastanti soluzioni proposte nella discussione della questione. Per chiarire il

significato di questi vocaboli tecnici ci si puo' utilmente avvalere delle compendiose ed illuminanti

definizioni fornite nel piu' noto e utilizzato manuale di logica del 13º secolo, ossia nel testo delle

SUMMULAE LOGICALES di Pietro Ispano;ivi si legge che la quaestio è una dubitabilis

propositio, Una proposizione opinabile, mentre la conclusio che dirime la questione è una

proposizione suffragata da uno o piu' argomenti.Da cio discende che l'elemento determinante per la

soluzione della questione consiste nell'argomento descritto come il criterio in virtu' del quale si

acquisisce certezza in una materia controversa che a sua volta dipende interamente dal sostegno di

un idoneo locus- lo stesso Pietro precisa infatti che l'argomento trova conferma mediante un locus

La struttura argomentativa sillogistica rende quindi fondamentale il ruolo del locus che consiste

nella sede dell'argomento ovverosia ciö' da cui si ricava l'argomento adatto per la questione in

corso e cioè in altre parole il principio logico maxima propositio o nella regola autorevole e

irrefragabile su cui è edificata la coerenza stessa dall'argomento. es. il ferro esiste, percio' possono

esistere armi di ferro.. grande importanza aveva ovviamente per la disciplina giuridica il locus a

simili, ossia il criterio che Pietro indica con la formula” relazione di una cosa con un'altra cosa

simile”. Abbiamo ancora il locus ab auctoritate che è descritto da Pietro come relazione di una

fonte autorevole con ciö che viene dimostrato grazie alla stessa autorita'. Lo sviluppo della

scienza giuridica dei glossatori e poi dei commentatori condusse a segnare sempre piu'

incisivamente il valore auctoritas (ma di auctoritas meramente probabilis e non necessaria cioè

autorita' solo probabile e non è rigorosamente necessaria) alle costruzioni dottrinali della

giurisprudenza portando infine allo sviluppo del fenomeno della communis opinio,cioè

all'identificazione della piu' condivisa e quindi comune opinione dottrinale della scienza del diritto

con la piu' probabile verita' giuridica.

IL RUOLO DEI LOCI LOICALES PER LEGES PROBATI:

L'intera scienza giuridica dei glossatori era fondata sull'esegesi di opere connotate da auctoritas

necessaria, perchè tutte le fonti del diritto studiate a Bologna derivavano da un artefice che era

espressione per antonomasia della massima autorita', il Papa o l'imperatore, e questa circostanza

implicava che le voluminosi compilazioni di provenienza imperiale e di provenienza canonica

come il decretum di Graziano o le raccolte di decretales costituissero una riserva pressoche'

inesauribile di incontrovertibili testi da utilizzare come sostegno per gli argumenta dialettici. Il

riferimento all'autorita' delle norme romano-canoniche fu non solo un'ausilio di valore preminente

su ogni altro per plasmare le premesse sillogistiche della quaestio de facto, ma addirittura l'unico ed

esclusivo procedimento argomentativo che fosse valido ed ammissibile nel campo giuridico. Lo

stesso Azzone affermava che non è lecito addurre null'altro che le norme giustinanee.

Lo strumento a disposizione del giurista per elaborare una convincente proposta di soluzione della

questione ossia per creare un sillogismo valido e persuasivo consisteva quindi nell'individuare, in

tutta la complessa mole del c.i.c. e delle collezioni canoniche tutte le disposizioni che con la loro

ratio potessero rivelarsi adeguate a configurare un convincente argomentum a favore o contro

l'ipotizzata estensione normativa; è l'autorevolezza delle norme citate sempre che l'argomentum sia

appropriato alla soluzione della questione a rendere inevitabile che la ratio della lex cosi'

individuata Comporti come necessaria conseguenza del ragionamento sillogistico l'applicazione

estensiva della norma su cui verte la disputa prospettando cosi'un possibile ampliamento degli

effetti della causa legis ad una vicenda non espressamente disciplinata dal legislatore.

Pertanto non solo l'argomento doveva essere fondato su un apposito locus, ma anche il locus doveva

fondare a sua volta alle radici nella citazione di un preciso frammento normativo di cui il glossatore

invocava la ratio o vis.

CARATTERE DIALETTICO DEL SILLOGISMO CONTENUTO NELLA QUAESTIO DE

FACTO E VALORE MERAMENTE PROBABILE DELLA SOLUTIO.

Nella questione de facto l'individuazione dei loci alla base degli argomenta si presenta come il

necessario fondamento concettuale per il funzionamento del sillogismo.

Il ruolo del maestro che rivive il dubbio giuridico selezionando il sillogismo piu' convincente e

respingendo i sillogismi meno plausibili indica tuttavia che nel caso della quaestio de facto siamo

dinnanzi ad un meccanismo inferenziale che conduce ad una verita' probabile, ossia ad una

conclusione sillogistica che non è fornita dei caratteri della verita' necessaria Ma che impone fra

tutte le varie possibili inferenze sillogistiche proposte nel corso della disputa come la soluzione piu'

verosimile e convincente. Il sillogismo è un discorso nel quale, poste alcune cose, qualcosa di

diverso da ciò che è stabilito segue di necessità in forza di ciò che è stabilito.

In sintesi dal punto di vista epistemologico la scienza giuridica dei glossatori consiste solamente in

una certitudo probabilis(certezza probabile) perché il ragionamento accolto dai giuristi come più

probabile e verosimile non è in grado di escludere completamente e definitivamente la validità del

ragionamento contrario.

IL MECCANISMO DEL SILLOGISMO COME STRUMENTO DOTTRINALE PER LA

COSTRUZIONE DI UN SISTEMA GIURIDICO BASATO SULL'AMPLIAMENTO

ERMENEUTICO DELLO IUS COMUNE:

La scuola dei glossatori dunque in modo sempre più consistente fece ricorso al procedimento

sillogistico per consentire ai giuristi basandosi esclusivamente sui testi normativi dello ius

commune e sui loci offerti dalla logica di dare risposte sempre nuove da attuali ai problemi

normativi di una società mutevole come quella basso medievale.

l'esperienza giuridica quotidiana dei vivaci ordinamenti comunali generava in vero una pressante

esigenza di precetti normativi in grado di disciplinare fattispecie palesemente diverse dai limitati

casus utilizzati nella compilazione giustinianea e il sillogismo costituiva un adeguato meccanismo

attraverso il quale estendere l'assetto del diritto romano canonico a vicende di volta in volta

originali e atipiche rispetto all'immobile previsione legislativa del corpus iuris. A differenza della

distinzione che era una tecnica formidabile per l'esegesi testuale e per la classificazione sistematica

degli istituti mare del tutto inadatta prospettare letture nuove distensive rispetto al dettato legale, la

struttura del sillogismo si presentava come ragione critica proclive al confronto dialettico tra

posizioni confliggenti e idonei a proporre o annegare come soluzione della quaestio de facto

l'ipotizzato ampliamento della previsione normativa

l'uso della logica inferenziale offriva ai glossatori il mezzo per costruire un sistema

epistemologicamente ineccepibile che, senza alcuna modifica legislativa garantisse l'estensione del

diritto romano, che era il ius vetus-e soprattutto ius strictum, diritto rigorosamente e stabilmente

definito, a fattispecie sempre nuove così da evitare il ricorso della scienza giuridica alle biasimate e

vituperate fonti di ius proprium.

LA TRADUZIONE DEGLI ANALYTICA POSTERIORA NELLA SECONDA META' DEL

XII SECOLO.

Il primo traduttore degli analitica posteriora fu Giacomo Veneto ma le critiche espresse da uno

meglio precisato Giovanni su quella prima versione diedero impulso a nuove traduzioni: la più

antica di queste è anteriore al 1159 ed è opera dello stesso Giovanni, un'altra fu elaborata prima del

1187 da Gerardo da Cremona,un'altra ancora ebbe come autore Guglielmo di Moerbecke nel

1269. La difficoltà di creare una soddisfacente versione latina degli analitica posteriore produsse la

conseguenza di tenere a lungo gli studia medievali all'oscuro del contenuto di questa cospicua parte

della logica aristotelica e cominciò quindi ad essere studiata ed utilizzata dai logici di lingua latina

non prima della seconda metà del 12º secolo secondo la testimonianza di Ruggero Bacone il primo

corso incentrato sugli analitica ebbe luogo ad Oxford nella prima decade del 13º secolo d'altronde i

più antichi scritti di commento all'opera aristotelica risalgono a Roberto Grossatesta, cancelliere

dell'università di Oxford e il vescovo di lincoln che li concepì tra il 1220 e il 1230.

LA RIESUMAZIONE DELL'OPERA ARISTOTELICA.

La radicale novità insita negli analitica posteriora era data dal ragionamento inferenziale. Aristotele

negli analitica posteriore-pur senza mettere in dubbio la coerenza dell'infallibilità del sillogismo

come strumento teoricamente ineccepibile di argomentazione dialettica nell'ambito della logica

pura-precisa che l'applicazione dell'inferenza non produce sempre e comunque una nuova

conoscenza utile per il progresso scientifico. Quindi il sillogismo è talvolta inutile come strumento

atto a sviluppare ed ampliare il patrimonio di conoscenze che forma il contenuto delle singole

discipline scientifiche. Il sistema aristotelico distingue tuttavia il valore e l'efficacia di ogni struttura

sillogistica a seconda della natura delle premesse legate che possono essere di quattro tipi diversi:

assiomi o principia che danno vita al sillogismo apodittico o deduttivo,l'unico veramente


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del diritto medievale e moderno e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Magna Graecia - Unicz o del prof Errera Andrea.

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