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Storia del diritto medievale e moderno

Ius commune e iura propria

Ius commune: diritto comune. È un diritto creato tramite le opere dei giuristi, ossia gli studiosi del diritto.

Iura propria: diritto particolare. Nell'epoca medievale diventa molto importante per la formazione dei comuni, successivamente degli Stati e della figura del principe.

Età del dominato

Dal 284 (sale al trono Diocleziano) fino al 476 con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente. Comincia un periodo di stabilità dopo un periodo di anarchia militare.

Diocleziano vuole restaurare l'impero:

  • Suddivide l'impero nella parte occidentale e nella parte orientale ponendo a capo di ognuna di esse un Augusto e un Cesare (colui che sarebbe dovuto succedere all'Augusto);
  • Modifica politico sociale, infatti la figura dell'imperatore passa da principe (ossia primo tra i cittadini) a dominus, ossia colui che domina sui sudditi;
  • L'imperatore riveste un ruolo quasi sacro ed è l'unico che è in grado di legiferare e di applicare le leggi (dominus legibus solutus).

Tutto questo comporta una tendenza progressiva dei giuristi all'isolamento nei confronti dell'imperatore, poiché lui era il solo legislatore e passano la loro giornata nella cancelleria imperiale. La conseguenza più importante è sicuramente l'accentramento del potere nelle mani dell'imperatore.

Avviene un cambio nel diritto, infatti passa da un diritto classico molto attento alla casistica a un diritto legislativo imperiale. Con ciò ci si aspetterebbe una scomparsa degli iura, ma così non è avvenuto.

Ius vetus, leges, edicta e rescripta

Ius vetus: si intendono gli iura, ossia principi giuridici volti ad applicare e ad interpretare la legge.

Leges: costituzioni imperiali, ossia norme volute dall'imperatore.

Edicta: provvedimenti di carattere generale emanati dall'imperatore riguardanti il diritto pubblico.

Rescripta: risposte che l'imperatore dà sulle questioni giuridiche di diritto privato.

Codex gregorianus e Codex hermogenianus

Codex gregorianus: è stato scritto nel 292 da concerto gregoriano di origini sconosciute e raccoglie i rescripta da Adriano (circa metà del secondo secolo) fino a Diocleziano. È distribuito nelle quattro classiche categorie: diritto privato, diritto pubblico, diritto penale, diritto processuale. È suddiviso in 16 libri, ogni libro è suddiviso in titoli e ogni titolo è suddiviso in rubriche. Nel testo vengono omessi prologo ed epilogo. L'opera è stata ricostruita in parte grazie alla Lex Romana Wisigothorum, alla Lex Romana Burgundiorum e ai Fragmenta Vaticana.

Codex hermogenianus: è la prosecuzione del Codex gregorianus, infatti raccoglie tutti i rescripta dal 293 in avanti. L'opera è stata ricostruita in parte grazie alla Lex Romana Wisigothorum, alla Lex Romana Burgundiorum e ai Fragmenta Vaticana.

Per codex si intende un libro compatto cucito sul dorso, che si legge voltando le pagine, la cui copertina è fatta di corteccia.

Costantino

Diocleziano resta sul trono fino al 305 e nel 306 gli succede Costantino. Con Costantino al trono scompare la tetrarchia e ristabilisce l'unità dell'impero spostando la capitale da Roma a Costantinopoli (Bisanzio). Rimane invariata la questione della legislazione. Grazie a Costantino cambia radicalmente la tolleranza del cristianesimo, infatti nel 313 con l'editto di Milano la religione cristiana poteva essere praticata pubblicamente.

Episcopalis audientias

Con questa riforma attuata da Costantino il cristiano poteva sottoporre i suoi contenziosi sia al giudice secolare che al giudice ecclesiastico. Nel 318 questa riforma fu estesa a tutta la popolazione dell'impero. Ciò comporta un grande cambiamento nel diritto poiché i giudici ecclesiastici guardavano soprattutto alla salvezza dell'anima e all'equità (caratteristiche principali del diritto canonico e del processo romano canonico).

Consiglio di Nicea (325)

Primo concilio ecumenico del mondo cristiano. Si disciplinano gli aspetti della vita ecclesiastica di chierici e fedeli. Le raccolte di iura si trovavano più nella parte occidentale dell'impero poiché la figura dell'imperatore era meno divinizzata.

Legge delle citazioni

Valentiniano III nel 426 invia al Senato romano una disposizione conosciuta come legge delle citazioni. Per evitare un'interpretazione sbagliata delle opere del passato, causa di una forte confusione nelle fonti del diritto e di un graduale decadimento delle scuole, Valentiniano decide di restringere le opere utilizzabili come fonti intorno a cinque autori stimati: Papiniano, Paolo, Ulpiano, Modestino e Gaio. Il parere concordante di questi su una determinata materia porta il principio giuridico ad avere efficacia di legge. In caso di pareri discordanti vince la maggioranza. Nel caso in cui non si riesca a trovare un accordo il parere di Papiniano è quello decisivo. L'unico modo di poter citare nei processi un altro giurista era che uno dei cinque citasse il testo originale dell'autore.

Teodosio II

Nel 429 Teodosio II decide di realizzare un codice, formato solo da leggi, destinato alla pratica e un secondo codice contenente le opinioni dei giuristi su quelle leggi. Dopo l'inizio delle opere, l'imperatore cambia idea nel 435 e decide di riprendere i vecchi codici, rivisitarli secondo la situazione attuale, costituendo un solo codice che entra in vigore il 1 gennaio 493.

Codex Teodosianus

È costituito da sedici libri, ogni libro è suddiviso in titoli e ogni titolo in rubriche, come il Codex Gregorianus.

  • 1° Libro: dal 1° titolo al 4°: fonti del diritto. Dal 5° al 34°: alti funzionari dell'impero.
  • 2° - 5° libro: diritto privato nelle sue generalità.
  • 6° libro: gerarchie e privilegi relativi.
  • 7° libro: esercito.
  • 8° libro: funzionari subalterni e diritto privato delle loro funzioni.
  • 9° libro: diritto criminale.
  • 10° - 11° libro: diritto finanziario e appelli.
  • 12° - 15° libro: corporazioni e organizzazioni cittadine.
  • 16° libro: la Chiesa e i suoi rapporti con l'impero.

Due sono le norme più importanti:

  • Le leggi promulgate in una parte dell'impero non sono automaticamente valide anche dall'altra parte. Infatti la legge deve essere prima inviata dall'altra parte e avrà efficacia di legge solo nel momento della pubblicazione.
  • Potranno essere prodotte in giudizio solo le costituzioni di Teodosio.

Raccolte di iura importanti del 300

  • Tituli ex corpore Ulpiani (o Epitome Ulpiani): è una parte sopravvissuta dell'opera Regulae Ulpiani che era suddivisa in titoli, inseriti in sette libri. Gli iura erano suddivisi nella tripartizione gaiana (res, personae, actiones). Non tutti sono sopravvissuti. Quelli sopravvissuti sono stati ritrovati grazie all'inserimento dentro una raccolta trovata nel 1600, poi perduta e ritrovata nel 1800.
  • Pauli recette sententie: raccolta di cinque libri elaborati in Africa, utilizzati a scopo pratico. A noi è pervenuta circa un quarto dell'opera grazie alla Lex Romana Wisigothorum. Era una raccolta molto importante perché le opinioni di Paolo avevano efficacia di legge.
  • Istitutiones di Gaio: è un testo di epoca classica arrivato fino a noi grazie alla scoperta del palinsesto da parte del cardinale Nebbhu.

Raccolta mista di leges e iura

  • Fragmenta Vaticana: scoperti nel 1821 da Angelo Mai nella biblioteca Apostolica Vaticana. L'opera è stata scritta probabilmente nella prima metà del quarto secolo dallo studioso romano. Originariamente erano 20 libri il cui contenuto era stato ricavato dalle opere della giurisprudenza, la maggior parte di Ulpiano, Paolo, Papiniano. Conteneva leggi delle opere Codex Gregorianus e Codex Hermogenianus.

Occidente e Oriente

In Occidente vi fu una netta distinzione tra avvocati e giuristi mentre in Oriente coincidevano ancora con la stessa persona. Le scuole più importanti di diritto si trovavano a Costantinopoli e a Beirut. I primi quattro anni gli studenti studiano iura mentre il quinto anno leges.

Intanto l'influenza della Chiesa diventa sempre più significativa. La religione cristiana viene ufficializzata il 27 febbraio 380 con l'editto di Tessalonica dagli imperatori Graziano, Teodosio I, Valentiniano II diventando unica religione dell'impero.

Il ruolo del Papa

La figura del Papa diventa molto importante perché possiede una successione apostolica personale, infatti è riconosciuto come successore di Pietro. Intanto nei concili si discute se le delibere prese dal Papa fossero prevalenti a quelle del concilio e viceversa.

Canoni: delibere del consiglio. Papa Leone Magno sottolinea che i canoni hanno sì efficacia di legge non possono contrastare le decisioni papali. In Oriente vi fu il fenomeno del cesaropapismo. Il vescovo di Costantinopoli si sentiva soggetto all'autorità imperiale, mentre in Occidente i due ruoli erano ben distinti.

Nel 494 Papa Gelasio I scrisse una lettera all'imperatore Anastasio definendo l'impero e il papato come due autorità distinte. Infatti al Papa spettava il governo spirituale mentre l'imperatore quello temporale ed entrambi derivavano da Cristo. Conseguenze: autonomia dall'impero, rapporto tra papato e chiesa. Le leggi pontificie diventano prevalenti rispetto ai canoni. Sono chiamate Decretali o leggi decretali e sono le risposte che il papa dava ai vescovi per le risoluzioni delle controversie.

Raccolte di canoni e decretali

La Chiesa comincia a raccogliere canoni e decretali; le raccolte importanti, scritte da privati, sono:

  • Canoni degli Apostoli: scritto in Siria/Egitto tra il quarto e quinto secolo e conteneva i canoni che riguardavano la vita del clero e il culto.
  • Collectio Dyonisiana: Dionigi era vissuto a Costantinopoli e dopo la morte di Papa Gelasio si trasferisce a Roma. È suddivisa in due parti: il primo libro contiene una parte di canoni degli apostoli e una parte è ripresa dai vari concili; Il secondo libro contiene 38 decretali emesse dal pontificato di Siricio (ultima parte del trecento) fino a Papa Gelasio (circa un secolo).

Sviluppo del diritto consuetudinario

  • Vi fu un grande sviluppo del diritto consuetudinario;
  • Il fenomeno del diritto romano volgare;
  • Nasce un latino volgarizzato che porterà ad un diritto volgarizzato. Francesco Calasso (storico) nel 1900 sottolinea che l'attaccamento del volgo al latino non provoca un decadimento degli istituti ma provoca un'evoluzione del diritto.

Invasione dei popoli barbarici

Avviene ancora prima della caduta dell'Impero Romano d'Occidente, ma le milizie romane riescono parzialmente a respingere queste popolazioni.

Le popolazioni

  • Sassoni: si uniscono agli Angli e si insediano in Bretagna e vengono meno le istituzioni romane;
  • Burgundi: provengono dalla Germania vicino al Reno, invadono la Gallia meridionale e fanno di Magonza la loro capitale;
  • Visigoti (o Goti dell'ovest): Sono originari della Pannonia (zona vicino al Danubio); a causa delle pressioni da parte degli Unni si spostano verso la Grecia; successivamente risalgono e arrivano a Roma (410 primo sacco) e si stanziano in Calabria. Tornano a nord e vanno in Gallia e fanno di Tolosa la loro capitale. A causa di invasioni da parte dei Franchi si spostano nella penisola iberica e la capitale diventa Toledo;
  • Franchi: Importante conversione dal paganesimo al cattolicesimo con Clodoveo. Inizia un rapporto tra la Chiesa e il popolo dei Franchi che porterà alla formazione del Sacro Romano Impero.

Caduta dell'Impero Romano d'Occidente

476 caduta dell'Impero Romano d'Occidente, deposizione dell'imperatore Romolo Augustolo. Inizia l'alto medioevo, inizio del regno dei Visigoti con Odoacre. Successivamente Teodorico (Ostrogoto) sale al potere come Rex (e non come imperator) tramite un mandato dell'imperatore d'oriente. Diventa una sorta di mecenate.

Figure centrali dell'impero

  • Quaestor sacri palati: aveva il compito di curare i rapporti tra le magistrature del regno e tra queste e l'impero. Aveva anche il compito della corrispondenza e della redazione delle leggi.
  • Comes sacrali largitionum: aveva competenza in ambito finanziario.
  • Comes rerum privatorum: colui che si occupa del demanio e che cura il patrimonio privato del regno.

Figure provinciali

  • Prefectus pretorio: La sede centrale era Ravenna e aveva giurisdizione sull'intera penisola ad esclusione della Sicilia.

Crisi del regno di Teodorico

Con la morte di Teodorico inizia la crisi del regno a causa della guerra d'oriente (o greco gotica) che porterà all'unificazione effimera dell'impero con Giustiniano imperatore. L'esercito aveva un ruolo determinante anche nella vita quotidiana. Infatti si diventava davvero uomini quando si entrava nell'esercito e il re chiedeva consenso all'esercito per le decisioni importanti tramite percussioni delle armi. Non conoscono l'atto testamentario.

Personalità del diritto o personalità della legge

I Goti, stanziandosi su un territorio, non imponevano alla popolazione sottomessa il loro diritto e facevano coesistere entrambi i diritti. Quindi nello stesso territorio convivevano più diritti. La personalità del diritto per alcuni si sviluppa tra il quarto e quinto secolo e per altri dalla fine del settimo secolo alla fine del nono secolo.

Opere dei Visigoti

  • Codice Euriciano: scritto tra il 475 e il 476 da Re Eurico. È un'opera di diritto territoriale quindi in questo caso non viene applicata la personalità di diritto. La lingua, la terminologia e il diritto appartengono alla tarda romanità.
  • Lex Romana Wisigothorum: è una compilazione di leges e iura appartenenti esclusivamente al diritto romano, formata da: una parte di leges del Codex Teodosianus, una parte presa dall'Epitome Gai, alcuni frammenti delle Pauli Sententie, alcune costituzioni del Codex Gregorianus e del Codex Hermogenianus, e un libro preso dai Responsi di Papiniano. Tutti i testi, tranne quelli presi dall'Epitome Gai, sono seguiti da un'interpretatio (un chiarimento del testo), realizzati precedentemente a questa compilazione da qualche scuola di diritto della Gallia. L'aggettivo romana nel titolo della compilazione faceva pensare che essa fosse stata destinata solo alla popolazione romana. Attualmente si pensa che la Lex abbia avuto effetto territoriale.
  • Lex Romana Burgundiorum: versione burgunda, molto più breve e più semplice. Non possediamo la versione completa. È composta da 46 titoli ed il contenuto è composto da testi provenienti dai codici gregoriano, hermogeniano e teodosiano, dalle costituzioni delle novelle post-teodosiane, brani dalle Pauli Sententie e brani dalle Gai Sententie. Il contenuto non è riportato nel testo originale ma riassunto e contaminato dal diritto consuetudinario dei Burgundi.

Editto di Teodorico

Gli studiosi sono ancora indecisi se questo Teodorico sia un privato oppure il re degli Ostrogoti. È formato da 115 capitoli racchiusi tra un prologo e un epilogo. Le norme sono tratte dal Codex Teodosianus, dalle novelle post-teodosiane e dalle Sentenze di Paolo. Quest'editto fu emanato per reprimere cause di disordine del regno e aveva efficacia territoriale. Non a caso Teodorico utilizza il nome editto (che aveva efficacia generale e durata illimitata), infatti voleva mettersi in competizione con l'imperatore d'oriente.

Alla fine della guerra greco-gotica, che aveva visto i bizantini vincitori e la morte di Teodorico, l'impero apparteneva interamente ai bizantini.

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Scienze giuridiche IUS/19 Storia del diritto medievale e moderno

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