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importanti. L’unico modo per conoscere Allah sarebbe quello di conoscere le sue innumerevoli

manifestazioni perché Allah si manifesta in modo infinito in ogni uomo.

divina: quindi l’uomo non è abbandonato a se stesso, ma perfino il più grande

Esiste la grazia

peccatore può essere salvato: tutto, infatti, è possibile per Dio.

L’uomo deve avere fede anche in ciò che vuole nell’esperienza umana. L’Islam non ama parlare di

miracoli, ma ci sono cose che esistono anche se non si possono (né vogliono) spiegare.

Nell’incontro con la fede c’è una grande importanza della missione profetica. Dio ci ha dato tutto

ciò di cui abbiamo bisogno. L’uomo ha facoltà fisiche molto importanti, ma anche delle facoltà

menali, dono di Dio anch’esse. Inoltre l’uomo ha anche la facoltà di distinguere il bene dal male:

tutto ciò serve alla lotta continua per l’esistenza.

Il profeta di Dio ha sempre dato un esempio di sincerità, moralità, purezza, umanità, pensiero: egli,

per queste qualità riconosciute, è il vero inviato di Dio. Dio, tramite il Corano, ci ha indicato la retta

via, quella che il Profeta dice venire da Allah. Chi rifiuta Muhammad come inviato di Dio è un

“kafir”: se si conosce non si può inviare che sia il vero inviato di Dio.

L’umanità è una coppia originaria unica (Adamo e Eva), già portata al peccato originale. Quindi la

Gente del Libro proviene dalla stessa origine: molti popoli hanno adorato le cose più impensate

(sole, pietre, ecc.), mentre i Popoli del Libro hanno seguito le rivelazioni che si sono succedute e,

quindi, sono inclini a seguire la volontà di Dio.

25/10/2006

Quando si parla di “periodo dell’ignoranza” si parla dell’ignoranza rispetto ai principi dell’Islam,

erano già colte. La penisola araba ha avuto una posizione tra l’Oriente e

ma le persone in Arabia

l’Occidente, tra i cristiani bizantini, gli ebrei di Medina, i sasanidi al tramonto: era già un crocevia

prima dell’Islam: le merci (ambra, spezie, incenso, ecc.) passavano dall’Arabia con le carovane che

si dirigevano verso nord.

Il Profeta ebbe conoscenza del monoteismo attraverso i contatti carovanici dei bizantini, dei

sasanidi, ecc. Era un uomo ispirato. L’Arabia aveva una posizione geografica ed economica

centrale, tra l’India e l’Europa. Gli arabi, anche se erano una popolazione antica, potevano essere

considerati un popolo nuovo dagli europei, anche perché il Profeta aveva dato loro la

consapevolezza di essere un’umma, mentre gli europei erano in guerra tra loro.

gli arabi erano pagani, ma non “inquinati” ancora dal progresso sociale dell’Europa,

Nel VII secolo

già decadente. Erano pronti a salire sul carro della storia perché i loro difetti erano le loro virtù:

erano frugali (per l’aridità della loro terra, ecc.), liberi (le tribù erano libere), poveri e senza profeti

(e, quindi, pronti a ricevere l’ultima profezia): erano pronti per il balzo spirituale dal paganesimo al

monoteismo. Inoltre possedevano la lingua araba, adatta a concetti elevati atti a trasmettere la

conoscenza coranica: è una lingua duttile; ad esempio, esistono circa cento parole per definire il

cammello. Il Corano è stato trasmesso in lingua araba chiara.

Prima delle conquiste, i vicini erano la Persia (di grandissima tradizione), Bisanzio e l’Egitto (che

poi conquisteranno: i beduini conquistarono la grande Alessandria). Lo scambio con questi vicini

iniziò attraverso la mercatura. Gli arabi non avevano nessuna organizzazione statale: le tribù erano

di vita. In vigore c’era

sovrane ed erano belligeranti. La razzia era il loro sistema la legge beduina,

che prevedeva la mancanza completa di unità nazionale. Gli uomini morivano nelle razzie: le donne

rimanevano con il carico dei figli, senza la legge coranica che le avrebbe tutelate (le figlie femmine

appena nate venivano sotterrate se non si poteva mantenerle). Erano politeisti. I matrimoni erano

complessi: se si rimaneva vedovi, ad esempio, si poteva anche sposare la matrigna (ciò fu vietato

dall’Islam).

Prima dell’Islam c’era una mancanza di regole fisse per la vita quotidiana: la legge fu data

dall’Islam. Non avevano conoscenza di un Dio superiore: si ritenevano discendenti di Ibrahim e

Ismail.

Muhammad nacque nella tribù dei Curaisciti, intorno al 570 (ma non ci sono vere testimonianze e il

computo è difficile per il calendario lunare). Quando nacque il padre era già morto. Pochi ani dopo

morì anche la madre: fu educato dal nonno e, quindi, subì la mancanza di un’educazione infantile.

Era illetterato. Prima fece il pastore, poi portò le carovane: questo gli permise di conoscere e

recepire le leggi religiose degli altri popoli. Conobbe molte persone ricche, ma non approfittò mai

di queste conoscenze. Incontrò anche persone colte. Secondo la tradizione fu un uomo

eccezionalmente leale, con modi gentili, un linguaggio elevato e limpido e un grande carisma. Per i

rapporti di affari erano importanti la correttezza e l’onestà. Gli avevano dato il nome “Il Fede

degno”. Non beveva e non giocava, al contrario dei suoi contemporanei. Aveva una moralità quasi

unica. Spesso le tribù erano brutali, ma lui aveva già aiutato le vedove, gli orfani e gli ospiti. Era un

uomo pacifico tra uomini bellicosi.

Dopo una lunga vita casta (non sopportava la corruzione, l’immoralità, l’idolatria, il disordine,

l’ignoranza) si ritirò a meditare e a digiunare su un’altura (per la Masala anche Gesù ha fatto la

stessa cosa). Fu tentato. Quando fu pronto, Dio gli mandò la sua rivelazione tramite Gabriele.

condannò l’idolatria e parlò del Creatore:

Abbandonò la solitudine, tornò dalla sua gente, glia rabi,

che vedevano così sconvolto il loro sistema di vita e di credenze, gli scagliarono contro insulti e

pietre. Fino ai quaranta anni non era stato un capo, né un oratore per le folle, anche se era stato

fondamentale il suo matrimonio con la ricca vedova Khadigia, che aveva 16 anni più di lui: era un

matrimonio basato su qualcosa di grande e lui la amò teneramente. Dopo il suo ritorno dal deserto

fu trasformato: non era un militare ma diventò coraggioso; non era un politico ma diventò un grande

riformatore; si proclamò un essere umano come tutti gli altri, a volle dare una rivelazione fatta

direttamente da Dio. Era umile: per questo diventò il messaggero di Allah.

27/10/2006

Davanti a Dio sono tutti uguali: durante la preghiera stanno tutti vicini, senza separazioni sociali.

La Profezia, in genere, è la dottrina tramandata dai precedenti profeti, però interpolata e corrotta da

altri uomini: Dio non sbaglia; ripete la profezia, ma non ne dà una nuova. Inoltre questa rivelazione

era incompleta e necessitava di un sigillo. Inoltre ogni tempo e ogni popolo hanno avuto una

Profezia: l’ultima è quella di Muhammad che, quindi, per i musulmani è quella universale.

“Ilah” è “colui al quale viene attribuita la divinità”: “Allah” è quindi “Il Dio”. La sua elevatissima

concezione di divinità è quella tramandata dai Profeti: Adamo, Noè, Abramo (che non è capostipite

ma progenitore), Mosè e Gesù. Dopo questi è venuto il sigillo: Muhammad. La proclamazione di

fede ha con sé qualcosa di eroico, perché si assume la responsabilità della fedeltà a Dio nel nome di

cui ha parlato. Un uomo musulmano credente è un uomo libero perché onora soltanto Dio.

Cosa è che rende un uomo vigliacco? La paura della morte. Per questo motivo, l’attestazione di fede

islamica porta la pace.

Nell’Islam, Dio non genera e non è generato. I mistici credono con profondità a Dio, con una spinta

emotiva: il loro cuore è la casa di Dio, che è l’Amato. Senza negare l’unicità di Dio, pensano di fare

dall’osservazione della caducità del mondo, che è

una lunga scala di stazioni mistiche, a partire

Ciò che è ingannatore non è Dio. Dall’osservazione del mondo, nasce

fallace e ingannatore.

l’annichilimento di se stessi: il dono massimo è l’identificazione in Dio. Ma ciò rafforza l’idea

dell’unicità di Dio: si vuole annichilire se stessi e fondesi con Dio.

È da sfatare l’idea che l’Islam, come il cristianesimo, abbia una gerarchia di angeli: ci sono solo “gli

angeli” (quattro), non “arcangeli”. Anche la concezione è diversa: gli angeli sono ministri di Dio (è

il secondo articolo di fede islamica: se fossero esseri indipendenti, infatti, si cadrebbe nel

politeismo).

Il Corano è Il Libro per eccellenza: ha origini esterne. I libri sono il terzo articolo di fede. Bisogna

credere nei libri, che sono le rivelazioni dei vari profeti: il Libro di Ibrahim (Abramo), la Torah di

Mosè, i Salmi di Davide, i Vangeli. La Gente del Libro è quella che ha avuto la rivelazione: c’è una

preferenza dell’Islam per gli altri monoteisti. Per il Corano, gli altri libri sono sacri, ma sono stati

alterati dagli uomini. I testi originali degli altri libri sono andati perduti: il Corano, invece, è

autentico e, quindi, è quello vero. I commenti degli uomini sul Libro non hanno potuto dire che non

sia originale. storiche sugli altri Libri (ad esempio, sulla Bibbia, sull’anno di nascita e

Ci sono varie incertezze

della morte di Cristo), sul Corano no. Ogni Libro è stato dato ad un popolo. Nel primo articolo di

perché l’anima non è

fede bisogna dichiarare di avere fede nel Profeta, cioè nella vita oltre la morte

qualcosa che muore. Il giorno della Resurrezione (“ultimo giorno”) avremmo il “giudizio finale”:

per ricompensa o per punizione c’è il Paradiso o l’Inferno, senza luoghi intermedi.

30/10/2006

I principi fondamentali dell’islam, che non vanno confusi con i pilastri, sono cinque e i fondamenti

teologici: la fede in Allah, la fede negli angeli, la fede nei Libri della Rivelazione e nel Corano, la

fede nei Profeti e nell’Inviato di Dio, la fede nella vita ultraterrena. Sono i punti fondamentali del

culto. Tutti i buoni comportamenti, però, sono una forma di culto: l’Islam è tale perché lo si deve

vivere e tutti i comportamenti devono corrispondere alla legge coranica. Ad esempio, sono forme di

culto l’assistenza ai poveri e ai malati, l’obbedienza alla legge (bisogna sempre obbedire alla legge

dello Stato, ma solo se lo Stato e i governanti sono buoni musulmani), l’onestà 8se uno non è onesto

non è un buon musulmano).

La prima adorazione (primo pilastro dell’Islam) è “Al-Salāt”, la preghiera rituale: è la preghiera

obbligatoria cinque volte al giorno. Ci sono molti significati nella gestualità della preghiera,

attraverso cui il fedele si presenta a Dio. Per questo motivo, prima della preghiera ci si deve

Le abluzioni vanno fatte con l’acqua, secondo le istruzioni del Profeta.

purificare con le abluzioni.

L’abluzione completa va fatta solo in casi particolari, dopo il parto o dopo un atto sessuale. Nelle

zone desertiche, dove non c’è acqua, ci si purifica con la sabbia, che ha un effetto “sgrassante”: ciò

mostra che Dio è misericordioso e generoso (vede e accetta tutto: l’importante è avere una grande

disposizione). Deve essere pulito anche il luogo dove si svolge la preghiera, perché ci si incontra

si lasciano quando è l’ora della preghiera. La preghiera

con Dio. Anche gli affari importanti

obbligatoria va eseguita a bassa voce per educazione davanti a Dio, ma anche per un senso di

confidenza con lui. L’orazione del mattino è importante perché serve ad abbreviare il sonno, che è

la piccola morte. Poi si fa la preghiera del mezzogiorno, possibilmente in congregazione con altri

fedeli per rafforzare la solidarietà (la preghiera, infatti, è un simbolo di uguaglianza tra tutti gli starti

sociali).

Un altro pilastro è il digiuno (sawm) durante il mese del Ramadam. È un digiuno che fa bene

fisicamente. Dura tutto un mese lunare.

zakāt, la

Un altro pilastro è il pagamento della decima obbligatoria (tra il 2,5 e il 10 %, in base a ciò

che si possiede) da dare a coloro che non hanno beni di sostentamento (pellegrini, invalidi, vedove,

orfani: gli anziani e i matti, ritenuti illuminati da Dio, sono tenuti in casa).

03/11/2006

La sharia è un codice di condotta. Quali sono le fonti della sharia? Il Corano (la parola di Dio

ultima: non è stato scritto da Muhammad, ma gli è stata rivelata dall’angelo

intesa come rivelazione

Gabriele) e gli hadith (i detti e le azioni del profeta). Oggi, per interpretare il Corano, si dà una

fatwa, riferendosi al Corano e agli hadith. Nel corso dei secoli, ci sono state quattro grandi scuole

giuridiche, che hanno dato la maggiore interpretazione della legge.

Muhammad fece applicare la Legge, che è data da Dio. Tutte le interpretazioni giuridiche si devono

riferire al Corano e agli hadith, la raccolta delle “istruzioni” del Profeta per la vita del credente. Gli

hadith sono stati raccolti e compilati da uomini (Al Bukhari, Muslim ibn al-Hajjaj, ecc.). Molto

importante è la fiqh, la legislazione dettagliata derivante dal Corano, cioè il diritto: al-Fiqh serve a

la moralità dell’orazione. Le

controllare scuole di diritto ortodosse sono quattro, diverse a

seconda dello Stato in cui si sono sviluppate, che prendono il nome dai loro fondatori: la hanafita,

la malikita, la shafita e la hanbalita.

Una cosa a parte è il tasawuf, che è la limpidezza della concezione del diritto e del cuore, cioè la

mistica islamica (sunnita o sciita). Il misticismo è una grande corrente a parte.

La sharia dice che tutte le capacità dell’uomo (vista, udito, olfatto, mani, sentimenti, ecc.) sono doni

di Dio di cui bisogna fare buon uso. Esistono due categorie di persone: quelli che usano

volontariamente male le facoltà di cui sono in possesso e i sinceri che sbagliano per ignoranza (ma

se c’è sincerità Dio può perdonare). La sharia provvede ad eliminare gli errori: è questo l’aiuto che

dà, proibendo ciò che è nocivo e mostrando la via morale. La sharia si articola intorno a quattro

punti: i doveri verso Allah, i doveri verso se stessi, i doveri verso i diritti degli altri, i diritti delle

risorse. Il primo significa che bisogna aver fede solo in Dio e, quindi, accattare le sue direttive,

obbedire soltanto a lui, adorare e abbandonarsi a lui. La sharia è anche armonia e equilibrio di vita

dell’uomo, come mostra nelle facilitazioni nelle prescrizioni per la preghiera (sabbia al posto

dell’acqua per purificarsi) e dispense nel digiuno per i malti, i viaggiatori, le donne gravide o che

hanno le mestruazioni, i bambini piccoli: Dio è generoso e ha pietà e amore per l’uomo. Si proibisce

sangue e l’aggressione di feriti, malati, vecchi, donne e bambini. Vengono proibiti

lo spargimento di

il suicidio (non ci si può togliere la vita perché è stata data da Dio), la maldicenza, la menzogna, il

falso giuramento, la calunnia (per accusare una donna di aver commesso adulterio si devono portare

altrimenti si viene condannati), il gioco d’azzardo, la speculazione, lo sfruttamento

dei testimoni,

commerciale (cioè l’usura e l’aumento dei prezzi), il mercato nero, la tesaurizzazione dei beni, la

l’omicidio e l’incitamento al disordine.

speculazione edilizia,

Il nucleo più importante della comunità ebraica è la famiglia, considerata rappresentazione

dell’intera società: il Corano obbliga ad educare i figli, a dare felicità al marito e ai figli (per la

la moglie e i figli (per l’uomo). L’uomo è il capofamiglia, anche se davanti a

donna), a mantenere

Dio sono uguali. Il matrimonio non è un contratto religioso, anche se benedetto, ma civile. Non si

possono sposare madre e figlio, padre e figlia, patrigno e figliastra, matrigna e figliastro, fratello e

sorella, fratello e sorella di latte, zio e nipote, zia e nipote, suocera e genero, suocero e nuora. La

paternità è certa, la maternità no.

La sharia contempla anche la successione ereditaria: i beni del defunto non devono restare nelle

mani di un solo erede, ma devono essere distribuiti tra i vari parenti prossimi.

La dottrina islamica consiste di sei punti: il credo in Dio (l’attestazione dell’esistenza di Dio e del

monoteismo), il credo nei suoi angeli, il credo nei suoi Libri, il credo nei suoi inviati, il credo nella

resurrezione e nel giudizio universale, il credo nella predestinazione.

regna dall’eternità all’eternità. È infinitamente perfetto, immutabile, saggio, giusto, benevolo,

Dio “bei

onnipotente, onnisciente, verace. Ha 99 attributi (i 99 nomi di Dio”). Non somiglia a nessuno

e non è rappresentabile. Le orazioni si aprono e si chiudono con la prima Sura, che è l’essenza de

Libro.

Gli angeli sono entità e forze invisibili al servizio di Dio: sorvegliano le azioni degli uomini ma

sono sprovvisti di una volontà propria e del raziocinio. Sono i perfetti esecutori della volontà di

Dio: per questo motivo non possono sbagliare. Sono Gabriele, Ismaele, Michele e i due angeli della

tempo e dello spazio. Mantengono l’ordine in tutti gli

morte. Non hanno sesso e sono al di fuori del

universi.

Il Corano proclama l’uguaglianza di tutti gli uomini: tutti i credenti sono fratelli. Gli eventi storici

non possono essere articolo di fede perché la stoia è fatta dagli uomini. Gli obblighi sociali, però,

sono validi.

La sharia dà anche prescrizioni di ordine sacrale.

06/11/2006

Gli angeli sono asessuati. Non hanno individualità: eseguono il volere di Dio e non possono

sbagliare.

Il Corano propugna l’uguaglianza di tutti gli uomini, non condanna le altre religioni, ma solo il

paganesimo. I credenti dell’Islam sono tutti fratelli. Gli eventi storici non sono articoli di fede, come

accade invece nella Bibbia, perché Dio va dall’eternità all’eternità. Gli obblighi sociali vengono dati

dal Corano.

La scienza viene da Dio.

Il Corano dà obblighi di igiene personale, soprattutto il relazione alla preghiera. l’idea

Un problema scottante è quello della predestinazione e della finalità divina. Bisogna accettare

di agire bene o male. L’islam dice che nel cosmo

che tutto sia scritto, anche se ciascuno è libero

però, esistono anche l’intelletto e la capacità di decisione: ne

esistono delle leggi eterne. Nell’uomo,

risulta che le azioni di ciascun popolo o uomo possono essere buone o cattive, ma in tutto aleggia l a

volontà di Dio, che dà un ordine eterno e immutabile al cosmo.

I pilastri dell’Islam sono cinque: la professione di fede islamica, il digiuno nel mese sacro del

Ramadam, il contributo annuale per i bisognosi, il pellegrinaggio nei luoghi sacri, le 5 preghiere

quotidiane. è la testimonianza che riguarda l’esistenza e l’unicità di Dio e la profezia

La professione di fede

come sigillo.

Le cinque preghiere obbligatorie vanno fatte la mattina, a mezzogiorno, il pomeriggio, la sera e

prima di coricarsi. La preghiera del venerdì a mezzogiorno è la più importante e deve essere fatta

dà inizio all'orazione, “salat”, poi segue

con la comunità: alla presenza dell'Imam, il muezzin

l'allocuzione, “hutba” (“predicazione in onore del regnante”: se non c’è questa dizione non è

riconosciuta la serietà dell’incarico governativo), pronunciata dal predicatore, o “hatib”. Gli uomini

devono inchinarsi con la testa a terra, come segno di obbedienza. La preghiera del venerdì è una

preghiera corale e un momento di fratellanza davanti a Dio. Ci sono poi le preghiere non

obbligatorie individuali. Per la preghiera è necessaria la pulizia del corpo, del vestito e del luogo. È

necessario lavarsi nel modo prescritto la faccia, le parti esterne del corpo fino all’avambraccio e i

piedi. In alcuni casi (dopo atto sessuale o parto) è necessario un lavaggio completo. È necessario

vestire decentemente e rispettare l’orario prescritto. Bisogna dichiarare l’intenzione della preghiera.

La faccia e il corpo devono essere rivolti verso la Mecca (prima,a però, il profeta aveva scelto

Gerusalemme): il mihrab è la nicchia nella moschea che indica la direzione della Mecca. Il Corano

prescrive anche la pulizia della casa. Bisogna farsi il bagno almeno tre volte alla settimana. È

indispensabile la pulizia intima dopo essere andati in bagno, bisogna radersi le parti pelose, tagliarsi

le unghie e pulirsi i denti con l’apposito bastoncino.

08/11/2006 vanno fatte con acqua pura e pulita e, se c’è, con del sapone. Pulirsi bene, infatti,

Le abluzioni

significa desiderio di pulirsi dentro. Ci si sciacqua tre volte la bocca, possibilmente con uno

spazzolino. Bisogna poi sciacquare tre volte il naso, introducendo l’acqua con la mano sinistra. Ci si

lava tre volte la faccia fino al gomito (prima quello destro e poi quello sinistro). Ci si lavano le

orecchie, il collo, la strinatura. Durante l’abluzione bisogna riflettere sulle azioni compiute tra le

due preghiere. Se si ha una ferita bandata, ci si deve passare sopra con l’altra mano, bendata. Le

abluzioni andrebbero fatte prima di leggere il Corano perché e il testo sacro. Quando ci ha un

bisogno naturale, o una perdita di sangue e pus (o altre secrezioni), ci si deve lavare bene. Prima di

addormentarsi, se si sviene o se si vomita sono necessarie le abluzioni. Oltre al bagno settimanale,

ci deve essere il bagno completo dopo un rapporto sessuale.

sono stabiliti dal movimento del sole e dall’annuncio del muezzin

Gli orari della preghiera

dall’alto del minareto. Se è il sole ha superato lo zenit, è l’ora della preghiera meridiana. La

preghiera serale va fatta al tramonto. Poi ci sono la preghiera notturna e quella dell’alba (chiamata

“La Preghiera”). Preferibilmente le preghiere vanno fatte in lingua araba (i turchi furono i soli ad

abbracciare l’Islam non per conquista, ma per volontà: avevano già una forma di politeismo, nel dio

del cielo. Al momento della preghiera il muezzin, come richiamo, dice “Dio è il più grande

(“Allahu Akbar”)” per quattro volte, “Testimonio che vi è un solo Dio (2 volte). Testimonio che

Muhammad è l’Inviato di Dio (2 volte). Venite alla preghiera (2 volte). Venite alla salvezza 82

volte). Allah è il più grande (2 volte). Non vi è Iddio se non Iddio (1 volta)”.

La preghiera si svolge in 2-3-4 parti (ha due parti quella della mattina, la meridiana, la pomeridiana

Si sta in piedi con le mani incrociate all’udienza di Dio.

e la notturna quattro, la serale tre). Si

recitano alcuni estratti del Corano per la conversazione con Dio. Si fa un inchino. Ci si prosterna,

con la fronte e le piante delle mani che toccano per terra, in segno di umiltà. Si rimane seduti con le

ginocchia piegate. Le donne, invece non devono toccare terra.

è un’esperienza interiore. È in parte un riposo dell’apparato digerente che favorisce,

Il digiuno

la salute umana. L’obbligo del digiuno è tale solo per tutte le persone sane:

quindi, si crea così un

forte sentimento sociale dei ricchi verso i poveri. Questo digiuno si deve fare durante il mese del

Ramadan, che è il nono nel calendario lunare islamico. Durante il digiuno bisogna astenersi anche

dall’attività sessuale, dal bere, dal fumare e dalle malefatte.

13/11/2006

Il contributo legale annuale (zakat) va dato in denaro o in natura durante il Ramadam. Questo

denaro è destinato ai poveri, agli antichi schiavi, ai debitori in solventi, ai combattenti per fede, i

viaggiatori privi di mezzi di sostentamento, agli studenti poveri (accanto alle moschee, insieme agli

ospedali, anche biblioteche, scuole in cui si tenevano lezioni di alto livello, alloggi per studenti;già

c’erano dei tutor, che facevano da tramite tra studenti e professori). I ricchi

nel XIV secolo

pagavano la tassa per la famiglia e per tutti i parenti.

Prima del pellegrinaggio bisogna pentirsi dei peccati, recuperare i propri debiti e le proprie

mancanze (anche riappacificandosi con le persone con cui si ha litigato), provvedere alla famiglia e

agli altri fino al ritorno. Dopo a La Mecca, si va a Medina, dove sta la tomba del Profeta. Ci si va

prima della festa del sacrificio, festa in cui si ricorda il sacrificio di Isacco.

La condotta del buon musulmano è basata su 10 comandamenti che confermano quelli biblici:

1. credere in Dio;

2. mantenere santo il nome di Dio ovunque;

3. onorare Dio con preghiere e buone azioni;

4. onorare il padre e la madre;

5. non uccidere (è vietato anche il suicidio); soprattutto non si deve uccidere un altro

musulmano;

6. non fornicare;

7. non rubare (compreso anche lo strozzinaggio);

8. non testimoniare il falso;

9. non desiderare moglie e figlie altrui;

10. non desiderare i beni altrui.

riguarda i comportamenti verso la patria e le autorità civili, si può considerare l’hadith

Per quanto

che dice che “amare la patria appartiene alla fede”: amare la patria, quindi, un dovere per il buon

credente. Una volta l’autorità civile e quella religiosa erano la stessa. Un altro hadith dice “I

migliori sovrani sono quelli che si vedono a parte dei dotti (religiosi), i peggiori dotti sono quelli

che si vedono a parte dei sovrani”. “Lavora per il mondo come se tu vivessi in eterno”.

Il lavoro è un mezzo culto. Un hadith dice

Per quanto riguarda l’atteggiamento verso i bambini, un hadith dice “Ogni bambino trova il suo

paradiso ai piedi delle madri. Ogni bambino nasce libero e innocente ed è già musulmano” (la

conversione è difficile).

Una donna può contrarre matrimonio se crede in Dio, se ha un buon carattere, se proviene da un

buon ambiente, se non è troppo apparentata con lo sposo, se è feconda, se è sana. Deve sposare un

musulmano. Un hadith dice “Una donna viene sposata in base al suo patrimonio alla sua avvenenza,

all’origine e al timore di Dio perché tu non abbia di che pentirti”. Un uomo si può sposare se ha

fisico e moralità ineccepibili. Chi dà una figlia in sposa ad un giocatore o ad un non credente, si

strappa il rapporto di parentela con lui: per questo motivo bisogna stare attenti a dare in sposa la

propria figlia. Le donne ricche hanno una dote alta, tutelata in caso di divorzio o di abbandono.

L’uomo deve essere paziente con la moglie (come Giobbe) e non la deve trattare male. Dio non ama

l’uomo che non si comporta bene con la famiglia. La donna è come una costola: se la vuoi

raddrizzare si spezza (è meglio il divorzio).

Non bisogna esagerare nel mangiare e nel bere. È vietata la carne di maiale e degli animali impuri

(cani), degli animali già morti o non sgozzati (per far uscire il sangue). Sono vietate le bevande

inebrianti (compreso il latte di cavalla fermentato) perché portano anche al delitto. Fra le sostanze

inebrianti rientrano le droghe. Bisogna evitare i grassi animali. Sono vietati anche i giochi di

azzardo, perché sono funesti anche per la famiglia.

BIOGRAFIA DI MUHAMMAD

È nato intorno al 570: una data di nascita tramandataci dalla tradizione è quella del 20 aprile 571;

Era l’unico figlio di

secondo altre tradizioni nacque nel 567. Faceva parte della tribù dei curaisciti.

Abdallah, che morì due o quattro mesi prima della sua nascita, e di Amina. Il nonno paterno Abd

al-Muttalib fu molto importante nella sua formazione. La madre morì quando lui aveva sei anni e il

nonno lo affidò a suo figlio Abu Talib e a sua moglie Fatima bint Asad, che lo amarono

moltissimo.

Era chiamato “Il sincero”, “Il fidato” (“Al-Sahih”). A 25 anni sposò la nobile Khadigia, che aveva

16 anni più di lui: fu un matrimonio molto spirituale. Fino alla morta di lei, lui la amò

tenerissimamente. Muhammad, prima del matrimonio, lavorava per lei, che era padrona di alcune

carovane di commercio: grazie a ciò, conobbe le sette cristiane ed ebree e i principi sasanidi che

guidavano le carovane.

Khadigia diede una figlia al Profeta, Fatima (che sposerà il futuro califfo Alì), poi chiamata

“Signora del Paradiso”.

15/11/2006

L’ostilità dei meccani verso Muhammad derivò dal suo rifiuto per l’idolatria. Già a 12 anni era

andato con lo zio in Siria e poi ci tornò di nuovo con le carovane di Khadigia. Si dice che

Muhammad ebbe con Khadigia sei figli (anche se lei era anziana). l’angelo Gabriele

A 40 anni, mentre faceva i suoi esercizi spirituali sul Monte Hira, gli apparve

che gli disse: “Recita la creazione, che creò l’uomo da un

il nome del Signore che ha compiuto

grumo di sangue, da una goccia vitale”. Khadigia fu la prima convertita all’Islam. Poi si convertì sui

cugino Alì ibn Abu Talib, che sposò sua figlia Fatima.

I primi tre anni di rivelazione furono segreti. Poi ebbe l’ordine di “avvertire le famiglie vicine”.

Allora Ali organizzò una festa e il Profeta si rivelò, invitando i presenti ad accettarlo. Lo richiese tre

volte e solo Alì rispose che l’accettava: questo rifiuto deriva dal fatto che Muhammad scardinava il

Muhammad proclamò Alì come “fratello e successore” e disse “Ascoltatelo e

sistema esistente.

ubbiditegli”: Abu Talib si allontanò perché avrebbe dovuto obbedire al proprio figlio.

In Arabia si diffusero meraviglia e risentimento: i curaisciti volevano spingere Abu Talib a far

tacere il nipote. Muhammad rispose allo zio “non lo farei nemmeno se mi mettessero il sole nella

mano destra e la luna nella mano sinistra per distogliermi dalla strada che Allah mi ha fatto

intraprendere”. Cominciarono così le prime repressioni. Muhammad ordinò ad alcune persone di

rifugiarsi nell’Abissinia cristiana. Essi erano guidati da Jafar, il terzo figlio di Abu Talib. Secondo

la leggenda, il negus onorò i nuovi venuti e si fece musulmano.

Dopo sette anni, i curaisciti decisero di boicottare il clan dei Banu Hashim (il clan di Muhammad)

perché non avevano ripudiato Il Profeta. Li fecero soffrire per 3 anni, fino alla morte di Abu Talib e

di Khadigia.

Una notte, i curaisciti decisero di uccidere Muhammad. Lui, ispirato da Dio, lasciò Alì a dormire

(poi “Medina”, cioè “La Città”), lontana 250 miglia, con Abu

nel suo letto e se ne andò a Yatrib

Bakr. Iniziò così l’epoca islamica.

Ma i meccani lo perseguitarono anche a Medina, guerreggiando. Dopo sei anni fu firmato un

trattato di pace, ma prima che fossero trascorsi due anni fu violato dai curaisciti. Si ebbe una nuova

marcia di Muhammad sulla Mecca.

Tre mesi prima della sua morte compì il suo ultimo pellegrinaggio. Morì a Medina nel 632.

ABBIGLIAMENTO: le donne devono coprirsi completamente le braccia, le gambe e la forma

corporale per non suscitare l’interesse degli uomini. Gli uomini devono indossare un copricapo (di

lana) bianco che ricorda quello del Profeta.

ABRAMO: in arabo, Ibrahim. La sua tomba è a Ebron.

ADAMO: è “kalifa”, cioè “vicario” di Dio. Non esiste il peccato originale.

AFGHANI: Jamal al-Din al-Afghani (1838/39-1897) fu il precursore del riformismo islamico e del

panislamismo. Era di tendenza sciita.

Dal turco, significa “Signor Principe”. (“imam”) dei Nizari. Il

AGHA-KHAN. Era il capo titolo

“aga khan” risale al 1834: fu concesso loro dallo zar.

dal persiano, “possessore della verità”. È una religione secreta senza una scrittura

AHL-I-HAQQ:

canonica. È diffusa nell’Iran e nel Kurdistan iraniano.

AHMADIYYAH: è un movimento millenarista fondato nel 1882 in Pakistan da Mirza Ghulam

Ahmad (1835-1908), che si riteneva un grande riformatore, una specie di Messia ebraico, di ritorno

di Gesù cristiano, di mahdi islamico e di ultimo avatara di Krishna. Dal 1984 in Pakistan non sono

più considerati musulmani. Sono circa un milione solo nel sub-continente indiano. Poi sono diffusi

in Indonesia, Africa orientale e occidentale.

AISHA: è un’altra moglie di Maometto (morta nel 678). Era la figlia di Abu Bakr e la terza moglie

del Profeta. Odiava Alì, il marito di Fatima. Era considerata l’avversaria di Fatima. Non è mai stata

molto amata. Fu sconfitta da Alì nella Battaglia del Cammello del 656. Dopo la morte del marito,

restò e morì a Medina.

ALAWITI: sono noti anche come Nusayriyya. È una setta sciita diffusa in Siria e in Turchia. Fu

fondata in Irak nel IX secolo. Ammettono la natura divina del XI imam di Siria.

ALAVIV: sono contro il divieto di bere alcool.

ALFABETO ARABO: è composto da 28 consonanti, aumentate o modificate in altre lingue

islamiche (turco o persiano), più tre vocali scritte e tre non scritte.

ALI’: morì a Kufa nel 661. Fu cugino e genero del Profeta. Fu accusato dagli omayyadi di sostenere

gli assassini del califfo Uthman. Si scontrò nel 657 a Syffin con Muawiya, che reclamava si facesse

piena luce sulle circostanze che avevano portato alla morte di Uthmān, suo parente prossimo, e che

si punissero di conseguenza i responsabili del misfatto: non ci furono vincitori. È considerato il

imam ed è chiamato dagli sciiti “il nemico di Dio”. Alcuni negano ancora oggi la

capostipite degli

sua morte.

AMAN: significa “protezione, sicurezza”. Fu concesso ai non musulmani in territorio islamico. Chi

si avvale della protezione è un “Musta’min”, che paga delle tasse.

ASCENSIONE (MIR’AJ): il Profeta, cavalcando un animale paradisiaco, fu condotto da Gabriele a

Gerusalemme nei sette cieli e a vedere Dio.

ASHURA’: dall’ebraico “asor”. Cade il decimo giorno del primo mese del calendario islamico

(muharram), che era il mese sacro, in cui era vietato fare la guerra. È festeggiato dagli sciiti, che

ricordano in questa data l’uccisione di Husayn a Kerbela.

AYATOLLAH: dall’arabo “ayat-allah”, cioè “segno di Dio. È il titolo dei maggiori giuristi sciiti.

AZHAR: è la moschea università splendente del Cairo. È stata fondata nel 972 dagli sciiti. Poi

diventò un importantissimo centro sunnita. Nel XIX secolo e poi agli inizi del XX, mostrò dei

tentativi riformatori. Nel 1961 è diventata di controllo diretto dallo stato egiziano.

BAGNO (HAMAM): è erede delle terme romane. Era un’importantissima e civilissima istituzione

islamica durante il nostro Medio Evo. Il suo uso fa parte dal rituale perché toglie lo stato di

impurità. secolo dall’iraniano Mirza Husayn-Alì

BAHAY: è una religione stata fondata nel XIX detto

Bahaullah (1817-1892). È una religione universale precedute da due movimenti sciiti: è erede del

babismo e della “shiakia”. Attendono che su questa terra torni il dodicesimo e ultimo imam. Ha una

lunga storia: Mirza Husayn era stato esiliato dagli ottomani. Hanno come testo fondamentale il libro

Santissimo, che avrebbe dovuto sostituire il Corano: per questo motivo non può essere considerato

una setta islamica. Oggi proclamano una dottrina internazionale e intereligiosa.

17/11/2006

BANCA: è la Banca di Sviluppo Islamico nel 1975 in Arabia Saudita.

BASMALA: è la formula “Bismillah (“In nome di Dio clemente e

al-Rahman al-Rahim”

misericordioso”). Vi si aprono tutte le Sure del Corano eccetto la nona. Precede ogni azione e ogni

scritto.

BAZAR (SUK): è la grande moschea per la preghiera del venerdì.

BERBERI: furono islamizzati nel VII secolo.

BIBBIA: non esiste la sua denominazione. Appartiene alla Gente del Libro.

BLASFEMO: è la calunnia nei confronti del Profeta e della sua famiglia.

CADI’ (QADI’): è un giudice. Nel mondo islamico la sharia è la legge di stato.

CALENDARIO: si basa sul calendario lunare.

CALIFFATO: quello politico è un’istituzione superiore all’autorità temporale. Il califfo è

rappresentante del Dio sulla terra. Il califfato indica la prima teocrazia. Egli può essere destituito se

il suo operato non è in regola con la sharia. I primi quattro furono Abu Bakr, Umam, Uthman, Alì:

sono definiti “califfi ben guidati” e furono eletti per acclamazione. Gli sciiti credono solo ad Alì.

CALLIGRAFIA: è un’invenzione attribuita ad Alì. Grazie ad essa si potevano sostituire le

immagini.

CARNE: la suina è vietata.

CIMITERO: non esistono cimiteri come i nostri né tanto meno norme igieniche. Per tutti i paesi

islamici l’importante è che la cassa sia rivolta verso la Mecca. Il corpo deve essere seppellito subito,

entro ventiquattro ore. C’è la corsa con la bara in spalla.

CIRCONCISIONE: si attribuisce ad Abramo questo uso. Si può circoncidere un bambino dal

quinto/sesto giorno dopo la nascita al settimo anno. È diffusa anche l’infibulazione o la mutilazione

faraonica.

COLORE: il suo studio risale agli antichi greci ed è in vigore presso i mistici, per i quali la luce è la

spiritualità del colore e dell’intelligenza. Il bianco è l’intelligenza, il verde l’anima e il Profeta, il

nero la materia e la corporeità, il rosso il colore di Alì, il giallo il colore degli abiti di ebrei e

cristiani, il turchese protegge dal malocchio.

CONFRATERNITE TARIQA O ORDINE MISTICO: prendono il nome del loro fondatore.

20/11/2006

CONFRATERNITE: sono molte. Non sono contrarie alla sharia.

CONTROLLO DELLE NASCITE: legalmente è accettato solo il coito interrotto, autorizzato fino al

XX secolo, poi è mutata l’esigenza dei tempi. L’aborto è permesso ma sconsigliato. Sono accettati i

medici chimici, meccanici o vegetali purché non provochino la successiva sterilità della donna.

CONVERSIONE ALL’ISLAM: prevede il cambio del nome, ma non del cognome: è il nome che ti

rende musulmano e, per questo, è più importante. È obbligatoria per chi vuole sposare una

perché per l’Islam il padre è certo, la madre no e il figlio segue

musulmana per la questione dei figli

la religione del padre.

COSMOLOGIA ISLAMICA: il cosmo è organizzato da Dio con un ordine logico. Il Corano parla

di sette cieli e sette terre: il cielo avvolge la terra distesa come un tappeto. La terra è coperta dai

monti e illuminata dal sole e dalla luna. Le stelle fanno orientare gli uomini di notte. Sui cieli e sulla

terra è il trono di Dio, sorretto dagli angeli. Molto importanti sono le scienze legate alla cosmologia,

come la matematica, la geografia, la cartografia, l’astronomia.

COSTITUZIONE: è la Costituzione di Medina, che contiene i principi di convivenza dei primi

Nell’Impero

musulmani. Ottomano, solo più tardi (1808) la società borghese e terriera ebbe una

Carta dell’Alleanza che conteneva delle garanzie (fu poi revocata dal 1876 al 1909). Nel 1882 si

ebbe una Costituzione in Egitto, nel 1906 in Persia. Alcuni intellettuali, come Al-Afghani e

Muhammad Adduh (1849-1905), cercarono di creare una costituzione e un governo islamico, senza

riuscirci.

DERVISCIO: è una parola persiana che significa “visitatore delle porte”. Hanno un oggetto cavo

con cui raccogliere l’elemosina. È l’umile su tutti: si sente povero davanti a Dio.

22/11/2006

DESTINO (QADAR): il destino è inteso nel senso di sorte predestinata;

DHIKR: Significa “incontro”. È la menzione dei 99 nomi di Dio. Si può fare anche con un rosario.

il rispetto dei diritti umani è contemplato dall’Islam: rispettare Dio significa

DIRITTI UMANI:

rispettare gli uomini.

DIRITTO (FIQH): si basa sulla sharia, sull’ordine, stabilito da Dio, di varie regole. Riguarda il

rapporto tra uomini. All’inizio era inteso come conoscenza spirituale, poi come conoscenza della

normativa che regolava la vita di tutti. Seguire la legge significa essere un bravo credente. Ha una

lunga storia e comprende anche il debito pubblico: le proibizioni sono cambiate perché il mondo

richiede un adeguamento ai tempi. Ma le leggi si modernizzano, non si capovolgono. Ci furono

grandi scuole di giuristi. Baghdad era uno dei centri del diritto islamico, come il nord Africa e la

Spagna islamica.

DIRITTO DI SUCCESSIONE: comprende la parte legittima e quella di cui si può disporre

liberamente. Sono legittimari i figlie e le figlie, i fratelli e le sorelle, il coniuge e la parentela

maschile. Riguarda le persone viventi, escludendo chi dovrebbe succedere all’erede. Il resto si può

dare a chi si vuole.

DIRITTO INTERNAZIONALE: si basa sul concetto di siyar, che ricorda le campagne di guerra, di

cui parla per la prima volta Zayd Ibn Alì, morto nel 738. Regola i rapporti tra gli stati (fratelli o

nemici) ed è diritto consuetudinario.

DIRITTO PENALE: oggi è basato più o meno sui modelli occidentali, ma non può essere in

contrasto con la sharia. Nasce così il problema dell’applicazione delle pene e delle “leggi degli

uomini”. Si discute ancora sulla legge del taglione e sulla pena di morte. In certe comunità (in

Africa, in Pakistan, ecc.) si usa la lapidazione.

DIVIETO DI IMMAGINE: non c’è nel Corano, ma è nata ai tempi del Califfo Yazid II nel 722.

così si è sviluppata l’arte della calligrafia.

DIVINAZIONE (FA’L): è diffusa soprattutto la lettura dei fondi di caffè e di tè e delle linee della

mano.

24/11/2006

DIVORZIO: ci sono diverse forme di divorzio. In primis, c’è il ripudio unilaterale da parte del

marito, che deve ripetere una formula: quando questa formula è ripetuta la terza volta non può più

essere ritirata e quindi la coppia, neanche se entrambi lo vogliono, può risposarsi immediatamente.

Lo sposo, con la celebrazione del matrimonio (che è un contratto di diritto civile a cui si affianca la

benedizione religiosa), paga solo una parte della somma dovuta alla sposa e, se la ripudia, le deve

dare il resto. La moglie può separarsi solo di comune accordo con il marito: i questo caso si

accordano sui rispettivi diritti e la donna non può riavere indietro la somma che aveva dato lei. La

autonomamente l’annullamento del matrimonio se il marito è impotente o

donna può chiedere

sterile e non può assolvere ai propri doveri coniugali. Dopo il divorzio, una donna non si può

sposare subito con un altro perché potrebbe essere incinta del precedente marito: deve attendere 3

mesi e, in questo periodo, è mantenuta dall’ex-marito. I figli rimangono con il padre musulmano.

DIYANET: sono gli affari religiosi. La Presidenza per gli Affari Religiosi, presso gli Ottomani, era

mantenuta da uno sceicco, oggi dal gran mustì. Alla diyanet è legata la fatwa, cioè la sentenza che il

mustì o un altro capo religioso della zona emette dopo aver consultato il Corano, la sunna e i detti

del Profeta. Legate alla diyanet sono le opere pie.

droga. Un’altra droga è l’alcool:

DROGHE: anche il fumo di sigaretta è una bere alcool, secondo la

sharia, è un delitto penale che esige pene corporali. È considerato alcool anche il latte fermentato.

La cannabis non è vietata; nello Yemen e in altri paesi masticano foglie di “betel”; in alcuni stati

africani si masticano foglie che danno ebbrezza, oppure germogli e arbusti.

DRUSI: sono una comunità che si è separata all’inizio dell’XI secolo dagli Ismaili. Fu fondata daal-

il ritorno (“ultimo

Hakim. Concepiscono un imam ispirato da Dio e, come gli sciiti, ne attendono

imam”).

ELEMOSINA LEGALE: va a finire ai bisognosi. Anche l’elemosina privata è un’opera che è

considerata una buona azione, degna di rispetto.

EMIRO: viene da arabo “emir” (“capo”, “comandante”). In alcuni casi diventa il titolo di un

regnante.

ESEGESI CANONICA: è difficilissima. Esegesi significa “spiegazione” (“tafsir). Può anche essere

chiamata “interpretazione”: è il commento ad alcuni versetti coranici, soprattutto guardanti al

diritto. dell’Islam. È composta dai consanguinei e dalle donne

FAMIGLIA: è la principale unità sociale

entratevi a far parte tramite il matrimonio. È composta anche dai discendenti. Si usano parole

diverse per descrivere diversi gradi di parentela.

27/11/2006

FATIMA: morta nel 633, era la figlia del Profeta e della prima moglie Khadigia. Aveva sposato Alì,

il quarto califfo. Morì poco dopo il padre. È molto amata da sciiti e sunniti.

FATWA: è il parere legale emesso dal muftì. Oggi serve anche per risolvere dubbi di

interpretazione della sharia.

FESTA DELLO ZUCCHERO: è il primo giorno del mese successivo al Ramadan. Si regalano

zuccheri e i bambini pretendono scarpe nuove.

FONDAMENTALISMO (USWLYIIA): il termine fu usato tra il 1909 e il 1915 per un gruppo di

teologi cristiano-americani. Comprende il movimento wahabita, i Fratelli Musulmani, Hamas, il

Fronte della Salvezza algerino, Hezbollah.

FRATELLI MUSULMANI: fu fondata nel 1928 in Egitto da al-Hasan al-Banna (1906-1929). Le

sue finalità erano religiose e filantropiche.

FUNERALE: ha molteplici rituali. La salma è lavata, avvolta nel sudario e sepolta (a volta senza

bara perché la carne deve tornare alla terra). Il sudario è possibilmente quello indossato nei

pellegrinaggi nei luoghi santi. venne usato negli anni ’70 per

GEMA’AI AL ISLAMIDA: i gruppi autorizzati da Sadat a

contrastare i nasseriani.

GENTE DEL LIBRO (AHL-AL IDAB): sono ebrei e cristiani. Esiste una contrapposizione tra i

libri rivelati contro le religioni non rivelate. I Libri della Rivelazione sono la Torah, il Vangelo e la

Bibbia. In seguito sono stati riconosciuti anche i zoroastriani.

GESU’: nel Corano si dice che è stato generato dalla parola di Allah. È chiamato “spirito di Dio” e

Messia. È considerato un grande profeta.

GIUDIZIO UNIVERSALE: sarà annunciato da segni premonitori. Dopo il suono della tromba

dell’angelo della morte, il macrocosmo sarà annientato. Al secondo squillo tutti i morti saranno

risorti.

HADITH: sono i detti, le disposizioni e le azioni del Profeta. Quaranta, trasmessi soprattutto dai

suoi compagni, sono considerati autentici. In senso più ampio, i racconti dei compagni del Profeta

sono messi accanto a quelli dei successori. Riguardano non solo l’applicazione delle leggi, ma

anche questioni teologiche.

HAGG: pellegrinaggio

HAMAS: significa “entusiasmo, zelo”. È chiamato “Movimento della resistenza islamica”. È stata

fondata nel dicembre 1987 come braccio armato dei Fratelli Musulmani palestinesi. Considera

l’Islam come identificazione della guerra di liberazione della Palestina. Hamās considera la

Palestina come una terra natale dell'Islam che non potrà mai essere ceduta ai non musulmani. Il

capo era Khalid Mashal.

HAREM: significa “luogo inviolabile, sacro, riservato”. Ispirato nell’VIII secolo dai bizantini. È la

parte riservata alle donne.

29/11/2006

Il Corano non obbliga alla copertura del velo facciale (Sura delle donne, v. 33). Il versetto

tradizione culturale, derivante dall’epoca

precedente dà la stessa prescrizione per gli uomini. È una

pre-islamica. Serviva a proteggersi dal sole e dal vento: lo facevano le donne abbienti per

distinguersi da quelle povere, che avevano il viso rovinato. Il Profeta aveva pieno rispetto per le


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flaviael

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DETTAGLI
Esame: Islamistica
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in storia e cultura dell'età medievale, moderna e contemporanea
SSD:
A.A.: 2007-2008

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Islamistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Raffaelli Sergio.

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