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Storia dei paesi islamici

La Mecca prima dell'Islam

Intorno al VI d.C. la penisola arabica era abitata da tribù nomadi, che vivevano di commercio carovaniero. Di particolare importanza era il commercio di seta e spezie. Questi popoli avevano come punto di riferimento l’oasi di La Mecca. In questo agglomerato la società era divisa in tre classi: i commercianti ricchi, i residenti poveri e le guide-sorveglianti.

La cellula base della società era la tribù (Maometto apparteneva ai "Quraysh"). Il sistema di governo era oligarchico: i capi delle dieci famiglie più importanti gestivano dei “ministeri” come quello dell’acqua, della giustizia e fissavano il prezzo del sangue per evitare il dilagare delle vendette. I capi famiglia si affidavano a un consiglio che li supportava nelle scelte.

La Mecca era anche un importante punto di riferimento per la religione politeistica pre-islamica. Qui c’era il tempio e nella città si svolgevano fiere; in questi periodi era imposta la tregua. La religione araba si basava su un pantheon di dei, su una serie di pellegrinaggi, e gli addetti al culto regolavano i sacrifici e predicevano il futuro. Gli arabi erano appassionati alla poesia e alla recitazione della poesia, e questi testi venivano tramandati oralmente.

A nord della penisola e a sud erano presenti dei regni cristiani. Inoltre, con la diaspora ebraica sulla penisola, erano presenti degli ebrei, da questi probabilmente Maometto apprese la tradizione ebraico-cristiana.

La vita di Maometto

Per ricostruire la vita di Maometto si può fare riferimento a fonti islamiche, che possono avere aspetti agiografici, e fonti non islamiche, che però denigrano troppo la figura di Maometto. Le fonti islamiche sono precedute da una catena di trasmettitori (chi ha tramandato il messaggio prima della messa per iscritto), a volte però i nomi non hanno un fondamento e sono stati inventati per giustificare uno schieramento o l’altro (sunniti e sciiti).

Tra le fonti non islamiche c’è un trattato di Giovanni da Masceno che nel 730 definisce l’islam un’eresia del cattolicesimo. Della vita di Maometto prima dell’apparizione dell’arcangelo Gabriele si hanno poche notizie: si presume sia nato nel 570, sappiamo che è rimasto orfano di padre ed è cresciuto con lo zio e il cugino Ali (uno dei primi a convertirsi). Si dedicò al commercio carovaniero e molto probabilmente aderì alla religione politeistica araba. In seguito sposerà una ricca vedova Khadisha, che gli permetterà di essere autonomo. La tradizione dice che aveva delle crisi mistiche e a volte trascorreva del tempo isolato nel deserto. Qui sente le prime voci; dopo un primo periodo di incertezza, Maometto si lascia andare alle rivelazioni e ne parla a sua moglie, che lo asseconda e diventerà la prima a convertirsi.

La prima rivelazione (cap. 96) gli afferma l’esistenza di un solo Dio creatore dell’universo. La rivelazione inizia con la parola “Iqrā” che si può tradurre con grida. Qui è presente una delle differenze con la religione cristiano-ebraica. Per l’Islam il Corano è parola di Dio, mentre per i cristiani la parola di Dio è Gesù “il verbo si fece carne”.

Le prime predicazioni (610) di Maometto non furono accolte molto bene dalla comunità: veniva considerato un sovvertitore dell’ordine, anche perché introdusse concetti che gli arabi non riuscirono pienamente a capire, come l’esistenza di un solo Dio e l’immortalità dell’anima. I primi a convertirsi furono alcuni membri del clan di Maometto, i poveri e i servi; l’altra parte della tribù di Maometto entrò in scontro con lui, ci fu un periodo iniziale di persecuzioni, anche se è attestato che una comunità islamica fu ben accolta nel Regno Cristiano Etiope.

Nel 615 verrà escluso dai diritti tribali e, con la morte della moglie, perderà tutti i legami con la propria tribù. Così, nel 622, d’accordo con le popolazioni locali, si trasferì a Medina, dove divenne il capo spirituale e politico. Nel 630 riuscirà a riconquistare La Mecca: qui non distruggerà i templi politeistici ma li islamizzerà, e lo renderà uno dei cinque pilastri della religione islamica.

Nel 632 compirà il suo ultimo pellegrinaggio a La Mecca prima di morire e dirà di affidarsi al Corano e al proprio esempio “sunna”.

Origine della parola Islam

Secondo il Corano, è Dio ad assegnare il nome Islam alla religione; le tre consonanti di questa parola sono le stesse della parola pace “Salam”. Il termine si rifà anche alla figura di Ismaele, il figlio che Abramo aveva avuto con la serva Agar, che poi per la gelosia di Sara venne abbandonata nel deserto. Maometto afferma di essere un discendente di Abramo dal ramo di Ismaele, creando delle basi teologiche alla sua religione.

Composizione del Corano

Il Corano è stato dettato dall’Arcangelo Gabriele a Maometto. Esistono due versioni su questo avvenimento: la prima che fu dettato tutto insieme in una notte “Notte del Destino”, questo avvenimento è ancora oggi ricordato dalla comunità islamica; la seconda versione indica che venne dettato per brani. In questa occasione, per conciliare le versioni, si pensa che il Corano fu dettato tutto in una notte ma che poi fu ripetuto per facilitare la memorizzazione.

In generale, quando si trovano delle discordanze sul Corano, che non possono essere messe in rapporto, si procede secondo la regola che il versetto più moderno, in ordine di tempo, abroga quello più antico. Il Corano è scritto in prosa rimata e la sua recitazione è tutt’oggi un’arte ed una materia di studio nei paesi islamici. Il Corano contiene rivelazioni di tipo verticale (rapporto Dio-uomo), scritte durante il periodo meccano, e rivelazioni di tipo orizzontale (rapporto uomo-uomo), scritte durante il periodo medinese.

Il Corano può essere diviso in quattro fasi:

  • 610-613: In questo periodo a Maometto vengono rivelati i dogmi fondamentali, e lui ha delle incertezze nel predicare (Meccano);
  • 613-618: Maometto inizia la predicazione pubblica, durante questo periodo compie il viaggio in Etiopia, nel 615 il clan lo esclude dai diritti tribali, compirà anche un viaggio notturno prima a Gerusalemme e poi nel Regno dei Cieli (Meccano);
  • 618-622: Con la morte di Khadisha, Maometto perderà i legami con la tribù ed entra in contatto con una comunità di credenti di Medina (Meccano);
  • 622-632: Nel 622 Maometto emigra a Medina (Hegira), questo avvenimento porta a una vera e propria rivoluzione nel mondo arabo. Non conta più il legame di sangue (teoria di Ibn Khaldun), ma quello di fede. Al vertice della società ci saranno i componenti che per primi hanno aderito alla fede islamica. A Medina Maometto diventerà anche il capo politico e le rivelazioni che riceverà saranno soprattutto di carattere politico-sociale. La tribù verrà sostituita dal Umma (comunità di credenti). Periodo Medinese.

Patto di Medina

Una volta diventato capo politico della città di Medina, Maometto si trovò a fronteggiare problemi di carattere più concreto e non solo teologico. Nella città era presente anche una comunità ebraica, con la quale stipula un patto di alleanza e tolleranza (Patto di Medina). In questo periodo riceve anche la visita di una comunità cristiana che accoglie e gli permette di pregare in casa propria. L’Islam sarà però perennemente in scontro con i popoli politeistici.

Durante un periodo di maggiore debolezza della comunità di Maometto, sempre in scontro con i politeisti, la comunità ebraica decise di cambiare la propria alleanza e schierarsi contro l’Islam. Da questo momento in poi gli ebrei non saranno più considerati amici degli islamici ed inizierà un periodo di persecuzione.

Stesura del Corano

Il Corano non venne messo per iscritto da Maometto, ma veniva tramandato oralmente. Anche per questo motivo è difficile stabilire l’ordine delle rivelazioni. Il Corano segue un ordine di lunghezza delle predicazioni.

Nel 633, alla morte di Maometto, un falso profeta si proclamò l’erede, questo portò a una guerra in cui persero la vita molti uomini che conoscevano il Corano. Per questo motivo, uno dei successori (Omar), democraticamente eletti (califfo = successore), decise di affidare ad un ex-servo di Maometto il compito di mettere per iscritto il Corano. Questa copia però venne conservata dalla figlia Hafsa e non fu mai diffusa.

Intanto tra la popolazione c’era qualcun altro che aveva iniziato a scrivere le rivelazioni. Uno dei califfi successivi (Uthman), notando le discordanze, decise di far diffondere la versione di Hafsa e di far distruggere tutte le altre versioni.

Con questi avvenimenti si apre la spaccatura tra sunniti e sciiti: i sunniti seguono una successione democratica dei califfi, mentre gli sciiti affermano che Maometto aveva designato come suo successore Ali e la sua stirpe e che i sunniti hanno distrutto le fonti che affermano questo.

Inoltre, nella prima edizione del Corano mancano i segni diacritici (servono a pronunciare e a distinguere le parole), questo potrebbe aver portato ad errori di lettura. Anche per questo motivo si è diffusa la scienza di lettura del Corano, che riconosce sette letture possibili eliminando le altre. Il Corano non è stato ancora oggetto di studi filologici.

Il contenuto e le fonti del Corano

Classificazione usata dagli islamici:

  • Precetti giuridici;
  • Storie e leggende;
  • Esortazioni e ammonimenti.

Il Corano è un’elaborazione sommaria di teologia, giurisprudenza, morale (riassunta dalla frase “mangiate e bevete senza troppi eccessi”) e riti. L’aspetto ascetico delle altre religioni monoteistiche non è presente, neanche la ricchezza materiale è disprezzata, anche se si è invitati a condividere. Il permesso di sposare fino a quattro mogli è connesso alla possibilità di poterle mantenere tutte allo stesso modo e prendersi cura degli orfani, altrimenti il profeta invita a prendere una sola moglie.

Le fonti sono di tipo ebraico-cristiane con l’aggiunta di vangeli apocrifi, testi non canonizzati e fonti indirette ed orali. Sono presenti anche elementi della religione zooroastrica persiana. Nella civiltà islamica tutto ciò che avviene prima Maometto è considerata età dell’ignoranza, questo crea in queste comunità problemi di conservazione del passato.

Lo stile letterario

Non ci sono pervenute ulteriori informazioni sullo stile letterario del Corano in questo contesto.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/10 Storia dei paesi islamici

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