Estratto del documento

Storia dei paesi islamici

Le spedizioni di Napoleone e la moda per il mondo musulmano

Il 10 gennaio 2018, 180 navi salparono dal porto di Tolone guidate da Napoleone alla volta dell’Egitto, attratte dalla ricchezza del Nilo, dalla possibilità di aprire il canale di Suez e dalla possibilità di avvicinarsi all’India, dove era in corso una lotta per l’egemonia tra Regno Unito e Francia. Da quella spedizione uscì una descrizione dell’Egitto con cui l’oriente fece irruzione in Europa. In Francia e altri paesi europei scoppiò la moda per il mondo musulmano, moda falsata da una serie di preconcetti.

La dicotomia tra Occidente e mondo musulmano

A inizio '800 si sviluppa una visione dicotomica del mondo: in Europa l'industrializzazione e lo sguardo al progresso; dall’altro lato, un mondo musulmano visto come statico, immobile, e con la lussuria dell’harem nell’ambito privato. Si sviluppa l’idea di un Oriente retrogrado in conflitto con l’idea dell’Occidente in evoluzione. Due società completamente diverse che sarebbero state destinate a scontrarsi. Huntington, in un libro, non tiene conto di diversi fatti e non ci aiuta a capire alcuni fenomeni avvenuti nel mondo musulmano come il nasserismo, il panarabismo e il femminismo islamico, ovvero la tendenza di alcune studiose musulmane di rileggere le proprie fonti religiose. L’innovazione sarebbe un ritorno all’Islam autentico.

Dottrina islamica e divergenze interne

La dottrina islamica ha subito cambiamenti nel tempo. Nella storia dell’Islam, le differenze dottrinali erano accettate e ben viste ed era strana l’idea di imporre una propria visione dell’Islam ad altri. Jihad in arabo significa sforzo e ha molteplici significati sia nel Corano che nella letteratura islamica. Il fatto che esistessero diverse interpretazioni solleva problemi. Tra Iran e Arabia Saudita c’è un conflitto interno fra musulmani. Tutt’oggi c’è una visione dicotomica fra i due mondi.

Geografia del mondo musulmano

Il mondo musulmano comprende i paesi a maggioranza musulmana collocati nel Nord Africa, in parte nell’Africa nord orientale, nella penisola araba, nel vicino oriente, in Asia centrale e nel sud-est asiatico. La regione che ha più musulmani al mondo è l’Asia meridionale, il subcontinente indiano (India, Pakistan...).

Organizzazione tribale e identità culturale

Tribù: persone che condividono un antenato comune che spesso è mitologico. Alcune società islamiche sono tuttora organizzate in tribù: in alcuni contesti si presentano situazioni come il rapporto tra l’autorità secolare del capo tribù e la figura religiosa.

Etnia: elemento culturale, è possibile entrare/uscire da un’etnia.

Mondo musulmano > si parla di mosaico, termine ingannevole perché è fatto da tessere una di fianco all’altra, in realtà sono più identità che si sovrappongono.

Nascita dell'Islam

L’Islam nasce nel VII secolo nella penisola araba, nella regione a ovest della penisola araba. Questa penisola era culturalmente e politicamente periferica anche se attraversata da una via carovaniera che dalla Siria arrivava allo Yemen e dal punto di vista politico aveva una qualche importanza data alla sua vicinanza all’impero bizantino e impero sasanide. La simbologia della luce è ricorrente nel Corano: dio guida verso la sua luce chi vuole, metafora centrale nel sufismo (misticismo islamico).

Società pre-islamica e nascita di Muhammad

Due stati cuscinetto proteggevano i due imperi dalle incursioni dei popoli arabi verso le zone fertili poste a nord-est della penisola araba. Erano nomadi, avevano un’organizzazione tribale tendenzialmente acefala in cui vi sono figure di autorità ma che sono primus inter pares. Anche se la maggioranza della popolazione era nomade e tribale, da secoli era in atto un processo di sedentarizzazione soprattutto nel sud-est della penisola e in alcune oasi, in particolare la Mecca e la futura Medina. In queste aree era in corso anche il passaggio dal politeismo all’enoteismo: credere che ci siano più divinità ma una delle divinità è superiore alle altre.

Muhammad e la rivelazione

Contemporaneamente si stava passando anche a strutture familiari diverse: dal modello patriarcale del pater familias a strutture poliginiche (un uomo poteva avere più mogli). Il luogo più importante di pellegrinaggio era la Mecca: tutte le tribù una volta all’anno in estate si recavano all’oasi della Mecca a venerare i propri idoli (contesto sostanzialmente politeista). Esistevano individui monoteisti influenzati dalla religiosità ebraica e cristiana. Muhammad nacque nel contesto della Mecca intorno al 570 e apparteneva a un ramo minore della tribù dei Coreisciti, fu prima pastore e poi commerciante. Intorno ai 35/40 anni Muhammad ebbe la sua prima rivelazione in una notte del Ramadan dall’angelo Gabriele. Inizialmente fu considerato un pazzo, figura in contatto con il mistero.

Diffusione dell'Islam

Fino al 622 i suoi seguaci furono boicottati dalla popolazione della Mecca perché la sua posizione minava il pellegrinaggio su cui si fondava il potere economico della tribù dei Coreisciti. La rivelazione fu in parte trascritta su materiale di fortuna come cocci, foglie di palma e ai tempi la scrittura araba era difettiva perché alcuni termini potevano essere interpretati in maniera diversa. Le trascrizioni servivano per aiutare nella memorizzazione coloro che già conoscevano la rivelazione.

Il Corano e la figura di Muhammad

Il Corano per i credenti musulmani non è un’opera umana ma la parola di dio  sacralità del Corano. Il Corano è dio stesso che si fa libro tramite Gabriele che trasmette la rivelazione a Muhammad. La natura di Muhammad è quella di un semplice uomo come Gesù, che è il profeta più importante dopo Muhammad. Viene dopo Gesù e perfeziona il messaggio di Gesù che è stato interpretato male. Muhammad è l’ultimo profeta che perfeziona le rivelazioni precedenti. L'Islam ha solo due dogmi: il sigillo della profezia e l’unicità divina.

Umma e giustizia sociale

Il Corano ha un rapporto di continuità con le religioni monoteistiche precedenti ma anche con il passato preislamico della penisola, ma contiene messaggi di rottura su molti temi come il divieto di infanticidio. L'Islam è il tentativo di centralizzare autorità e porre fine alle diatribe tribali. L'Islam crea una comunità di credenti uniti indipendentemente dal clan di appartenenza, ma solo dalla fede. Il valore dei legami di sangue non è eliminato però in generale il superamento dei vincoli tribali è un fattore di unificazione in vista dell’espansione.

Il calendario islamico

Il calendario islamico è lunare puro: rispetto al calendario solare in uso precedentemente nella penisola ci sono sempre 12 mesi composti da 29 o 30 giorni  33 anni lunari corrispondono a 32 anni solari. Il mese del Ramadan infatti varia negli anni. Muhammad diventa un capo politico e militare e crea una comunità che forma un tutt’uno politico con le altre comunità (anche ebraica) che inizia a contrapporsi alla Mecca convertire tutte le tribù arabe.

Versetti del Corano

Prima del 622 i versetti riportati dal profeta riguardavano le fondamenta della religione, il rapporto verticale tra dio e uomo. A Medina la rivelazione riguarda questioni sociali, rapporti orizzontali tra uomini. Temi ricorrenti in entrambe le fasi ma trattati in maniera diversa:

  • Mecca > linguaggio oracolare e poetico
  • Medina > carattere più prescrittivo

Islam e diritto

Il diritto islamico viene fatto risalire ai versetti medinesi. Questioni comuni: rapporti tra uomini e donne. Nei versetti medinesi si pongono uomini e donne su un piano diverso. Una religione per essere accettata e per diffondersi non può rompere del tutto con il preesistente e non si potevano violare le basi della preesistenza sociale stesse  condizioni patriarcali.

Teoria dell'abrogazione

Teoria dell’abrogazione: fra versetti discordanti, il versetto cronologicamente successivo è quello valido.

L'Islam dopo Muhammad

Negli anni 622-632 (morte) Muhammad lega a sé con alleanze e battaglie le varie tribù della penisola araba. Oltre a unire varie tribù politeistiche cercò di occupare la Mecca i cui abitanti non avevano mai accettato la sua predicazione. Nel 630 le sue truppe riescono ad avere la meglio sulle forze meccane. Alla sua morte si presenta un problema: la fedeltà effimera di alcune tribù convertite perché gli conveniva. Il suo primo successore impiegò gran parte degli anni in cui governò cercando di reprimere l’insurrezione e riportare le tribù allo splendore dell’impero islamico.

Problema della successione

Problema della successione del profeta in senso politico: chi dopo la sua morte doveva guidare la comunità islamica sempre più in espansione? In senso religioso non poteva esserci un nuovo profeta, ma chi avrebbe controllato che la comunità avesse seguito gli insegnamenti? Non nominò alcun successore e non aveva figli maschi. Due idee:

  • Il successore dovesse essere membro della tribù coreiscita scelto dalla comunità secondo modalità tipicamente preislamiche (tribù aveva un capo che consultava la comunità).
  • Tendenza familistica: andava scelto un discendente maschio di Muhammad: il suo cugino Ali e successivamente i suoi discendenti alla guida della comunità islamica.

Califfi e divisioni interne

Inizialmente prevalse la prima idea: venne scelto Abu Bakr. Nascono problemi con Uthamn che venne ucciso. Periodo dei califfi ben guidati = periodo d’oro ma 3 su 4 vennero uccisi. I Kharigiti ritenevano che dovesse governare non necessariamente un membro della famiglia o un coreiscita ma una persona pia fortemente religiosa che accettasse di rischiare la morte andando in battaglia, anche uno schiavo etiope o una donna, egalitarismo interno per sottolineare il merito: deve governare il migliore.

Califfato e comunità musulmana

Nuova fase: dal califfato dinastico da Muawiya in poi, la comunità doveva scegliere il proprio leader. Dopo la morte di Ali quando il potere era nelle mani del gruppo maggioritario ci fu la battaglia tra il suo secondogenito Hussein e il figlio Yazid di Muawiya. Mondo sciita analogia con mondo cattolico: Gesù morto in croce, Hussein e Ali uccisi? Altra analogia: gerarchia. Con Siffin e la rottura di Karbala nacque la grande discordia (la prima discordia) fra sciiti (appartenenza familiare) e sunniti. I sunniti si definiscono in base al consenso, aspetto che aveva radici islamiche del consenso, dell’accordo fra i membri della comunità secondo un principio volto a eliminare qualsiasi posizione estremista ed insistere su una posizione mediana, compromesso, via di mezzo.

Califfo e sunniti

I sunniti: il successore = califfo. Il califfo in teoria non ha potere sacrale, non è investito da dio, il suo potere dal punto di vista religioso è solo esecutivo. Deve eseguire ciò che è dato che gli viene comunicato dagli esperti del sacro, non solo da quello che è scritto nel Corano. Dipendenza dell’esecutivo dalle figure religiose.

Monoteismo e responsabilità umana

Nel Corano, il monoteismo è un elemento ricorrente. Onnipotenza divina, dio è onnipotente e onnisciente. In altri versetti emerge la responsabilità umana, non vi è obbligo di credere, chi non crede ne subirà le conseguenze nell’aldilà. Se dio può tutto e sa tutto, com’è possibile che vi sia il male?

Interpretazione e teologia

Posizione asharita contro mutaziliti sulla questione del Corano: è scritto da dio o è un attributo di dio? Prevale posizione asharita. Come interpretare il testo? Ashariti: il Corano ha delle metafore che non vanno prese alla lettera.

Islam e giustizia sociale

Elemento ricorrente: pietà. Versetto che riassume come deve essere il buon musulmano: crede in dio, nei profeti (messaggi precedenti), dà i suoi averi ai parenti, orfani... compie una serie di comportamenti tra cui la preghiera e il pagamento di una tassa a favore dei poveri, chi mantiene le promesse, chi ha pazienza in vista di un compenso nell’aldilà. Giustizia: immagine della bilancia ricorrente nel Corano. Intesa come giustizia dei governanti verso i governati: chi ha di più deve cercare di non eccedere in posizione mediana. Principi di giustizia sociale hanno ispirato il socialismo islamico e il nasserismo.

Espansione dell'Islam

632-656 > si espande l'Islam. Espansione rapidissima perché c’erano tattiche di guerra improntate alla mobilità, altri sostengono che l’attrattiva di un sistema di tassazione più pesante rispetto al sistema bizantino? L’Islam si diffonde generalmente pacificamente perché c’era un forte desiderio di ascesa sociale.

Prestigio e politica

Chi conosceva a memoria il Corano godeva di un tale prestigio che li rendeva in grado di rivestire cariche politiche importanti.

Razionalizzazione e interpretazione dell'Islam

La settimana scorsa si è armato del processo di razionalizzazione che ha portato l'Islam dalla fase creativa iniziale alla creazione di un canone. Questo processo è iniziato nel cristianesimo nel secondo secolo e si è concluso nel nono secolo. È stato quindi un processo molto più lungo. Ad esempio, l'idea che il matrimonio sia un sacramento fu una decisione presa nel IX secolo, quindi molto tardi. L'Islam invece ha avuto un processo più veloce, iniziato con la messa per iscritto del Corano intorno al 650, il perfezionamento della grafia araba intorno al decimo secolo, e la diffusione di una serie di regole che permettessero di interpretare il sovrano e affiancare al sovrano una serie di fonti. La vulgata uthmaniana è ad oggi un testo sulla cui autenticità non si discute.

Contrasti interni e interpretazioni del Corano

In ambiente sciita, fino al decimo secolo, ci sono molti che sollevarono la questione di ostilità di alcuni versetti nei confronti della loro posizione. Negli ambienti sciiti si diceva che alcuni versetti sarebbero stati prodotti nella Vulgata uthmaniana ostili alla fazione di Ali, ma anche alcuni versi messi apposta come opposizione alla fazione di Ali. Dal decimo secolo in poi è prevalsa l'idea che l'interpretazione debba essere il più possibile letterale; questa è la visione ortodossa, prevalente soprattutto nel mondo sciita. In caso di dubbio, il riferimento è al comportamento del profeta e quindi l'interpretazione prevalente da allora consiste nella lettura letterale del versetto coranico e basarsi anche sul comportamento di Maometto a Medina.

Femminismo islamico e visioni moderne

C'è anche la corrente della teologia Mutazilita che verrà ripresa nell'Ottocento dalle correnti dette moderniste. Le interpretazioni che caratterizzano l'attuale femminismo islamico risalgono alle interpretazioni moderniste dell'Ottocento che mettono in discussione l'interpretazione ortodossa. All'epoca esisteva però l’esegesi allegorica, che valutava il significato nascosto accessibile a pochi. C'era l'idea che si fossero biglietti esoterici comprensibili a tutti e altri versetti con un senso più nascosto di cui solo alcuni conoscevano la verità. Questa è la visione prevalentemente sciita e degli ambienti mistici. I pochi che secondo gli sciiti e i sufi possono conoscere questi significati sono, secondo i sufi, chiunque al termine di un percorso mistico di ascensione dell'anima e di avvicinamento al divino che richiede delle doti psicologiche ed emotive, e sono invece secondo gli sciiti, pochi e questi pochi sono gli imam. Imam ha un significato diverso per sunniti e sciiti.

Il ruolo dell'Imam

  • Per i sunniti è una guida della preghiera. Spesso nella storia il califfo è stato chiamato dai sunniti anche imam, nel senso che all'origine guidavano anche la preghiera. Poi nella fase del califfato dinastico si è sviluppata una dicotomia tra chi guidava la preghiera e il capo politico del territorio.
  • Per gli sciiti l’imam è colui che dovrebbe governare politicamente dal punto di vista religioso una comunità. L’imam avrebbe dovuto essere Ali, poi i figli di Ali, Hasan e Hussein e poi i loro discendenti maschili. Avrebbe quindi poteri politici ma anche poteri religiosi, l’imam per gli sciiti è colui che conosce il senso nascosto del Corano e che rivela solo ad alcuni il significato nascosto, perché per intero il significato nascosto sarà rivelato solo alla fine dei tempi.

Interpretazione dei versetti coranici

Il califfo è una figura meno sacrale rispetto all’imam, mentre l’imam ha anche una conoscenza esoterica particolare. Il Corano in un versetto riconosce l'esistenza al suo interno di versetti solidi, l'essenza vera e propria del Corano che Dio non ha inventato ma che era parte di Dio stesso, sia versetti allegorici. Vi sono anche altri versetti che sottolineano la stessa cosa. La visione ortodossa non nega che ci sono versetti allegorici ma dice che le cose non comprensibili non devono essere interpretate. Interpretare è pericoloso. Non bisogna interrogarsi eccessivamente sul significato ultimo delle cose. La seconda parte di questo versetto è molto controversa. Questa seconda parte dice che ci sono versetti allegorici e no, però la verità non la conosce che Dio e bisogna prendere così come, senza interpretare, come dicono le persone di sano intelletto. Gli sciiti sostengono che questo è uno di quei versetti apocrifi aggiunti quando è stato messo per iscritto il Corano come tentativo di delegittimare la posizione sciita. Nella vulgata non esisteva peró la punteggiatura. In questa versione del Corano abbiamo la traduzione maggioritaria, quella sunnita. Ma modificandolo in “la verità non la conosce che Dio e gli uomini di solida scienza. Essi diranno”, fa quindi pensare che la verità la conosce sia Dio sia gli uomini di solida scienza. Ci sono quindi degli esseri umani in grado di conoscere il significato profondo del Corano, in questo caso si includerebbero gli imam e i mujaheddin. Secondo alcuni invece sarebbero i filosofi.

Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 153
Appunti di Storia dei Paesi islamici Pag. 1 Appunti di Storia dei Paesi islamici Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 153.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia dei Paesi islamici Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 153.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia dei Paesi islamici Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 153.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia dei Paesi islamici Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 153.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia dei Paesi islamici Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 153.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia dei Paesi islamici Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 153.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia dei Paesi islamici Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 153.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia dei Paesi islamici Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 153.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia dei Paesi islamici Pag. 41
1 su 153
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/10 Storia dei paesi islamici

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sarazanotta di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dei Paesi islamici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Giunchi Elisa.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community