Crollo del fascismo
L'Italia ha perso numerosissimi uomini, è ridotta alla fame e le città sono devastate dai bombardamenti. Proprio per questo aveva perso completamente la fiducia nel fascismo. Dal '43 gli esponenti di Casa Savoia iniziarono a fare pressioni sul re (V.E. III) perché portasse l'Italia, ormai stremata, fuori dalla guerra. Inoltre, molti operai per protesta entrarono in sciopero bloccando così la produzione bellica fascista: era la prima volta dopo 20 anni di fascismo che una lotta operaia riusciva ad affermarsi. Per Mussolini fu una sconfitta. I tedeschi, preoccupati del possibile crollo, studiarono un piano di occupazione in caso di ritiro dell'Italia.
Il 10 luglio 1943, quando gli americani sbarcano in Sicilia, è il colpo di grazia per il fascismo che, qualche giorno più tardi, in una riunione del Gran Consiglio Fascista costringe Mussolini a dare le dimissioni e viene arrestato. Il re nomina capo del governo il maresciallo Badoglio che avvia trattative segrete con gli alleati per ottenere l'armistizio. L'armistizio fu firmato il 3 settembre 1943 e reso noto l'8 settembre. Questa è la fine del fascismo, ma i tedeschi occuparono il Centro-Nord dell'Italia e il re, Badoglio e i ministri fuggirono. L'esercito italiano si trovò abbandonato, mentre i nazisti avevano già predisposto un piano per l'annientamento delle nostre forze armate. Circa 600.000 soldati furono catturati e spediti nei campi di prigionia. In Italia il re e Badoglio fuggirono a Brindisi pochi giorni dopo e successivamente Mussolini fu liberato dai tedeschi e costituì la Repubblica di Salò dal nome della città in cui si trovava.
Gli angloamericani avevano cominciato a risalire la penisola liberando Roma e Firenze ma fermandosi davanti alla Linea Gotica tra Rimini e La Spezia. I partigiani dovettero combattere un doppio nemico: da una parte i tedeschi e dall'altra i loro alleati fascisti italiani. Nel frattempo si era costituito il Comitato di Liberazione Nazionale per la lotta contro i nazifascisti (nuclei partigiani ben organizzati anche se facenti parte di differenti bande partigiane ma avevano un obiettivo comune: scacciare i tedeschi). Ma la guerra fu ancora molto lunga; alla fine del 1943 solo il Sud Italia era stato liberato dagli anglo-americani. Per l'Italia settentrionale bisogna attendere fino al 25 aprile 1945; tre giorni più tardi Mussolini fu fucilato dai partigiani. I tedeschi, per contrastare il movimento dei partigiani, adottarono metodi di terrorismo con stragi e rastrellamenti.
Offensiva finale, sbarco in Normandia
Il presidente americano Roosevelt, Stalin e Churchill decisero di attaccare la Germania anche da ovest con uno sbarco di truppe in Francia, il famoso sbarco in Normandia 1944. A settembre la Francia era quasi completamente liberata, per contrastare e creare un nuovo fronte contro i tedeschi. Il 7 marzo 1945 gli alleati entrarono in Germania mentre in Italia sfondarono la Linea Gotica e i partigiani misero fine alla Repubblica di Salò. Fine dell'occupazione nazista e della Repubblica di Salò il 25 aprile 1945. Mussolini fu poi catturato dai partigiani e fucilato. Hitler si suicidò nel bunker in cui aveva trasferito la sede del governo e la Germania fu costretta ad arrendersi (7 maggio).
Bomba atomica
Nell'estate del 1945 rimaneva ormai aperto solo il fronte in Estremo Oriente dove il Giappone decide di continuare da solo la guerra. I giapponesi utilizzavano i kamikaze che si lanciavano con aerei pieni di esplosivo contro le navi americane. Il presidente americano Truman decise allora di utilizzare una nuova arma: la bomba atomica. Questa decisione fu determinata da due motivi: il primo per fermare il Giappone in tempi brevi e il secondo per dimostrare che gli USA erano la massima potenza mondiale. Le bombe furono sganciate su Hiroshima e Nagasaki e determinarono numerosissimi morti e migliaia di feriti; inoltre quelle aree furono inabitabili per molto tempo.
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Storia contemporanea (dalla Seconda Rivoluzione industriale alla Guerra Fredda - 1870-1991)
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Appunti esame di Storia contemporanea
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