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L'Italia in guerra

Capitolo 1

Entrata in guerra nel 1940 sull’onda dei primi travolgenti successi hitleriani, fidando in un esito rapido e nell’acquisizione di sicuri vantaggi territoriali, l’Italia si trovò ad affrontare invece un conflitto lungo e rovinoso. Il peso dell’impegno bellico, aggravato dalla mancanza di adeguata preparazione sul piano militare, il ruolo subordinato rispetto agli alleati tedeschi, i bombardamenti, le privazioni, logorarono progressivamente il consenso al regime fascista anche in ambienti in origine favorevoli o comunque non ostili a Mussolini.

Nel corso del 1943, mentre le sorti del conflitto si facevano via via più difficili per lo schieramento nazifascista, autorevoli rappresentanti delle classi dirigenti italiane – soprattutto dopo lo sbarco anglo-americano in Sicilia – valutarono l’opportunità di uno sganciamento dell’Italia dall’alleanza con la Germania hitleriana. Il 25 luglio 1943 Vittorio Emanuele III destituì e fece arrestare Mussolini, messo in minoranza alla riunione del Gran Consiglio del Fascismo. Manifestazioni di gioia accolsero nel paese la caduta del regime, ma la diffusa richiesta di pace venne disattesa dalla dichiarazione del maresciallo Badoglio, nuovo capo del governo, secondo cui la guerra sarebbe continuata a fianco degli alleati tedeschi.

Intanto si avviavano le trattative segrete con gli Alleati anglo-americani per la conclusione dell’armistizio firmato il 3 settembre e reso noto l’8. Nessun piano era stato tuttavia predisposto per arginare la prevedibile reazione tedesca di fronte al ritiro unilaterale da parte degli alleati italiani. Mentre il re e la corte abbandonavano precipitosamente Roma diretti a sud, l’esercito fu lasciato senza direttive, esposto su tutti i fronti alle vendette delle truppe hitleriane; i tedeschi che, ufficiosamente informati delle intenzioni italiane, avevano fatto affluire cospicue forze al Brennero, occuparono la parte centro-settentrionale dell’Italia, la quale venne in tal modo spezzata in due, con la formazione di due entità statali: il Regno del Sud e la Repubblica Sociale Italiana.

Nell’Italia meridionale liberata era inoltre presente con funzioni di controllo, il governo militare alleato. Dall’inizio del ’44 si aggiunse come quarto “centro di governo” il Comitato di liberazione nazionale Alta Italia (CLNAI) che coordinava le attività della Resistenza, organizzata immediatamente dopo l’8 settembre nelle zone occupate dai nazifascisti. La realtà di un’Italia così lacerata si innestava sulla preesistente struttura frammentata e composita della società italiana, il cui vario articolarsi può essere colto per scorci significativi.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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