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Aiuti economici dall'estero

L'Italia, alla fine della guerra, ha problemi economici. I governi del dopoguerra devono affrontare il problema della ricostruzione che viene facilitata dagli aiuti americani. L'economia italiana esce dalla guerra con l'IRI (lo stato, cioè, è imprenditore). Nessuna forza politica, però, propone una politica di pianificazione, cioè gestita e controllata dallo stato. Lo stesso PC si muove su posizioni moderate: Togliatti esclude la pianificazione socialista e la programmazione, cioè la direzione in cui lo stato orienta l'economia. Bisogna, per Togliatti, affidarsi all'iniziativa privata, chiedendo una politica fiscale che gravasse soprattutto sulle classi più abbienti.

Le due linee economico-ideologiche che si confrontano sono quella liberista e quella interventista (o di tipo keinesiano).

Linea liberista

La linea liberista chiede che la ricostruzione sia affidata al mercato e, quindi, alla libera iniziativa privata, abolendo i limiti che la bloccano. Lo stato, quindi, deve rinunciare ad intervenire nell'economia, come, invece, era avvenuto durante il Fascismo. La linea liberista è propria del Partito Liberale e di parte della DC. Tale linea, inoltre, affascina culturalmente, perché il liberismo è tutto ciò che è contrario al Fascismo; l'interventismo sembra, invece, continuare l'azione politica del Fascismo. Il liberismo, quindi, è sinonimo di antifascismo.

Linea interventista

La linea interventista, invece, propone un intervento dello stato per fare in modo che la ricostruzione non avvenga solo sulle leggi di mercato, ma tenga anche conto delle differenze tra Nord e Sud e, quindi, tra ricchi e poveri. La ricostruzione, dunque, deve essere orientata dallo stato e, per fare ciò, bisogna anche ridurre il potere dei grandi gruppi monopolistici (cioè dei gruppi che hanno un livello di produzione e di mercato tale da imporre i prezzi), ordinare l'economia in mano allo stato e attuare una politica fiscale più progressiva (e, quindi, più giusta). Tale linea è propria di Tossetti e del suo allievo Fanfani (cioè dell'ala più sinistra della DC).

Vince la linea liberista, sia grazie all'egemonia culturale, sia perché i monopoli hanno un potere di pressione molto forte, sia perché il movimento sindacale deve accettare alcuni compromessi attutendo alcune sue richieste in cambio di salari più alti. Nel giugno 1944, dopo la liberazione di Roma, viene costituito a Roma un sindacato unitario, in cui le tradizioni sindacali prefasciste (socialista, cattolica e repubblicana) si uniscono. Tale sindacato si scioglie nel 1948. Manifestazione chiave della

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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