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Il secolo breve 1914-1991, dall’esplosione della I guerra mondiale al collasso dell’ URSS.

L’intento del libro non è narrare la storia di tale secolo ma di spiegare perché le cose siano

andate in un certo modo e come si colleghino tra loro i fatti. La struttura del libro appare

come un trittico :

Un’età della catastrofe, che va dal 1914 alla seconda guerra mondiale , seguono una

trentina d’anni di crescita economica e di trasformazione sociale. L’ultima parte del secolo

è stata una nuova epoca di decomposizione e di crisi.

Il libro inizia con lo scoppio della prima guerra mondiale, che ha segnato il crollo della

civiltà occidentale dell’800 , una civiltà capitalista nell’economia, liberale nelle struttura

giuridica, borghese, si gloriava dei progressi della scienza. La popolazione europea era

cresciuta fino a formare un terzo della razza umana.

La temporanea alleanza del capitalismo liberale e del comunismo salvò la democrazia,

infatti la vittoria sulla Germania hitleriana fu ottenuta dall’Armata rossa.

L’età dell’oro aveva creato un’economia mondiale unitaria ma il crollo dei regimi comunisti

oltre a provocare incertezza politica, instabilità, caos e guerra civile, ha anche distrutto il

sistema che aveva stabilizzato le nazioni per 40 anni.

Il 900 ha portato al declino e alla caduta dell’Europa, che all’inizio del secolo era ancora il

centro del potere, della ricchezza, della cultura e della civiltà occidentale. Le grandi

potenze del 1914, tutte europee, sono scomparse, come è accaduto all’URSS, o si sono

ridotte a rango di potenze regionali con l’eccezione della Germania. Già nel ’14 gli USA

erano la più grande economia industriale.

PARTE PRIMA: L’ETA’ DELLA CATASTROFE

1. L’EPOCA DELLA GUERRA TOTALE

1) 31 anni di conflitto mondiale, che vanno dalla dichiarazione di guerra alla SERBIA da

parte dell’AUSTRIA il 28 LUGLIO 1914 alla resa senza condizioni del GIAPPONE 14

AGOSTO 1945.

Le potenze più importanti erano : le 6 potenze europee (Gran Bretagna, Russia, Francia,

Austria-Ungheria, Prussia, ingranditasi nella Germania dopo il 1871, e l’Italia unificata), gli

Usa e il Giappone. Fra il 1871 e il 1914 non vi erano state guerre in Europa ad eccezione

del Giappone in Estremo Oriente che aveva vinto la guerra contro la Russia,1904-05,

accelerando la corsa della Russia verso la rivoluzione. La prima guerra mondiale

coinvolse tutte le maggiori potenze a eccezione della Spagna, dell’Olanda, delle 3 nazioni

scandinave e della Svizzera. Il 1914 inaugura l’età dei massacri, iniziata come una guerra

europea tra TRIPLICE INTESA (FRANCIA,G.BRETAGNA E RUSSIA) e gli IMPERI

CENTRALI (GERMANIA e AUSTRO-UNGHERIA). La SERBIA e il BELGIO furono

immediatamente coinvolti, la prima dall’attacco austriaco che fece scoppiare la guerra, e il

secondo dall’aggressione tedesca. TURCHIA e BULGARIA al fianco degli imperi centrali.

L’ITALIA entra in guerra nel 1915 contro l’AUSTRIA-UNGHERIA. Il GIAPPONE si unì

immediatamente alle potenze dell’intesa. Gli USA entrano in guerra nel 1917. I TEDESCHI

si trovarono a dover sostenere una guerra su 2 fronti, ad ovest la FRANCIA a est la

RUSSIA. Le forze tedesche avanzarono in Francia, penetrandovi dal Belgio e furono

fermate a sulla MARNA a pochi km da Parigi. Allestirono linee parallele di trincee che si

estesero dalla costa della Manica nelle Fiandre fino alla frontiera svizzera, lasciando la

Francia orientale e il Belgio sotto l’occupazione tedesca. Il fronte non subì spostamenti

significativi per oltre 3 anni , era questo il FRONTE OCCIDENTALE. Dopo la guerra i

politici si resero conto che tali bagni di sangue non sarebbero stati più tollerati dagli

elettori.

Mentre il fronte occidentale assestava in una situazione di stallo, quello orientale restava

in movimento. I tedeschi sconfissero le forze russe che tentavano di penetrare la Prussia

orientale e la respinsero dalla Polonia. Le potenze dell’intesa controllavano gli oceani , ma

le flotte da guerra inglese e tedesca si fronteggiavano nel mar del Nord. La campagna di

guerra sottomarina ebbe l’effetto di trascinare gli USA nel conflitto. La Germania riuscì a

far abbandonare la guerra alla Russia e avanzo verso Parigi.

Nell’autunno del 1918 la rivoluzione, che era già scoppiata in Russia nel ’17, si diffuse

nell’Europa centrale e sudorientale. Gli sconfitti furono trascinati nella rivoluzione mentre i

vincitori conobbero la bancarotta. Nel trattato di Versailles furono imposte dalle potenze

vittoriose 5 considerazioni: la prima fu la preoccupazione per il crollo di molti regimi in

Europa e per l’insorgere in Russia di un regime bolscevico rivoluzionario; il secondo

motivo fu la necessità di tenere sotto controllo la Germania; in terzo luogo bisognava

ridisegnare e ridefinire la cartina geopolitica dell’Europa; il quarto ordine di considerazioni

nasceva dalle esigenze di politica interna dei paesi vincitori e dai loro contrasti; infine le

potenze vincitrici cercarono di stabilire con la pace un assetto internazionale che avrebbe

reso impossibile un’altra guerra. Ma vent’anni dopo il mondo era di nuovo precipitato nella

guerra.

Per affrontare la Russia rivoluzionaria bisognava isolarla. L’Austria e l’Ungheria furono

ridotte a 2 satelliti, l’uno tedesco e l’altro magiaro. La Serbia si allargò nella nuova

Jugoslavia grazie all’incorporazione della Slovenia e della Croazia. Venne costituito il

nuovo stato dello Cecoslovacchia unificato con la Slovacchia e la Rutenia. Alla Germania

fu imposta una pace punitiva che aveva lo scopo di indebolirla perennemente, l’Alsazia-

Lorena fu restituita alla Francia. Fu occupata militarmente la parte occidentale, sottratte le

colonie, privata di marina militare e di ogni forza aerea. A eccezione delle clausole militare

negli anni 30 nulla restava in vigore del trattato.

2) La seconda guerra mondiale fu scatenata da Adolf Hitler. La situazione mondiale

creata dalla prima guerra mondiale era instabile soprattutto in Europa e nell’Estremo

Oriente. In Germania ogni partito concordava nella condanna del trattato di Versailles

ritenuto ingiusto. Inoltre sia il Giappone sia l’Italia, sebbene appartenessero alle potenze

vincitrici, si sentivano insoddisfatte. Il Giappone riteneva di meritare in Estremo Oriente

una fetta della torta assai più grossa di quella che gli veniva riconosciuta dalle potenze

imperiali occidentali.

Ma ciò che causò concretamente il secondo conflitto fu l’aggressione condotta dalle 3

potenze insoddisfatte: l’invasione giapponese della Manciuria nel 1931; l’invasione italiana

dell’Etiopia nel 1935; l’intervento tedesco e italiano nella guerra civile spagnola del 1936-

39; l’invasione tedesca dell’Austria all’inizio del 1938; l’occupazione tedesca della

Cecoslovacchia nel marzo 1939; e infine le pretese tedesche sulla Polonia che portarono

allo scoppio della guerra. I giapponesi si scontrarono contro l’Armata Rossa lungo la

frontiera cinese-siberiana nel 1939 e nel 1941 entrò in guerra contro la Gran Bretagna e gli

USA. La Gran Bretagna e la Francia non vollero allearsi con l’Unione Sovietica che preferì

venire a patti con Hitler. La guerra iniziò nel 1939 con un conflitto Europeo. Dopo

l’invasione tedesca della Polonia spartita con l’URSS il conflitto venne condotto dalla

Germania contro la Gran Bretagna e la Francia. Nella primavera del ’40 Norvegia,

Danimarca, Olanda, Belgio e Francia furono invasi ed occupati dalla Germania. A

sostenere il conflitto contro quest’ultima rimase solo l’Inghilterra sotto la guida di

Churchill. Fu allora che l’Italia scese in campo a fianco della GERMANIA. I tedeschi

attraversarono il Mediterraneo giungendo in Africa. Ma la guerra fu riaccesa dall’invasione

tedesca dell’URSS nel giugno 22 del ’41, data decisiva della seconda guerra mondiale. Ai

primi di ottobre i tedeschi erano nei pressi di Mosca, ma la resistenza bellica e patriottica

fermarono i tedeschi. La Germania era destinata a perdere, infatti le armate tedesche

vennero costrette alla resa a Stalingrado. Dopo di che, i russi, a loro volta, cominciarono

un’avanzata che doveva portarli fino a Berlino, Praga e Vienna alla fine della guerra.

Importante fu l’attacco giapponese a Pearl Harbor il 7 dicembre 1941 che estese la guerra

su scala mondiale. In pochi mesi i giapponesi invasero tutto il sud-est asiatico

minacciando a ovest di invadere l’India e a sud di invadere la regione settentrionale

dell’Australia.

Resta misterioso perché Hitler dichiarò guerra agli USA dando così al governo di

Roosevelt la possibilità di entrare nella guerra europea a fianco della Gran Bretagna. Gli

USA scelsero di impegnarsi prima contro la Germania e poi contro il Giappone. Per

assicurare una rapida resa dei giapponesi, furono sganciate le bombe atomiche su

HIROSHIMA e NAGASAKI. Nel ’45 la vittoria avvenne per resa totale degli sconfitti. Gli

unici negoziati di pace avvennero tra le potenze vincitrici nel corso di una serie di

conferenze che si tennero a TEHERAN nel ’43; a MOSCA ’44; YALTA ’45; POSTAM nella

Germania occupata nell’agosto del ’45. Eccezione per l’Italia che non fu trattata

interamente come un territorio occupato, bensì come una nazione sconfitta con un

governo legittimo ufficialmente riconosciuto.

3) Dal 1914 in poi le guerre furono guerre di massa. Ma la guerra di massa richiedeva una

produzione di massa. La guerra totale fu la più grande impresa economica,

coscientemente organizzata e diretta, che l’uomo avesse mai conosciuto. La guerra totale

rivoluzionò l’economia e fece progredire la tecnologia. Le guerre rafforzarono gli USA e

indebolirono le nazioni concorrenti.

4) Un’epoca di strage rovinosa e Sarajevo segnò l’inizio di un epoca di catastrofe e di crisi

nella situazione internazionale. Entrambe le guerre si conclusero con il crollo della civiltà e

con la rivoluzione sociale in regioni dell’Europa e dell’Asia. Gli unici gli USA usciti indenni

dalle 2 guerre, con maggiore ricchezza e signori economici del mondo. Dopo la seconda

guerra mondiale l’economia del mondo occidentale entrò nell’età dell’Oro; la guerra venne

confinata alle aree del Terzo mondo. I vecchi imperi coloniali svanirono.

2. LA RIVOLUZIONE MONDIALE

La Rivoluzione russa del 1917 fu figlia della guerra portò alla creazione dell’Unione

Sovietica. Gli USA fuoriuscirono dalle guerre quasi nella stessa condizione in cui vi erano

entrati, ne furono addirittura rafforzati. La storia del secolo breve coincide virtualmente con

la durato dello stato nato con la Rivoluzione d’ottobre. Essa produsse il più formidabile

movimento rivoluzionario organizzato nella storia moderna. La sua espansione mondiale

non ha paragoni. La Rivoluzione russa predominò su ogni altra.

1) La Rivoluzione d’Ottobre concepì se stessa come un evento di portata mondiale. Essa

era stata fatta non per portare la libertà e il socialismo alla Russia, ma per innescare nel

mondo la rivoluzione proletaria. Nella mente di Lenin e dei suoi compagni, la vittoria del

bolscevismo in Russia era innanzitutto una battaglia nella campagna che doveva portare

alla vittoria del bolscevismo su scala mondiale. Dopo il 1905-06 il sistema zarista fu messo

in ginocchio dalla rivoluzione. La rivoluzione del marzo del ’17 rovesciò la monarchia

russa. Nel 1918 tutti e 4 i sovrani delle potenze sconfitte ( Germania, Austria-Ungheria,

Turchia e Bulgaria) persero il trono e la stessa sorte era toccata allo zar di Russia che

aveva già abdicato nel 1917. Dal 1917 tutta l’Europa era diventata una polveriera sociale

pronta ad esplodere.

2) La Russia, matura per la rivoluzione sociale, stanca del conflitto e sull’orlo della disfatta,

fu il primo dei regimi dell’Europa centrale e orientale a crollare sotto il peso e le tensioni

della prima guerra mondiale. Il dominio zarista crollò quando una dimostrazione di operaie

coincise con una serrata delle fabbriche metallurgiche Putilov e finì per produrre uno

sciopero generale e l’invasione del centro della capitale con lo scopo da parte dei

dimostranti di chiedere pane. Le truppe dello zar si rifiutarono di attaccare e

fraternizzarono con i dimostranti. Dopo quattro giorni lo zar abdicò e venne sostituito da un

governo provvisorio liberale. La Russia era pronta per la rivoluzione sociale. La

straordinaria impresa di Lenin fu quella di trasformare questa insurrezione popolare

anarchica e incontrollata nel potere bolscevico. I soviet detenevano il potere. Sia le masse

urbane sia quelle rurali volevano porre fine alla guerra. Mentre i bolscevichi, che erano

essenzialmente un partito operaio, si ritrovarono in maggioranza nella capitale,

Pietrogrado, e a Mosca, e guadagnarono terreno nelle file dell’esercito, l’esistenza del

governo provvisorio divenne sempre più incerta. Il 7 novembre 1917 i bolscevichi

presero potere del Palazzo d’Inverno e il governo provvisorio si dissolse. Tra il 17 e il 20

le armate bianche finanziate dagli alleati insorsero contro il potere dei soviet, ma la Russia

riuscì a creare un esercito le armate rosse e con la fine del 1920 i bolscevichi avevano

vinto.

3) La rivoluzione mondiale non ebbe luogo e con ciò la Russia sovietica fu consegnata ad

un futuro di isolamento, arretratezza e povertà. Tuttavia un’ondata rivoluzionaria si diffuse

a livello mondiale nei 2 anni successivi alla Rivoluzione d’Ottobre. In Spagna gli anni tra il

17 e il 19 passarono alla storia come il “biennio bolscevico”. Movimenti studenteschi

rivoluzionari insorsero a Pechino, Argentina, Cordoba e nell’America Latina. Gli evento

russi ispirarono non solo i rivoluzionari ma anche altre rivoluzioni. La rivoluzione fu una

rivolta contro la guerra. E tuttavia la Germania fu la nazione in cui il comitato esecutivo di

un soviet di operai e di soldati berlinesi nominò un governo socialista del paese. Ma era

solo un’illusione perché dopo pochi giorni ritornò il vecchio regime repubblicano. Ma i

dirigenti bolscevichi a Mosca non abbandonarono la speranza di una rivoluzione tedesca

fino al 1923. I partiti socialisti e socialdemocratici erano favorevoli ad entrare nella Terza

Internazionale, Internazionale comunista, che i bolscevichi avevano fondato per

rimpiazzare la Seconda Internazionale; partiti come quello socialista francese, italiano,

austriaco, e il partito socialista indipendente della Germania votarono l’adesione alla Terza

Internazionale, mettendo in minoranza gli oppositori del bolscevismo. Ma ciò che Lenin e i

bolscevichi desideravano non era un movimento internazionale di socialisti ma un corpo di

attivisti impegnati e disciplinati, una specie di forza d’urto mondiale per la lotta

rivoluzionaria. Ai partiti che non intendevano adottare la struttura leninista venne rifiutata

l’ammissione o vennero espulsi chi ne faceva già parte. Dal 1921 apparve senza ombra di

dubbio che la rivoluzione era in ritirata nella stessa Russia sovietica. I nuovi partiti

comunisti rimasero minorati nella sinistra europea e in genere si ridussero a minoranze

piuttosto piccole benché accese.

4) Stalin assunse il controllo del partito comunista sovietico e procedette allo scioglimento

e alla riforma degli altri partiti membri dell’Internazionale comunista. I partiti comunisti

d’ispirazione sovietica erano ciò che i bolscevichi erano stati nel febbraio del ’17, cioè il

nucleo di un esercito di milioni di seguaci e i potenziali governanti di un popolo e di uno

stato.

Dopo il 1956 il vecchio movimento comunista perse il suo cuore rivoluzionario.

5) La forza dei movimenti rivoluzionari consisteva nella forma di organizzazione

comunista, nel partito di tipo nuovo leninista. Il partito poteva chiedere ai suoi membri

devozione, sacrificio, disciplina di stampo militare. I partiti leninisti era costruiti come partiti

di élite; il modello leninista esercitò una forte capacità di attrazione sui giovani esponenti

delle vecchie élite, specialmente nel Terzo mondo, i quali aderirono in gran numero ai

partiti comunisti, a dispetto dello sforzo eroico da parte di questi partiti di promuovere al

vertice politico veri proletari. La più grossa espansione del comunismo in Brasile negli anni

’30 si fondò sull’adesione di giovani intellettuali che venivano da famiglie dell’oligarchia

latifondista. Il sentimento effettivo delle masse era spesso in contrasto con le idee dei capi;

così avvenne che la rivolta dei generali spagnoli contro il governo del Fronte popolare nel

luglio 1936 scatenò immediatamente la rivoluzione sociale.

6) La strada per arrivare alla rivoluzione attraverso una lunga guerriglia fu scoperta

piuttosto tardi dai rivoluzionari del XX secolo. I bolscevichi, che avevano condotto

operazioni militari regolari e non, usavano il termine di «guerra partigiana», che divenne

comune in tutti i movimenti di resistenza armata ispirati dai sovietici durante la seconda

guerra mondiale. La seconda guerra mondiale un diretto e generalizzato incentivo a

scegliere la strada della guerriglia per arrivare alla rivoluzione: questo incentivo era

costituito dalla necessità di resistere all’occupazione nazista di quasi tutto il continente

europeo, incluse grandi aree dell’Unione Sovietica. La resistenza si sviluppò su larga scala

dopo che l’attacco hitleriano all’URSS mobilitò tutti i movimenti comunisti nei vari paesi. La

seconda ondata della rivoluzione sociale mondiale scaturì dalla seconda guerra mondiale.

7) La Guerra fredda che dominò il mondo dopo la seconda ondata rivoluzionaria fu una

lotta di incubi. Ma gli anni successivi alla rivoluzione russa hanno aperto il processo di

emancipazione coloniale e di decolonizzazione e hanno preluso sia alla politica di feroce

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tantoxdire di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Trinchese Stefano.
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