STORIA CONTEMPORANEA
Europa 1492-1945
L’Europa e l’egemonia nel mondo dal 1492, scoperta dell’America, fino alla fine della Seconda
Guerra Mondiale. Esplorazioni geografiche e conquiste successive e caduta.
La monarchia spagnola caccia gli Arabi dal sud e contemporaneamente con Colombo manda le
caravelle verso l’ignoto ovvero l’America, per conquistare.
Ascesa dell’Europa durante la fine del ‘700 con apice nel fine ‘800 con la conquista dell’Africa
dell’interno (uno dei fattori è la tecnologia, possono entrare in Africa perché hanno il chinino contro
la Malaria, hanno il vapore e i battelli, la polvere da sparo per le armi) e dal 1914 invece abbiamo il
calo con un suicidio della potenza. Dopo 30 anni di guerre l’Europa è un cumulo di macerie
dominate dagli USA e dall’Unione Sovietica (che è Europa ma anche qualcosa altro). In effetti i due
grandi imperi (la Francia e l’Inghilterra) sono ancora in piedi, e tuttavia scegliamo questa data per
convenzione, la vera fine però è nel 1945 per responsabilità dell’Europa stessa.
Potenze navali europee con
Differenza di mentalità con il resto dell’Europa dal ‘400: ambizioni espansionistiche fuori
La Cina era intenzionata a costruire un impero dall’Europa e in conflitto tra di
commerciale e nel ‘400 ebbe l’occasione di farlo, e tuttavia loro:
il fine non era di conquistare ma di creare legami per lo -Spagna
scambio e per arricchirsi, a differenza dell’Europa. Creare -Portogallo
un’egemonia commerciale attorno al proprio impero, -Inghilterra
senza allontanarsi in esplorazioni. -Francia
Europa—> andare ad esplorare, arricchirsi e conquistare e -Paesi Bassi
sottomettere le altre popolazioni
Cina—> creare un mercato per arricchirsi Potenze terrestri
-Russia —> Caucaso e Balcani
-Vienna —> ottomani, Turchia
I tre grandi mutamenti dell’Europa che cambiano la mentalità
Cosa lega queste tre rivoluzioni? la libertà, voglia di sperimentare, curiosità, rischiare, esplorare.
Tutto ciò determinerà un vantaggio rispetto alle altre potenze, meno rinnovate.
Basi socio-culturali-economiche della modernità dell’Europa che si impone prepotentemente nel
corso del ‘700.
-Rivoluzione comunale cittadina e dinamismo urbano nel XI - XII secolo:
Ripresa economica e demografica dell’impero cittadino decaduta dagli imperi feudali di Carlo
Magno. Su una parte consistente dell’Europa c’è stata una crescita demografica, commerciale,
politica e artistica delle città, una fioritura urbana. La storia dei comuni dopo l’anno 1000 e la
rottura di un mondo troppo chiuso e con l’apertura si creano intrecci sociali. Proto borghesia che
popola non solo l’Europa ma anche il nord come sul mar Baltico, che rompe le regole del
feudalesimo (dove c’è Imperatore, signore, vassalli e tanti sotto di lui che sono i contadini che
lavorano, i servi della gleba). Fame di ricchezza e dinamismo dei comuni dell’Italia medievale,
Francia e nord Europa.
-Rivoluzione Scientifica nel fine ‘400-‘600:
Copernico, Newton. Galileo Galilei. Perdita della centralità della Terra rispetto al Sole, l’uomo non è
più al centro dell’universo, anche se dall’altro lato l’uomo invece può mettersi in discussione e
ricercare nella scienza. Le basi del sapere occidentale sono errate, ovvero le basi dettate dalla
Chiesa sono errate e la conseguente perdita dell’autorità della chiesa e della potenza chiesa.
-Rivoluzione Industriale nel ‘700:
Nasce in Inghilterra e non è collegata alla rivoluzione scientifica, legata ad un contesto favorevole
di materiali e legata ad intraprendenza e curiosità di alcuni nobili inglesi. Capitalismo e
reinvestimento.
Il fenomeno che coagula i cambiamenti che girano nell’aria nel ‘700 e che serve a fare un
passo ancora più avanti verso la modernità è l’ILLUMINISMO: riflessione di un ceto intellettuale
(innanzi tutto Francese), i filosofi, curiosi che pensano attorno al concetto della ragione, l’uso della
ragione che serve a rischiarare gli angoli bui della mentalità collettiva. Ragionare e fare analisi
critica di ciò che succede intorno, interrogandosi sui dogmi imposti dalla società e tutto ciò si lega
benissimo al concetto di libertà sperimentato in tutte quelle Rivoluzioni. Non è un caso che a metà
del ‘700 si sviluppi l’Illuminismo e a fine ‘700 assistiamo alla Rivoluzione Francese, lo stato che
abbatte la Monarchia di Re Luigi XVI. Ed è un moto che parte dal popolo,
Che cos’è l’Illuminismo? - Kant
L'illuminismo è l'uscita dell'uomo da uno stato di minorità il quale è da imputare a lui stesso.
Minorità è l'incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se
stessi è questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla
mancanza di decisione e del coraggio di servirsi del proprio intelletto senza esser guidati da un
altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza - è dunque il motto
dell'illuminismo.
Un evento aveva segnato il pensiero Europeo, ovvero la Rivoluzione Inglese nel 1688,
coinvolge di più le masse, con Cromwell contro Carlo Stewart, segna la grande fine ancora una
volta del potere assoluto dettato dalla divinità e dal dogma.
Rivoluzione Francese 1789
Siamo in un periodo in cui il popolo soffre la fame, raccolti che vanno a male verso l’80, farine
povere, ci sono carestie. Quando il popolo ha fame è più facile che si infiammi e vada in piazza a
protestare, inoltre Luigi XVI non era per il popolo e non era un grande politico, da poco aveva
subito una disfatta in America (che combatté contro gli Inglesi) che portò delle tasse. Il popolo non
ha voce nonostante paga tantissimo di tasse e faccia tutto il lavoro. Tutto questo farà per
incendiare il combustibile che è il Malcontento fino a portare il 14 Luglio 1789 alla presa della
Bastiglia, è il popolo che si ribella al potere assoluto. Scardinamento di un mondo, il mondo
dell’assolutismo, che non regge più ad una nuova mentalità, ad un nuovo ceto che è della
Borghesia e ad un nuovo mondo anch’esso.
Nel corso di qualche hanno si tratta di un abbattimento del potere assoluto,che non riesce a
contrattare con i rivoluzionari, non scende a compromessi e non comprende le esigenze di un
popolo che vuole la Repubblica, è fermo in un’idea unica di monarchia.
Tutto questo non porta un vivere migliore e non è immediato, anche perché ci sono diverse fazioni
(giacobini, più estremi e girondini, moderati), abbiamo delle lotte che vorrebbero imporre la propria
visione.
- Perché allora il Francese degli anni ’90 non è felice e porta il Re sulla ghigliottina? -
Infatti la Francia avrà bisogno di Napoleone, un genio, uno stratega che ha la forza di
imporsi come uomo d’ordine ad una Francia sfibrata e divisa all’interno. Arriva lui e impone
l’ordine, il paradosso è che è un figlio della Rivoluzione e può diventare un leader solo grazie alla
Rivoluzione ma sarà anche un leader assoluto perché abolirà tutte le libertà conquistate dalla
Rivoluzione e questo è uno dei grandi paradossi della Storia.
Così allora l’unica cosa che resta della Rivoluzione Francese che viene stipulata
nell’Agosto del 1789 ovvero la Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino che fissa i
principi che i rivoluzionari vogliono raggiungere nella società. L’ignoranza, l’oblio e la mancanza dei
diritti e doveri dell’uomo sono tutto ciò che va evitato - siamo nel pieno dell’Illuminismo, e questo
anche perché adesso non hanno sopra qualcuno, sono cittadini che devono difendere la Nazione
e la comunità nazionale, non essendo più sotto un imperatore diventano tutti fratelli e sorelle
(libertà, uguaglianza e fraternità).
DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL’UOMO E DEL CITTADINO
DEL 26 AGOSTO 1789
I rappresentanti del popolo francese costituiti in Assemblea Nazionale, considerando che l’ignoranza, l’oblio o il disprezzo dei diritti dell’uomo
sono le uniche cause delle sciagure pubbliche e della corruzione dei governi, hanno stabilito di esporre, in una solenne dichiarazione, i diritti
naturali, inalienabili e sacri dell’uomo, affinché questa dichiarazione costantemente presente a tutti i membri del corpo sociale, rammenti loro
incessantemente i loro diritti e i loro doveri; affinché maggior rispetto ritraggano gli atti del Potere legislativo e quelli del Potere esecutivo dal poter
essere in ogni istante paragonati con il fine di ogni istituzione politica; affinché i reclami dei cittadini, fondati d’ora innanzi su dei principi semplici
ed incontestabili, abbiano sempre per risultato il mantenimento della Costituzione e la felicità di tutti. Di conseguenza, l’Assemblea Nazionale
riconosce e dichiara, in presenza e sotto gli auspici dell’Essere Supremo, i seguenti diritti dell’uomo e del cittadino:
Art. 1 – Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune.
Art. 2 – Il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell’uomo. Questi diritti sono la libertà, la
proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione.
Art. 3 – Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione. Nessun corpo o individuo può esercitare un’autorità che non emani
espressamente da essa.
Art. 4 – La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri: così, l’esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo ha come limiti solo
quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Tali limiti possono essere determinati solo dalla Legge.
Art. 5 – La Legge ha il diritto di vietare solo le azioni nocive alla società. Tutto ciò che non è vietato dalla Legge non può essere impedito, e
nessuno può essere costretto a fare ciò che essa non ordina.
Art. 6 – La Legge è l’espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno diritto di concorrere, personalmente o mediante i loro
rappresentanti, alla sua formazione. Essa deve essere uguale per tutti, sia che protegga, sia che punisca. Tutti i cittadini, essendo uguali ai suoi
occhi, sono ugualmente ammissibili a tutte le dignità, posti ed impieghi pubblici secondo la loro capacità, e senza altra distinzione che quella
delle loro virtù e dei loro talenti.
Art. 7 – Nessun uomo può essere accusato, arrestato o detenuto se non nei casi determinati dalla Legge, e secondo le forme da essa prescritte.
Quelli che sollecitano, emanano, eseguono o fanno eseguire degli ordini arbitrari, devono essere puniti; ma ogni cittadino citato o tratto in arresto,
in virtù della Legge, deve obbedire immediatamente: opponendo resistenza si rende colpevole.
Art. 8 – La Legge deve stabilire solo pene strettamente ed evidentemente necessarie e nessuno può essere punito se non in virtù di una Legge
stabilita e promulgata anteriormente al delitto, e legalmente applicata.
Art. 9 – Presumendosi innocente ogni uomo sino a quando non sia stato dichiarato colpevole, se si ritiene indispensabile arrestarlo, ogni rigore
non necessario per assicurarsi della sua persona deve essere severamente represso dalla Legge.
Art. 10 – Nessuno deve essere molestato per le sue opinioni, anche religiose, purché la manifestazione di esse non turbi l’ordine pubblico
stabilito dalla Legge.
Art. 11 – La libera manifestazione dei pensieri e delle opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo; ogni cittadino può dunque parlare, scrivere,
stampare liberamente, salvo a rispondere dell’abuso di questa libertà nei casi determinati dalla Legge.
Art. 12 – La garanzia dei diritti dell’uomo e del cittadino ha bisogno di una forza pubblica; questa forza è dunque istituita per il vantaggio di tutti e
non per l’utilità particolare di coloro ai quali essa è affidata.
Art. 13 – Per il mantenimento della forza pub