Storia dell'Italia dal 1943 al 1945: il regno del Sud
Il governo Badoglio e il controllo degli Alleati
Il governo Badoglio e il re esercitano il loro potere a Sud dopo la fuga da Roma. Questi sono i territori già liberati dagli Alleati. In essi, la vita amministrativa ed economica è sotto il controllo degli Alleati. L'intero territorio è diviso in due aree: quella strategicamente importante dal punto di vista militare e aree che vengono riaffidate al governo Badoglio e alla monarchia man mano che gli Alleati avanzano.
Visioni contrastanti tra Inglesi e Americani
Esistono, però, anche differenze tra Inglesi ed Americani. Gli Americani, infatti, hanno un atteggiamento più democratico e vedono la monarchia come un ostacolo allo sviluppo dell'Italia. La visione inglese, invece, è conservatrice e, perciò, difende la monarchia e i gruppi dirigenti ad essa legati. Churchill è simpatizzante verso il Fascismo, ma afferma che l'unico suo errore è stato quello di allearsi al Nazismo. Continua, però, a considerare l'Italia come paese nemico, perché aveva partecipato al bombardamento su Londra insieme ai nazisti.
L'atteggiamento americano è, comunque, di minore importanza perché l'Inghilterra ha più interesse economico sul Mediterraneo e si sa già che l'Italia, dopo la guerra, apparterrà alla sfera occidentale.
Italia cobelligerante e il ruolo del CLN
Dopo l'armistizio dell'8 settembre, il 14 ottobre dello stesso anno l'Italia dichiara guerra alla Germania e diventa nazione cobelligerante (quindi non alleata). L'esercito italiano del Sud non è mai stato usato in forma autonoma, ma partecipa alla lotta contro il nazifascismo affianco degli Alleati. Sono gli stessi Alleati che danno all'esercito italiano un'importanza marginale.
Gli Alleati premono sul re e Badoglio per far entrare nel governo anche i partiti antifascisti per rafforzare la legittimità del governo stesso. I partiti antifascisti, però, vogliono l'abdicazione del re e di suo figlio Vittorio Emanuele, poiché si rifiutano sovrani che sono molto compromessi col Fascismo. Rifiutano, perciò, di collaborare con il governo, perché non solo il re non abdica, ma si oppone anche alla loro entrata nel governo. C'è, quindi, una frattura tra CLN e monarchia.
A Bari nel 1944 c'è un convegno del CLN. In esso si arriva a ribadire il fatto che non si collabora con il governo finché re Vittorio Emanuele non abdica. Tale situazione è poi superata da due eventi:
- Il riconoscimento del governo Badoglio da parte dell'URSS: questa è una mossa strategica per acquisire influenza sulla zona;
- La svolta di Salerno, che vede il ritorno di Togliatti (PC) da Mosca a Salerno. Togliatti delinea...
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