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Il periodo del dopoguerra

Si possono distinguere dei momenti fondamentali:

  • Nel periodo tra giugno del 1945 e maggio del 1947, c’è ancora unità tra i partiti del CLN;
  • Nel 1947, i comunisti e i socialisti sono espulsi dal governo. Inizia, poi, la guerra fredda che si ripercuote anche sull’Italia;
  • Il 1947-1948 è un anno di transizione;
  • Dal 18 aprile 1948 inizia il periodo del centrismo, con esclusione al governo delle estreme destre e delle estreme sinistre. Tale periodo dura fino al 1962, quando sono attuati i governi di centro-sinistra, con la partecipazione del PSI al governo.

Sottoperiodi del centrismo

  • 1948-1953, periodo aureo del centrismo o età degasperiana;
  • 1953-1962, periodo in cui c’è instabilità della forza centrista. Ci sono, quindi, numerosi governi instabili (periodo dei governi ai margini) e precari. Nasce, inoltre, un dibattito sull'apertura a sinistra (cioè ai socialisti) per creare un governo stabile. Nel 1960, c’è un tentativo autoritario di fermare questa apertura a sinistra. I socialisti partecipano al governo nel 1962.

Le sfide economiche, sociali e politiche dopo la guerra

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, l’Italia si trova ad affrontare problemi economici, sociali e politici. L’Italia esce dalla guerra fortemente danneggiata a causa dei bombardamenti e perché le forze armate l’hanno attraversata interamente. Le distruzioni più ampie sono quelle del settore edilizio e delle comunicazioni. Infatti molte abitazioni sono state distrutte, così come ponti, strade, acquedotti, scuole, caserme, ferrovie, ospedali… Anche l’agricoltura esce danneggiata dalla guerra con un enorme calo della produzione e della produttività. Ci sono, quindi, pochi generi alimentari e, di conseguenza, si innalzano i prezzi. La produttività diminuisce perché sono mancati i fertilizzanti, perché la forza-lavoro era andata a combattere e perché l’Italia è stata attraversata dalle forze armate.

Le industrie non risentono molto della guerra, perché essa al Nord è durata meno tempo rispetto al Sud. Ma la produzione piena è resa più difficile perché mancano le materie prime e c’è materiale vecchio (il Fascismo, infatti, non ha incentivato l’innovazione ed inoltre si è prodotto molto durante la guerra). Quindi, si importa e si esporta di meno. Salgono anche i prezzi e ciò crea una grande inflazione.

Il primo sciopero operaio avviene nel marzo del 1943 e nasce perché gli operai del Nord hanno salari insufficienti rispetto all’inflazione. Nel 1945, la ricostruzione è lenta, ma nel 1946 essa diventa più veloce grazie agli aiuti degli Americani. Essi, infatti, attuano il programma UNRA, che prevede la donazione o la vendita di macchinari, beni alimentari… Questo programma facilita anche la ricostruzione industriale.

Tensioni sociali e territoriali

La fine della guerra fa esplodere tensioni che attraversano l’intera società. C’è, ad esempio, il lutto collettivo, perché, oltre ad amici e parenti, si è persa anche la casa con i rispettivi ricordi. La società è in tensione anche perché vive il passaggio da un regime totalitario a uno che non si sa ancora quale sarà. In questo periodo di transizione, esplodono anche le differenze sociali e territoriali. Non c’è, inoltre, solo violenza politica, ma c’è anche un’enorme diffusione della criminalità. Si diffonde anche la prostituzione e c’è il problema dell’infanzia abbandonata. Tutto questo segna un allentamento dei vincoli morali tradizionali precedenti la guerra. Inoltre, dopo la guerra, la gente vuole tornare a casa, divertirsi e dimenticare tutta la violenza a cui si è assistito. Molti (soprattutto gli Ebrei sopravvissuti) fanno fatica a parlare delle loro esperienze, non solo perché i protagonisti non vogliono ricordare, ma anche perché è la popolazione a non volerne più sentir parlare.

L’altro problema è il ritorno dei soldati dai campi di guerra e dal fronte. Essi devono inserirsi nuovamente nella società dopo anni di allontanamento dalla famiglia. Inoltre, c’è un periodo di grande conflittualità sindacale che a Sud porta all’occupazione delle terre e a Nord a rivendicare salari sempre più alti.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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