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Storia contemporanea

Sommario

Rivoluzione Francese e il risveglio delle nazionalità ......................................................................................................... 3

Le società segrete ............................................................................................................................................................. 3

I moti del 1820-21 ............................................................................................................................................................. 4

→ Il fallimento dei moti del 1820-21 ................................................................................................................................ 5

I moti del 1830-31 ............................................................................................................................................................. 5

Il successo dei moti del 1830-31 ....................................................................................................................................... 5

Giuseppe Mazzini .............................................................................................................................................................. 6

IL 1848 EUROPEO .............................................................................................................................................................. 7

Il 1948 francese ................................................................................................................................................................. 7

Il 1948 tedesco e nell’impero asburgico ........................................................................................................................... 7

Il 1948 italiano ................................................................................................................................................................... 8

Il risorgimento italiano ...................................................................................................................................................... 9

Il processo di unificazione tedesca ................................................................................................................................. 13

L’Italia dalla Destra alla Sinistra storica: 1861-1896 ....................................................................................................... 15

Perché la Sinistra Storica viene vista come una novità? ................................................................................................. 19

Il quadro internazionale dal 1870 alla fine del sistema Bismarckiano ............................................................................ 22

L’Italia dalla crisi di fine secolo all’Italia Giolittiana ........................................................................................................ 26

Il quadro internazionale dal 1900 allo scoppio della Prima guerra mondiale ................................................................ 29

L’Italia dal quarto gabinetto Giolitti all’entrata in guerra ............................................................................................... 31

Le guerre Balcaniche ....................................................................................................................................................... 35

La Prima Guerra Mondiale .............................................................................................................................................. 36

la Rivoluzione Bolscevica ................................................................................................................................................ 40

La conferenza di pace e il nuovo quadro europeo.......................................................................................................... 42

Il primo dopoguerra italiano ........................................................................................................................................... 45

L’Europa dal 1920 alla crisi del 1929 ............................................................................................................................... 47

La crisi dello Stato Liberale e l’ascesa del fascismo ........................................................................................................ 50

La Repubblica di Weimar e l’ascesa del nazionalsocialismo ........................................................................................... 52

L’emergere di potenze extraeuropee: Stati Uniti e Giappone ........................................................................................ 55

La guerra di Corea ........................................................................................................................................................... 56

Gli USA............................................................................................................................................................................. 57

Nazismo e fascismo a confronto ..................................................................................................................................... 59

L’Europa dalla crisi di Wall Street allo scoppio del secondo conflitto mondiale ............................................................ 61

La Seconda Guerra Mondiale .......................................................................................................................................... 66

L’Italia dal 25 luglio 1943 alle elezioni del 2 giugno 1946 ............................................................................................... 71

Le Conferenze di Pace e la nascita dell’ONU .................................................................................................................. 74

La Guerra Fredda e il secondo Dopoguerra .................................................................................................................... 77

1

L’Italia del referendum istituzionale alle elezioni del 18 aprile 1948 ............................................................................. 79

Il processo di decolonizzazione ....................................................................................................................................... 81

L’Europa dal Dopoguerra agli anni Sessanta ................................................................................................................... 83

L’Italia dal Centrismo al Centro Sinistra .......................................................................................................................... 87

La Guerra Fredda............................................................................................................................................................. 90

2

Rivoluzione Francese e il risveglio delle nazionalità

La Rivoluzione Francese è vista come il momento di passaggio dall’epoca moderna all’epoca contemporanea, che,

con il crollo dell’Ancien Régime, porta ad una rottura nelle coscienze europee.

Da qui, cambia tutto il riferimento politico, religioso e valoriale; certi aspetti, come la sacralità del potere politico

monarchico, vengono meno, a seguito anche dell’affermazione di un’uguaglianza di diritti dinnanzi alla legge.

Questa uguaglianza viene portata avanti dai ceti borghesi che stavano emergendo in Francia all’epoca, e che

cercavano di ritagliarsi uno spazio maggiore rispetto alla nobiltà e al clero.

La dominazione di Napoleone Bonaparte e successivamente i governi da lui instaurati (detti governi dei napoleonidi)

tentarono di esportare i valori propagandati dalla Rivoluzione francese, ossia i princìpi liberali, richiesti soprattutto

dalla borghesia, la quale, non riconoscendosi nell’aristocrazia e nel clero, chiedeva maggiori diritti, maggiore

uguaglianza e maggiore rappresentanza politica.

Infatti, la borghesia era desiderosa di svolgere un ruolo importante nello Stato, consapevole che tale desiderio si

andava a scontrare con il potere politico, economico e amministrativo della nobiltà e del clero, segmenti dell’Ancien

Régime che dovevano essere ridimensionati.

Un altro merito della Rivoluzione è stato quello di realizzare una razionalizzazione della “macchina dello Stato”, con

un accentramento del potere politico-amministrativo, lasciando alle strutture dei Paesi un’organizzazione più

efficiente e più pronta ad affrontare la modernità.

Quindi, sia le riforme attuate, sia il personale politico allevato da Napoleone in tutta Europa, non potevano certo

scomparire nel momento del crollo bonapartista.

In effetti, malgrado il Congresso di Vienna e la successiva Restaurazione cercassero di ripristinare una situazione

politica quo ante, tale opzione si dimostrò ben presto di poca attuabilità; questo perché le “trasformazioni” avvenute

in epoca rivoluzionaria si dimostrarono irreversibili.

Anche i princìpi liberali, propagandati durante la Rivoluzione, avevano portato ad un risveglio delle coscienze

europee, soprattutto quelle della borghesia, che proprio sulla base di questi princìpi, chiedeva maggiori diritti e una

nuova forma di governo statale che vedesse la sostituzione della monarchia assoluta con una monarchia

costituzionale, che rispettasse appunto, le regole di una carta costituzionale.

Le società segrete

Successivamente al Congresso di Vienna (1815), si vennero a creare delle Società segrete che cercarono di dare sfogo

all’opposizione politica della borghesia e di quel personale politico allevato da Napoleone che era stato escluso dal

processo di Restaurazione; entrambi trovarono nelle Società segrete la possibilità di confrontarsi e studiare il modo

per ribaltare i governi della Restaurazione, per instaurare dei regimi di carattere liberale.

Queste Società segrete possono considerarsi la peculiarità principale dei moti del 1820-21 e del 1830-31.

La struttura di queste associazioni era molto rigida, divisa per cellule e i capi di queste mantenevano un assoluto

riserbo, nella convinzione che non tutti gli adepti dovessero sapere le finalità ultime del movimento.

Ovviamente, tali strutture erano sorte proprio perché non vi era possibilità di esprimere il dissenso, e traevano

l’origine dai club giacobini del periodo rivoluzionario.

Una delle principali società segrete che operò in Europa, fu la Carboneria, nata in Francia ma si diffuse anche

nell’Italia meridionale, trovando un forte veicolo di diffusione nei seguaci dell’esercito di Murat (Gioacchino Murat

era stato il condottiero imposto da Napoleone che aveva governato il Regno delle Due Sicilie dopo il crollo dei regni

italiani).

La Carboneria si fece promotrice di programmi improntati al costituzionalismo liberale e di istanze di carattere

monarchico-liberale. 3

I moti del 1820-21

La prima grande prova delle Società segrete contro i regimi restaurati, si ebbe con i moti del 1820-21, infatti la

Restaurazione che venne inaugurata con il Congresso di Vienna del 1815 durò solo cinque/sei anni.

Questi moti partirono dalla Spagna dove la monarchia di Ferdinando VII si era mostrata incapace di far fronte alle

esigenze del Paese, intaccando i privilegi della nobiltà e attuando il risanamento del Paese.

Questa situazione indispettì l’esercito influenzato dalle correnti liberali delle Società segrete, e di conseguenza il 1°

gennaio 1820 le truppe stanziate a Cadice, sotto la guida del colonnello Rafael Riego, si ribellarono, richiamando in

vigore la Costituzione varata a Cadice nel 1812 dalla Cortes (Parlamento spagnolo).

L’esperienza di Cadice si risentì in particolare sul Regno delle Due Sicilie, che ad opera dei due ufficiali Morelli e

Silvati, il 1° luglio 1820 scoppiarono delle insurrezioni da parte delle truppe stanziate a Nola.

Nel Regno delle Due Sicilie e in generale nel Meridione italiano, nella Carboneria configuravano sia i vecchi quadri dei

regni dei napoleonidi, sia la vecchia ufficialità conferita a Gioacchino Murat.

Ebbene, il successo della ribellione del 1820 estesasi anche alla Lucania e alla Puglia, determinò un accordo tra i

vecchi ufficiali rimasti fedeli a Murat e la Carboneria, che cercarono insieme di fronteggiare la reazione del sovrano

delle Due Sicilie.

Ben presto però, in questa coalizione emersero dei contrasti profondi tra murattiani e carbonari, che mirarono la

resistenza del fronte rivoluzionario.

- I murattiani, moderati, erano esponenti degli alti gradi dell’esercito e della burocrazia, e lottavano per

l’affermazione di una monarchia costituzionale socialmente e politicamente moderata, rifacendosi appunto

ad una Carta Costituzionale.

- I carbonari, invece, provenivano dalla borghesia, dall’ufficialità subalterna e dai professionisti cittadini, e

chiedevano la piena applicazione della Costituzione spagnola di Cadice del 1812, realizzando un regime

parlamentare a pieno titolo che andasse a comprimere il potete dell’Esecutivo e del Re.

La Santa Alleanza, guidata dal cancelliere austriaco Metternich, quindi dall’Impero asburgico, voleva evitare che di

nuovo potessero emergere in Europa nuovi contagi rivoluzionari che potessero sconvolgere l’assetto statale

europeo.

Ferdinando I, il Borbone che governava il Regno delle Due Sicilie, aveva inizialmente aderito ai propositi

costituzionali, emanando una costituzione e mostrandosi favorevole ai liberali che volevano la realizzazione di una

monarchia costituzionale. In seguito però, approfittando di un Convegno Internazionale che si svolse proprio nel

1820 a Troppeau (al quale partecipò anche l’Impero asburgico e zarista), Ferdinando I tradì i liberali rivoluzionari

napoletani, rinnegò la Costituzione e si appellò all’intervento asburgico per reprimere la rivoluzione nel proprio

Regno. → Il 23 marzo 1821 gli austriaci entrarono a Napoli, ponendo fine alla rivolta e al regime costituzionale,

restaurando sul trono Ferdinando I. Questo comportamento dei Borboni segnò il distacco tra il movimento

liberale napoletano e la monarchia stessa. Il ripristino del Re sul trono non fu pacifico, ma avvenne

violentemente, in quanto la polizia represse, incarcerò e uccise molti esponenti dei movimenti liberali.

Mentre moriva la rivoluzione napoletana, scoppiarono in Piemonte (Regno di Sardegna) moti di rivolta. Qui, alcuni

esponenti delle Società segrete subalpine tra cui l’ufficiale e Conte Santorre di Santarosa e il Marchese Carlo Asinara

di San Marzano, aiutante di Vittorio Emanuele I (principe di Piemonte), pensarono di realizzare un movimento

insurrezionale che instaurasse una monarchia di stampo costituzionale.

→ Il 12 marzo 1821 a Torino vi fu la rivolta, che si concluse con l’abdicazione del re e con la nomina del

reggente (principe che governa per aiutare il sovrano a seguito delle sue incapacità) Carlo Alberto, sul quale i

congiurati avevano contato, in quanto credevano che appoggiasse i movimenti liberali.

Questa rivolta venne fatta dal ceto dirigente dei vertici politici, militari e nobiliari.

4

Ma Carlo Alberto, di fronte alla recisa sconfessione del re Carlo Felice (successore di Vittorio Emanuele I,

conservatore e ostile rispetto agli ideali liberali), non appoggiò la rivolta, in quanto non poteva che fare un passo

indietro di fronte al legittimo erede. Di fronte a questa decisione, le truppe guidate dal generale De La Tour,

entrarono a Torino il 10 aprile 1821, ma fallirono.

Dopo la sconfitta dei propositi rivoluzionari, sia nel Regno delle Due Sicilie, sia nel Regno di Sardegna, si venne a

realizzare una forte repressione delle Società segrete e dei loro affiliati nelle file dell’esercito; questo, per limitare il

loro potere.

→ Il fallimento dei moti del 1820-21

Il fallimento dei moti del 1820-21 era causato dalla condotta delle società segrete (la divisione in cellule, la

segretezza, il mantenimento di un forte riserbo assoluto tra i congiurati e il distacco tra essi e la massa della

popolazione), che era un elemento di forte debolezza che non aveva permesso il successo dei propositi rivoluzionari.

Dunque le insurrezioni spesso fallivano perchè non venivano ascoltate dall’opinione pubblica, proprio perché c’era

distacco tra i congiurati e la popolazione. Di conseguenza, l’idea portata avanti dalle Società segrete non era recepita

dall’opinione pubblica, la quale non poteva costituire un valido supporto ai processi rivoluzionari. Tuttavia, i moti

ebbero comunque il merito di dimostrare l’instabilità dei regimi conservatori che si erano formati con la

Restaurazione.

Sarà necessario attendere il biennio 1830-31 per assistere ad una nuova ondata rivoluzionaria in Europa.

I moti del 1830-31

Questi anni furono importanti perchè i princìpi liberali riuscirono ad affermarsi, segnando il successo e la

consacrazione della borghesia come classe egemonica dei nuovi Stati, ed affermando un nuovo modello “liberal-

borghese”, che ebbe le sue maggiori espressioni in Francia, Inghilterra e Belgio.

→ Il successo delle rivoluzioni in questi paesi determinò il ridimensionamento dell’aristocrazia e l’ascesa

della grande borghesia, composta da finanziari, grandi industriali, alta burocrazia, che favorì un sistema

politico liberale di natura costituzionale con un suffragio elettorale ristretto (esteso alla borghesia),

all’interno del quale essa poteva trovare le condizioni migliori per esprimersi e svilupparsi.

Nei Paesi dove le rivoluzioni fallirono (Russia, Mondo Germanico, Italia), uscirono rafforzate le monarchie

conservatrici sorrette dall’aristocrazia e dal clero, ostili al costituzionalismo liberale.

In entrambe le situazioni comunque i moti del 1830-31 segnarono il fallimento delle Società segrete, dal momento

che apparve evidente come era impossibile condurre la lotta contro regimi assolutistici solo attraverso la

cospirazione di una setta di congiurati, dovendo, altresì favorire la maggiore partecipazione possibile dell’opinione

pubblica alla causa nazionale liberale.

Il successo dei moti del 1830-31

In questo conteso i moti del 1830-31 videro il successo dei rivoluzionari in vari Paesi.

→ Francia: il tentativo di restaurazione monarchico-aristocratico con caratterizzazione divina, regime molto

assolutist

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher arriprz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Guglielmo Marconi di Roma o del prof Ungari Andrea.
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