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Il fascismo: il periodo della transizione (1922-1925)

Il fascismo dura circa 20 anni (1922-1943) e si può così periodizzare:

  • 1922-1925, cioè periodo della transizione o interregno;
  • 1925-1929/30, cioè periodo della dittatura a viso aperto;
  • 1930-1943, cioè periodo di tentativo di costruzione dello stato totalitario.

Questo periodo è distinguibile in ulteriori sottoperiodi:

  • 1930-1935, cioè periodo di crisi che si chiude con la guerra d’Etiopia;
  • 1935-1939, cioè periodo dell’apogeo dello stato totalitario;
  • 1939-1940, cioè periodo di non belligeranza;
  • 1940-1943, cioè periodo della guerra fascista.

Dal 1943 al 1945 c’è la Repubblica Sociale Italiana.

1922-1925: periodo della transizione

In questo periodo, non si può parlare ancora di stato totalitario, poiché il regime costituzionale liberale (Statuto Albertino) non è toccato, anche se cominciano ad apparire alcuni elementi istituzionali di cambiamento. Nel 1922 Mussolini viene incaricato dal re Vittorio Emanuele III di formare il governo. Avviene, in quest’occasione, la marcia su Roma, con la sfilata delle Camicie nere. Mussolini forma un governo di coalizione con socialisti e popolari.

Gli aspetti fondamentali di questo periodo sono:

  • Crisi internazionale: la crisi internazionale del 1920-21 finisce e l’Italia può espandersi economicamente grazie all’appoggio della politica liberista attuata dal governo. Essa, in politica interna, favorisce l’accumulazione del profitto attraverso una riduzione sulle imposte. Inoltre, viene abolito il monopolio sulle assicurazioni della vita, viene privatizzato il servizio telefonico e viene tagliata la spesa pubblica con forte sfoltimento dei dipendenti pubblici. Nel contempo, in ambito estero, non viene rintrodotto il protezionismo che era stato abolito durante la guerra;
  • Repressione legale: alla repressione illegale dello squadrismo se ne affianca uno legale attuato da magistratura, polizia e prefetti. Nel 1923 viene arrestato tutto il partito comunista. C’è, poi, l’emarginazione dei sindacati, soprattutto della CGIL e della CIL (confederazione cattolica nata durante la guerra). Infatti, con due accordi, la Confindustria riconosce solo nel sindacato fascista, che era nato con il movimento fascista, l’unico interlocutore per stipulare i contratti. CGIL e CIL si sciolgono, anche se in tempi diversi;
  • Nuove istituzioni: vengono introdotte due nuove istituzioni che incominciano ad incrinare lo stato liberale. Viene costituito il Gran Consiglio del Fascismo che collega stato e Fascismo stesso. Esso, nel 1928,
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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