Cap. 1 La società civile
L'irruzione delle masse nella storia
La società di massa: Tra la fine del 1800 e l'inizio del 1900, nei paesi europei e negli Stati Uniti si verificò un grande flusso delle masse nella storia che determinò la nascita di un nuovo tipo di società: "Società di massa" che ha caratterizzato tutto il XX secolo.
Le Bon: La nascita della società di massa destò enormi preoccupazioni da parte delle classi dirigenti. Questa preoccupazione fu espressa in maniera molto efficace dal francese Gustav Le Bon, nell’opera: "Psicologia delle folle"; descrive la rilevanza che la, da lui definita "folla" massa aveva acquistato in tutti i settori (economico, sociale e politico). Le Bon evidenzia come le masse apparivano incontrollabili dagli strumenti di dominio, ed erano, infatti, in grado di:
- Formare delle autonome associazioni come le "Camere di lavoro e partiti" che determinarono lo sviluppo della società civile, ben distinta dalla società politica (lo Stato) perché agivano liberamente e autonomamente senza dipendere dal potere statale.
- Organizzare le attività per il tempo libero dando origine a numerose società ginniche.
La nazionalizzazione delle masse: Così con il passare del tempo le classi dirigenti intuirono che non era più possibile impedire alle masse di prendere parte alla vita nazionale e così fecero in modo che la loro partecipazione fosse controllata attraverso cerimonie, feste, riti, associazioni che organizzassero il loro tempo libero dei lavoratori. Si sviluppò così il processo di nazionalizzazione delle masse, promosso dall’alto. Questo avvenne soprattutto in Germania, dove le masse svolsero politica autonoma con la fondazione nel 1875 del Partito Social Democratico.
L'estensione del diritto di voto e la nascita dei partiti di massa
L’estensione del diritto di voto: Le masse riuscirono ad esercitare una forte influenza sulla vita politica attraverso l’esercizio del diritto di voto e la formazione di partiti di massa, che coinvolsero un numero elevato di cittadini. L’estensione del diritto di voto segna il passaggio dalla società liberale a quella liberal-democratica. Mentre nella società liberale la partecipazione alla vita politica richiedeva al cittadino una rendita fornita da una proprietà o da una professione, con la società liberal-democratica il diritto di voto si estese ai maschi che fossero in grado di leggere e scrivere indipendentemente dalla loro condizione economica. Si arrivò così al suffragio universale maschile (in Francia nel 1870 - in Germania nel 1871 - in Svizzera nel 1874 - in Belgio nel 1893 - in Italia nel 1913 - in Inghilterra 1918).
La formazione dei partiti di massa: I partiti di massa si sono evoluti da una struttura federativa, una sorta di federazione di gruppi diversi, a una struttura centralizzata costituita da una direzione centrale che prendeva le decisioni circa la linea politica da adottare all’interno del partito.
- Nel 1875 fu costituito in Germania, durante un congresso svoltosi nella città di Gotha, il primo partito social democratico nato dalla fusione dei due partiti già esistenti: l’associazione degli operai tedeschi e il partito social democratico dei lavoratori. Nel 1890 divenne Partito Socialdemocratico tedesco che avrebbe dovuto provvedere al passaggio dei mezzi di produzione dalla proprietà privata (sistema liberale) a quella collettiva (sistema marxista), alla sicurezza sociale e alla formazione di un esercito popolare.
- Nel 1880 nacque il Partito Operaio Francese, il quale però rimase frammentario fino al 1905 quando fu fondato il Partito Socialista Francese dell’Internazionale Operaia (SFIO).
- In Italia nel 1892 nacque il Partito dei Lavoratori Italiani che nel 1895 prese il nome di Partito Socialista Italiano.
- Nel 1898 nacque il Partito Social Democratico Russo.
Nel 1876 si sciolse la Prima Internazionale (associazione internazionale dei lavoratori, fondata nel 1864 durante un congresso tenuto a Londra da Marx e da un gruppo di sindacalisti inglesi e francesi, con lo scopo di conseguire l’emancipazione economica della classe operaia) perché a Marx si era contrapposto il rivoluzionario russo Bakunin, fondatore del movimento anarchico e contrario ad ogni forma di autorità della massa operaia.
La Seconda Internazionale: Nel 1889 ad un Congresso di Parigi i Partiti Socialisti formarono una nuova organizzazione internazionale dei lavoratori, la 2° Internazionale, da cui restarono esclusi gli anarchici. Come per la 1° Internazionale, in cui erano in contrasto anarchici e socialisti, anche per la 2° si contrapposero due tendenze che rifiutavano la guerra ma che proponevano linee di azioni disuguali per ottenere il pacifismo:
- Una tendenza rivoluzionaria: per la quale le contraddizioni della società borghese si potevano risolvere solo con la rivoluzione. I rivoluzionari intendevano adottare metodi duri e violenti nella lotta contro le guerre.
- Una tendenza riformista: per la quale la trasformazione della società in senso socialista si poteva raggiungere solo con la promulgazione di una serie di riforme. I riformisti proponevano di lottare per la pace negando ai governi borghesi i finanziamenti per gli armamenti e conducevano una propaganda pacifista. I riformisti ebbero un maggior successo rispetto ai rivoluzionari per la richiesta di riforme sociali, per la spinta al suffragio universale e alla realizzazione di un parlamento democratico.
Il bipartitismo in Gran Bretagna e negli Stati Uniti
Inghilterra: Nel 1893 in Inghilterra i riformatori fondarono il Partito Laburista Indipendente. In precedenza i socialisti riformatori inglesi, contrari alla rivoluzione e favorevoli alle riforme, si raccoglievano nella Fabian Society. Fino ad allora la difesa degli interessi della classe lavoratrice inglese era affidata al partito Whig (liberale) contrapposto a quello Tory (conservatore). Il partito laburista limitò l’influenza del partito Whig cosicché in Inghilterra continuò ad esistere un sistema bipartitico, con la contrapposizione tra conservatori e laburisti (riformisti).
Stati Uniti: Anche negli Stati Uniti esisteva un sistema bipartitico in cui si opponevano:
- Repubblicani
- Democratici
Ma nel 1911 un repubblicano, Theodor Roosevelt, tentò di creare una terza formazione politica: il Partito Progressista per farsi sostenere nella sua candidatura alle elezioni presidenziali del 1912, ma fu battuto sia da Taft che da Wilson, suoi avversari, ed il nuovo partito scomparve rapidamente dalla scena politica.
I sindacati
La formazione dei sindacati: Un'altra forma di organizzazione autonoma delle masse furono i sindacati i quali si proponevano di conseguire obiettivi sia economici come aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro sia politici come intervento delle masse nella gestione pubblica per tutelare i propri interessi. Inizialmente i sindacati assunsero la forma di federazioni di mestiere (organizzazioni di operai che esercitavano lo stesso tipo di lavoro), in seguito queste associazioni si riunirono in grandi confederazioni nazionali. Tra i sindacati europei assunsero un carattere e una funzione molto particolari le Trade Unions inglesi che si avvicinarono molto alle idee socialiste per la presenza di operai non qualificati. Nel 1900 il Partito Laburista Indipendente prese il nome di Partito Laburista e formò con le Trade Unions una confederazione e poté diventare il secondo partito inglese dopo quello conservatore, mentre il partito liberale, a cui i sindacati non affidavano più la rappresentanza dei loro interessi, perse importanza sulla scena politica inglese.
Il primo Maggio: La principale forma di lotta adottata dai sindacati fu lo sciopero contro cui gli imprenditori adottavano la serrata (chiusura delle fabbriche). Per impedire gli scioperi il governo adottava legislazioni repressive mentre gli imprenditori per portare avanti il funzionamento delle loro fabbriche si rivolgevano ai crumiri cioè lavoratori che sostituivano gli scioperanti rompendo così l’unità degli operai. Una data importante nella storia del movimento operaio è costituita dalla nascita della festa dei lavoratori in America: nel 1882 il sindacalista statunitense Peter J. McGuire, suggerì di dedicare una festività alla celebrazione del lavoro, due anni più tardi il più combattivo sindacato americano, I Cavalieri del Lavoro, indicò nel 1° lunedì di settembre la giornata del lavoro mentre poi nel 1889 il Congresso internazionale socialista scelse il 1° Maggio come Festa di tutti i lavoratori del Mondo perché in questa data nel 1886 a Chicago durante una manifestazione svolta per ottenere la giornata di 8 ore di lavoro scoppiò una bomba che uccise un poliziotto e molti lavoratori.
Le associazioni di imprenditori: Insieme ai sindacati dei lavoratori si formarono anche associazioni d'imprenditori che intendevano tutelare i loro interessi. Nel 1906 in Italia nacque la CGIL, Confederazione Generale del Lavoro, e nel 1910, gli industriali fondarono l’Associazione Nazionale con lo scopo di riunire in un'unica confederazione tutte le organizzazioni regionali già esistenti – in Lombardia, in Piemonte e in Liguria e diedero così origine alla CDI Confederazione Italiana dell’Industria- che rese più decisiva la lotta degli imprenditori contro le agitazioni dei lavoratori.
Riformisti, rivoluzionari e revisionisti
I programmi dei Riformisti e dei Rivoluzionari: I riformisti si battevano per ottenere riforme sociali per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori e credevano che l'estensione del diritto di voto era il modo migliore e più pacifico per far conquistare il potere ai rappresentanti della classe operaia. I Rivoluzionari invece erano concordi con Marx nel ritenere che nella società liberale o anche liberaldemocratica le riforme non potessero cambiare in maniera sostanziale le condizioni del proletariato e occorreva reagire con le rivoluzioni.
Il revisionismo e Bernstein: Anche i "revisionisti" e il loro maggior esponente Eduard Bernstein credevano nella possibilità di conquistare pacificamente il potere attraverso le elezioni. Bernstein criticò i principi di Marx:
- La teoria del plusvalore: mentre per Marx il valore delle merci è dato dalla quantità di lavoro che i lavoratori hanno impiegato per produrle, per Bernstein è dato dalla loro utilità.
- La progressiva proletarizzazione della società e di conseguenza la sua polarizzazione politica: mentre per Marx gli artigiani e piccoli imprenditori si sarebbero trasformati in operai, per Bernstein si starebbe andando verso una maggiore articolazione della società formata sia da imprenditori che da lavoratori le cui condizioni erano state migliorate dall’incremento dell’occupazione, dall’aumento dei salari e dalle riforme sociali.
- La lotta di classe che per Bernstein non era un essenziale strumento rivoluzionario.
- La dittatura del proletariato: per Bernstein lo Stato non costituiva più lo strumento di cui la classe dominante si serviva per esercitare il suo dominio sul proletariato perché anche il proletariato poteva partecipare alla direzione dello Stato eleggendo i propri rappresentanti attraverso il voto e di conseguenza per i socialisti la dittatura del proletariato poteva essere instaurata non eliminandolo come classe sociale ma riformandolo attraverso lo stato.
Le classi ed i gruppi sociali
Le classi per Marx: Le condizioni economiche dei cittadini determinarono l’articolazione della società in classi sociali. A metà dell’800 Marx aveva posto al centro della storia le classi sociali, la lotta e la coscienza di classe: per Marx le classi fondamentali della società sono la borghesia e il proletariato, entrambi protagonisti del mondo della produzione capitalistica in cui ognuna svolge una propria funzione:
- La borghesia investe il suo capitale in mezzi di produzioni.
- Il proletariato investe la propria forza nel lavoro.
Mentre le altre classi sociali come quella degli artigiani erano solo il residuo dei vecchi metodi di produzione e quindi destinate a scomparire. Per Marx quando le classi ossia i membri di un gruppo sociale che svolgono la stessa funzione nel processo di produzione (borghesia e proletariato) acquisteranno una coscienza di classe e diventeranno consapevoli di avere interessi in comuni, scoppierà una lotta di classe che costituiva il motore delle grandi trasformazioni.
Le classi per Bernstein: Bernstein a differenza di Marx sostenne che le classi si contraddistinguono non solo per la funzione che svolgono nel modo di produzione ma anche per il reddito, la posizione sociale e le abitudini di vita in quanto possono esistere salariati che vivono come borghesi e borghesi che si sentono proletari. Rispetto a Marx che aveva analizzato la società inglese, Bernstein teneva presente la società tedesca più stratificata in quanto composta non solo da borghesia e proletariato ma anche da aristocrazie, i sottoproletariati ed i poveri.
Articolazione dei gruppi sociali e i caratteri distintivi: Oggi, all’interno di ogni classe sociale esistono ulteriori stratificazioni che storici e sociologi distinguono in base ad altri elementi aggiunti a quelli indicati da Bernstein come il patrimonio, i consumi, il prestigio offerto da alcune professioni, abitudini, valori, tipo di educazione e scelte matrimoniali.
Sorel e il sindacalismo rivoluzionario
La teoria di Sorel: Mentre i partiti si prefiggevano obiettivi politici, i sindacati perseguivano finalità economiche che miravano a migliorare le condizioni di vita e di lavoro degli iscritti. Il Francese Sorel, deluso della linea riformista dei partiti socialisti, individuò nel sindacato uno strumento di lotta non solo economica, ma anche politica: Sorel non credeva nella politica pacifica dei riformisti e vedeva nel sindacato il mito politico che doveva suscitare negli operai sentimenti di violenza che li dovevano spingere ad insorgere con atti rivoluzionari e con lo sciopero generale contro la borghesia ed abbatterla per conquistare il potere e cambiare la società.
I sindacalisti rivoluzionari e lo sciopero generale: Il pensiero di Sorel ispirò una forte corrente sindacale, "Il Sindacalismo Rivoluzionario", che adottò violenti metodi di lotta (sabotaggio della produzione) e a cui diedero un certo contributo gli anarchici e per questo motivo fu chiamato anche anarcossindacalismo. I sindacalisti rivoluzionari consideravano il grande sciopero generale a carattere insurrezionale l'arma più efficace che i lavoratori potessero usare non più per ottenere i migliori salari, ma per allenarsi in previsione di un attacco finale al potere borghese come aveva previsto Sorel.
Il cattolicesimo sociale e la Rerum Novarum
Il movimento cristiano-sociale: Anche la Chiesa guardava la nascita della società di massa con preoccupazione. Nel 1890 il cattolicesimo diede vita al movimento cristiano-sociale che propose di lottare sia contro il liberalismo, a cui rimproverava l’allontanamento dalla religione e l’indifferenza per le classi più povere, sia contro il socialismo a cui rimproverava l’ateismo e la volontà di sovvertire la società dalle fondamenta.
Nota: Il Liberalismo è una dottrina politica che ha come fondamento la richiesta delle libertà proprie delle società borghesi (di parola, di stampa, di associazione e di proprietà). Il Liberismo è una dottrina economica che ha come fondamento la richiesta della libertà d’impresa e il rifiuto degli interventi statali in campo economico.
La Rerum Novarum: Nel 1891 il Papa Leone XIII fece pubblicare l’Enciclica "RERUM NOVARUM" ("Delle cose nuove"), documento del Papa, in cui espresse la dottrina sociale-cattolica cui dovranno ispirarsi tutti i papi. In questo documento il papa attaccava i socialisti che alimentavano l’odio dei poveri contro i ricchi provocando il conflitto di classe e difendeva la proprietà privata: per il pontefice era impossibile eliminare la disuguaglianza sociale che era nella natura delle cose perciò invitava tutte le classi sociali, operai e imprenditori, a vivere in concordia e ad osservare reciprocamente i propri doveri. L’Enciclica aprì la strada del futuro impegno politico e sociale dei cattolici.
Due diversi modelli della social democrazia
Il partito social democratico tedesco: Il PARTITO SOCIAL DEMOCRATICO TEDESCO aveva indicato nel Programma Del Congresso tenuto a Gotha gli obiettivi che si sarebbero dovuti raggiungere in modo pacifico attraverso la democratizzazione dello Stato. Marx criticò il programma di Gotha di essere troppo vago e di non prevedere un periodo di dittatura del proletariato.
Il Partito operaio Social democratico Russo e Lenin: Il PARTITO OPERAIO SOCIAL DEMOCRATICO RUSSO, fondato nel 1898, fu diverso dal PARTITO SOCIAL DEMOCRATICO TEDESCO e dagli altri partiti a causa dell’azione svolta da Lenin. Il MOVIMENTO SOCIALISTA RUSSO era diviso in due grandi filoni:
- Social rivoluzionario che si rifaceva alle posizioni dei populisti e che chiedeva la distribuzione delle terre ai contadini.
- Socialdemocratico d’ispirazione marxista diretto da Lenin per il quale il partito...
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