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Sistema nervoso

Appunti sulla parte del sistema nervoso di anatomia del primo anno di CTF Unimore. Sono molto chiari con molte immagini e disegni della prof. Integrati anche con lo studio del libro consigliato. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Bertoni.

Esame di Anatomia umana docente Prof. L. Bertoni

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Prima del 4°mese di vita intrauterina la lunghezza del midollo spinale è la stessa di quella della colonna vertebrale.

La coppia di nervi spinali esce a livello del foro intervertebrale corrispondente ed escono orizzontali prima del 4°mese.

Durante lo sviluppo la colonna vertebrale si accresce più velocemente e all termine dello sviluppo il midollo spinale è più corto

di circa 25 cm rispetto alla colonna vertebrale. Ma succede che i nervi seguono la crescita della colonna e non escono più

orizzontali ma con un angolo, e al di sotto di L non c’è più midollo spinale ma ci sono le radici dei nervi spinali, che formano la

2

CAUDA EQUINA.

I nervi dal momento che i fori si spostano, li seguono durante lo sviluppo e vengono trascinati verso il basso. Nell’ultimo tratto

del canale vertebrale ci sono le RADICI anteriori e posteriori dei nervi, non c'è più midollo spinale. Questo tratto viene usato

per fare le anestesie visto che non c'è più midollo.

Ogni nervo, appunto, deriva dall’unione di 2 radici:

• RADICE ANTERIORE MOTORIA, data dagli assoni dei neuroni motori che si trovano nel corno anteriore;

• RADICE POSTERIORE SENSITIVA data dai prolungamenti dei neuroni a T.

La cauda equina è costituita dalle radici anteriore e posteriore dei nervi spinali.

Le meningi

Il midollo spinale è rivestito dalle MENINGI, che sono 3 lamine connettivali concentriche:

• DURA MADRE, la più esterna, robusta, ed è formata da connettivo fibroso;

• ARACNOIDE, intermedio, elastico e scarsamente vascolarizzato, dove si trova lo SPAZIO SUBARACNOIDALE, che

contiene LIQUOR, a livello di questo spazio ci sono delle fibre reticolari che si dispongono a formare una sorta di

ragnatela;

• PIA MADRE, la più interna, sottile, che contiene vasi e avvolge intimamente il midollo spinale.

Nel midollo spinale tra dura madre e osso c’è uno spazio detto SPAZIO PERIDURALE o EPIDURALE, che è ricco di plessi venosi,

ed è proprio qui che vengono fatte le anestesie, le epidurali appunto.

Anche l’encefalo è rivestito dalle meningi.

Il liquor o LIQUIDO CEFALO-RACHIDIANO è prodotto per ultrafiltrazione a livello dei ventricoli cerebrali da strutture vascolari

detti PLESSI CORIOIDEI. Il liquido così scorre a livello delle cavità interne del SN e poi esce attraverso 3 fori situati a livello del

IV ventricolo e diffonde nello spazio subaracnoidale attorno al midollo spinale e all’encefalo.

Non ha funzione trofica ma ha una funzione meccanica, che serve ad attutire gli urti e serve anche ad alleggerire l’encefalo,

che pesa circa 1400 g, immerso nel liquor è come se pesasse 50 g.

Il liquor che circola nelle cavità ha un volume totale di 135 ml. Viene continuamente prodotto o assorbito nelle GRANULAZIONI

ARACNOIDALI (estroflessioni dell’aracnoide attraverso le quali il liquor torna nel sangue).

Il midollo spinale funzionalmente e strutturalmente è diviso in 2 metà speculari, una DX e una SX, che controllano le rispettive

metà del corpo. Posteriormente c’è un SOLCO MEDIANO POSTERIORE, mentre anteriormente è presente una FESSURA

MEDIANA ANTERIORE. Internamente c’è la sostanza grigia ed esternamente la sostanza bianca. Essi dividono la sostanza bianca

presente all’esterno in CORDONI:

-CORDONE ANTERIORE, parte di sostanza bianca compresa tra la fessura mediana anteriore e l’emergenza delle radici anteriori;

-CORDONE LATERALE, parte di sostanza bianca compresa tra l’emergenza delle radici anteriori e posteriori;

-CORDONE POSTERIORE, parte di sostanza bianca compresa tra l’emergenza delle radici posteriori e il solco mediano

posteriore;

La sostanza grigia è più abbondante nei neuromeri che innervano gli arti, a livello del rigonfiamento cervicale e di quello lombo-

sacrale, perché lì il territorio da innervare è più ampio.

La sostanza bianca è più abbondante nei neuromeri alti rispetto a quelli bassi, perché la sostanza bianca contiene fasci di fibre

sensitive ascendenti e motorie discendenti, le motorie discendenti man mano diminuiscono andando verso il basso, viceversa

le vie sensitive aumentano andando verso l’alto. 10

Sezionando trasversalmente il midollo spinale si osserva che la sostanza grigia, disposta al centro,

assume la forma di una H in cui si distingue in ogni metà:

- un corno anteriore, più tozzo, a significato motorio

- un corno posteriore, sottile e allungato, a significato sensitivo

All’apice del corno anteriore ci sono i corpi cellulari dei neuroni motori somatici (M.S), gli assoni imboccano la radice anteriore

motoria, entrano nel nervo spinale e andranno a terminare sui muscoli striati scheletrici.

Alla base del corno anteriore ci sono i neuroni motori viscerali (M.V), il cui assone imbocca la radice anteriore, che entra nel

nervo e andrà a fare sinapsi, anche se non direttamente, sul muscolo liscio, miocardio e ghiandole.

Nel corno posteriore ci sono verso l’apice neuroni sensitivi somatici (S.S), che riceveranno la sensibilità somatica; alla base ci

sono neuroni sensitivi viscerali (S.V), che riceveranno la sensibilità viscerale.

Questi neuroni sensitivi ricevono la sensibilità da un neurone a T, il cui corpo cellulare si trova in un GANGLIO, lungo la radice

posteriore. Questo neurone a T è detto 1° neurone sensitivo, perché per primo raccoglie la sensibilità, con un prolungamento

va in periferia ed entra in contatto con un recettore, con l’altro prolungamento porta la sensibilità al midollo spinale. I neuroni

°

del corno posteriore sono detti 2 neuroni sensitivi.

°

L’assone dei 2 neuroni sensitivi va nella sostanza bianca e sale per portare la sensibilità verso i centri soprassiali.

Il neurone a T può fare sinapsi direttamente con i neuroni motori del corno anteriore per l’arco riflesso.

Classificazione dei NEURONI della sostanza grigia del midollo spinale

Ci sono neuroni del I tipo di Golgi (a neurite lungo) e neuroni del II tipo di Golgi (a neurite breve)

NEURONI del I TIPO di Golgi:

I neuroni radicolari sono motoneuroni, localizzati nelle corna anteriori, il cui neurite esce dal midollo spinale ed entra nella

- radice anteriore motoria del nervo spinale per innervare fibre muscolari scheletriche (=neuroni motori somatici M.S.) o

muscolatura liscia viscerale e ghiandole (= neuroni motori viscerali M.V.). Essi ricevono impulsi dalle vie motorie in discesa

da centri superiori.

I neuroni funicolari, i cui neuriti si raggruppano in fasci o “funicoli” di sostanza bianca, sono localizzati nelle corna posteriori

- e sono quindi secondi neuroni sensitivi (somatici S.S. e viscerali S.V.) che ricevono impulsi da neuroni sensitivi a T (primi

neuroni che si trovano nel ganglio della radice posteriore sensitiva del nervo spinale). Essi inviano il loro neurite a centri

integrativi soprassiali (=vie sensitive in salita)

Nel midollo spinale ci sono anche neuroni funicolari associativi intramidollari che ricevono impulsi sia sensitivi che motori. Il

loro neurite esce dalla sostanza bianca dove si divide a T, in un ramo che sale e uno che scende per rientrare nella sostanza

grigia a livelli diversi. Questi neuroni collegano livelli diversi del midollo spinale.

NEURONI del I TIPO di Golgi:

Sono interneuroni che si trovano in tutta la sostanza grigia (corno anteriore e corno posteriore), possono essere sia

- eccitatori che inibitori e il loro neurite termina su un altro neurone a breve distanza, senza uscire dalla sostanza grigia.

Neuroni I tipo di Golgi RADICALI MOTORI SOMATICI (M.S)

a neurite lungo MOTORI VISCERALI (M.V)

FUNICOLARI dell’apparato di integrazione

FUNICOLARI (secondi neuroni sensitivi) S.S. e S.V.

Neuroni II tipo di Golgi INTERNEURONI (eccitatori o inibitori)

a neurite breve 11

Neuroni motori somatici (MS)

All’apice dei corni anteriori. I motoneuroni sono disposti in modo ordinato, c’è somatotopia, ovvero corrispondenza anatomica

tra i territori periferici e gruppi di MOTONEURONI.

I neuroni motori somatici ricevono afferenze sia dal neurone sensitivo a T per l’arco riflesso orizzontale, sia dai sistemi motori

somatici in discesa dalla corteccia, dai centri soprassiali, in particolare dal sistema piramidale ed extra-piramidale.

L’arco riflesso comporta una risposta automatica senza l’intervento dei centri soprassiali. Sono sistemi bineuronali che danno

risposte uguali, immutabili e automatiche.

Un esempio di arco riflesso è il RIFLESSO PATELLARE. Se con un martelletto si dà un colpo sotto la rotula, la gamba si distende.

Il muscolo anteriore della coscia è il quadricipite femorale, il tendine si inserisce sulla tibia, all’interno del tendine si trova la

rotula o patella; se colpisco il tendine, questo è come se si allungasse; all’interno del quadricipite sono presenti dei recettori, i

FUSI NEUROMUSCOLARI, fusi raggiunti dal prolungamento del neurone a T che raccoglie il segnale di stiramento e lo porta dal

midollo spinale. Il neurone a T fa sinapsi sul neurone motorio somatico il quale assone va ad innervare il muscolo quadricipite

che lo fa contrarre. Quando si contrae il quadricipite, si rilassano i muscoli posteriori della coscia. Risposta automatica

inevitabile.

Un altro esempio è il RIFLESSO DA RITRAZIONE, (ad esempio quando tocco qualcosa di caldo) è flessorio.

Tuttavia non sono presenti degli archi riflessi bi neuronali, ma sono sempre coinvolti degli interneuroni, sia inibitori sia

eccitatori: INTERNEURONE ECCITATORIO per il neurone motorio somatico per il muscolo flessore che si deve contrarre, e fa

sinapsi anche su un interneurone inibitore per il muscolo estensore, INTERNEURONE INIBITORIO per il muscolo antagonista.

Il neurone sensitivo a T raccoglie lo stimolo dolori fero e lo porta al midollo spinale, il neurone sensitivo a T fa sinapsi

all’interneurone il quale scarica sul neurone motorio sensitivo che innerva il bicipite, esso si contrae e ritraggo ad esempio la

mano. L’interneurone contemporaneamente manda la sensibilità verso l’alto in questo modo diventeremo coscienti.

Il neurone a T fa sinapsi sull’interneurone eccitatorio il quale stimola il neurone motorio e fa contrarre il bicipite.

Contemporaneamente fa sinapsi sull’interneurone motorio che inibisce i neuroni motori che innervano il muscolo antagonista,

il tricipite. Il muscolo antagonista è il muscolo la cui azione si oppone a quella di un altro muscolo, quindi:

Bicipite: muscolo flessore (anteriore)

Tricipite: muscolo antagonista (posteriore)

Neuroni motori viscerali

Fanno parte del sistema nervoso autonomo o viscerale, costituito da neuroni centrali e neuroni periferici (o gangliari), che

porta stimoli effettori sul muscolo liscio, muscolo cardiaco e le ghiandole esocrine ed endocrine. Si trovano nel midollo spinale

alla base del corno anteriore, ma a differenza del SN somatico, non vanno a fare sinapsi sul viscere. nel Sistema Nervoso

Viscerale le vie efferenti sono costituite da due neuroni in serie che collegano il SNC all’organo:

- uno nel SNC (midollo spinale e tronco cerebrale) detto NEURONE PRE-GANGLIARE, di cui il loro prolungamento andrà a fare

sinapsi su un altro neurone;

-uno detto POST-GANGLIARE, il cui corpo cellulare si trova in un ganglio in periferia e il suo prolungamento andrà a fare sinapsi

sul muscolo liscio, miocardio e ghiandole.

I neuro motori somatici (MS) si trovano lungo tutto il midollo spinale, invece i motori viscerali (MV) si trovano solo in certi

neuromeri, in particolare tra T e L , che è la stazione centrale del SISTEMA

1 2

ORTOSIMPATICO, e tra S e S , che è la stazione centrale del SISTEMA

2 4

PARASIMPATICO SACRALE.

Il Sistema Nervoso Somatico consta di due sezioni complementari con diversa

localizzazione anatomica, l’ortosimpatico (detto comunemente simpatico) e il

parasimpatico, che innervano gli stessi organi (con qualche eccezione) ma e

con funzione antagonista. 12

SISTEMA ORTOSIMPATICO

L’ortosimpatico è il sistema di “combatti o fuggi”, fornisce e spende energia e aumenta le capacità fisiche per permettere

all’organismo di far fronte rapidamente a situazioni di emergenza, di stress, di minaccia, di paura, ecc.

Neuroni pre-gangliari (= neuroni Motori Viscerali nel corno anteriore del midollo spinale tra T1–L2)

→ liberano Acetilcolina

Neuroni post-gangliari nei gangli della catena latero-vertebrale o nei gangli preaortici della cavità addominale

→ liberano Noradrenalina I gangli della catena latero-vertebrale sono

disposti in 2 file ai lati della colonna vertebrale

e sono uniti tra loro da fibre nervose.

I gangli preaortici sono situati nella cavità addominale e contengono i neuroni postgangliari che innervano appunto gli organi

della cavità addominale.

I neuroni motori viscerali tra T1 e L2, che sono i pre-gangliari, hanno un neurite che imbocca la radice anteriore e va a formare

il nervo spinale, entra nel nervo spinale, ma si stacca da quest’ultimo e tramite un ramo comunicante bianco si porta ai gangli

della catena latero-vertebrale.

A questo punto ci possono essere 3 possibilità:

- la fibra pre-gangliare qui incontra il neurone post-gangliare, il cui neurite andrà sul bersaglio;

- la fibra pre-gangliare prosegue fino a un ganglio preaortico dove incontra il neurone post-gangliare;

-la fibra pre-gangliare a livello della catena latero-vertebrale incontra il neurone post-gangliare il cui neurite, tramite un ramo

comunicante grigio rientra nel nervo spinale.

Nel ramo comunicante grigio ci sono le fibre post-gangliari amieliniche e sono destinate ai territori periferici. Infatti queste

fibre ortosimpatiche innervano i vasi della cute (ghiandole sudoripare, muscoli erettori dei peli), dei muscoli (vasi della

muscolatura liscia). I rami comunicanti grigi si trovano a tutti i livelli del midollo spinale.

Invece i rami comunicanti bianchi contengono le fibre pre-gangliari mieliniche, che arrivano al ganglio della catena latero-

vertebrale, e si trovano solo tra T1 e L2.

L’ortosimpatico attiva tutti gli stratagemmi per dare una risposta pronta.

A livello dell’occhio provoca dilatazione della pupilla, causa Nidriasi.

- A livello delle ghiandole, Inibisce la secrezione per le ghiandole salivari.

- A livello cardiaco aumenta la frequenza e la gittata cardiache, e la forza della contrazione.

- A livello dell’apparato respiratorio si ha broncodilatazione;

- A livello dell’apparato digerente viene inibita la peristalsi e la secrezione ghiandolare; inibisce la minzione e la defecazione,

- blocca gli sfinteri.

A livello cutaneo stimola le ghiandole sudoripare (aumenta la sudorazione), stimola i muscoli erettori dei peli (pilo

- erezione), va anche ad agire a livello della muscolatura liscia dei vasi causando vasocostrizione.

A livello della muscolatura striata si ha vasodilatazione, compresi i muscoli del cuore.

-

Alcune fibre pre-gangliari non si fermano né nei gangli della catena latero-vertebrale, né in quelli preaortici, ma vanno

direttamente alla sostanza midollare del surrene, liberano acetilcolina e stimolano la midollare del surrene a produrre

adrenalina e noradrenalina, si verifica questo perché la midollare è formata da cellule che sono neuroni post-gangliari

modificati e rafforzano l’azione dell’ortosimpatico.

L’ortosimpatico raggiunge anche i territori della testa.

SISTEMA PARASIMPATICO

Il parasimpatico è il sistema di “resta e riposa”, favorisce varie funzioni fisiologiche (digestione, minzione, defecazione…),

risparmia e recupera energie.

Il parasimpatico ha funzioni opposte all’ortosimpatico.

Neuroni pre-gangliari Acetilcolina

Neuroni post-gangliari Acetilcolina 13

Il parasimpatico è formato da 2 neuroni in serie, uno pre-gangliare e uno post-gangliare. Il pre-gangliare si trova in parte nel

midollo spinale nei sarcomeri sacrali, per questo è detto PARASIMPATICO SACRALE. Altri invece si trovano nel tronco

(PARASIMPATICO ENCEFALICO) nel nucleo dei nervi cranici III, VII, IX, X. Hanno come neurotrasmettitore l’acetilcolina e hanno

un assone molto lungo.

I post-gangliari sono già in prossimità dell’organo

bersaglio per questo sono corti. Anche questi

hanno come neurotrasmettitore l’acetilcolina.

Il parasimpatico sacrale innerva da metà colon

trasverso in giù, quello encefalico gli altri organi.

Il Parasimpatico encefalico innerva tutta la restante parete: ha un’azione opposta al sistema ortosimpatico:

A livello dell’occhio provoca costrizione della pupilla, causa Miosi; innerva anche il muscolo ciliare per la messa a fuoco;

- A livello delle ghiandole della testa fa aumentare la salivazione;

- A livello del cuore provoca diminuzione della frequenza cardiaca e della forza di contrazione;

- A livello polmonare provoca bronco costrizione;

- A livello dell’apparato digerente stimola la secrezione delle ghiandole, la peristalsi, l’assorbimento, e pare gli sfinteri.

-

Innerva gli organi della piccola pelvi, i reni, e da metà colon trasverso in giù; tutta la restante parte è innervata dal parasimpatico

encefalico.

Ai neuroni motori viscerali sia dell’ortosimpatico che del parasimpatico arrivano sia afferenze dai neuroni sensitivi a T sia fibre

dai centri superiori, in particolare dall’ipotalamo, che rappresenta il centro di regolazione viscerale (controlla l’ortosimpatico e

il parasimpatico).

Vie ascendenti sensitive nel midollo spinale

• Sensibilità protopatica fasci spino-talamici anteriore e laterale

fascio spino-tettale

• Sensibilità epicritica fasci gracile e cuneato cordone

• Sensibilità propriocettiva cosciente fasci gracile e cuneato posteriore

• Sensibilità propriocettiva incosciente fasci spino cerebellari dorsale e ventrale

fascio spino-vestibolare

• Sensibilità viscerocettiva fasci spino-talamico anteriore

fascio spino-reticolare

Sistema piramidale

È un sistema mononeuronale, (destinato a comandare i muscoli striati scheletrici), parte dalla corteccia cerebrale e in

particolare dall’area motoria, la 4, e dalla pre-motoria, la 6, dove si può rappresentare l’OMUNCOLO MOTORIO; qui ci sono

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neuroni i cui assoni si portano nella sostanza bianca, attraversano la CAPSULA INTERNA, e poi scendono: una parte si porta

contro-lateralmente e si ferma sui neuroni motori somatici dei nuclei dei nervi cranici, formando il fascio cortico-nucleare, i

neuroni MS comanderanno i muscoli striati della testa; la restante parte scende a livello delle piramidi del bulbo: l’85% delle

fibre crocia, formando il fascio cortico-spinale laterale o crociato, il 15% scende omo-lateralmente e forma il fascio cortico-

spinale anteriore o diretto, anche queste fibre prima di terminare crociano a livello del midollo spinale, in ogni caso l’obbiettivo

sono i neuroni MS. Questo sistema è tipico dei mammiferi, alla nascita le fibre non sono mielinizzate e per questo i movimenti

dei bambini sono più grossolani.

È un sistema motore somatico mononeuronale che, in partenza dalle aree motorie della corteccia cerebrale, termina

direttamente:

- sui motoneuroni somatici (M.S.) dei nervi cranici del tronco encefalico (fascio cortico-nucleare) che innervano muscoli

scheletrici della testa

- sui motoneuroni somatici (M.S.) del midollo spinale (fasci cortico-spinali laterale e anteriore) che innervano i muscoli

scheletrici del tronco e degli arti

Origine:

Le fibre di questo sistema originano dall’area motoria primaria (area 4) e dall’area premotoria (area 6) della corteccia cerebrale.

(Una parte di fibre origina anche dall’area sensitiva primaria 3,1,2 ma con lo scopo di controllare la sensibilità in ingresso e non

con significato motorio)

Percorso:

Le fibre piramidali scendono dalla corteccia cerebrale, passando attraverso la sostanza bianca degli emisferi cerebrali e del

tronco cerebrale dove danno fibre ai motoneuroni somatici (M.S.) dei nervi cranici (fascio cortico-nucleare).

A livello delle piramidi del bulbo, la maggior parte delle fibre (85%) si incrocia e scende nel cordone laterale del midollo spinale

come fascio piramidale crociato o fascio cortico-spinale laterale.

Il resto delle fibre (15%) scende direttamente nel cordone anteriore come fascio piramidale diretto o fascio cortico-spinale

anteriore, per poi incrociarsi anch’esso prima di terminare sui motoneuroni.

Ne consegue che la denominazione “diretto” e “crociato” è inesatta perché entrambi i fasci, alla loro terminazione, sono

crociati.

Funzione:

Essa si esplica principalmente sui motoneuroni somatici per i movimenti più fini, in particolare sulla muscolatura flessoria

distale delle estremità (dita della mano), per l’esecuzione di movimenti precisi e controllati. Questo spiega perché nei bambini

molto piccoli, in cui le fibre piramidali sono poco mielinizzate, i movimenti sono poco accurati.

Nello stesso tempo il sistema piramidale inibisce i muscoli estensori (antagonisti).

Sistema extra-piramidale

È un sistema poli-neuronale, ha come obbiettivo i neuroni MS. È un sistema filogeneticamente più antico.

Parte sempre dalla corteccia cerebrale, però tra la corteccia e i neuroni MS sono presenti 5 stazioni sottocorticali (tutte

collegate tra loro).

È un sistema motore somatico polineuronale che comprende diverse vie che, in partenza dalla corteccia cerebrale, si

interrompono (vie polineuronali) in diverse stazioni sottocorticali prima di terminare sui motoneuroni somatici (M.S.) (a

differenza del sistema piramidale che è invece un sistema mononeuronale).

Le 5 stazioni sottocorticali del sistema extrapiramidale (collegate alla corteccia, al paleocerebello e anche tra di loro) che

proiettano direttamente ai motoneuroni somatici dei nervi cranici e del midollo spinale sono: 15

1. Nucleo rosso nel mesencefalo

2. Tetto del mesencefalo, il mesencefalo non ha subito l’apertura a libro quindi resta un tetto dato da due coppie di tubercoli

(2 inferiori e 2 superiori) che formano la LAMINA QUADRIGEMINA. I tubercoli superiori ricevono afferenze ottiche, quelli

inferiori ricevono afferenze acustiche

3. Nuclei vestibolari che ricevono afferenze statico-cinetiche dal labirinto vestibolare dell’orecchio interno (organo

dell’equilibrio)

4. Olive bulbari, sono nuclei a forma di oliva nel bulbo

5. Sostanza reticolare, formata da piccoli nuclei di sostanza grigia sparsi nella sostanza bianca del tronco

Da queste stazioni partono FASCI MOTORI discendenti ai motoneuroni somatici (MS) del midollo spinale:

- Fascio rubro-spinale (dal nucleo rosso) controlla i movimenti dei muscoli flessori distali, simile al sistema piramidale

- Fascio tetto-spinale (dal tetto del mesencefalo) muscoli della testa e dell’arto superiore in risposta a stimoli ottici e acustici

- Fascio vestibolo-spinale (dai nuclei vestibolari) controlla muscoli estensori per mantenere l’equilibrio

- Fascio olivo-spinale (dalle olive bulbari) controlla muscoli della testa e dell’arto superiore

- Fascio reticolo-spinale (dalla sostanza reticolare) regola attività motorie riflesse

Questi fasci sono tutti in collegamento tra loro.

Questo sistema comprende, oltre ai fasci discendenti sui motoneuroni somatici, anche altre stazioni che non proiettano ai MS

e sono: TALAMO (nuclei ventrale anteriore VA e ventrale intermedio VI), STRIATO (nuclei di sostanza grigia nella sostanza

bianca), SOSTANZA NERA (nel mesencefalo), CERVELLETTO (la porzione più nuova NEOCEREBELLO). Queste stazioni fanno parte

di circuiti che dalla corteccia tornano ad essa per modularla. Questi circuiti vengono detti CIRCUITI RIVERBERANTI CORTICO

CORTICALI. Tutti i circuiti fanno tappa al talamo (VA e VI) in quanto tutto ciò che va alla corteccia deve passare di qui.

Tali circuiti hanno la funzione di modulare la corteccia cerebrale stessa:

1. Circuito cortico-ponto-neocerebello-talamo-corticale

2. Cortico-strio-talamo-corticale (striato: nuclei profondi di sostanza grigia)

3. Circuito cortico-nigro-strio-talamo-corticale (fa tappa sulla sostanza nera del mesencefalo, dove la sostanza nera ha effetto

inibitorio. Ad esempio nel morbo di Parkinson viene a diminuire la dopamina, e la mancanza di essa fa si che la corteccia non

sia più in vita, manca inibizione della corteccia e quindi porta a tremore e rigidità)

Ci sono questi circuiti perché regolano la corteccia in modo inibitorio, come a livello della sostanza nera.

Funzione:

Il sistema extrapiramidale coordina e armonizza le attività motorie dei movimenti più complessi (per esempio la

deambulazione) regolando il giusto grado di contrazione dei muscoli durante il movimento e il giusto tono muscolare a riposo.

Impara la giusta sequenza dei movimenti che diventano automatici. È responsabile di alcuni movimenti involontari ad esempio

come oscillare le braccia durante la camminata. Scrivere è un movimento controllato dal sistema extrapiramidale, è un

movimento automatico per noi; per i bambini che imparano a scrivere, scrivere non è un movimento automatico, quindi non

è controllato dal sistema extrapiramidale ma dal piramidale.

Sia piramidale che extrapiramidale agiscono solo su MS infatti gli MV sono controllati dall’ipotalamo tramite fasci ipotalamo-

reticolo-spinali.

Simpatico e parasimpatico innervano gli stessi organi ma con funzione opposta, ad esempio nell’occhio agisce sul MUSCOLO

CIGLIARE che fa mettere a fuoco le immagini. Ci sono però anche organi innervati solo dall’ortosimpatico come ad esempio la

cute, i vasi dei muscoli striati e la midollare del surrene.

Ai MV arrivano i neuroni sensitivi a T e anche fibre dai centri superiori (dall’ipotalamo che rappresenta il centro di regolazione

viscerale.

Neuroni funicolari sensitivi

I NEURONI FUNICOLARI sono quelli del corno posteriore del midollo spinale, dove ci sono neuroni sensitivi somatici (SS)

all’apice, e i neuroni sensitivi viscerali (SV) alla base; questi neuroni sono i 2° neuroni sensitivi, perché ricevono afferenze dai

1° neuroni sensitivi, il cui corpo cellulare si trova nei gangli della radice posteriore.

L’assone di questi 2° neuroni sensitivi si porta nella sostanza bianca e sale formando FASCI o FUNICOLI, il cui nome indica la

stazione di partenza e quella di arrivo. Le sensazioni vengono trasportate ai centri soprassiali tramite vie sensitive.

A livello della corteccia ci sono aree preposte a ricevere la sensibilità (AREA 3, 1, 2)

Tutta la sensibilità cosciente (cioè protopatica, epicritica e propriocettiva) giunge al nucleo Ventrale Posteriore del talamo (VP)

(3°neurone sensitivo) e da qui viene proiettata all’area sensitiva primaria (area 3, 1, 2) della corteccia cerebrale.

La sensibilità incosciente invece non raggiunge la corteccia cerebrale. 16

La sensibilità protopatica cosciente, sale tramite FASCI SPINO-TALAMICI. Nel talamo (nel nucleo VP) c’è il III neurone

- sensitivo il cui assone va alla corteccia e la sensibilità diventa cosciente. Ad esempio se fa male un dente o un dito.

La sensibilità epicritica e propriocettiva cosciente, salgono tramite i FASCI GRACILE e CUNEATO che si trovano nel corno

- posteriore, in particolare si dispongono nei cordoni posteriori della sostanza bianca. Si portano al bulbo dove incontrano

il II neurone sensitivo il cui assone sale tramite FASCI BULBO-TALAMICI fino al talamo nel nucleo VP dove incontra il III

neurone sensitivo il cui assone va all’area 3, 1, 2 e la sensibilità diventa cosciente.

La sensibilità propriocettiva incosciente non arriva alla corteccia, ma arriva al cervelletto e ai nuclei vestibolari.

- Serve per informare il grado di stiramento del muscolo. Arriva al cervelletto tramite FASCI SPINO-CEREBELLARI, in

particolare arriva al PALEOCEREBELLO (porzione più antica del cervelletto), oppure arriva ai nuclei vestibolari nel tronco

che ricevono le informazioni sensitive dall’apparato vestibolare. Dunque c’è comunque un trasporto di sensibilità ma

questa non raggiunge la corteccia

La sensibilità viscerocettiva, solitamente non è cosciente, e la sensibilità sale attraverso FASCI SPINO-RETICOLARI che

- passano dalla sostanza reticolare del tronco, o tramite FASCI SPINO-TALAMICI.

Nervi spinali

Il midollo spinale è collegato alla periferia tramite 31 paia di NERVI SPINALI.

I nervi spinali sono 31 paia, nascono dai corrispondenti 31 neuromeri e, ogni nervo è un NERVO MISTO in quanto deriva

dall’unione di una radice anteriore motoria e di una radice posteriore sensitiva, in corrispondenza dei diversi neuromeri da cui

il midollo spinale è formato.

Ci sono quindi: 8 nervi cervicali,

12 toracici,

5 lombari,

5 sacrali

1 coccigeo.

I nervi spinali con le loro fibre motrici somatiche e sensitive somatiche si distribuiscono alla periferia, cioè ai muscoli scheletrici

e alla cute. Inoltre i nervi spinali contengono fibre sensitive viscerali provenienti dai visceri e motrici viscerali, in particolare

fibre ortosimpatiche per i vasi cutanei e muscolari, ghiandole sudoripare e muscoli erettori dei peli. Appena fuoriuscito dal foro

intervertebrale (appena si forma il nervo).

Il nervo spinale come tale forma un tragitto breve, perché dopo poco essersi formato si divide in 2 rami:

♦ un ramo dorsale, più piccolo, destinato alla regione posteriore del tronco (andrà ad innervare la cute e i muscoli del dorso)

♦ un ramo ventrale, più grosso, che mantiene la disposizione segmentaria solo nei nervi toracici

mentre negli altri nervi si unisce ad altri rami ventrali per formare i PLESSI. (innerva il resto).

I nervi spinali sono NERVI MISTI, cioè presentano tutte e 4 le componenti: MS, MV, SS, SV.

A livello del tronco i rami ventrali rispettano la metameria del tronco, mentre negli altri territori formano dei PLESSI. 17

I rami ventrali dei nervi spinali (esclusi quelli dei nervi spinali toracici che mantengono la loro disposizione segmentaria e

diventano nervi intercostali) si suddividono e si ricombinano a formare reti anastomotiche dette plessi nervosi da cui originano

nervi che, quindi, derivano da più neuromeri midollari:

• plesso cervicale (C1-C4) → innerva collo e muscolo diaframma

• plesso brachiale (C5-T1) → innerva spalla e arto superiore

• plesso lombo-sacrale (L1-Co1) → innerva arto inferiore, glutei, regione anale e genitale

Il midollo si continua superiormente con l’encefalo, in particolare con il tronco cerebrale.

ENCEFALO

Meningi craniche

Anche l’encefalo è rivestito dalle meningi, le meningi craniche: la più esterna è la DURA MADRE, l’ARACNOIDE, con lo spazio

subaracnoidale; e la più interna la PIA MADRE.

A livello delle meningi craniche, la dura madre aderisce direttamente al periostio della scatola cranica, non vi è lo spazio

epidurale (presente nelle meningi spinali).

La dura madre in alcuni punti si sdoppia formando dei setti fibrosi che si approfondano e hanno la funzione di dividono

parzialmente la cavità cranica. Tra questi setti vi è la GRANDE FALCE CEREBRALE, che divide i 2 emisferi cerebrali, poi vi è la

PICCOLA FALCE CEREBRALE, che divide tra loro gli emisferi cerebellari. Posteriormente vi è il TENTORIO DEL CERVELLETTO, che

divide gli emisferi cerebrali da quelli cerebellari.

Nel punto in cui la dura madre si sdoppia si formano i SENI VENOSI DELLA DURA MADRE, che sono a parete rigida e sono vene

scavate nello spessore della dura madre sia sulla volta cranica che sulla base, con la funzione di raccogliere il sangue refluo

dall’encefalo e lo inviano alla vena giugulare interna.

Nello spazio subaracnoidale scorre il liquor. Esso si forma a livello dei plessi coroidei dei 4 ventricoli cerebrali poi circola ed

esce all’esterno nello spazio subaracnoideo. Dopo che ha circolato viene poi riassorbito a livello delle GRANULAZIONI

ARACNOIDALI DI PACCHIONI, che sono estroflessioni dell’aracnoide nei seni venosi; a questo livello il liquor viene riassorbito

ed entra poi nel sistema venoso, questo è un fenomeno passivo.

L'idrocefalo è una condizione in cui si ha un accumulo di liquido cefalo rachidiano a livello dei ventricoli cerebrali che si dilatano.

L’encefalo corrisponde al 2% del peso corporeo, riceve il 17% della gittata cardiaca e consuma il 20% di tutto l’ossigeno usato

dall’organismo. L’ossigenazione è assicurata da due arterie:

- arteria carotide interna (ramo dell’arteria carotide comune);

- arteria vertebrale (ramo della succlavia che passa attraverso i fori trasversali delle vertebre cervicali).

Le 2 arterie si anastomizzano tra loro formando il CIRCOLO ARTERIOSO DI WILLIS.

Tronco cerebrale

È costituito da bulbo

ponte

mesencefalo

È percorso dal IV ventricolo a livello di bulbo e ponte, e dall’acquedotto cerebrale a livello del mesencefalo. Fa seguito al midollo

spinale e si continua con il diencefalo.

Rappresenta la parte assile dell’encefalo, controlla in generale i territori della testa ed è collegato alla periferia da 10 paia di

nervi cranici (dal III al XII). Posteriormente è collegato al cervelletto tramite 3 paia di peduncoli cerebellari (inferiori, medi e

superiori) di sostanza bianca con fibre nervose di passaggio.

Il tronco cerebrale può essere suddiviso in una porzione più anteriore e ventrale, detta PIEDE, una porzione centrale detta

CALLOTTA, e vi è il TETTO solo a livello del mesencefalo, che rappresenta la parte più posteriore, perché a livello del ponte e

del bulbo posteriormente c’è il IV ventricolo.

A livello del tronco cerebrale si trova sostanza grigia e bianca. In parte la sostanza grigia del tronco corrisponde alle corna

anteriori e posteriori del midollo spinale. Nel tronco non è possibile parlare di corna anteriori e posteriori perché a livello del

tronco c’è stata l’apertura a libro (l’anteriore diventa mediale, il posteriore laterale) e anche perché qui la sostanza grigia, che

ha subito una frammentazione dovuta al transito di fasci di sostanza bianca in salita e in discesa, è organizzata in una serie di

nuclei sparsi nella sostanza bianca.

I nervi cranici che collegano il tronco alla periferia, a differenza dei nervi spinali (nervi misti), non hanno tutte le componenti

(Motrice Somatica, Motrice Viscerale, Sensitiva Viscerale e Sensitiva Somatica) per cui ogni nervo cranico ha propri nuclei

distinti e separati da quelli degli altri nervi (=NUCLEI DEI NERVI CRANICI). 18

Ogni nervo cranico fa capo a un nucleo. Alcuni nuclei sono di neuroni MS, e andranno a innervare muscoli striati scheletrici

della testa; oppure di MV che innerveranno muscolo liscio, miocardio e ghiandole; possono esserci nuclei di neuroni SS e SV

che riceveranno la sensibilità dai territori della testa tramite i neuroni a T e saranno i 2° neuroni sensitivi i cui assoni andranno

a costituire le vie sensitive ascendenti verso i centri soprassiali.

Questi nuclei sono collegati alla periferia tramite nervi cranici, dati dai prolungamenti dei neuroni motori o dai prolungamenti

dei neuroni a T.

Oltre ai nuclei dei nervi cranici (omologabili alle corna anteriori e posteriori del midollo spinale), nel tronco cerebrale si trovano

altri nuclei di sostanza grigia, sede di sinapsi di fibre in transito e che non hanno riscontro nel midollo spinale, i NUCLEI PROPRI

DEL TRONCO CEREBRALE, che sono stazioni dell’extrapiramidale.

Tali nuclei, per lo più pari e simmetrici, sono:

• Oliva bulbare (nel bulbo), stazione del sistema extrapiramidale, che proietta ai motoneuroni somatici del midollo spinale (f.

olivo-spinale).

• Nuclei del piede del ponte (nel ponte), sparsi nella sost. bianca, rappresentano una stazione intercalata lungo un circuito

cortico-corticale del sistema extrapiramidale che parte dalla corteccia cerebrale e torna alla corteccia passando per il

neocerebello e il talamo (via cortico-ponto-neocerebello- talamo-corticale).

• Nucleo rosso (nel mesencefalo), stazione dell’extrapiramidale che proietta ai motoneuroni somatici del midollo (fascio rubro-

spinale diretto ai neuroni MS).

• Sostanza nera (nel mesencefalo), così denominata per la presenza di melanina nei suoi neuroni.

È un’importante stazione del sistema extrapiramidale, con effetto inibitorio, intercalata lungo un circuito cortico-corticale. In

questo modo la sostanza nera ha un ruolo fondamentale per la stabilizzazione dei movimenti volontari e la regolazione del

tono muscolare. Una sua lesione provoca le alterazioni motorie caratteristiche del morbo di Parkinson.

• Tubercoli quadrigemelli superiori ed inferiori (=tetto del mesencefalo) rappresentano importanti stazioni intermedie

rispettivamente lungo le vie ottica e acustica. I tubercoli quadrigemelli sono anche una stazione del sistema extrapiramidale

che proietta ai motoneuroni somatici del midollo (fascio tetto-spinale), essendo responsabile di attività riflesse motrici degli

occhi, della testa e del tronco in risposta a stimoli ottici e acustici.

• Sostanza reticolare, dai nuclei reticolari parte il fascio reticolo-spinale soprattutto per le attività motorie riflesse.

Oltre a questi nuclei ci sono anche i circuiti riverberanti cortico-corticali che tornano alla corteccia e a questi circuiti

appartengono alcune strutture del tronco cerebrale, in particolare ad esempio i nuclei del piede del ponte (nella parte più

ventrale ci sono dei nuclei che costituiscono la tappa del circuito cortico-ponto-neocerebello-talamo-corticale). Anche la

sostanza nera fa parte di questi circuiti (cortico-nigro-strio-talamo-corticale).

Sostanza reticolare

La sostanza reticolare è costituita da numerosi nuclei (oltre 100) di sostanza grigia contenuti nella sostanza bianca di tutto il

tronco cerebrale. Sebbene le loro funzioni siano molteplici, i nuclei reticolari possono essere raggruppati in 3 categorie

principali in base alla loro funzioni:

1. un gruppo costituisce una stazione dell’extrapiramidale. Riceve informazioni dall’area motoria (4 e 6) e invia fasci ai

neuroni MS (fasci reticolo-spinali). Regolano i movimenti motori volontari.

2. Un secondo gruppo riceve informazioni dall’ipotalamo, il quale costituisce il centro di controllo del sistema nervoso

viscerale quindi ha il compito di regolare i neuroni motori viscerali, ma dall’ipotalamo non parte un fascio diretto ma

parte un fascio che fa tappa al secondo gruppo di nuclei reticolari e da qui va nei neuroni motori viscerali (fascio

ipotalamo-reticolo-spinale).

3. Un terzo gruppo appartiene al SISTEMA RETICOLARE ASCENDENTE ATTIVATORIO che riceve varie afferenze sensitive

(ottica, acustica, tattile…) e da questi nuclei reticolari partono fasci in salita che fanno tappa ai nuclei reticolari del

talamo e da questi nuclei l’informazione è proiettata alla corteccia in modo diffuso e serve per attivarla. Questo

sistema regola il normale stato di coscienza e anche il sonno-veglia (durante il sonno il sistema è in parte inattivo ma

con stimoli sensitivi viene riattivati). Alcuni farmaci come le benzodiazepine disattivano questo sistema. Questo

sistema è disattivato durante uno stato di come.

I nuclei dei nervi cranici

I nuclei dei nervi cranici, come i nuclei propri, si trovano nel tronco cerebrale e sono omologabili per il loro significato funzionale

alla sostanza grigia del midollo spinale. 19

A differenza dei nervi spinali che sono nervi misti con tutte le componenti (motrice somatica MS e viscerale MV, sensitiva

somatica SS e viscerale SV), i nervi cranici non sono tutti uguali ma possono essere o solo motori, o solo sensitivi o avere più

componenti motrici e sensitive. Gli unici nervi misti sono VII, IX e X.

I nuclei dei nervi cranici sono 10, sarebbero 12 ma i primi due (olfattivo e ottico) non fanno parte del tronco cerebrale. Ne

fanno parte i nuclei dal 3° al 12° e si dispongono in senso cranico-caudale.

I olfattivo (SV) sensibilità speciale – stimoli olfattivi

II ottico (SS) sensibilità speciale – stimoli visivi

III oculomotore (MS) muscoli estrinseci dell’occhio

(MV) musc. sfintere pupilla, musc. ciliare

IV trocleare (MS) muscoli estrinseci dell’occhio

V trigemino (MS) muscoli masticatori

(SS) sensibilità cutanea e propriocettiva della testa

VI abducente (MS) muscoli estrinseci dell’occhio

VII faciale (MS) musc. mimici (pellicciai) della faccia

(MV) gh. lacrimale, sottolinguale e sottomandibolare Nervo misto

(SV) sensibilità gustativa

(SS) sensibilità padiglione auricolare

VIII acustico (SS) sensibilità acustica e vestibolare

IX glossofaringeo (MS) musc. faringe e laringe

(MV) gh. parotide Nervo misto

(SV) sensibilità gustativa

(SS) sensibilità padiglione auricolare

X vago (MS) musc. faringe e laringe

(MV) cuore, bronchi, tubo digerente (fino metà colon trasverso) Nervo misto

(SV) sensibilità gustativa

(SS) sensibilità padiglione auricolare

XI accessorio (MS) muscoli sternocleidomastoideo e trapezio

XII ipoglosso (MS) muscoli lingua

Parasimpatico encefalico

I nuclei dei nervi cranici con componente MV fanno parte del parasimpatico encefalico. (III, VII bis, IX e X)

1. nucleo del III (oculomotore)

2. nucleo salivatorio superiore (VII bis)

3. nucleo salivatorio inferiore (IX glossofaringeo)

4. nucleo cardio-pneumoenterico (X vago)

Il III paio va innervare i muscoli lisci dell’occhio, in particolare il muscolo costrittore della pupilla e quello ciliare, che permette

la messa a fuoco da vicino.

Il VII innerva le ghiandole lacrimali, la sottolinguale e la sottomandibolare.

Il IX innerva la ghiandola parotide.

Il III, VII e IX incontrano il post-gangliare in un GANGLIO.

Il X, il vago, costituito da neuroni MV che si trovano in un nucleo, detto CARDIO-PNEUMOENTERICO, questi neuroni pre-

gangliari abbandonano la testa e si distribuiscono in cavità toracica e addominale, e incontrano il neurone post-gangliare nella

parete dei visceri; il vago innerva il cuore, diminuirà la frequenza e la gittata cardiaca; i bronchi, provocherà broncocostrizione;

il tubo digerente, aumenterà la peristalsi e la secrezione ghiandolare.

Il parasimpatico non innerva il surrene e non va neanche in periferia, non innerva né la cute né i muscoli.

NERVI CRANICI

I – Nervo Olfattivo

Formato dai prolungamenti delle cellule olfattive. Queste cellule sono veri e propri neuroni, sono l’unico esempio di neuroni

striati in periferia. Sono gli unici neuroni in grado di andare in contro a mitosi e in grado di riprodursi, questi neuroni si trovano

a livello olfattivo, a livello del tetto delle cavità nasali. 20

Oltre alle cellule olfattive ci sono cellule di sostegno, e l’epitelio olfattivo poggia su tonaca propria dove sono presenti ghiandole

olfattive sierose. I nervi olfattivi presentano un polo dove sono presenti stereo ciglia che percepiscono le sostanze odorose, dal

polo opposto invece parte il loro assone che si unisce ad altri assoni che si raggruppano in fascetti che attraversano la lamina

cribrosa dell’etmoide e si portano in cavità cranica. Qui si portano subito al telencefalo, in particolare incontrano porzioni

olfattive di cui il bulbo olfattivo e il tratto olfattivo, e da qui la sensibilità viene trasportata alle aree olfattive della corteccia

dove la sensibilità diventa cosciente. La sensibilità olfattiva è l’unica sensibilità che non passa per il talamo. Il talamo è una

specie di trampolino di lancio per la corteccia.

II – Nervo Ottico

L’occhio ha forma di sfera, nasce dalla retina, che è una membrana nervosa dell’occhio. L’occhio Si trova in cavità orbitaria; in

cavità orbitaria si trova la ghiandola lacrimale, che si trova supero-lateralmente, le lacrime, continuamente prodotte, bagnano

l’occhio in senso latero-mediale e supero-inferiore. La ghiandola lacrimale produce un secreto acquoso che ha funzione

lubrificante e antibatterica che fungono da difesa, contiene Lisozima che è un antibatterico naturale.

Le lacrime bagnano la superficie esterna dell’occhio, si portano all’angolo infero-mediale e qui imboccano il dotto vaso-

lacrimale che sbocca nel meato nasale inferiore.

L’OCCHIO:

l’occhio è un recettore complesso, presenta 3 tonache:

La più interna, la RETINA, (tonaca nervosa) sensibile alla luce;

- Intermedia, CORIOIDE, detta anche uvea (tonaca vascolare);

- La più esterna, SCLERA, (tonaca fibrosa) di colore bianco.

-

Queste tre tonache posteriormente delimitano una cavità che contiene l’UMOR VITREO, sostanza di consistenza gelatinosa

ricca di acido ialuronico. Anteriormente la sclera si continua con la CORNEA, che è trasparente, dietro la cornea si trova uno

spazio, la CAMERA ANTERIORE, dove si trova l’UMOR ACQUEO, che è molto più acquoso e fluido rispetto all’umor vitreo.

Quando umor acqueo è, o troppo prodotto, o troppo poco si ha glaucoma.

Posteriormente alla cornea si trova l’IRIDE, che ha forma di disco aperto al centro (corona radiata). L’iride è ricca di cellule

vagamente pigmentate; all’interno dell’iride ci sono cellule muscolari lisce che formano il muscolo costrittore e dilatatore

dell’apertura centrale detta PUPILLA.

L’iride è la continuazione in avanti della corioide.

Dietro l’iride si trova una lente, il CRISTALLINO, ed essa a riposo è tenuta in tensione da legamenti che si inseriscono sul muscolo

cigliare, quando il muscolo cigliare si contrae, queste corde perdono tensione e la lente aumenta la sua curvatura, si fa meno

appiattita e ciò consente la messa a fuoco degli oggetti vicini. Quando il cristallino si opacizza si ha cataratta.

La superficie esterna dell’occhio tranne la cornea e la superficie interna delle palpebre, sono rivestite da una membrana detta

CONGIUNTIVA. Essa è formata da un epitelio cilindrico semplice che poggia su un piccolo strato di connettivo. La congiuntiva

può andare in contro a infiammazioni e ad infezioni e si può avere la congiuntivite.

L’occhio è attraversato dalla luce e la luce attraversa una serie di mezzi trasparenti: la cornea, l’umor acqueo, la pupilla, il

cristallino, l’umor vitreo e poi sbatte sulla retina.

A livello della porzione più posteriore dell’occhio si trova un punto di passaggio attraverso cui passa il nervo ottico e i vasi.

La retina è una tonaca nervosa formata dalla sovrapposizione di diversi strati di cellule. La porzione più profonda (la più

esterna)è formata da un epitelio pigmentato, ricco di cellule di melanina, segue lo strato dei FOTORECETTORI, che sono cellule

sensibili alla luce in grado di eccitarsi con la luce.

I fotorecettori sono i CONI (circa 5 milioni per occhio) e i BASTONCELLI, che sono molto più numerosi (circa 100 milioni).

Poi vi è lo strato di CELLULE BIPOLARI e poi quello delle CELLULE GANGLIARI, che hanno un prolungamento che costituisce il

nervo ottico.

La luce attraversa tutti questi strati, coni e bastoncelli trasmettono l’impulso alle bipolari, che lo trasmettono alle gangliari.

Coni e bastoncelli contengono dei dischi impilati, a forma di cono nei coni e a forma di bastoncelli nei bastoncelli, che

contengono i pigmenti visivi, in particolare:

-le IODOPSINE, nei coni, sono sensibili ai 3 colori fondamentali e permettono una visione a colori, e sono sensibili solo quando

l’intensità della luce è molto elevata.

-le RODOPSINE, nei bastoncelli, ed esse sono sensibili ad una quantità di luce bassa e permettono una visione crepuscolare, in

bianco e nero.

Questi pigmenti visivi cambiano conformazione sotto stimolo luminoso e portano il segnale.

Lo stimolo luminoso eccita i fotorecettori ed esso viene trasmesso alle cellule bipolari e alla loro volta alle cellule gangliari.

L’occhio percepisce come corpo visivo una porzione centrale da entrambi, e una porzione laterale da uno dei 2 occhi. 21

Il nervo ottico abbandona l’occhio. A livello del chiasma ottico si incrociano le fibre provenienti dalle due metà mediali delle

retine, si forma così il TRATTO OTTICO. Il tratto ottico di sx porta le informazioni della metà dx del corpo visivo, e viceversa. Il

tratto ottico poi si porta al talamo e in particolare al NUCLEO GENICOLATO LATERALE. Qui fa tappa, incontra un neurone, la

sensibilità ottica è proiettata alle aree della corteccia cerebrale,

in particolare all’AREA VISIVA PRIMARIA (area 17) e alle AREE ASSOCIATIVE VISIVE (l’area 17,18,19) che si trovano a livello

occipitale.

Ogni campo visivo viene proiettato alle aree contro laterali della corteccia (campo di dx proiettato all’area visiva di sx e

viceversa). Alcune fibre del tratto ottico, prima di terminare sul talamo, si fermano ai tubercoli quadrigemini superiori del tetto

del mesencefalo.

Dal tetto parte il fascio tetto- spinale per i movimenti in risposta agli stimoli ottici.

III , IV, VI – Nervi Oculomotori

Sono MS per i muscoli estrinseci (striati) dell’occhio. Ci sono 6 muscoli striati scheletrici.:

4 muscoli retti: retto superiore

retto interiore

retto mediale

retto laterale

e 2 muscoli obliqui: obliquo superiore (passa per un gancio)

obliquo inferiore

questi 6 muscoli sono innervati da 3 paia di nervi cranici:

il III, che è il nervo OCULOMOTORE ed innerva 4 di questi 6 muscoli: il retto inferiore, il retto superiore, il retto mediale, e

l’obliquo inferiore; il IV, che è il TROCLEARE ed innerva l’obliquo superiore; e il VI, che è l’ABDUCENTE ed innerva il retto laterale.

Il III ha anche una componente MV per i muscoli lisci dell’occhio perché essa fa parte del parasimpatico encefalico. i MV per i

muscoli lisci sono: il MUSCOLO COSTRITTORE DELLA PUPILLA, detto anche MUSCOLO SFINTERE DELLA PUPILLA; e il MUSCOLO

CILIARE, quest’ultimo serve per l’accomodazione, fa sì che i legamenti del cristallino siano meno in tensione e in questo modo

la curvatura del cristallino aumenta (a riposo il cristallino è in tensione). La componente MV del III fa parte del parasimpatico

encefalico. Il muscolo dilatatore della pupilla è innervato dall’ortosimpatico.

V – Nervo Trigemino

È un nervo sia nervoso che sensitivo. Ha una componente MS per i muscoli masticatori, e ha una grossa

componente SS per tutta la sensibilità della faccia.

Si chiama trigemino perché presenta 3 branche:

- OFTALMICA (sensibilità della fronte, naso e occhio),

- MASCELLARE

- MANDIBOLARE.

Tutta questa sensibilità è raccolta dai neuroni a T, il cui corpo cellulare si trova in un ganglio semilunare

(voluminoso) o di

Gasser, e da qui, con un altro prolungamento la sensibilità è portata nel nucleo del trigemino, dove incontra il 2° neurone

sensitivo, i cui prolungamenti vanno al talamo, al nucleo VP, e da qui all’area sensitiva primaria della corteccia, l’area 3,1,2.

Nevralgia del trigemico: dolorosa, può coinvolgere una delle tre branche, si parla anche di nevralgia dei suicidi a causa del forte

dolore che provoca.

VII – Nervo Faciale

È un nervo misto. Presenta tutte e 4 le componenti:

una MS per i muscoli mimici della faccia, quelli che danno l’espressività al volto;

una MV, che fa parte del parasimpatico encefalico, spetta al nervo facciale l’innervazione della ghiandola salivare la ghiandola

sottolinguale e sottomandibolare;

una SV per il gusto;

una SS per il padiglione dell’orecchio.

La sensibilità gustativa è intesa come sensibilità viscerale ed è raccolta da 3 paia di nervi cranici: il VII la raccoglie nei 2/3

anteriori della lingua; il IX la raccoglie nel 1/3 posteriore della lingua e il X la raccoglie ancora più posteriormente, già a livello

dell’orofaringe. 22


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in chimica e tecnologia farmaceutiche
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher unimoreCTF di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Modena e Reggio Emilia - Unimore o del prof Bertoni Laura.

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