Riassunto esame di Storia della filosofia, prof. Lotti, libro consigliato “Ricerca sull’Intelletto umano” di Hume
RICERCA SULL’INTELLETTO UMANO – DAVID HUME
IN TR O D U ZIO N E
DAL “TRATTATO” ALLA “RICERCA”: RIFORMULAZIONI
Pubblicazione nel 1748 presentato da HUME come una nuova stesura del TRATTATO sulla NATURA UMANA - insuccesso della
pubblicazione del trattato data dal tipo di esposizione e per questo scrisse la ricerca.
Lo inizia con una più modesta presentazione delle differenti specie di filosofia (non presenti nel Trattato) da cui emergeva la sua
predilezione per una filosofia difficile che sapesse evitare sia gli eccessi delle analisi astruse come le evasività di un discorso puramente
retorico.
L’immaginazione sia nel TRATTATO che nella RICERCA ha un ruolo centrale come forza associativa nella vita intellettuale e vuole
ripercorrere con precisione le diverse relazioni che essa istituisce tra le percezioni della mente.
Le lunghe analisi critiche tese a mettere da parte i diversi usi della nozione di sostanza presenti nel TRATTATO non sono esplicitamente
presenti nella RICERCA.
Nella RICERCA lascia da parte la questione della spiegazione della credenza nell’identità personale perché questo fallimento
enunciato nel TRATTATO, non avrebbe più senso, in questa nuova versione delle sue idee, essendosi trasformate in generale le pretese
filosofiche nel passaggio tra le due opere. Non ritiene più che la filosofia debba fornire un sistema completo e con un unico principio
esplicativo della natura umana, MA che basti l’elaborazione articolata e compiuta di un riesame empirico della capacità della mente
umana a istituire connessioni tra le idee.
L’esposizione nella RICERCA è molto semplificata.
Si mostra ora pienamente consapevole che la scoperta centrale nella sua ricostruzione sistematica della natura dell’intelletto umano
sulla base esclusiva di esperienza e osservazione sta nella nuova spiegazione della relazione di causa ed effetto, attorno alla quale
ruota tutta la struttura della RICERCA.
COMPLETAMENTI
Le sezioni su questioni religiose sono quelle più complesse e diffuse – sembra quasi un ritorno del TRATTATO. Inoltre compaiono solo
nella RICERCA le questioni dei miracoli e della provvidenza perché prima temeva l’opinione negativa. Così acquisisce definitivamente
la sua nomea di ateo e scettico.
CAMBIAMENTI?
Leggo direttamente.
LA STRUTTURA DELLA “RICERCA”
Obiettivo di esporre in modo continuo un’unica catena di ragionamenti che riguarda la spiegazione della relazione causa ed effetto.
Criticate in primo luogo quelle filosofie che concepiscono le relazioni di causa ed effetto o come una legge naturale che ha una sua
radice nella struttura essenziale del mondo o come un principio razionale del funzionamento dell’intelletto umano.
È un nuovo modo di rendere conto della relaziona causa ed effetto ed è una difesa della sua fertilità esplicativa e della sua capacità
di fornire criteri adeguati per risolvere difficoltà e problemi della conoscenza umana. (leggo bene pagina XVII-XVIII)
RAGIONE UMANA la naturale inclinazione a fare valere relazioni causa ed effetto basate sull’esperienza, si deve fermare giunta a
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dei confini. 1
SEZIO N E P R IM A – LE D IFFE R E N TI S P E C IE D I FILO S O FIA
PAGINA 3
FILOSOFIA MORALE scienza della natura umana si può trattare in due modi differenti:
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- FILOSOFIA FACILE - uomo nato per l’azione e dominato dal gusto e dal sentimento. Dipingono questi filosofi la virtù con i colori
più amabili. Fanno sentire la differenza fra vizio e virtù.
- FILOSOFIA RIGOROSA - Uomo come un essere ragionevole, essere attivo, sforzandosi di formare il suo intelletto.
PAGINA 5
La filosofia facile e ovvia verrà sempre preferita dalla maggioranza degli uomini rispetto alla filosofia rigorosa e profonda (astratta e
astrusa). Segneranno la prima anche come più utile perché plasma il cuore e gli affetti, riesce a modificare la condotta degli uomini e
portarli più vicini al modello di perfezione da essa proposto.
PAGINA 7
È facile che un filosofo profondo commetta un errore. Il PURO FILOSOFO è una persona comunemente poco ben vista nel mondo, si
ritiene che non contribuisca in nulla al vantaggio o al piacere della società. MA il PURO IGNORANTE è disprezzato maggiormente.
PAGINA 9
L’UOMO è un ESSERE RAGIONEVOLE, ESSERE SOCIEVOLE ed ESSERE ATTIVO. Necessario dare ascolto alla passione per la scienza ma non
deve essere tutto concentrato lì, bisogna anche avere un legame diretto con l’azione e la società. Devi essere filosofo ma in mezzo a
tutta la filosofia devi rimanete un uomo – detto anche nel TRATTATO sulla NATURA UMANA.
PAGINA 11
Più vantaggiosa la FILOSOFIA RIGOROSA e ASTRATTA promuove la filosofia facile ed umana, la quale senza quella rigorosa, non può
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mai conseguire un sufficiente grado di esattezza nei suoi sentimenti, precetti e ragionamenti.
Possiamo osservare che in tutte le arti e professioni, uno spirito di precisione le conduce tutte più vicino alla loro perfezione e le rende
più giovevoli agli interessi della società.
PAGINA 13
MA OSCURITÀ FILOSOFIA PROFONDA generatrice di pena e di fatica e fonte di incertezza e di errore. Nasce dagli sforzi della vanità
®
umana che vorrebbe penetrare in oggetti del tutto inaccessibili all’intelletto, o dall’inganno delle superstizioni popolari che fanno
nascere questi rovi ingombranti per coprire e proteggere la loro debolezza.
Non bisogna lasciare le superstizioni sempre sicure nel loro nascondiglio bisogno di una NUOVA FORMA di FILOSOFIA contro quella
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falsa.
PAGINA 15
Metodo per liberare il sapere dai problemi astrusi svolgere un’indagine seria sulla natura dell’intelletto umano e mostrare che esso
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non dispone dei mezzi per argomenti così remoti ed astrusi. Coltivare con cura la vera metafisica per distruggere quella falsa. In questo
modo si conferisce lei l’aspetto di scienza e saggezza.
PAGINA 17
Mente dotata di vari poteri e facoltà: VOLONTÀ, INTELLIGENZA, IMMAGINAZIONE, PASSIONI.
PAGINA 19
Parla in riferimento a NEWTON per la legge di gravitazione universale non c’è ragione per non cercare di farlo lo stesso con le leggi
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che governano la mente.
PAGINA 21
Sembra impossibile che ciò che è sfuggito a tanti saggi e profondi filosofi possa essere ovvio e facile, normale quindi che appaia
astratto e difficile da comprendere. Contro una filosofia astrusa servita solo come asilo per la superstizione/religione e come copertura
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dell’assurdo e dell’errore. Lui vuole una filosofia che si sottragga al condizionamento teologico non tenendo più conto del teismo
(punto di incontro fra religione e metafisica)
SEZIO N E SEC O N D A – L’O R IG IN E D E LLE ID E E
PAGINA 23
Un uomo in un accesso d’ira è eccitato in modo diverso di uno che ha solo il pensiero di quell’emozione. Quindi ci sono due cose
distinte da indicare.
PAGINA 25
Divisione fra:
- IDEE percezioni meno potenti e vivide
- IMPRESSIONI percezioni più vivide
Pensiero dell’uomo illimitato e sfugge da ogni potere ed autorità umana LOCKE diceva che la religione non poteva obbligare una
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persona a convertirsi perché non si può obbligare qualcosa di così illimitato. Mentre il corpo come diceva PASCAL è confinato ad un
solo pianeta, il pensiero in un istante può trasportarci nelle regioni più lontane dell’universo.
Ma per HUME ci sono dei LIMITI del pensiero:
1. La CONTRADDIZIONE – noi riusciamo a congiungere solo idee coerenti.
PAGINA 27
VOLONTÀ spinge la libertà dell’immaginazione.
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2. Tutte le nostre idee o percezioni più deboli sono copie delle nostre impressioni o percezioni più vivide.
Usa degli argomenti per avvalere la sua tesi:
1. IDEA di DIO sorge dal riflettere sulle operazioni della nostra mente aumentando poi oltre ogni limite le qualità di bontà e di
sapienza.
2. Se accade per un difetto di un organo, che un uomo non sia suscettibile di qualche specie di sensazione, troviamo sempre
che egli è altrettanto poco suscettibile delle idee corrispondenti. Il caso è analogo se l’oggetto idoneo ad eccitare una
sensazione, non è mai venuto a contatto con gli organi di senso.
PAGINA 29
Fenomeno che può provare che non è assolutamente impossibile per le idee sorgere indipentemente dalle impressioni: DIFFERENTI
GRADAZIONI dello STESSO COLORE e ne MANCA UNO, io posso supplire a questo con l’immaginazione. MA caso isolato e ciò accade
solo perché ho già abbastanza sensazioni simili a cui posso attingere, quindi non rende falso il suo pensiero originario.
PAGINA 31
CRITERIO che fa leva sull’esperienza diretta da cui derivano le idee.
NOTA 1 – PAGINA 267
IDEE INNATE - cosa si intende per INNATO?
- SE equivalente di NATURA allora bisogna ammettere che tutte le percezioni e idee della mente sono innate.
- SE si intende CONTEMPORANEO alla NOSTRA NASCITA disputa sarebbe frivola.
Inoltre, la parola IDEA presa comunemente in un senso vago da LOCKE e da altri – come se indicasse ciascuna delle percezioni, sensazioni e passioni, come anche
pensieri.
Ammettendo IMPRESSIONI e IDEE e intendendo per INNATO quello che è ORIGINALE o non copiato da una precedente percezione, possiamo affermare che tutte le
impressioni sono innate e le idee non sono innate.
SEZIO N E TER ZA – L’A S S O C IA ZIO N E D E LLE ID E E
PAGINA 33
IMMAGINAZIONE non corre a caso MA viene sempre mantenuta una connessione fra le diverse idee che si succedono l’una all’altra. 3
PAGINA 35
3 PRINCIPI di CONNESSIONE fra le IDEE:
1. SOMIGLIANZA un ritratto conduce naturalmente il pensiero all’originale
2. CONTIGUITÀ il ricordo di una stanza in una casa introduce naturalmente una domanda o un discorso intorno alle altre stanze
3. CAUSA ed EFFETTO una ferita è difficile che ci possa trattenere dal riflettere al dolore che ne consegue
Più casi esaminiamo e più cura impiegheremo e tanto maggiore sicurezza potremo acquistare che l’enumerazione elaborata come
risultato dell’insieme è completa ed esauriente.
SEZIO N E Q U A R TA – D U B B I SC E TTIC I SU LLE O P E R A ZIO N I D E LL’IN TE LLE TTO
PAGINA 37
PARTE PRIMA
Due specie di oggetti della ragione umana e della ricerca umana:
1. RELAZIONI di IDEE scienza della geometria, algebra e aritmetica. Proposizioni di questa specie si possono scoprire con una
semplice operazione del pensiero, senza dipendenza da qualche cosa che esista in qualche parte dell’universo.
2. MATERA di FATTO il suo contrario è sempre possibile.
PAGINA 39
Tutti i ragionamenti sulle materie di fatto sembrano fondati sulla relazione di CAUSA ed EFFETTO – vicina o remota, diretta o collaterale.
PAGINA 41
ESEMPIO di ADAMO - nessun oggetto manifesta per mezzo delle qualità che appaiono ai sensi, né le cause che l’hanno prodotto, né
gli effetti che sorgeranno da esso; né la ragione può mai, senza l’aiuto dell’esperienza, trarre alcuna inferenza riguardante esistenze
reali e materie di fatto.
CAUSA ed EFFETTO si possono scoprire non per mezzo della ragione, MA per mezzo dell’ESPERIENZA.
PAGINA 43
Non è possibile che la mente trovi mai l’effetto nella supposta causa, nemmeno con l’indagine e con l’esame più accurato, perché
l’effetto è totalmente differente dalla causa, e per conseguenza non può venire scoperto in essa.
Esempio della palla da bigliardo.
PAGINA 45
Le sorgenti ultime e i principi sono del tutto preclusi all’attenzione ed alla ricerca umana. Non potremo mai scoprire l’elasticità, la
gravità, la coesione delle parti e la comunicazione del movimento per impulso.
PAGINA 47
La perfetta filosofia della natura non fa che rinviare la nostra ignoranza un po’ più lontano.
Un uomo dovrebbe essere molto sagace per poter scoprire per mezzo del ragionamento che il cristallino è l’effetto del calore, ed il
ghiaccio del freddo, senza aver avuto precedentemente conoscenza delle operazioni di queste qualità.
PAGINA 49
PARTE SECONDA
Qual è la natura di tutti i ragionamenti riguardanti materie di fatto? La relazione di causa effetto.
Qual è il fondamento di tutti i ragionamenti e di tutte le conclusioni concernenti questa relazione? L’esperienza.
Qual è il fondamento di tutte le conclusioni derivate dall’esperienza? Darà solo una risposta negativa a questa domanda. Anche
dopo che abbiamo esperienza delle operazioni di causa ed effetto, le conclusioni che ricaviamo da tale esperienza NON sono
fondate sul ragionamento o su qualche procedimento dell’intelletto. 4
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