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Riassunto esame di Storia della Filosofia, prof. Lotti, libro consigliato “Discorso sul metodo” di Cartesio/Descartes

DISCORSO SUL METODO – RENÉ DESCARTES

IN TR O D U ZIO N E

GLI STUDI DI RENÉ DESCARTES

Nato il 31 marzo 1596 da una famiglia di alti funzionari e magistrati. Riceve la sua prima formazione al Collegio dei Gesuiti: sei anni di

studi grammaticali e retorici con la lettura di prosatori latini e di poeti latini, tre anni di filosofia (logica, matematica, fisica, morale e

metafisica) incentrata su quella aristotelico-tolemista. Insoddisfatto degli studi di filosofia perché non vi trovava alcuna certezza.

Uscito dal Collegio si arruolò nell’esercito nel 1618.

DESCARTES E BEECKMANN

Comincia nel 1618 il lungo periodo di viaggi che affronterà. Incontrò ISAAC BEECKMANN interessato alla matematica e alla fisica,

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lasciò a DESCARTES un Diario nel quale emerge la sua figura di scienziato in aperta polemica con la fisica scolastica, sosteneva una

fisica corpuscolare ammettendo anche l’esistenza del vuoto, 1613-1614 formulava il principio della conservazione del moto.

UNA SCIENZA MERAVIGLIOSA

1619-1620 in quegli anni in cui voleva abbandonare la scienza dei libri e la cultura della scuola. Veniva allora ad occuparsi dei

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problemi di matematica e fisica, scopo – costruzione di una scienza unitaria e completa. Vuole una SCIENZA NUOVA secondo le

regole certe che permettono di cogliere la concatenazione di tutte le scienze.

DESCARTES A PARIGI: MARIN MERSENNE

Rientra in Francia nel 1622 e nel 1623 probabilmente incontra MARIN MERSENNE – corrispondente e amico più sicuro. Fitta rete di

uomini di scienze e di lettere che gravitava soprattutto attorno a MM.

LE “REGULAE AD DIRECTIONEM INGENII”

Tenta la sistemazione di una teoria della conoscenza in rapporto al concetto di SCIENZA e di METODO.

Unici atti del nostro intelletto capaci di darci una conoscenza chiara ed evidente INTUITO e DEDUZIONE.

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METODO insieme delle regole certe e facili, grazie alle quali chiunque le avrà rispettate in modo esatto, non assumerà mai il falso

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come vero e, senza stancare la mente con sforzi inutili, ma sempre aumentando per gradi il sapere, perverrà alla vera cognizione di

tutte le cose di cui sarà capace.

Nella REGULAE definita la priorità di una MATEMATICA UNIVERSALE.

NATURE SEMPLICI tali perché colte dall’intuito, atto semplice dell’intelletto, si coordinano fra loro secondo rapporto necessari o

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contingenti.

IL “TRATTATO DI METAFISICA” E LA CREAZIONE DELLE VERITÀ ETERNE

1628 si stabilisce in Olanda e si iscrive all’Università di Franeker come philosophus gallus. Prosegue i suoi studi di fisica. Si occupa anche

di metafisica ponendosi l’obiettivo di provare l’esistenza di Dio e quella delle nostre anime e la loro immortalità.

Le verità matematica, come tutte le verità eterne, dipendono da Dio che le ha create, ed egli ne è quindi il garante.

“IL MONDO O TRATTATO DELLA LUCE”: LA NUOVA FISICA

Opera di fisica generale. Non lo pubblica per via della condanna di Galileo nel 1633. Ma i suoi temi della fisica torneranno nelle opere

posteriori.

In questo trattato si delinea chiaramente la critica della teoria scolastica delle qualità, delle forme sostanziali, della dottrina aristotelica

del movimento. Vuole un discorso fisico fondato su un minimo di nozioni chiare ed evidenti. Presenta il suo trattato come una favola

per non andare contro la teologia.

MATERIA come pura estensione o quantità, dove l’estensione non è un accidente, ma la vera forma e essenza della materia stessa.

TRE LEGGI FONDAMENTALI (pagina XXII-XXIII).

Suppone che Dio crei una materia estesa il cui movimento è retto dalla fondamentale LEGGE di INERZIA.

Spiega il costituirsi dell’universo secondo leggi meccaniche. Nega l’esistenza del vuoto. Respinge l’atomismo democriteo, materia

divisibile all’infinito. Vortici e ciascuno forma un sistema.

“L’UOMO”: LA MACCHINA DEL CORPO 1

Il trattato del MONDO si completa con il capitolo sull’UOMO.

UOMO MACCHINA e anche animali come automi.

NERVI concepiti come conduttori, tubi delle macchine idrauliche.

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Filo che muove una certa parte del cervello e provoca l’apertura di canali attraverso i quali gli spiriti animali si precipitano nei nervi e

provocano meccanicamente il movimento dei muscoli.

Al centro del cervello GHIANDOLA – affluiscono dei sensi esterni gli stimoli degli oggetti imprimendo le idee o forme degli oggetti nella

ghiandola che è la sede dell’immaginazione e del senso comune. I sentimenti interni o passioni sono gli spiriti animali che provocano

nella macchina del corpo dei movimenti. Punto di contatto tra due realtà indipendenti ed eterogenee: res cogitans e res extensa.

IL “DISCORSO SUL METODO” E I “SAGGI”

DIOTTRICA + METEORE + GEOMETRIA + premessa il DISCORSO sul METODO (1635-1637).

Necessità di indicare il significato globale della sua ricerca scientifica, di accennare ai fondamenti metafisici presupposti, di garantirsi

rispetto alle autorità civili e religiose limitando all’ambito puramente metafisico la portata della sua critica scettica, intenzione di

risvegliare interesse per tutto il suo sistema del mondo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marydf00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Lotti Brunello.
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