Storia del cinema
Il cinema è un’industria che realizza prodotti (film) divisi per target (generi) in un regime di mercato o di promozione culturale. Industria culturale → La storia del cinema è un sistema complesso che tiene insieme almeno quattro prospettive: economico-industriale, estetico-artistica, sociologica e tecnologica.
Prospettive storiche del cinema
La storia estetica studia il film come oggetto estetico; la storia economica analizza il film come bene economico e quindi si occupa di star, industria e produzione; la storia tecnologica si occupa del film come prodotto tecnologico, tenendo conto dell’industria, dei linguaggi e della tecnica; la storia sociale, infine, studia il film come fatto sociale, oggetto culturale. Costante è il bisogno di raccontare attraverso delle immagini.
Vi sono strumenti concettuali diversi da quelli elaborati nel sistema delle arti tradizionali. Vi è una dipendenza dalle trasformazioni tecnologiche, e la “creatività individuale” viene mediata da un sistema produttivo di tipo industriale e collettivo (con variabili contestuali come la legislazione…)
Periodizzazione del cinema
Per periodizzare la storia del cinema bisogna considerare gli Stati Uniti, in quanto bisogna considerare le rivoluzioni tecnologiche.
Scala macro
- Cinema delle origini (1895-1905)
- Cinema muto
- Cinema “classico” hollywoodiano (dal 1930 fino al 1960, con l’arrivo di Psycho, film che rompe le regole del tempo, per esempio protagonista muore dopo i primi 30 minuti, viene girato con troupe televisiva, una delle prime volte dove la gente veniva obbligata ad andare a vedere un film dall’inizio, distribuzione marketing innovativa)
- Cinema “moderno” (post-war film, european art-cinema)
- Cinema “postmoderno”, “contemporaneo”
Scala micro, divisione interna
- Anni 10 = diffusione del cinema, nascita dello spettacolo cinematografico e sviluppo delle sale
- Anni 20 = il più grande decennio di sperimentazioni sulla forma cinematografica, ma anche il decennio di consolidamento dell’industria hollywoodiana, nascita dello star system
- Anni 30 = diffusione del film sonoro; definizione del cinema classico hollywoodiano, cinema come forma di propaganda, totalitarismi
- Anni 40 = seconda guerra mondiale, sentenza Paramount, non più come forma di spettacolo e forma di evasione, ma modello di racconto realistico, es. neorealismo italiano
- Anni 50/60 = concorrenza della televisione, technicolor, cinemascope, sviluppo del film d’autore
- Anni 70 = crisi radicale delle sale, diffusione dei modelli della controcultura del cinema americano, new hollywood, sviluppo del modo di produzione del blockbuster
- Anni 80 = second golden age del cinema classico, persistenza crisi della sala
- Anni 90 = rivoluzione digitale, consolidamento del modello produttivo blockbuster
Cinema delle origini (1895-1905)
L’invenzione e i primi anni del cinema (1880-1904)
Il cinema venne inventato durante l’ultimo decennio dell’Ottocento, in seguito alla rivoluzione industriale (telefono, fonografo, automobile), in principio era un meccanismo tecnologico e una nuova forma di intrattenimento. La nascita delle altre forme d’arte coincide con la nascita dell’uomo, la nascita del cinema coincide con la nascita della macchina.
Vennero attuate tre tipi di ricerche: gli studi sulla persistenza retinica (cultura scientifica), studi sulla scomposizione e analisi del movimento, cronofotografia, giochi ottici e tecnologie per la simulazione della realtà e dell’effetto di profondità (spettacolare).
Presupposti
- Studi sulla persistenza retinica → gli scienziati comprenderono che l’occhio umano riesce a percepire il movimento quando gli viene messa davanti, in rapida successione, una serie di immagini leggermente diverse fra loro, a una velocità di almeno 16 al secondo (proprietà della visione).
- Invenzioni: nel 1832 Joseph Plateau e Simon Stampfer inventarono fenachistoscopio, lo zootropio nel 1833 dall’inglese William George Horner, Charles-Emile Reynaud costruì nel 1877 il prassinoscopio, tamburo girevole dove le immagini venivano viste non in una fessura ma in una serie di specchi.
- La possibilità di proiettare una serie rapida di immagini su una superficie.
- La possibilità di usare la fotografia per riprendere le immagini, una dopo l’altra, su una superficie chiara. Nel 1839 William Henry Talbot introdusse i negativi su carta, divenne così possibile stampare foto su lastre di vetro per lanterne e proiettarle.
- Le fotografie dovevano venir impressionate su una base flessibile in modo da poter scorrere attraverso una macchina da presa. Eastman nel 1888 ideò Kodak per poi inventare il rullo di celluloide trasparente.
- Meccanismo a intermittenza adatto alle macchine da presa e ai proiettori. Una striscia di pellicola che scorresse ininterrottamente avrebbe creato un’immagine confusa. Bisognava arrestare rullo per ottenere esposizione di una frazione di secondo e quindi coprirlo con un otturatore fino a che il fotogramma successivo non fosse giunto in posizione.
La nascita del cinema non avvenne in un momento preciso, insieme di vari contributi che provenivano soprattutto da Stati Uniti, Germania, Regno Unito e Francia.
Nel 1888 Thomas Edison (fonografo, lampadina elettrica) decise di costruire macchine per riprendere e mostrare immagini in movimento, il kinetoscopio. Dickson (assistente) tagliò la pellicola di Eastman e fece quattro perforazioni sui lati, in modo tale che le ruote dentate potessero trascinare la pellicola attraverso la macchina da presa e il kinetoscopio. I film realizzati duravano solo venti secondi circa, brevi estratti da numeri eseguiti da famosi personaggi del varietà e dello sport, ballerini e acrobati o parodie. Veniva affittato da locali, fino a che non si trovò un modo per proiettare i film su schermo.
I fratelli Louis e Auguste Lumiere inventarono un sistema di proiezione che contribuì a rendere il cinema un’impresa commerciale di respiro internazionale. La loro famiglia possedeva a Lione la più grande azienda europea di prodotti fotografici. Nel 1894 un concessionario del kinetoscopio chiese loro di realizzare pellicole meno costose di Edison. Idealizzarono una piccola macchina da presa, il cinematographe, che poteva anche stampare le copie positive, poteva essere montato davanti ad una lanterna e diventava parte del proiettore. Primo film “L’uscita della fabbrica Lumiere”, il 28 dicembre 1895, in una delle sale del Grand Café di Parigi, ebbe luogo una delle più famose proiezioni della storia: i clienti pagarono 1 franco per vedere 10 film, in 25 minuti.
Nel marzo del 1895 Robert Paul e il suo socio Birt Acres realizzarono un apparecchio di facile utilizzo, vendeva le sue apparecchiature, contribuendo a rendere più veloce la diffusione dell’industria cinematografica.
In America, Woodville Latham con i figli studiò la possibilità di aggiungere alla macchina da presa un ricciolo in grado di allentare la tensione della pellicola e di permettere la realizzazione di film più lunghi. Frank Jenkis e Thomas Armat esibirono il loro proiettore phantoscope. Herman Casler inventarono mutoscope, specie di peepshow, macchinetta automatica messa in moto da una manovella.
Lo sviluppo dell’industria
Il nuovo mezzo cinematografico si inserì facilmente in questo insieme di divertimenti popolari. La maggior parte dei soggetti erano vedute o panorami di posti esotici, terre lontane, attualità oppure film di finzione. Lo spettacolo era accompagnato da musica suonata da pianista o orchestra, e da un imbonitore che descriveva passaggi.
In Francia
Nonostante il successo ottenuto con le loro prime proiezioni, i fratelli Lumiere credevano che il cinema sarebbe stato una moda passeggera e si mossero rapidamente per sfruttare il cinematographe, alcuni dei film girati dai loro operatori introdussero importanti innovazioni tecniche, come l’invenzione del movimento di macchina (Promio). Trasformarono il cinema in un fenomeno internazionale e contribuirono al suo sviluppo cominciando a vendere il loro cinamatographe nel 1897. Fecero la comparsa altre case di produzione come la Star Film di George Melies, la Pathé e la Gaumont.
In Inghilterra
Il cinema inglese fu innovativo e celebre in tutto il mondo per diversi anni, ma in seguito si indebolì a causa della concorrenza francese, italiana e danese.
Negli Stati Uniti
Gli USA rappresentavano senza dubbio il più grande mercato del mondo per il cinema. Per fronteggiare la concorrenza, Edison realizzò film più lunghi, chiamando uno dei più importanti registi americani del periodo: Edwin S. Porter. Porter realizzò il primo film narrativo (Life of an American Fireman) e perfezionò il montaggio così come lo conosciamo noi oggi, perché usava più inquadrature. Il suo film più importante fu La grande rapina al treno, nel film era inclusa anche un’inquadratura in cui uno dei ladri viene ripreso in piano ravvicinato mentre spara un colpo verso l’obiettivo della macchina da presa, che i gestori delle sale potevano scegliere se collocare all’inizio delle proiezioni o alla fine, dato che non aveva nessun scopo narrativo, ma serviva solo per attrarre gli spettatori. Porter fu uno dei tanti registi che contribuirono a fare in modo che l’industria si concentrasse sulla produzione di film di finzione.
No alle “attualità” perché la loro realizzazione dipendeva da avvenimenti imprevedibili, mentre film di finzione possono essere progettati in anticipo e in maniera accurata.
No alle “vedute” perché comportano notevoli spese di viaggio per raggiungere località lontane, i film di finzione permettono ai registi di rimanere negli studi o nelle vicinanze.
Caratteristiche del cinema delle attrazioni
- Non c’era il bisogno di conservare film, non c’era un archivio, molte pellicole prendevano fuoco (alta infiammabilità della pellicola).
- Non esisteva un luogo specificatamente dedicato ai film, né un pubblico cinematografico.
- Il cinema delle origini non era in bianco e nero, il colore era la prima cosa che si perdeva nelle pellicole (tintura complessiva, es. tutto rosso, oppure pittura a mano, con colorazione con significato).
- Il film delle origini non ha una struttura narrativa, era una veduta animata, un quadro in movimento, prevalenza dell’elemento avvincente, sensazionale, non narrativo.
- La cultura istituzionale lo lega al circo, non forma d’arte, solo tecnica.
- Enfasi sul movimento
- Autonomia dell’inquadratura (inquadratura mono puntuale), fisicità della cinepresa, posizione frontale e discreta distanza fra la macchina da presa e gli attori.
- Non c’è nessun tipo di dialogo tra le varie inquadrature, non c’è nessun sistema di raccordi tra le inquadrature.
Il pubblico rozzo e analfabeta non poteva permettersi il teatro quindi andava a vedersi queste vedute, per esempio film di ballerine. Il cinema delle attrazioni viene chiamato così appunto perché era simile al circo, non c’era una narrazione, ma lo scopo era solo quello di mettere in scena azioni in chiavi spettacolari.
Epoca di transizione (1903-1914)
Dal cinema delle origini fino al Modo Di Rappresentazione Istituzionale (IMR). Il modo di rappresentazione istituzionale è il modello dominante dal 1914 di realizzare un film. È il risultato del desiderio di rappresentare la realtà in modo più veritiero possibile. Il racconto diventa l’elemento fondamentale (diversamente dal modo primitivo, dove lo scopo era solo quello di stupire).
Novità → – sala cinematografica – c’è una progressione lineare, rapporto di causa-effetto tra le varie immagini – meccanismo di autoproduzione – IMR.
Le inquadrature non sono più elementi autonomi al solo scopo di stupire, ma tendono a integrarsi in un’unità narrativa con lo scopo di raccontare. Comunicano tra loro attraverso il montaggio. Bisognava uscire dal dominio della logica progressiva del racconto per quadri, far capire allo spettatore del primi anni del 20esimo secolo che il personaggio stava ricordando o sognando (segni grafici).
Esempio di film dell’epoca di transizione: La Presa di Roma del 1905; Maciste del 1915; Vita e Passione di Cristo del 1903; The Great Train Robbery del 1903.
Alla fine dei primi venti anni di sviluppo del cinema (1985-1915 circa) può dirsi più o meno compiuta la costruzione di un linguaggio del film compreso dallo spettatore e la definizione delle basi economico-produttive della nascente industria del cinema.
Cinema muto (1905-1930)
L’espansione internazionale del cinema (1905-1912)
Intorno al 1905 l’industria cinematografica assunse dimensioni più ampie e forme più stabili. Vennero dedicate sale permanenti alla proiezione e la produzione dei film si ampliò per soddisfare la domanda crescente. I film divennero più lunghi, cominciarono ad essere costituiti da diverse inquadrature e a raccontare storie più complesse. I registi sperimentarono nuove soluzioni per esprimersi con maggior chiarezza.
In Francia
Pathé vs Gaumont. Le due principali società continuavano ad espandersi, mentre nuove case di produzione nascevano per soddisfare le richieste degli esercenti sempre più pressanti. La Pathé, una grande società con tre diversi studi, fu anche una delle prime a basarsi su un sistema di concentrazione verticale, che comportava il controllo della produzione, della distribuzione e dell’esercizio. La Pathé costruiva macchine da presa e proiettori, produceva film e fabbricava pellicole su cui stampare le copie da distribuire. A partire dal 1906 acquisì le sale, nel 1907 incominciò a distribuire i film a noleggio, senza venderli agli esercenti. Negli anni 1903-1904 la Pathé creò un sistema elaborato di colorazione meccanica del supporto (pochoir), questo tipo di colorazione venne utilizzato fino ai primi anni del cinema sonoro. Oltre alla concentrazione verticale, la Pathé ricorreva anche a quella orizzontale, espandendosi all’interno di uno specifico settore dell’industria cinematografica.
Anche l’espansione della principale rivale della Pathé, la Gaumont, fu rapida. Dopo aver finito di costruire un nuovo studio nel 1905, la società mise sotto contratto altri registi.
In Italia
Sebbene i film venissero prodotti in parecchie città, in breve tempo emersero come principali case di produzione la Cines a Roma, la Ambrosio Film e la Itala Film a Torino. Queste società chiamarono alcuni artisti francesi, di conseguenza alcuni film italiani erano solo imitazioni se non remake dei film francesi. Nel 1910 l’Italia era probabilmente seconda solo alla Francia per numero di film esportati. I produttori furono fra i primi a realizzare costantemente film di più di un rullo.
In Danimarca
Anche un piccolo paese come la Danimarca svolse un ruolo importante grazie all’imprenditore Ole Olsen. Nel 1906 fondò una casa di produzione, la Nordisk. La casa si specializzò nel poliziesco, nel dramma, in opere melodrammatiche. Realizzazione del film più lungo fino a quel punto (8 rulli) e lancio di Asta Nielsen, una delle prime star internazionali. L’industria danese fu fiorente fino allo scoppio della prima guerra mondiale, i registi e attori più importanti trovarono lavoro all’estero.
In America
Oggi Hollywood domina il mercato internazionale dell’industria dello spettacolo, ma fino alla prima guerra mondiale le società americane si concentravano sulla domanda interna, in rapida e costante crescita, facendosi concorrenza. Nel periodo fra il 1905 e il 1912 produttori, distributori ed esercenti tentarono di concentrarsi sul mercato estero.
Tra il 1905 e il 1907 si verificò un aumento notevole delle sale. Si trattava di magazzini che contenevano meno di duecento posti a sedere, l’entrata costava un nickel (da qui il termine nickelodeon) o un dime (dieci centesimi) se il programma durava dai quindici ai sessanta minuti.
I Nickelodeons
- Quando le compagnie di produzione si dedicarono ai film narrativi, abbandonando i documentari di attualità, andare al cinema divenne una forma di intrattenimento regolare.
- I produttori incominciarono a noleggiare film, non a venderli, così gli esercenti non erano obbligati a proiettare lo stesso film per ammortizzare il costo d’acquisto e potevano cambiare la loro programmazione due, tre volte anche sette alla settimana.
- Il costo del biglietto era generalmente contenuto, non c’erano annunci pubblicitari, così il pubblico ci andava regolarmente o perché capitati per caso. Fuori dal cinema venivano esposti i titoli dei film, a volte insieme a fonografo o imbonitore.
- Quasi sempre vi era un accompagnamento sonoro: capitava che fosse lo stesso gestore della sala a piegare quanto succedeva nello schermo, accompagnamento da pianoforte o da fonografo.
Motion Picture Patents Company
I capi delle principali società compresero che il controllo del fiorente mercato cinematografico avrebbe assunto elevati profitti. La rivalità fra la AM&B e la Edison si inasprì nel 1908 caos. → Gli esercenti avevano bisogno di un numero maggiore di film, ma i produttori non riuscivano perché impegnati a farsi guerra. Edison e AM&B crearono una nuova società, misero in comune i loro brevetti per impedire la produzione, la distribuzione e la proiezione nelle sale di film realizzati negli Stati Uniti che usassero la loro tecnologia senza una formale licenza e riscuotevano la tassa dovuta per produrre film. Ne fecero parte molte altre case di produzione: Vitagraph, Selig, Essanay, Lubin, Kalem.
Per continuare a lavorare tutte queste società dovevano pagare le tasse.
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