Cinema 1 – De Franceschi – Bordwell e Thompson
Pre-cinema
Dal 17o secolo con la “Lanterna magica” al 1895.
Cinema primitivo
Dal 1895 a 1905/07 – metodo di rappresentazione primitivo.
Cinema classico
Dal 1905/07 al 1941 - metodo di rappresentazione istituzionale.
Cinema moderno
Dal 1941 con “Quarto potere” – psicologia più complessa.
Cinema post-moderno
Dai primi anni '80 in poi – mix di epoche, toni, generi e stili.
Tipi di ripresa
- Figura intera: dalla testa ai piedi
- Piano americano: dalla testa alle ginocchia (tipico western)
- Mezza figura: dalla testa ai fianchi
- Mezzo primo piano: dalla testa alle spalle
- Primo piano: testa
- Primissimo piano: solo volto
- Dettaglio: solo un particolare del corpo
Tipi di ripresa dell’ambiente
- Campo lunghissimo: ambiente molto ampio
- Campo lungo: prevale l’ambiente (uomo molto distante)
- Campo medio: è più messa a fuoco l’azione dell’uomo
- Campo ravvicinato: più ristretto sull’azione dell’uomo
Montaggio
- Analitico: due piani distinti dello stesso soggetto
- Alternato: azioni parallele che avvengono nello stesso momento
- Panoramica: movimento della macchina da presa sul proprio asse
- Primo piano emblematico: ripresa finalizzata all’attrazione (non è importante alla storia)
Cap. 1.1
Il cinema fu inventato durante l’ultimo decennio dell’800. Gli scienziati volevano poter utilizzare una serie di immagini leggermente diverse tra loro a una velocità di almeno 16 fotogrammi al secondo.
Nel 1832 Joseph Plateau creò il fenachitoscopio; nel 1833 William Horner il zootropio, ovvero una serie di disegni su una sottile striscia di carta fatti girare dentro un cilindro rotante. Dal 17o secolo gli scienziati utilizzavano le lanterne magiche per poter proiettare le immagini in movimento su lastre di vetro, anche se comunque non erano ancora abbastanza veloci. Nel 1888 Estman creò un rullo di celluloide trasparente ottimo per la fotografia (Kodak). Nel 1877 Reymond inventò il prassinoscopio dove le immagini potevano essere viste su una serie di specchi. Successivamente nel 1878 Muybridge mise in fila 12 macchine fotografiche a intervalli di un secondo e mezzo l'una dall'altra, ispirando Marey che inventò una macchina fotografica in grado di imprimere venti immagini al secondo. Nel 1888 Le Prince creò alcuni brevi film girati approssimativamente a 16 fotogrammi al secondo con carta Kodak e nello stesso anno Edison incomincia a creare macchinari da ripresa. Nel 1891 apre un teatro di posa nel New Jersey dove incomincia a produrre filmati da 20 secondi con i suoi macchinari: kinetoscopio e kinetografo.
I Lumière: idearono una macchina da presa, il cinematografo, che utilizzava una pellicola 35mm e un meccanismo a intermittenza, il tutto montato davanti ad una lanterna magica divenendo parte del proiettore. Produceva 165 fotogrammi al secondo. Il primo film fu: “L’uscita dalla fabbrica Lumière” del 1895. In quello stesso anno, il 28 dicembre, ebbe luogo una delle più famose proiezioni della storia. (10 film, 25 minuti di durata complessiva). I due fratelli organizzavano lezioni per poter trasmettere l’arte di saper utilizzare le loro macchine e una volta finito il corso, gli allievi venivano mandati per tutto il mondo in cerca di luoghi e oggetti da filmare e poter mostrare nei loro film. Esotismo: ricerca di luoghi particolari, cerimonie, luoghi esotici. L’elemento di maggior interesse era il quotidiano perché il pubblico riusciva a riconoscersi in ciò che stava vedendo.
Cap. 1.2
La maggior parte dei film delle origini era composta da una sola inquadratura. La macchina da presa rimaneva ferma e l’azione si svolgeva in un’unica ripresa. Lo spettacolo tipo era la proiezione del girato accompagnato dalla musica (di solito un pianoforte o un fonografo). Erano presenti nelle “sale” anche i cosiddetti imbonitori, gli addetti alla descrizione degli eventi che venivano proiettati (cerimonie, luoghi esotici, attualità).
Sviluppo dell'industria francese
Il catalogo Lumière crebbe fino a contenere centinaia di immagini di Spagna, Egitto, Italia, Giappone. Il loro film più famosi sono:
- Arrivo del treno alla stazione
- Il pasto del bebè
- Il crollo del muro (utilizzo del rewind)
- L’innaffiatore innaffiato (comico)
- Lo sbarco dei congressisti (presente lo sguardo in macchina considerato tabù)
- Panorama sulle rive del Nilo (esotico. Macchina da presa su barca)
- Uscita dalla fabbrica (pubblicità alla fabbrica Lumière)
Noel Burch introduce il metodo di rappresentazione primitivo. Egli mette in luce delle costanti stilistico-formali che contraddistinguevano i filmati del periodo:
- Monopuntuale: unicità del piano
- Riprese en plain air: la macchina fissa riprende un brandello di vita vissuta sottratto al fluire del tempo
- Sapiente costruzione fotografica: inquadrature precise e gioco di chiaro-scuri
- Logica dell’attrazione: mantenere l’attenzione alta anche se non viene rappresentata nessuna storia (l’abbigliamento ricercato, i luoghi, i personaggi indicano un minimo di regia)
Nel 1905 i Lumière smisero di produrre film. Le case cinematografiche più importanti del periodo furono la Pathé (numero uno) e la Goumont (sua rivale).
Georges Méliès
Un altro grande del cinema di quei tempi fu Georges Méliès. Un illusionista ricordato principalmente per i suoi film fantasmagorici, ricchi di trucchi realizzati con la macchina da presa e fondali dipinti. Girò tutti i generi in voga in quel tempo, creando da solo la sua macchina da presa. Fondò il suo primo teatro di posa in cui girava tutti i suoi film, facendone anche parte molte volte. Caratteristiche del suo cinema erano: il fermo macchina, le magie complesse in fase di ripresa, gli interventi anche dopo direttamente sulla pellicola (tagli, colorazioni), utilizzo di rallenty, accelerazioni, sparizioni, sovrapposizioni. Nel suo cinema venivano utilizzate 4 tipi di vedute diverse:
- Vedute in esterno (en plain air)
- Vedute scientifiche (carattere scientifico)
- Vedute composte in soggetto (micronarrazioni)
- Vedute a trasformazione (trucchi, attrazioni sulle immagini)
Il suo film più famoso fu: “Viaggio nella luna” del 1902, considerato il primo film di fantascienza. Nel 1912 smette di fare film, chiudendo così una filmografia di circa 500 film. A differenza coi Lumière egli prediligeva la bidimensionalità, il teatro e il fantastico; mentre i due fratelli preferivano la tridimensionalità, la fotografia e il realismo.
La scuola di Brighton
All’inizio la maggior parte dei film inglesi seguivano il modello tipico del periodo. I primi film inglesi divennero famosi per le loro spettacolarità ed effetti speciali. Un esempio fu Hepworth che iniziò a produrre film dal 1899 concentrandosi su temi di attualità passando poi a trucchi ed effetti; diventando uno dei più importanti produttori del tempo. (1905-1914) I più importanti formarono un gruppo che venne nominato “la scuola di Brighton”, dove i capo scuola erano: George Smith (famoso per il film “Mary Jane’s Mishap”) e James Williamson (famoso per il film “The big swallow”). Il primo inserisce il primo piano e il montaggio analitico e il secondo fece addirittura delle riprese sottomarine. Oltre alle nuove tecniche furono anche esplorati nuovi generi, come il comico e l’avventuroso. Il cinema inglese fu innovativo e celebre per moltissimi anni ma si indebolì a causa delle concorrenti francesi, italiane e danesi.
Stati Uniti
Gli Stati Uniti rappresentano senza dubbio il più grande mercato del mondo per il cinema. Dopo le prime proiezioni di Edison entrarono in funzione centinaia di proiettori e fu possibile assistere a proiezioni in vari luoghi. Nel 1903 si iniziò a produrre film su pellicola 35mm e gli americani assunsero due dei più grandi registi del cinema muto: Griffith e Porter. Soprattutto quest’ultimo, chiamato da Edison, si basava molto su tecniche già usate da Méliès, Smith e Williamson, ma ne introdusse anche alcune di originali. Infatti nel 1902 molti dei suoi film comportavano notevoli sforzi in fase di montaggio per creare collegamenti spazio-temporali coerenti. Il suo più grande e famoso film fu “La grande rapina al treno” del 1903, dove è anche presente il primo piano emblematico (uno dei ladri che spara dritto nell’obiettivo, non utile alla storia ma di grande spettacolarità). La sua firma era l’utilizzo di realismo nella messa in scena, i vari tentativi di montaggio alternato e l’utilizzo della panoramica. Grazie a lui ci si concentrò sulla produzione di film di finzione che potevano essere progettati in anticipo o in maniera più accurata rispetto alle “vedute” (non più chiusi in un teatro di posa). Ci fu una lotta legame che caratterizzò questi anni tra i Lumière ed Edison che, una volta conclusa, permetteva a chiunque in possesso di una macchina da presa potesse girare un film. In questi anni incominciarono anche ad essere inserite le didascalie, che potevano essere di tre tipi:
- Descrittive (descrivono il contenuto della scena o l’azione che sta per iniziare)
- Dialogiche (riportavano un possibile dialogo tra i personaggi: prima della scena o nel mezzo)
- Diegetiche (portavano avanti alcune lacune presenti nel film)
Cap. 2.1
Francia Pathé
Negli anni 1905-06 questa industria cinematografica francese dominava il mercato internazionale. Fu la prima a svilupparsi secondo una struttura verticale, dove in cima c’era la casa di produzione che si occupava di ogni aspetto della vita filmica (controllo produzione, distribuzione ed esercizio). Costruirono macchine da presa e proiettori, producevano film e fabbricavano anche le pellicole su cui stampare le copie da distribuire. Inoltre la Pathé, tra il 1903-04, creò un sistema elaborato di colorazione meccanica della pellicola: le aree da colorare erano ritagliate su copie utilizzate come matrici che venivano appoggiate sulle copie positive; ogni tinta veniva appoggiata sul film attraverso le sagome ottenute mediante pennelli o tamponi intrisi di colore. Ovviamente c’è da dire che non solo quest’industria si sviluppò verticalmente, ma allo stesso tempo orizzontalmente aprendo svariati teatri di posa in Italia, Stati Uniti e Russia.
Goumont
Questa casa di produzione costituì la nemesi numero uno della Pathé. Ebbe la prima regista donna come capo: Alice Guy-Blaché. Quando se ne andò nel 1908, l’azienda passò sotto il controllo di Feuillarde, uno degli artisti più importanti del cinema muto.
Italia
L’Italia arrivò un po’ più tardi sulla scena della produzione cinematografica che dopo il 1905 si sviluppò rapidamente sulla base del modello francese. Le case italiane più importanti furono: la Cines (1906), l’Ambrosio Film (1905) e l’Itala Film (1906). Molti artisti francesi lavorarono con le case italiane tanto che alcuni film italiani erano imitazioni se non addirittura remake di film francesi. In Italia il cinema fu considerato come una nuova forma d’arte prima che in altri paesi: i produttori si cimentarono nella realizzazione di “film d’arte”. Nel 1910 l’Italia era probabilmente seconda solo alla Francia per numero di film esportati. I produttori italiani si concentrarono molto sulla produzione di film storici, molto lunghi e fastosi: i colossal. Erano un marchio italiano e tra i più importanti possiamo ricordare: “Quo vadis” di Guizzanti, “Gli ultimi giorni di Pompei” di Maggi e “Cabiria” uno tra i migliori, il punto più alto raggiunto per i colossal del tempo. Pastrone fu uno dei maggiori registi dell’epoca, mettendo in scena il film “Il fuoco” del 1915 tratto da un’opera di D’Annunzio. Per l’Italia erano importanti non solo i film storici, ma anche i comici a imitazione francese (un esempio i Cretinetti). Erano film più economici, vivaci e spontanei di quelli storici e divennero famosi in tutto il mondo: ne furono realizzati centinaia.
Danimarca
La Danimarca svolse un ruolo importante grazie all’imprenditore Ole Olsen. Egli fondò nel 1906 la casa di produzione Nordisk e cominciò presto ad aprire uffici di distribuzione all’estero. Il film della Nordisk divennero famosi in tutto il mondo per l’eccellente recitazione. La casa si specializzò nel poliziesco, nel dramma, in opere melodrammatiche in qualche modo sensazionalistiche, comprese storie di prostituzione e melodrammi sulla vita del circo. Gli elementi della Nordisk erano: gli effetti di luce, le storie, il realismo degli interni, naturalità del realismo recitativo, enfasi sul fato e sulle passioni. Blom era il più importante dei registi della casa negli anni '10. Il suo film più importante era il più lungo girato in quel momento in Danimarca: “Atlantis”. La casa fu fiorente fino allo scoppio della prima guerra mondiale che impedì la diffusione e lo smercio tra mercati internazionali, portando attori e registi a lavorare all’estero.
Cap 2.2
Nickelodeons
Tra il 1905 e il 1907 si verificò un aumento notevole delle sale. Erano magazzini con 200 posti la cui entrata costava un nickel. Queste di diffusero per diverse ragioni: per prima cosa perché il cinema costituiva una forma di intrattenimento e seconda cosa perché le proiezioni duravano fino a tarda notte. Gli spettatori si sedevano su panchine di legno ed ogni film era accompagnato musicalmente: molte volte lo stesso direttore della sala offriva le spiegazioni della pellicola. A volte poteva capitare di trovare anche dei cantanti. I fratelli Warner iniziarono come gestori di nickelodeons.
Motion Picture Company
La motion Picture company venne creata nel 1908. Questa sperava di controllare tutte le fasi dell’industria. Solo le società autorizzate potevano produrre e distribuire i film e tutte le sale che volevano prendere a noleggio i film realizzati dalla motion picture dovevano pagare una tassa settimanale per questo privilegio. In America vigeva l’oligopolio: un piccolo numero di compagnie che collabora tra loro per controllare il mercato e impedire l’entrata di altre società. Le compagnie che si rifiutavano di pagare le tesse fornivano una fetta del mercato che i produttori e i distributori potevano rifornire. Questi vennero chiamati “gli indipendenti”, ovvero coloro che lavoravano per conto proprio senza la sottomissione ad alcun controllo. Infatti la motion picture incominciò a subire i primi attacchi: Laemmle fondò quella che poi divenne la Universal e nel giro di pochi anni vennero fondate più di una dozzina di compagnie indipendenti.
Autocensura
Nel 1909 un gruppo di cittadini newyorkesi fondò il “Board of censorship”: un’organizzazione privata che aveva il compito di migliorare il contenuto dei film. I produttori indipendenti e la MPC volevano migliorare l’immagine pubblica del cinema per attirare spettatori della classe medio-alta. Quindi il loro obiettivo era focalizzarsi su film più lunghi e complessi dal punto di vista narrativo, con storie di narrativa e letteratura. Ci fu inoltre un rinnovamento delle sale, di conseguenza un aumento dei prezzi sui biglietti, ma i programmi si articolarono in meglio. Nel 1909 alcuni produttori cominciarono a realizzare film di durata superiore a un rullo fotografico. In Europa, i film costituiti da più rulli erano frequenti quindi si arrivò al prediligere il lungometraggio come base standard della programmazione delle sale.
Star System
Le società iniziarono a vendere film con il proprio marchio di produzione. Dopo il 1908-09 quando i produttori iniziarono ad offrire offerte contrattuali più lunghe ai propri attori, gli spettatori incominciarono a ritrovare le stesse facce nei vari film presentati, permettendo di costruire in loro un inevitabile interesse nelle vite dei loro interpreti preferiti. Si iniziò così a creare una sorta di aurea intorno agli interpreti più amati che venivano ovviamente più richiesti dalle case cinematografiche per poter attirare un maggior pubblico: attivando così il fenomeno del divismo. Nei primi anni '10, l’area intorno a Los Angeles si impose come il principale centro di produzione degli Stati Uniti. I vantaggi erano: il clima assolutamente favorevole e asciutto e una notevole varietà di paesaggi. Il western era il genere più popolare in America. I teatri di posa hollywoodiani si trasformarono in enormi complessi che comprendevano grandi studi e numerosi laboratori.
Cap. 2.3
Chiarezza narrativa
Il cinema iniziò sempre di più a orientarsi verso la narrazione: le storie diventano più lunghe e raccontate con un maggior numero di inquadrature. Dal 1917 si era venuta a formare un insieme di regole formali ricorrenti in tutti i film americani: da ora in poi è chiamato “cinema hollywoodiano classico”. Fondamentale nel cinema classico era rendere comprensibile il rapporto di causa-effetto, spazio e tempo del film, tutto doveva avere uno scopo, ogni azione era finalizzata verso un obiettivo; importante era anche guidare l’attenzione dello spettatore passo per passo; viene anche approfondito l’utilizzo della profondità di campo, le figure vengono posizionate nella scena in modo tale da creare composizioni vivide o per sottolineare gesti e azioni dell’attore; infine la psicologia dei personaggi non era messa sul primo piano, si dava più spazio agli inseguimenti slapstick e ai melodrammi.
Recitazione e macchina da presa
Dal 1908 le tecniche incominciarono a cambiare. Iniziarono a collocare...
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