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Storia contemporanea

A. Banti, l'età contemporanea: il Settecento, coordinate

Fine Sei - inizio Settecento: grandi rotte commerciali in particolar modo volute dai paesi europei, per procurare nell'Occidente prodotti esotici (e per svariate altre motivazioni). Questi primi percorsi possono considerarsi un'anticipazione di una forma di globalizzazione. La prima “bottega del caffè” fu aperta a Venezia nel 1647: si rifletta sull'enorme novità sociale in cui consiste il caffè (luogo di ritrovo, di confronto, di notizie) e sulla sua immediata diffusione nelle più grandi città europee.

Circuiti transoceanici

Più o meno gli stessi che avevano preso forma tra Cinque e Seicento (l'uno verso le Indie Orientali, l'altro il triangolo Europa-Africa-America). Importanti trasformazioni:

  • Circuito delle Indie Orientali: diminuisce molto l'importanza delle spezie, sostituite da cotone, tè e caffè.
  • Circuito triangolare verso l'America:
    • Aumentando la popolazione delle colonie americane, aumenta proporzionalmente la richiesta di beni dall'Europa (che li produce o li preleva dalle Indie).
    • Dalle piantagioni del Sud America, dei Caraibi e del Nord America si esportano in Europa quantità crescenti di caffè, zucchero, tabacco e cotone.
    • Aumenta vertiginosamente la tratta degli schiavi, che vengono venduti alle piantagioni in cambio dei prodotti delle stesse.

Altri mutamenti fondamentali: se nel XVII secolo erano le navi spagnole, portoghesi e olandesi a detenere il primato, ora l'egemonia spetta alle flotte commerciali di Francia e Inghilterra; proprio commercianti e coloni francesi e inglesi si insediano stabilmente in India e in America del Nord, dando vita a una competizione sia economica che politico-militare; nella competizione tra Francia e Gran Bretagna è la seconda a imporsi sia in India sia in America del Nord.

Il commercio transoceanico trasporta, come abbiamo detto, merci esotiche, di lusso: i primi consumatori sono aristocratici/alto borghesi. Si arricchiscono molto gli operatori di porto, che subito si accodano alla domanda delle classi più elevate aumentando ancora la portata del mercato. La Gran Bretagna, in particolar modo con l'esportazione verso le colonie americane (grazie anche alla sua flotta, che diventa la maggiore in Europa e sarà poi la più grande del mondo fino alla seconda guerra mondiale) è leader nel settore. Nelle campagne, aumentando il reddito di molti, aumenta la domanda di prodotti agricoli. I principali produttori sono la zona dell'Inghilterra centro-orientale e i Paesi Bassi.

L'Enclosure Act e la rivoluzione agricola

Enclosure Act (“atto di recinzione”): provvedimento emesso dal Parlamento inglese: su richiesta di un proprietario terriero che possieda la maggior parte delle terre di una data zona, gli si permette di recintare anche appezzamenti che non gli spetterebbero di diritto, se inclusi nella zona in questione; tensioni con pastori e contadini. Il grande proprietario terriero, ottenuta la zona, la affida a degli affittuari, che con il loro lavoro organizzativo si rendono protagonisti di quella che alcuni hanno definito “rivoluzione agricola”:

  • Assumono manodopera salariata dai villaggi contadini che sono rimasti senza terre comuni a seguito dell'Enclosure Act (molti, però, non assunti, si spostano in città).
  • Cambiano la rotazione delle colture introducendo una rotazione pluriennale: la maggior innovazione consiste nell'introduzione dei foraggi (come il trifoglio e l'erba medica), che oltre a rifornire il terreno di azoto possono essere usati come alimenti per bovini e ovini. Il campo non viene più lasciato a maggese. È il cosiddetto “sistema di Norfolk” (contea più orientale dell'Inghilterra, dove si sperimenta questa novità per la prima volta). La produttività agricola inglese aumenta enormemente, il che di riflesso fa crescere il mercato (essendo a basso costo i prodotti alimentari, anche le famiglie povere possono permettersi l'acquisto di altri beni di consumo).
  • Il sistema si estende ad altre aree tra fine Settecento e inizio Ottocento.

Nuove coltivazioni

  1. Riso (Asia): Valle Padana, Spagna e Portogallo; marcite in Lombardia e Piemonte (fiumi alpini che forniscono sempre acqua, reti di canali).
  2. Mais (America): può essere coltivato in rotazione col grano, ma rende 2-4 volte di più; diventa spesso alimento sostitutivo: in alcune zone molti si ammalano di pellagra, malattia dovuta alla carenza di vitamina B.
  3. Patata (America): anch'essa spesso sostituita al grano, coltivata prevalentemente nell'Europa settentrionale.

Transizione demografica

Prima del Settecento: la popolazione aumentava temporaneamente con l'aumento dei beni alimentari; quando aumentava troppo, e i prezzi degli alimenti salivano alle stelle, grandi crisi di mortalità e conseguente diminuzione della domanda e calo dei prezzi; poi, daccapo. Inizio Settecento: Il boom demografico non è interrotto da esplosioni di mortalità; netta diminuzione della mortalità infantile, mentre le nascite si mantengono pressoché costanti. Cause:

  • Miglioramento del tenore di vita e delle condizioni igieniche (si pensi agli indumenti intimi di cotone).
  • Primi successi della pratica medica: provvedimenti contro il vaiolo, abitudine di allattare i figli al seno (inizialmente nelle classi medio-alte); nei primi del XVIII secolo scompare la peste, flagello d'Europa.

La prima rivoluzione industriale

Settore Tessile: per concorrere coi tessuti importati dalle Indie è necessario produrre a costi bassissimi. I protagonisti delle maggiori invenzioni sono piccoli imprenditori: John Kay (1733), inventa la navetta volante: macchinario per muovere meccanicamente sul telaio la spola con il filo (con l'aumento della produttività aumenta la domanda di materia prima); James Hargreaves (1764): “Jenny”, filatoio meccanico lavorato a mano; Richard Arkwright (1768): filatoio azionato dall'energia idraulica; Samuel Crompton (1774): “Mule Jenny”, combinazione delle due invenzioni precedenti: filatoio a energia idraulica capace di azionare più fusi contemporaneamente; Edmund Cartwright (1784), costruisce il primo telaio meccanico. Il settore tessile britannico riesce a competere con quello indiano; effetti a catena: filatoi e telai meccanici usati anche nella lavorazione di tessuti diversi dal cotone; grande domanda di macchine utensili: stimolo a falegnameria e a industria siderurgica e meccanica (a loro volta rilancio attività minerarie – il carbon fossile alimenta le macchine, vedi sotto); in Virginia e in Georgia si ha la conversione alla coltura del cotone, poi esportato in Gran Bretagna.

Settore Siderurgico: giacimenti inglesi di carbon fossile e minerale ferroso, grande produzione di ferro e ghisa. Prima metà del Settecento: Abraham Darby Sr e Jr perfezionano un sistema per produrre buona ghisa attraverso una combinazione di coke (carbon fossile depurato) e minerale ferroso. Nel 1783-4 Henry Cort brevetta un ulteriore perfezionamento: pudellaggio: depurazione della ghisa dal carbonio; laminazione: si eliminano definitivamente le scorie e si ottiene ferro in barre, pronto alla lavorazione. Si ottiene un ferro di qualità a costi di produzione mai prima tanto bassi. Il boom del settore siderurgico genera una maggiore attività in miniera: scavando più a fondo, è necessario pompare in superficie l'acqua che si trova: 1705: Thomas Newcomen, fabbro, inventa una pompa a bilanciere mossa dal vapore; 1765: James Watt, ingegnere scozzese, mette a punto una pompa a vapore dal modello di Newcomen: nel 1774 inizia la fruttuosa collaborazione con Matthew Boulton, proprietario di una fonderia a Birmingham. Watt comincia a vendere le pompe a vapore, ma nel 1782 ha l'intuizione: costruire una macchina produttrice di energia da trasmettere ad altre macchine. Nasce la macchina a vapore, innovazione di portata straordinaria (basti pensare che prima l'energia era solo eolica, idrica, animale e umana).

Repetita Iuvant: Tutti i soggetti coinvolti incrementano il proprio reddito, innescando così quel meccanismo di crescita di domanda e offerta che abbiamo visto.

Cinque aspetti preponderanti della rivoluzione industriale

  1. In Gran Bretagna essa ha carattere cumulativo apparentemente inarrestabile, che si sviluppa in una sequenza di “botta e risposta”.
  2. Sebbene la rivoluzione industriale prenda corpo in Gran Bretagna, dandole un cospicuo vantaggio, non vi resta confinata e non tarda a diffondersi in Europa e nel mondo.
  3. I nuovi settori produttivi si localizzano in aree che offrono particolari vantaggi:
    • Il fattore di concentrare tutte le macchine in un luogo.
    • Vicinanza di un porto.
    • Vicinanza a distretti carboniferi; nasce così la fabbrica. I distretti industriali si concentrano intorno a una o più città (geografia produttiva “a macchia di leopardo”).
  4. Gli operai immigrano nelle città dove hanno sede le fabbriche, spesso con la famiglia; donne e bambini impiegati nel tessile per le mani piccole e perché li si può pagare meno. Rigido controllo sui tempi di lavoro, orari massacranti, condizioni di lavoro antigieniche e spesso pericolose. Inoltre l'uso delle tecnologie è “labour saving”, cioè finalizzato a risparmiare sulla manodopera: vasti fenomeni di disoccupazione. “Petizione dei lavoratori del settore laniero di Leeds ai mercanti e ai manifatturieri”, 1786. “Lettera dei mercanti di tessuti di Leeds”, 1791.
  5. Dunque per il lavoratore l'introduzione delle macchine costituisce un evento traumatico. Tra fine Settecento e inizio Ottocento iniziano le prime proteste, in forma di sabotaggio dei macchinari (i sabotatori vengono definiti luddisti, dal nome del mitico Ned Ludd che diede inizio a tale pratica). Questo tipo di conflitto sociale appartiene nella sua pienezza al XIX secolo, ma già ora se ne possono riscontrare le prime avvisaglie (Birmingham, Leeds, Manchester).

La rivoluzione americana (1763-1789)

Guerra dei sette anni

1756-1763: la Gran Bretagna emerge come la più grande potenza mondiale. I suoi domini coloniali aumentano parecchio:

  • Zone strategiche nella penisola indiana;
  • Tutta l'area coloniale dell'America nord-orientale.

Con l'aumento così smisurato dei suoi possedimenti, la Gran Bretagna (sovrano Giorgio III) decide di far fronte alle esigenze dell'amministrazione e dell'esercito aumentando la pressione fiscale sui contribuenti delle colonie nordamericane (le quali sono in effetti in piena esplosione demografica-economica). I coloni sono però determinati a non farsi dominare così.

Tre componenti importanti nella cultura delle società nordamericane

  1. Tradizione dei gruppi protestanti puritani, derivata dai padri pellegrini emigrati in America per sfuggire alle repressioni religiose della prima metà del Seicento: da qui l'idea di un'America “sacra”, “terra promessa”, da difendere per difendere con essa la propria libertà;
  2. Il punto precedente si fonde con l'elaborazione teorica dell'Inghilterra postrivoluzionaria, in particolare con l'idea che l'uomo goda di diritti naturali che non possono essere trascurati o infranti dai sovrani;
  3. L'ispirazione della letteratura politica radicale antimonarchica, illuminista, proveniente dall'Europa e certo accolta dalle élite più colte.

Conflitto con la madrepatria

Nuova politica fiscale inglese:

  • Revenue Act (1764): volto a limitare il contrabbando dei coloni che violano il monopolio commerciale della Gran Bretagna;
  • Stamp Act (1765): su ogni documento ufficiale deve essere apposto un bollo dello Stato britannico, da acquistare.

Continue proteste dei contribuenti nordamericani (articoli di giornale, manifestazioni e interventi ai Parlamenti locali), concentrate nelle tredici colonie orientali. L'argomento più forte: “no taxation without representation”, cioè i coloni non accetteranno la pressione fiscale decisa dalla Camera dei Comuni senza avere rappresentanti eletti al Parlamento inglese. 1766: il governo di Londra revoca lo Stamp Act, ma non vuole concedere rappresentanti alle colonie. 1773: una legge del Parlamento attribuisce alla East India Company (EIC) il monopolio esclusivo della vendita del tè importato in Nord America. Scelta infelice perché:

  • Colpisce direttamente gli interessi dei commercianti nordamericani;
  • Colpisce altrettanto gli interessi dei contrabbandieri;
  • Costituisce la prova del disinteresse della madrepatria per le colonie (molti parlamentari possiedono cospicui pacchetti di azioni della EIC).

16 Dicembre 1773: Boston Tea Party: il governo britannico reagisce pesantemente, abolendo il Parlamento del Massachusetts e concentrando il potere nelle mani del governatore e dei militari. In risposta si riunisce l'anno seguente un Congresso dei rappresentanti delle 13 colonie, per fare il punto e scegliere una linea comune verso il governo britannico; Filadelfia, Settembre 1774: posizioni contrastanti, dai lealisti più accaniti agli indipendentisti più convinti.

La secessione

Il Congresso cerca la via della conciliazione, ma all'inizio del 1775 i comandanti dell'esercito regio ricevono l'ordine di arrestare i leader che guidano la ribellione: Primavera 1775, a Lexington e a Boston i primi scontri seri tra l'esercito e le milizie irregolari. 10 Maggio 1775: secondo Congresso di Filadelfia e conseguente Dichiarazione (6 Luglio 1775): con funzione diplomatica e propagandistica; enumera le ragioni della rivolta armata; affinità col sermone religioso e con il pensiero di Locke; implicita affermazione sulla “schiavitù naturale” dei neri, sebbene con tendenze divergenti (nord/sud). Nella Dichiarazione del '75 viene negato il proposito di un secessione dalla madrepatria, proposito che sarà invece dichiarato poco dopo. Gli scontri intanto si moltiplicano, il Congresso decide di coniare autonomamente moneta e affida il comando dell'esercito a George Washington, proprietario terriero della Virginia.

4 luglio 1776: Dichiarazione d'indipendenza

Ricorda il passo celeberrimo che influenzerà le tendenze rivoluzionarie cronologicamente vicine: “Noi dunque riteniamo che le seguenti verità sono di per sé stesse evidenti, che gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono stati dotati dal loro creatore di taluni inalienabili diritti, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca della Felicità”. Salutata dalla maggior parte della popolazione con entusiasmo, c'è chi si mantiene neutrale tra ribelli e madrepatria, e chi (una minoranza tenace) si schiera con la corona.

Guerra

La Gran Bretagna è inizialmente convinta di risolvere rapidamente il conflitto (invia 13.000 marinai e 32.000 soldati, in larga parte mercenari recuperati in Germania). George Washington tende ad evitare le battaglie campali, e ad attaccare a sorpresa. Tenere presente anche la guerra tra indipendentisti e lealisti. Col passare dei mesi le truppe ribelli riscuotono i primi successi. Intervengono grandi potenze europee nemiche della Gran Bretagna: Francia, Spagna e Olanda garantiscono prestiti e commerci, e si schierano anche attivamente. 1778: la Francia riconosce l'indipendenza degli Stati Uniti. Nel 1780 la guerra volge a favore dei nordamericani. 1781: decisiva battaglia di Yorktown (Virginia) – forze congiunte di francesi e nordamericani. 19 Ottobre 1781: i britannici si arrendono, e Yorktown è riconquistata: fine della guerra. 3 Settembre 1783: pace a Parigi; la Gran Bretagna restituisce la Florida alla Spagna.

Costituzione degli Stati Uniti

Tra il 1776 e il 1780 le tredici ex colonie si sono trasformate in Stati autonomi, ciascuno provvisto di una propria Costituzione che riconosce come unica forma istituzionale la Repubblica e si basa su un Parlamento elettivo. NB. in Pennsylvania, unica eccezione, si adotta il suffragio universale maschile. Maggio 1787: i delegati degli Stati al Congresso (o Convenzione) di Filadelfia si accingono a trasformare l'attuale Confederazione in una Federazione. Settembre 1787: la Costituzione (elaborata sotto la presidenza di Washington) è pronta. Struttura Costituzionale fondata sulla lezione di Montesquieu, ovvero sulla separazione dei poteri:

  1. Potere Legislativo – Congresso, articolato in Camera dei Rappresentanti e Senato (2 Senatori a Stato, con mandato di 6 anni), può imporre tasse, legiferare, battere moneta e regolare il commercio, dichiarare guerra.
  2. Potere Esecutivo – Presidente (e Vicepresidente), eletto ogni 4 anni; responsabile dell'esecutivo e dell'esercito, della politica estera e dei trattati (che devono però essere approvati da 2/3 del Senato); può rimandare le leggi al Congresso, ma se entrambe le Camere riapprovano coi 2/3 la legge è automaticamente promulgata.
  3. Potere Giudiziario – Corte Suprema, 9 membri nominati a vita dal Presidente; funzione di corte d'appello e giurisdizione esclusiva nei processi fra Stati o fra uno Stato e lo Stato Centrale; sebbene non esplicitato nella Costituzione, ha finito per assumersi anche l'incarico di verificare la costituzionalità di leggi sia statali sia federali.

Marzo 1789: la Costituzione entra in vigore e Washington diventa il primo Presidente degli Stati Uniti d'America.

Dibattito precostituzionale

Questione fondamentale: equilibrio di potere fra i singoli Stati e il governo federale: chi deve prevalere? Due schieramenti:

  • Federalisti: (Il federalista, 1788) Alexander Hamilton, James Madison (poi ai repubblicani), John Jay, Washington e Adams.
  • Repubblicani: Thomas Jefferson.

I repubblicani ottengono un successo nel 1791, con l'approvazione da parte del Congresso del Bill of Rights (primi 10 emendamenti).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ariosto25 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia contemporanea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Gagliani Dianella.
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