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Introduzione

La Costituzione italiana afferma che la scuola è aperta a tutti, non discrimina, non esclude nessuno. Vista questa premessa è fondamentale che venga diffusa una cultura della convivenza e questo si può fare solo se gli insegnanti vengono formati in questo senso. Nel corso degli ultimi 25 anni la scuola italiana si è andata sempre più configurando in senso multiculturale. Sarebbe molto utile costituire un Centro nazionale di documentazione e ricerca sull’Educazione Interculturale con lo scopo di raccogliere le buone prassi realizzate nei diversi territori.

Il centro potrebbe anche configurarsi come luogo di promozione culturale per:

  • Promuovere e produrre rapporti di ricerca
  • Realizzare monitoraggi, ricerche e pubblicazioni sul fenomeno migratorio e sull’educazione interculturale
  • Rendere disponibile e consultabile il materiale raccolto
  • Organizzare e promuovere seminari, convegni, incontri di approfondimento
  • Progettare e realizzare attività di formazione e ricerca
  • Avviare e consolidare rapporti con altri centri sia in Italia che in Europa

Capitolo 1. La società e la scuola di fronte alle migrazioni

Migrazioni e società italiana

L’Italia si presenta nel sistema migratorio internazionale con una storia particolare e ricca. L’Italia è stata coinvolta dalle migrazioni, e continua a esserlo anche oggi, sotto tre punti di vista:

  • Come terra di emigrazione: gli italiani lasciavano il Paese alla ricerca di fortuna
  • Paese di immigrazione: l’Italia ha visto una fortissima ondata migratoria di persone che fuggivano dai loro paesi di origine per questioni economiche e di guerra
  • Paese con forti spostamenti interni di popolazione: questi spostamenti sono strettamente legati a questioni economiche, culturali e socio-demografiche

Secondo Colucci e Gallo essi si configurano come una presenza strutturale in tutta la storia unitaria d’Italia. Oggi chi è maggiormente coinvolto in questi spostamenti sono coloro che si sono trasferiti in Italia dall’estero.

Per quanto riguarda le aree di origine dei migranti, possiamo dire che la maggior parte di loro viene da:

  • Europa
  • Africa
  • Asia
  • America

Vista l’eterogeneità la società italiana può essere descritta come un arcipelago migratorio. I primi cinque paesi di provenienza sono:

  • Romania
  • Marocco
  • Albania
  • Cina
  • Ucraina

L’Italia da sempre paese multiculturale e plurilingue

Nel corso degli ultimi anni i processi migratori hanno amplificato il carattere multiculturale della società italiana, ma l’Italia, da sempre, presenta una storia caratterizzata dalla presenza di culture differenti (lingua, religione, abitudini di vita). Possiamo dire che l’Italia è da sempre un paese:

  • Multiculturale
  • Multireligioso
  • Multilingue: coesistenza di lingue diverse
  • Plurilingue: capacità soggettiva di usare più lingue

L’identità linguistica italiana si è costruita dal 1860 tramite l’interazione di tre grandi poli: italiano, dialetti e lingue delle minoranze di antico insediamento. Oltre ai dialetti esiste anche l’italiano regionale: italiano fortemente intriso di tratti locali e che costituisce la lingua abituale di una larghissima fascia della popolazione.

La Legge n. 482 ha riconosciuto 12 gruppi linguistici minoritari nel nostro paese corrispondenti a 2 milioni e mezzo di parlanti:

  • Albanesi
  • Arbereshe
  • Catalane
  • Germaniche
  • Greche
  • Slovene
  • Croate
  • Francese
  • Franco-provenzale
  • Friulano
  • Occitano
  • Sardo

Le istituzioni scolastiche, secondo la legge, devono assicurare l’insegnamento delle lingue di minoranze e viene riconosciuto il diritto degli appartenenti a tali minoranze ad apprendere la propria lingua materna. Vi sono poi altre minoranze linguistiche e culturali che benché non siano state riconosciute dalla Legge 482/1999, sono presenti da secoli in Italia, come quelli dei gruppi Rom e Sinti.

Nel febbraio 2011 la Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato della Repubblica ha pubblicato l’esito delle indagini sulla condizione di Rom, Sinti e Caminanti in Italia. Si tratta di un documento importante perché per la prima volta questa questione è stata portata all’attenzione nazionale. Viene evidenziato che in Italia i Rom vengono ricordati solo in senso negativo e lo sterminio che ha riguardato i Rom, conosciuto come Porrajmos (divoramento), spesso non è neanche conosciuto dalla popolazione italiana o considerato.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sentiero92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia interculturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Fiorucci Massimiliano.
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