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Costruire la cultura della convivenza

Introduzione

Quella di Alexander Langer è stata una vita piena e spesa tutta instancabilmente al servizio della sua “utopia concreta”. Egli si è sempre rivolto all'essere umano, ha sempre cercato di incontrare e di confrontarsi con le altre persone, anche se portatrici di culture, lingue, religioni, ideologie e valori diversi.

Questo volume si propone di ripercorrere le tappe fondamentali del percorso biografico di Alexander Langer, così da comprendere gli eventi principali che hanno influenzato le scelte teoriche, intellettuali e politiche. Si possono individuare quattro fasi nella sua vita:

  • Il cristianesimo rivoluzionario della giovinezza;
  • L'impegno politico;
  • La questione “verde”;
  • Il problema della convivenza interetnica.

Ci si concentrerà poi sulle sue due più importanti “utopie concrete”: l'ecologia e la convivenza. Langer si muove dalla sua origine sudtirolese, utilizzandola per interpretare altri contesti in cui la compresenza di diverse etnie sullo stesso territorio causa problemi e conflitti. Il pensiero di Langer rimanda a un concetto di educazione capace di promuovere rapporti di giustizia e di libertà.

Biografia di un “uomo di confine”

La giovinezza di un cristiano rivoluzionario

Alexander Langer nasce a Sterzing il 22 febbraio 1946. Egli cresce in una famiglia economicamente agiata in cui il rapporto con la cultura ed i libri è naturale. Anche se le vicende storiche dei sudtirolesi provocano una situazione di separazione e inimicizia tra la società italiana e quella tedesca, i Langer iscrivono A. in un asilo italiano. La scelta riguardo le scuole elementari per A. propenderà poi invece verso una scuola di lingua tedesca. In tale famiglia prevalgono i valori come la tolleranza verso chi ha idee o stili di vita diversi. A. cresce quindi in un clima aperto e tollerante mentre fuori casa incontra situazioni diffuse di odio interetnico: ciò lo porta fin da giovane a interrogarsi sulle conseguenze di sentimenti di appartenenza etnica esageratamente forti.

Nel 1961 fonda il suo primo grande giornale: “Offenes Wort” ovvero Parola Aperta; il quale esprime le rivendicazioni della gioventù cristiana del tempo, seguendo la logica dell'amore per il prossimo. Langer consegue la maturità classica nel 1964 e risulta uno tra i cinque studenti italiani più brillanti. Dopo il liceo esprime il desiderio di farsi frate, ma il padre, pur rispettando il sentimento del figlio, si oppone. Così A. si trasferisce a Firenze per frequentare la facoltà di Giurisprudenza. È qui che incontra la sua futura moglie. Durante gli anni universitari fiorentini al centro delle riflessioni di A. sta diventando sempre meno presente Dio mentre si fa largo il singolo individuo. Egli sta prendendo sempre più coscienza di quanto importanti siano i valori come la coesistenza, la libertà e il dialogo.

Nel 1967 A. fonda la rivista mensile “Il Ponte”, facendosi portavoce di opinioni critiche e contribuendo all'instaurarsi di un rapporto di fiducia tra i gruppi etnici. A. si laurea il 18 luglio 1968 con 110 e lode; in seguito insegnerà storia e filosofia nei licei di Bolzano e Merano. Il suo stile di insegnamento è sicuramente anticonformista. Durante l'estate 1968 A. visita la Germania orientale e la Cecoslovacchia, assistendo all'invasione sovietica e lasciandosi coinvolgere dalle manifestazioni, motivo per cui verrà fermato dalla polizia. Nel 1969, durante lo svolgimento delle lotte sindacali dell'autunno caldo, A. si trova invece in Sudtirolo e partecipa attivamente al primo sciopero sudtirolese. Svolgerà poi il servizio militare tra il 1972 e il 1973 e sarà proprio il processo da lui subito dopo la manifestazione del 1968 che gli riserverà uno speciale trattamento: viene mandato con gli Alpini a Saluzzo in una caserma considerata punitiva. Dal 1975 al 1978 avrà una seconda esperienza da insegnante a Roma che gli procurerà ulteriori rimproveri e interventi punitivi per il suo stile anticonformista.

L'impegno politico

A. nella sua vita svolge molte professioni tra cui quella di insegnante; in tutte queste cose però egli è prima di tutto un vero uomo politico. Quello di A. non è un fare politica mirato alla conquista e al mantenimento del potere, ma finalizzato alla costruzione di progetti vantaggiosi per l'intera comunità umana.

Tra la fine degli anni '70 e l'inizio degli anni '80 A. impiega tutte le sue forze per realizzare la convivenza interetnica e l'obiettivo della pace, una pace ricca di confronto e di dialogo. Proporrà infatti la “Nuova Sinistra”, una lista interetnica che, distanziandosi dalla tradizionale sinistra socialista e comunista, si propone di inserire anche tematiche ambientaliste e pacifiste tra i suoi obiettivi. Nel 1978 A. viene eletto consigliere comunale. Il movimento interetnico si diffonde quindi tra il 1978 e il 1983, anche se l'apice dell'attività è risalente al periodo delle proteste riguardanti il censimento, che prevedeva la dichiarazione (vincolante per dieci anni) di appartenenza ad un gruppo etnico. Ogni problema doveva essere affrontato su base etnica, un aspetto con il quale A. era fortemente in disaccordo.

Nel 1983 A. concretizza un nuovo progetto politico fondando la Lista Alternativa per l'Altro Sudtirolo, la quale si pone come obiettivo l'uscita dalla sterile e pericolosa contrapposizione di gruppi etnici in Sudtirolo e intende proporre una strada capace di portare una vera e propria “cultura della convivenza”, termine utile ad evidenziare come il cambiamento non debba essere solo legislativo ma anche quotidiano all'interno della società civile, un cambiamento promotore di una trasformazione degli stili di vita dei singoli; una vera e propria trasformazione culturale.

La questione ecologica

Gli anni '80 sono gli anni in cui A. inizia ad occuparsi attivamente del pacifismo e della questione ecologica. In Italia A. assume un ruolo di primo piano per la nascita di questo oggetto politico di riferimento ed inizia la sua “semina verde”.

Nell'aprile del 1981 A. partecipa a una manifestazione a Comiso contro una base della NATO per missili Cruise: si comincia in questo modo a formare un legame tra movimenti ecologisti e movimenti non violenti. Riguardo il tema dell'obiezione di coscienza e della nonviolenza, è importante ricordare che A. è il primo a tradurre in tedesco il testo “Lettera ai cappellani militari toscani che hanno sottoscritto il comunicato dell'11 febbraio 1965” di don Lorenzo Milani, testo classico dell'antimilitarismo.

Nel 1986 nasce la Federazione dei Verdi dal raggruppamento in un unico soggetto politico di tutte le liste verdi esistenti in Italia. Alle elezioni politiche del 1987 i Verdi entrano per la prima volta in Parlamento. Langer si rende però conto che il movimento si sta trasformando in un partito troppo autoreferenziale; avanza così la proposta di sciogliere il partito e tornare a fare politica a contatto con la gente. A. rimane sempre convinto che i cambiamenti si realizzino dal basso e questo cerca sempre di far dialogare la politica e la società.

Alla base del movimento ecologista ci sono quindi la presa di coscienza, a livello sociale, e una prassi collegata a questa presa di coscienza, connessa a sua volta alle attività di associazioni e gruppi presenti sul territorio. A. è sempre animato da un forte desiderio di unità e coerenza fra pensiero e azione, scelte personali e scelte politiche. Questa sua maniera di non adattarsi e allinearsi ai comportamenti usuali della classe politica, alle abitudini, al desiderio di autoconservazione fa di lui un “politico impolitico” (non si fa trasportare dalla sete di potere). Secondo lui una politica ecologista potrà aversi solo sulla base di nuove convinzioni culturali e civili, fondate piuttosto su basi religiose, etiche e sociali. Dalla politica ci si potrà aspettare che attui efficaci iniziative per una correzione di rotta ed al tempo stesso sostenga e forse incentivi la volontà di cambiamento.

Il pensiero ecologista di A. può essere racchiuso nella necessità di passare dal motto olimpico “più veloce, più alto, più forte”, che guida la società, al “più lento, più profondo, più dolce”.

La coesistenza interetnica e la convivenza

Negli ultimi anni della sua vita A. dedica un impegno speciale alla costruzione della pace. I conflitti, le sofferenze e i morti inutili sono il pensiero fisso del suo ultimo periodo di lotta e anche il punto culminante del suo pensiero. Egli non concepisce la pace come una condizione statica e sterile, ma come qualcosa di estremamente dinamico e attivo.

Langer che vive in prima persona i cambiamenti politici dell'Est Europa, crede nella concreta possibilità di realizzare un'Europa basata sul rispetto dei diritti umani e sulla democrazia. Nel dicembre 1990 si reca per la prima volta in Albania, nel pieno delle manifestazioni degli studenti e dei lavoratori, che dopo la caduta del regime chiedono un rapido passaggio alla democrazia. Di questo viaggio A. ci lascia un diario accurato e ricco di incontri, pensieri e desideri nati tra la povera gente. A. torna poi in Europa e riesce a far inserire la vicenda albanese nell'agenda del Consiglio Europeo di quel periodo; nel 1991 il Parlamento Europeo approva una risoluzione che dà inizio all'apertura di normali e stabili rapporti tra Comunità Europea e Albania.

Identità e autonomia e sicurezza sono bisogni fondamentali dell'uomo che devono essere soddisfatti: la grande sfida sta nel trovare modalità di convivenza che riconoscano questi bisogni. Inizia dunque per A. in questo periodo una lunga serie di iniziative e impegni per la costruzione della pace e la convivenza. Tra queste troviamo la questione jugoslava per cui A. si mobiliterà in diverse direzioni e appoggiando numerose iniziative. Mentre è impegnato per la convivenza in Jugoslavia, A. vive una grande delusione in Sudtirolo: nel 1991 si svolge il secondo censimento etnico normativo. Ma nonostante tutta la delusione e la rabbia, il senso di inutilità e di impotenza, A. cerca comunque di continuare ad essere un portatore di speranza.

Nel 1994 viene eletto al Parlamento europeo. La situazione in ex Jugos...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Elli96 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia interculturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Roma Tre o del prof Fiorucci Massimiliano.
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