Il ruolo della disabilità e l'importanza dell'educazione
La disabilità è in grado di tirare fuori due persone importanti: quello che gli altri sanno di me/quello che uno non sa di me che porta al punto cieco e quello che gli altri non sanno di me/quello che io non so di me che porta allo sconosciuto. La disabilità porta a qualcosa che non riusciamo a vedere.
Educatori e approcci educativi
Educatori del terreno stabile: fare l'esecutore di ciò che ci viene detto per una persona (essere assistenti e non educatori).
Educatori della pianura paludosa: essere in grado di scegliere e agire da solo per favorire il bambino. Fare quello di cui quella persona ha bisogno. Bisogna provare ad essere esploratori e a stare sulla soglia delle domande, piuttosto che cercare di pensare alle domande sul fare.
Lo stereotipo ci porta a pensare che tutti siano responsabili allo stesso modo, senza essere portati a pensare chi davvero sia più responsabile di altri. Uno dei mali dell'educazione è quello di pensare che ci sia un unico modo di vedere le cose. Non funziona così, in realtà, perché ognuno di noi ha un proprio vissuto, una propria esperienza. Ciascuno di noi è soggettivo nelle cose che vive. L'essere oggettivi significa avere una mancanza di assunzione di responsabilità.
Il gioco della donna sul ponte
- Ciascuno di noi ha delle idee molto chiare che orientano le scelte;
- Non sempre siamo consapevoli delle nostre idee;
- Non sempre conosciamo le idee delle persone con cui lavoriamo;
- Non sempre siamo disposti a dire che l'altro vicino a noi ha ragione come noi.
Non è umano essere uguali con tutti. Tutto ciò che rimane implicito, rovina l'incontro e la realtà. Tendiamo a dire che è buono e giusto ciò che assomiglia a noi. A volte le regressioni sono una rincorsa e non una retrocessione.
Comprendere la disabilità
Lo sviluppo è simile ad una matassa. Eterocronia: all'interno di ognuno di noi ci sono dei tempi di sviluppo diversi. Nel processo di elaborazione delle informazioni, le persone non tengono in considerazione tutti i fattori in gioco, ma utilizzano scorciatoie di pensiero.
Il processo che scatta è quello di voler ricondurre le persone ad alcuni quadri categoriali nel tentativo di dare un senso ad una determinata situazione sociale. Quando si percepisce qualcuno in modo stereotipato si tende ad attribuirgli tutte le caratteristiche che si ritengono condivise tra i membri del gruppo. Queste categorie ci permettono di risparmiare tempo, ma dall'altra parte ci fanno fare delle cadute (semplificare la realtà, continua resistenza al cambiamento).
Gli stereotipi hanno un peso all'interno delle relazioni tra gruppi (credenze legittimanti, aspettative, profezie che si autoavverano). Stereotipo: mettere tutte le persone all'interno di una categoria. Pregiudizio: aggiunge un giudizio di valore (che tendenzialmente svalorizza e negativizza una categoria).
Il concetto di handicap
Portatore di handicap/handicappato: l'handicap è uno svantaggio esterno che una persona incontra nel contesto, non pronto ad accogliere il suo modo di funzionare. L'handicap è l'insieme delle barriere naturali che creiamo verso delle persone e che creano loro degli ostacoli. Dire diversamente abile è come dire ad un povero che è diversamente ricco. La parola diversamente abile nasconde un pregiudizio.
Idee grezze sulla disabilità
- Disabilità come il mondo della tristezza e dell'infelicità;
- Disabilità come il mondo dell'impossibilità (a volte è sollecitata dalla diagnosi);
- Disabilità come il mondo che fa paura e della malattia che può attaccarsi stando insieme a loro;
- Disabilità come il mondo dell'estraneità (è in realtà un mondo in cui si creano delle percezioni in maniera diversa);
- Disabilità come il mondo dove non ci si può permettere di avere un "caratterino" (come se il fatto di avere una disabilità impedisse di avere un proprio carattere). Siamo l'intreccio di fattori personali, come dice l'ICF;
- Disabilità come il mondo dove si deve dimostrare in ogni occasione che si sta crescendo e ci si sta normalizzando;
- Disabilità come il mondo degli eterni bambini, mai adulti e capaci di scegliere. Dobbiamo aiutarli a diventare capaci di scegliere.
Non tutte le condizioni di disabilità sono malattie e per questo non va detto che si soffre di o è affetto da. L'empatia nella letteratura viene sostituita dalla parola risonanza. La nascita e la conseguente certificazione di una disabilità viene definita lutto.
Storia delle persone con disabilità
È una storia difficile da ricostruire a causa di poche documentazioni a riguardo e soprattutto perché la storia per tanto tempo è stata raccontata da altri e non dalle persone prese in causa. Solo dopo il 900 le persone disabili hanno iniziato a raccontarsi.
Nell'antichità classica, qualsiasi imperfezione fisica veniva accostata al male e interpretata in chiave morale e/o religiosa come punizione e castigo. Svolta significativa è avvenuta con il Cristianesimo: Gesù e i malati e le persone con disabilità vengono portati al centro della riflessione i più bisognosi.
Nel Medioevo cominciano a diffondersi tre immagini della persona in situazione di disabilità: il buono, il selvaggio e il malvagio. Con la scoperta del nuovo Mondo si sono generate nuove patologie e insorgono nuove disabilità. In questo periodo nascono parallelamente i primi enti religiosi che si occupano di queste persone.
Progressi e legislazioni
Durante l'Illuminismo anche la persona malata può essere studiata. Alla fine del 700 emerge la figura di Itard, un medico che ha iniziato ad occuparsi di un bambino selvaggio, con l'obiettivo di educarlo. L'idea del sapere nasce con lui. È il fondatore della pedagogia speciale: tutti i soggetti sono educabili; diversità tra deficit e handicap; studio empirico e interdisciplinare tra pedagogia e medicina; importanza del riabilitare e dell'educare; centralità della cura e degli sguardi di tutti.
Nel 1912 nascono le classi con scuole speciali e classi differenziali per minorati visivi e uditivi. Durante la Seconda Guerra Mondiale persero la vita 70,000 disabili. Nella seconda metà del 900 arrivano le prime narrazioni da dentro, scritte dalle stesse persone con disabilità.
Legge 517/1977: l'inserimento è una pratica. È con tale legge che nasce l'inserimento. Si è guadagnato il diritto per le persone con disabilità ad essere inserite nei contesti scolastici e sociali senza ragionare sulla qualità di quell'esperienza. Ci si fermava ad un mero inserimento fisico. Logica assistenziale e normativa (venivano accolti con l'idea che non si dovevano fare del male, senza pensare ad un contesto educativo). In Italia esistono ancora tre scuole speciali, tra cui una al Serafico di Assisi.
Nel 1980 si ha la prima classificazione da parte dell'ICDH di alcune parole, così da individuare parole riconoscibili a livello internazionale. Data una certa menomazione ci sarà per forza una disabilità e una conseguente condizione di handicap.
Concetti di salute e disabilità
- Menomazione: ogni perdita o anormalità di strutture o funzioni psicologiche, fisiologiche o anatomiche.
- Disabilità: ogni restrizione o perdita (risultante da una menomazione) dell'abilità di eseguire un'attività nella maniera considerata normale per un essere umano.
- Handicap: uno svantaggio derivato, per un dato individuo, risultante da una menomazione o una disabilità, che limiti o prevenga l'adempimento di un ruolo che è normale per l'individuo.
La legge 104/1992 permette l'inserimento nelle classi comuni delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e nelle istituzioni universitarie. L'integrazione è strumento per lo sviluppo delle potenzialità delle persone handicappate nell'apprendimento, comunicazione, nelle relazioni e nella socializzazione. La stagione dell'integrazione nasce con la legge 104. L'integrazione è una pratica che garantisce il rispetto dei bisogni della persona attraverso interventi individualizzati ad hoc (nasce il PEI). Vi è una logica ancora centrata sul soggetto in situazione di disabilità e che di fatto non ha modificato la qualità di tutta la didattica. L'integrazione fa ancora riferimento alla classificazione dell'ICDH.
Modelli di disabilità e l'approccio biopsicosociale
Dal 1993 al 2001 vi è stata una revisione dell'ICDH del 1980 con la partecipazione di 191 paesi. Si è sviluppata una nuova visione di salute e disabilità.
Modello medico-individuale: Focus: la disabilità è una caratteristica individuale avvenuta per causa naturale o accidentale. Intervento educativo: è tutto focalizzato sul soggetto, in termini di riabilitazione, adattamento, normalizzazione. Viene chiamato medico in quanto l'intervento era riabilitativo e si occupava nello specifico di ciascun individuo. È stato fortemente voluto dal mondo medico.
Modello sociale: Focus: la disabilità è una caratteristica sociale determinata da un contesto di svantaggio sociale e culturale. Intervento educativo: l'intervento è focalizzato sui contesti, fisici e mentali, per ridurre l'handicap. L'ICF mette insieme questi due modelli e dà vita all'approccio biopsicosociale. L'ICF afferma che entrambi i modelli sono zoppi, in quanto utilizzano un pensiero lineare (causa-effetto) e privilegiano una lettura parziale dell'aut aut, non cogliendo una lettura et et, che può prevedere sia un lavoro sul singolo che sul contesto.
Convenzione diritti con disabilità
Accomodamento ragionevole: indica le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongono un carico sproporzionato o eccessivo, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per assicurare alle persone con disabilità il godimento e l'esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali.
Progettazione universale: indica la progettazione di prodotti, ambienti, programmi e servizi utilizzabili da tutte le persone, nella misura più estesa possibile, senza il bisogno di adattamenti o di progettazioni specializzate.
L'ICF e le sue applicazioni
L'ICF è sia uno strumento sul piano normativo (è presente da ormai una decina di anni nei docenti nazionali) che sul piano etico (strumento di classificazione che deve essere codificato e logica e posizionamento rispetto alla salute, al funzionamento e alla disabilità).
- Strumento statistico: indagare il livello di salute delle persone dei paesi che hanno aderito (192 paesi).
- Strumento di ricerca.
- Strumento clinico.
- Strumento di politica sociale.
- Strumento educativo: programmazione di curricula e miglioramento della consapevolezza e delle azioni sociali.
L'ICF non classifica le persone; non classifica le conseguenze delle malattie; non classifica le disabilità. Anzi, descrive le situazioni di ciascuna persona all'interno di alcuni domini della salute. È uno strumento che spiega il funzionamento. È uno strumento di classificazione della salute e degli stati di salute ad essa correlati. È uno strumento che mette insieme le informazioni creando una classificazione delle caratteristiche delle persone, utilizzando un linguaggio standard codificato. Le identificazioni possono essere svolte tramite l'ICD-11.
Concezioni di salute secondo l'OMS
Salute: tensione verso una piena armonia e un sano equilibrio fisico, psichico, spirituale e sociale. Per l'OMS il concetto di salute stava ad indicare l'intera persona; tutte le dimensioni del funzionamento umano (fisico, psicologico, personale, familiare e sociale; fortemente influenzata dall'ambiente). Le condizioni di salute di una persona sono un intreccio di più cose. Nel modello vengono prese in considerazione gli elementi positivi, rispetto alle mancanze che venivano esposte nel modello ICDH.
Funzionamento: comprende l'equilibrio tra le funzioni e le strutture corporee, l'attività e la partecipazione sociale di ogni soggetto.
Disabilità: termine ombrello che può indicare menomazioni di funzioni e strutture corporee e limitazioni di attività e/o restrizione di partecipazione sociale, all'interno di determinati fattori contestuali. È la conseguenza o il risultato di una complessa relazione tra condizioni di salute di un soggetto e i fattori contestuali in cui un soggetto vive.
Secondo la Convenzione sui diritti della persona con disabilità, per persone con disabilità si intendono coloro che presentano durature menomazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali che in interazione con barriere di diversa natura possono ostacolare la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su base di uguaglianza con gli altri.
Performance: quello che la persona fa realmente nel suo contesto che può essere operazionalizzata come il livello di funzionamento in presenza di sostegni e interventi da parte di persone e/o di altri facilitatori o barriere ambientali. È intesa come quello che il soggetto fa con tutti i fattori ambientali compreso l'aiuto personale.
Capacità: il livello di funzionamento della persona in assenza di sostegni e interventi da parte di persone e/o di altri facilitatori o barriere ambientali. È intesa come quello che il soggetto fa escludendo l'influenza di tutti i fattori ambientali riconosciuti come rilevanti per quella attività/partecipazione.
Misurare performance e capacità
Misurare il livello di performance di una persona è semplicemente questione di descrivere accuratamente la sua performance in un'azione di un ambiente reale. Misurare il livello di capacità funzionale di una persona è più difficile. Si tratta di misurazione scientifica basata su un ambiente standardizzato per neutralizzare gli effetti facilitanti o ostacolanti dell'ambiente. L'idea è di valutare l'abilità intrinseca della persona, indipendentemente dall'ambiente.
Portata innovativa dell'ICF
- I concetti di salute, funzionamento e disabilità;
- La centralità del lavoro di équipe;
- L'importanza di fattori ambientali e personali;
- La necessità di distinguere il peso di questi fattori nei quali indicatori di performance e capacità per individuare attività e partecipazione;
- La possibilità per l'ICF di essere un amplificatore di possibilità per le persone in situazione di disabilità;
- La consapevolezza che ciascuno di noi può essere un facilitatore o un ostacolo per la vita di chi accompagnano.
-
Riassunto esame pedagogia della diversità e delle differenze, prof.sa Sannipoli, libro consigliato Diventare grandi…
-
Riassunto esame pedagogia della diversità e delle differenze, prof.sa Sannipoli, libro consigliato “Didattica speci…
-
Riassunto esame pedagogia della diversità e delle differenze, prof.sa Sannipoli, libro consigliato Dinamiche inclus…
-
Riassunto esame pedagogia delle diversità e delle differenze, prof. Sannipoli, libro consigliato: L'accompagnamento…