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Scritto nelle stelle

Prof.essa Giulia Poggi – letteratura spagnola

Informatica umanistica

La cultura astrologica

Dal 711 a.C. al 1492 la Spagna è sotto la dominazione araba. Quasi subito si ha la riconquista, ripresa dei vari territori che si sviluppano fino a che non fu preso l’ultimo baluardo nel 1492, la città di Granata. Si riconquistò come prime sedi la città di Toledo e fu importante perché vi prese vita una grande scuola di traduzione, in cui si tradussero molti classici della cultura araba in castigliano e poi in latino (tecnica: un ebreo convertito che traduceva oralmente da arabo a volgare e un altro le traduceva in latino). Si ha così la convivenza di 3 culture: cristiana, araba ed ebraica.

Una figura molto importante per la traduzione dei testi fu Alfonso X (detto el Sabio), che fu un re sapiente e letterato, scrisse molte liriche (lingua galego-portoghese) come ad esempio “Las sietes partidas” in cui viene ripresa la giurisdizione e legislazione. Scrisse anche opere di carattere storico (“Historia de Espana”) e traduzioni di testi scientifici provenienti dall’arabo: 11 trattati fra astronomia e astrologia (“astromagia”, descrizione di tutti i segni zodiacali e descrizione del buon influsso di questi attraverso la costruzione di amuleti e talismani).

Trattati importanti

Esistono 2 trattati importanti:

  • Picatrix (“il libro del saggio”) che fu tradotto da Alfonso X. L'autore del Picatrix passa ad esaminare nei primi due libri l'arte di creare talismani a partire da una serie di immagini di cui propone un dettagliato elenco. Nel terzo libro l'autore discute della corrispondenza di pietre, animali e piante con i vari pianeti, segni dello zodiaco e parti del corpo umano. Il libro contiene anche formule per invocare gli spiriti dei vari pianeti. Anche il quarto libro tratta di simili argomenti e termina con una serie di preghiere rivolte ai pianeti.
  • Libro conplido de los juicios de las estrellas, da cui viene fuori l’astrologia giudiziaria. Sia l’ermetismo con “Picatrix” che il secondo furono pratiche riscoperte in Europa con la ripresa della cultura neoplatonica, ripresa verso la fine dell’umanesimo dall’astrologia ermetica. Nel lapidario, invece, si ha la descrizione delle pietre e dei segni zodiacali, come influiscono sulle persone. Il prologo è importante perché spiega come è venuto a contatto con quel manuale e come sapeva di un libro sulle pietre scritto da un saggio, che poi scoprì, mettendolo in pratica nella vita, che diceva la verità.

Il libro delle pietre – Alfonso X

Aristotele, seguendo la natura, mostrò le cose nella loro essenza e le fece intendere in maniera completa per ciò che sono; disse che tutte le cose, che si trovano sotto il cielo, si muovono e sono influenzate dal movimento dei corpi celesti, grazie alla virtù che da essi traggono. Tutte le cose del mondo ricevono la virtù: le più vili dalle più nobili, e questa virtù si manifesta di più negli animali e nelle piante, mentre nelle pietre e nei metalli è più nascosta.

I saggi scrissero libri in cui parlarono dei corpi celesti; quelli che scrissero delle pietre, come Aristotele (nel libro nominò 600 pietre), dissero di ciascuna di esse di che colore era, di quali dimensioni e quale virtù avesse e in che luogo si trovasse. Tra questi saggi ci fu qualcuno che si mise a studiarle più in profondità, volendo conoscere anche i corpi celesti a cui erano collegate e dai quali ricevevano la virtù che le induceva ad agire, a seconda di come influiva la posizione dei corpi superiori, in ogni azione, buona o cattiva.

Fra i saggi che più lavorarono su quest’argomento, ve ne fu uno di nome Abolays, era un uomo che amava molto i pagani, e soprattutto quelli che venivano dalla Caldea, perché da lì provenivano i suoi avi. Abolays aveva un amico che gli cercava i libri e ne trovò uno che parlava di 360 pietre corrispondenti ai gradi dei segni che si trovano nell’ottavo cielo. Di ognuna dice il colore, il nome, la virtù che ha e in che luogo si trova; dice della stella e dell’immagine che si trova nel grado di quel segno, da dove essa riceve forza e virtù.

Dopo che Abolays lo lesse e capì cosa conteneva, lo tradusse dal caldeo all’arabo; e durante la sua vita cercò di sperimentare le cose che vi erano racchiuse, e le trovò certe e rispondenti a verità. Dopo la sua morte, questo libro restò come smarrito perché quelli che lo possedevano non lo capivano bene, né sapevano utilizzarlo nel modo giusto, finché non giunse nelle mani del nobile re don Alfonso, figlio del nobile re don Fernando e della regina donna Beatrice. Lo trovò nell’anno in cui conquistò il regno di Murcia (1281), e lo ottenne a Toledo da un ebreo che lo teneva nascosto, perché non voleva utilizzarlo, né voleva che altri lo utilizzassero.

Appena entrò in possesso di questo libro, lo fece leggere a un ebreo, Yhuda Mosca il minore (esperto di arte dell’astronomia che conosceva sia l’arabo che il latino), che capì la grande utilità che esso racchiudeva e ordinò che fosse tradotto in castigliano. Nella traduzione fu aiutato da Garci Pérez, un chierico, e la traduzione fu completata 2 anni dopo che il re don Fernando conquistò la città di Siviglia.

Conoscenze necessarie per l'arte delle pietre

Per conoscere l’arte delle pietre bisogna avere 3 caratteristiche:

  • Conoscere l’astronomia;
  • Conoscere l’influsso che hanno le pietre, i loro colori e le loro forme;
  • Conoscere la fisica (intesa come medicina) perché si credeva che molte pietre fossero curative.

La fonte dei lapidari (insieme delle pietre) e come si formano, sono varie. La scienza delle pietre arriva attraverso vari percorsi, ma prima di tutto l’antecedente è la cultura greca: si possiede il trattato delle pietre di Teofrasto, e poi Dioscoride che è l’iniziatore della farmacologia attraverso le pietre; si ha poi il filone latino, con grande importanza Plinio, autore della Naturalis Historia, e poi il vescovo di Rennes che è autore di un poemetto in esametri Liber de Lapidibus seu de gemnis, in cui vengono descritti 60 tipi di pietre preziose.

Del segno dell’Ariete – Alfonso X

Il primo segno è quello dell’Ariete, che indica la figura del montone, ed è domicilio di Marte ed esaltazione del Sole; e a giudicare dal temperamento che dimostra in tutte le sue azioni, è caldo e secco. La pietra che si trova nel primo grado di esso viene chiamata “magnitud” in caldeo e in arabo, e in latino “magnetes”, e in castigliano “aymante”. Questa pietra è di colore nero, ma tende un poco al rossiccio e in alcune appare di color turchino, quasi azzurro. La miniera di questa pietra si trova in India, accanto al mare.

Questa pietra ha per natura la proprietà di attrarre a sé il ferro con grande forza e a chi si stupisce perché non conosce la natura delle proprietà delle cose, che questa pietra che è di sua natura calda e secca, possa attrarre il ferro, che è freddo e secco, non deve stupirsi perché tutte le cose che si attraggono l’una l’altra lo fanno in 2 modi: o per somiglianza o per opposizione.

Questa pietra ha in sé una virtù tale che a chi la porta con sé, se è debole di cuore, darà coraggio e se è coraggioso, lo sarà ancora di più. Nell’arte della medicina è assai vantaggiosa: infatti una volta che questa pietra viene ridotta in polvere e mescolata a qualunque tipo di olio, se la si dà a bere a chi è stato avvelenato, il veleno uscirà dal basso e subito guarirà.

Gemelli: segno di aria che corrisponde alla tradizione araba, usata per eliminare i veleni. Capricorno: usato per togliere la malinconia. È inclusa nel volume “astromagia”, frammenti di testi fatti tradurre da Alfonso X. Per moirogenesi si intende che a ogni grado del segno zodiacale bisogna dire a quale figura appartiene, che determina un certo carattere. L’astrologia si legge in antiorario. Un personaggio importante e influente fino a Copernico fu Tolomeo, con lui l’astrologia assume carattere scientifico. Astronomia si fonda con astrologia e con la geometria. Diventa astronomia planetaria.

L’oroscopo infausto (Juan Ruiz – Libro del buen amor)

Il Libro de Buen Amor è un'opera del poeta spagnolo Juan Ruiz, arciprete di Hita; probabilmente composto nel 1330 e revisionato nel 1343, è formato principalmente da quartine di alessandrini, ma sono presenti anche versi di arte minore. L’opera è preceduta da un prologo in prosa in cui l’autore vuole indicare qual è il vero amore in contemplazione al loco amor (amore terreno). È l’autobiografia delle sue disavventure amorose. In questo apologo si parla della storia di un re che appena nasce il figlio chiede a questi saggi quale sarà la sua sorte, qual è il suo oroscopo. Il re chiama 5 studiosi delle stelle, e ognuno di essi pone un oroscopo diverso: uno dice che morirà bruciato, uno affogato, uno ucciso con le pietre, uno impiccato e uno precipitato. Pensando che non fosse possibile li fa imprigionare tutti e 5, ma in realtà l’oroscopo si avvera.

Il tema dell’oroscopo infausto che poi si avvera punto per punto, era già presente prima ancora che lo utilizzasse Juan Ruiz, esattamente presente in un poeta del XII secolo, Matteo de Vendome, francese, con un epigramma scritto in latino intitolato l’ermafrodita, perché figlio di Venere; dice che quando Venere doveva partorire chiese quale sarebbe stata la nascita e la morte a 3 dei e ciascuno disse una cosa diversa: uno maschio, uno femmina e un’ermafrodita. Chiese anche come sarebbe morto: affogato, armi, impiccato. Questo tema è anche riferito al ciclo arturiano: fu chiesto a re Artù la predizione della morte di un nobile e disse 3 cose diverse e si avverarono.

C’è una differenza tra queste circolazioni e quella di Juan Ruiz, ovvero che qui entra il tema astrologico: mentre le altre storie sono predizioni, che non guardano le stelle ma predicono solo ciò che verrà, nell’opera di Ruiz entra la tradizione astrologica; un’altra differenza è data che gli oroscopi non sono 3, ma 5.

La problematica dell’astrologia percorre tutto il medioevo, si è parlato del 200 quando Alfonso X comincia a far diffondere trattati come secolo di rinascita, in quanto il cristianesimo, in particolare S. Agostino, aveva attaccato l’astrologia, ritenendo che tutto quello che predicono gli oroscopi sono falsi e l’unica verità era quella di Dio. Anche l’ebraismo è contro l’astrologia, ad esempio un grande filosofo scrive una “lettera sull’astrologia” in cui afferma il suo parere a riguardo. Divide gli studiosi in 3 categorie:

  • Quelli che dicono che tutto avviene per via delle stelle;
  • I filosofi: tutto è un caso;
  • Rimanda tutto al potere divino (come lui).

Alfonso Martinez de Toledo – Arcipreste de Talavera: Corbaccio

Di Alfonso Martinez de Toledo si conosce poco, si sa che fu cappellano e nacque nel 1398 e morì nel 1470. Il titolo della sua opera riprende il titolo di Corbaccio di Boccaccio.

La sua opera si divide in 4 parti:

  • Nella prima si parla delle disgrazie a cui conduce abbandonarsi all’amore carnale, e vengono esaminati sulla base del 10 comandamenti e peccati capitali.
  • Nella seconda si parla dei vizi e delle mancanze e dei cattivi comportamenti delle “perversas mujeres”.
  • La terza parte è la parte che descrive quelle che erano i temperamenti che vengono ascritti a determinati segni zodiacali.
  • La quarta è una ritrattazione e correzione dell’esposizione astrologica in cui si riprende il tema dell’astrologia che non deve essere determinante.

Capitolo I – Dei temperamenti

Vi sono molti uomini, per cui è difficile conoscerli a castigarli. Come dice Salomone, essendo così profondo il cuore dell’uomo, lui viene conosciuto non solo per le caratteristiche che mostra esternamente, ma anche per i temperamenti e i caratteri che lo rendono buono o cattivo da conoscere. Sono stati ritrovati 4 principali modi di classificarli, a seconda dei loro caratteri: alcuni sono silenziosi, riservati e di poche parole, aridi; altri sono sanguigni, allegri e piacevoli; altri collerici e irascibili; altri malinconici, tristi e pensierosi. L’uomo è composto di questi 4 temperamenti, ma solo uno di essi più degli altri comanda sul corpo.

Capitolo II – Del temperamento sanguigno

Vi sono uomini sanguigni; costui corrisponde all’aria, che è umida e calda; è un uomo allegro, piacevole, sorridente, giocherellone e sapiente, ed ha un corpo leggero, agile, amico di uomini abbondanti nel corpo e di ogni allegria, nemico di ogni cruccio, che ride volentieri e prende piacere da ogni cosa allegra e ben fatta. È fresco in volto, di piacevole color roseo, onesto e misurato; costui ama la giustizia, ma non per compierla di sua mano, e nemmeno per farla eseguire. Gli pesano le cattive azioni e gli piace far del bene e vederlo fare. In sintesi: il sanguigno se non viene appesantito da un altro carattere contrario, può dirsi fortunato. Dominano su di lui 3 segni: Gemelli, Bilancia e Acquario.

Capitolo III – Del temperamento collerico

Vi sono uomini dal carattere collerico; costoro sono caldi e secchi, perché il loro elemento corrispondente, il fuoco, è caldo e secco. Costoro si arrabbiano improvvisamente, sono molto superbi, forti con tendenza a scagliarsi contro gli altri, anche se per breve tempo. Sono uomini molto disinvolti nel parlare, coraggiosi in ogni occasione, forti di cuore, molto saggi, acuti e ingegnosi. Costoro amano la giustizia, ma non sempre sono adatti ad amministrarla, ma piuttosto a seguirla; per cui sono come crudeli macellai, vendicativi nel momento della loro collera, pentiti dopo che è passata. Sono bianchicci in volto. E su di essi dominano questi 3 segni: Ariete, Leone e Sagittario, ardenti come il fuoco.

Capitolo IV – Del temperamento flemmatico

Ve ne sono altri flemmatici, umidi, freddi, della stessa natura dell’acqua. Costoro sono tiepidi, non buoni per una cosa né cattivi per l’altra. Sono dormiglioni, noiosi, più flosci del legno; non servono né per ridere né per piangere; freddi, invernali, di poche parole, solitari, mezzi muti, ostinati, sospettosi, di debole sapienza, leggeri di cervello, ebrei nel cuore. Su di essi dominano 3 segni: Cancro, Scorpione e Pesci. Il loro colore è come rabbuiato.

Capitolo V – Del temperamento malinconico

A costoro corrisponde la terra, che è il quarto elemento e che è fredda e secca. Sono uomini molto irascibili senza modo né misura e con tutti hanno da ridire. Non hanno moderazione in qualunque cosa facciano, se non picchiare la testa contro il muro. Sono ingiuriosi, maldicenti, tristi, sospirosi, riflessivi. Son rabbiosi e subito stringono i pugni, ostinati, menzogneri, imbroglioni ed hanno 4 innumerevoli altre mancanze e difetti. Su di essi dominano 3 segni: Toro, Vergine e Capricorno. Il loro colore è giallastro.

Capitolo VI – Di come i segni governano le parti del corpo

I temperamenti degli uomini sono 4: il sanguigno (aria), il collerico (fuoco), il flemmatico (acqua) e il malinconico (terra). E sebbene ogni corpo sia composto di questi 4 temperamenti e non ve n’è nessuno che sia privo almeno di una parte di essi, quello che più degli altri governa sul corpo viene chiamato il temperamento principale.

Inoltre dei 12 segni ogni gruppo di 3 domina su ogni elemento e temperamento e si trovano nelle parti del corpo:

  • Sanguigno (aria):
    • Gemelli, è maschile e governa le braccia, il suo pianeta è Mercurio;
    • Bilancia, è maschile e governa l’ombelico, il suo pianeta è Venere;
    • Acquario, è maschile.
  • Collerico (fuoco):
    • Ariete, è maschile e governa la testa, il suo pianeta è Marte;
    • Leone, è maschile e governa il cuore, il suo pianeta è il Sole;
    • Sagittario, è maschile e governa le cosce, il suo pianeta è Giove.
  • Flemmatico (acqua):
    • Cancro, è femminile e governa il petto, il suo pianeta è la Luna;
    • Scorpione, è femminile e governa le vergogne, il suo pianeta è Marte;
    • Pesci, è femminile e governa i piedi, il suo pianeta è Giove.
  • Malinconico (terra):
    • Toro, è femminile e governa il collo, il suo pianeta è Venere;
    • Vergine, è femminile e governa il ventre e lo stomaco, il suo pianeta è Mercurio.
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/05 Letteratura spagnola

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher IIFrancyII di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura spagnola e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Poggi Giulia.
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