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Osservazioni sullo stato attuale dell’Italia e sul suo avvenire

Capitolo 1

Situazione politica e materiale d’Italia; descrizione dell’Italia post-unità

Nel primo capitolo, la Belgiojoso descrive i diversi popoli che formano l'Italia: dai lombardi, abitanti di una terra vasta e grandi lavoratori, ai toscani, gentili campagnoli; dai napoletani, creduti lazzaroni e briganti, ma in realtà commercianti e pescatori, ai siciliani, spesso invasi da corruzione e persone feroci. L’autrice analizza le regioni, gli abitanti, le donne e le ricchezze dei territori, ma anche i difetti.

I napoletani erano finti devoti al Re, difatti molti si erano organizzati nelle società segrete, e ciò spiega il successo di Garibaldi durante la spedizione. Nel 1966, invece, i napoletani si dimostrarono fedeli alla neonata Italia, combattendo contro l’Austria. Dopo l’unità, il territorio napoletano è migliorato e così anche le condizioni di vita dei suoi abitanti.

La Sicilia, invece, era un territorio più delicato: esisteva già la camorra e la corruzione. I cattolici inoltre bloccavano il progresso: l’autrice propone la fondazione di scuole non solo per i bambini, ma anche per gli adulti, così da avvicinare le persone del luogo e rafforzare l’isola, e portare beneficio all’Italia intera.

I progressi ottenuti in Italia nei primi anni di unità erano la creazione di nuove strade e la fondazione di scuole popolari. Questi due elementi non furono mai incentivati quando gli stranieri dominavano e i vari stati autonomi esistevano, così i territori rimanevano lontani e divisi.

Il primo modo per unire i vari territori era aumentare la rete ferroviaria, anche se la realizzazione era difficile: il progetto era costoso e il territorio collinoso e montagnoso peggioravano la situazione. Unificare l’Italia significava anche unire le strade e molti sforzi furono necessari per garantire i collegamenti.

Il secondo metodo per raggruppare il popolo e civilizzarlo era facilitare l’educazione: non mancavano le università, ma l’istruzione basilare era il problema. Ma il clero era ostile all’educazione e alla libertà, così come lo erano gli stranieri che soggiogavano l’Italia. Quindi occorreva costruire e formare gli italiani, e servivano grosse cifre per quest’investimento. Tuttavia, in questi due campi i progressi furono rapidi e positivi.

Il rapporto tra Italia ed Europa stava maturando: il Regno era nato grazie all’aiuto della Francia, che per fortuna non aveva tentato di schiavizzarlo e di farlo diventare uno stato satellite. I rapporti erano benevoli con gli altri Stati, tranne che con Roma: il papa temeva il nuovo stato, ma Napoleone III lo tutelava.

L’Italia, per quel che riguardava i rapporti internazionali, poteva essere tranquilla: era nata dalle ceneri, dall’unione di vari stati autonomi. Pochi erano i nemici, molte erano le simpatie, e queste garantivano quiete.

Capitolo 2

Influenza del passato; profilo storico

La penisola italiana fu un’eccezione nella storia: il feudalesimo non aveva cancellato il ricordo dell’Impero Romano, e questo significa che i popoli sono rimasti “indietro” rispetto ad altre popolazioni d’Europa. Mentre questi altri popoli stranieri, molto diversi tra loro, combattevano, in Italia si crearono... (testo interrotto)

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Riassunto esame letteratura italiana, prof. Verdino, libro consigliato Osservazioni sullo stato attuale dell’Italia e sul suo avvenire, Cristina Trivulzio di Belgiojoso Pag. 1
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

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