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Cos'è la letteratura?

"Letteratura è tutto ciò che viene chiamato letteratura, ciò che volta per volta gruppi e

"

ambienti sociali riconoscono come letteratura

(Giulio Ferroni)

La parola letteratura deriva dal latino Litera (lettera: parola scritta).

Nel I secolo d.C. iniziò ad indicare l'insegnamento e lo studio della lingua,

detto grammatica (parola greca da gramma lettera a cui litteratura

direttamente corrisponde).

Non è necessario che un testo letterario sia scritto. Raffaello dipinge la

letteratura.

Parnaso - Sul monte Apollo, dio della poesia, riposa e suona la lira,

circondato dalle sue muse che cantano e danzano in coro. Ai lati raffigurati

molti poeti, tra cui Saffo, Omero, Dante e Virgilio

LETTERATURA TRASVERSALE - Queneau - Il fatto - traduzione di U. Eco:

Esperimento di Raimond Quenenau, Exercices de style.

"Metaforicamente"

Nel cuore del giorno, gettato in un mucchio di sardine passeggere d'un coleottero dalla

grossa corazza biancastra, un pollastro dal gran collo spiumato, di colpo arringò la più

placida di quelle, e il suo linguaggio si librò nell'aria, umido di protesta. Poi, attirato da un

vuoto, il volatile vi si precipitò. In un triste deserto urbano lo rividi il giorno stesso, che si

Cuore: centro

faceva smocciar l'arroganza da un qualunque bottone.

metafora,

L'autore utilizza la regina delle figure retoriche (una cosa mediante

un'altra) sonetto,

Umberto trasforma il testo in un in cui si nota un cambiamento nel

linguaggio, nello stile e nella metrica.

LETTERATURA COME STRANIAMENTO (o de familiarizzazione)

Concetto elaborato da Viktor Sklovskij, l'arte come procedimento (1917)

Straniamento: la stessa realtà è filtrata attraverso un linguaggio diverso che

rende le cose meno familiari da quello che è nella realtà, è impostata in

modo diverso.

L'uomo è incapace di mantenere una visione sempre "fresca" della sua

automatizzare

percezione degli oggetti: l'abitudine lo conduce ad tutto ciò

che si ripete e che vi ripresenta alla sua coscienza. questo processo di

automatizzazione ha il vantaggio di servire per la sopravvivenza, ma è anche

ciò che conduce a perdere la capacità di stupirsi, e quindi di riflettere, su

determinate realtà. interrompere

Il compito dell'arte (/letteratura) è proprio quello di

l'automatismo. Essa destabilizza nella misura in cui rende "straniante", "nuovo"

(come se fosse noto) ciò che viene percepito dal soggetto.

Es. di straniamento: Renzo che arriva in città e trovo l'assalto ai forni

M. DUCHAMP - FONTANA (1917)

L'occhio, secondo Duchamp, è guidato dall'interazione della mente, che

può andare oltre l'utilità dell'oggetto e trasformarlo in un simbolo.

LA SEMIOTICA (studio dei segni)

"significazione": collegamento tra qualcosa che c'è e qualcosa che è

assente.

Umberto eco è uno dei fondatori della semiotica.

La significazione non è automatica, bisogna condividere il patrimonio

culturale

CONCLUSIONE SU COS'E' LA LETTERATURA

 È la manifestazione linguistica del mondo di essere DELL'UOMO NEL

MONDO;

 Resiste nel TEMPO (trova il fondo umano che ci accomuna);

 Testimonia L'UNIVERSALE (ciò che accomuna tutti gli uomini);

 Arricchisce il BAGAGLIO DI ESPERIENZE del lettore (al di là del tempo e

dello spazio);

 Invita il lettore a misurarsi al confronto con L'ALTRO da sé, il NUOVO, il

DIVERSO.

L'IMPORTANZA DELLA LETTERATURA A SCUOLA

(...) la scuola non può abdicare al compito di promuovere la capacità degli

dare senso alla varietà delle loro esperienze,

studenti di al fine di ridurre la

frammentazione e il carattere episodico che rischiano di caratterizzare la

vita dei bambini e degli adolescenti (...) la scuola è perciò investita da una

stare al

domanda che comprende, insieme, l'apprendimento e il "saper

mondo" (...) Inoltre l'orizzonte territoriale della scuola si allarga (...) Una

molteplicità di culture e di lingue sono entrare nella scuola. L’Intercultura è

riconoscimento

già oggi il modello che permette a tutti i bambini e ragazzi il

reciproco dell'identità di ciascuno

e (...) sono presenti al contempo, vecchie

e nuove forme di emarginazione culturale e di analfabetismo. Queste si

analfabetismi di ritorno,

intrecciano con che rischiano di impedire a molti

l'esercizio di una piena cittadinanza (...) (Indicazioni nazionali 2012, p.4)

ASPETTI ESSENZIALI DELL'ESPERIENZA LETTERARIA

 La letteratura trasmette le forme dell'immaginario (ciò che ha una vita

propria nella realtà psichica, es. l'unicorno), cui si collegano anche il

mito e le varie forme di evasione fantastica (dunque realtà altre, modi

altri di esprimere la verità)

 Linguaggio letterario si muove tra due dimensioni: comunicazione (es.

primere,

conte di monte cristo) ed espressione (ex livello emotivo)

 La letteratura suggerisce (o soltanto testimonia, o talvolta affronta

modelli di comportamento

criticamente) sia collegandosi a quelli

preesistenti, sia elaborando di nuovi (es. Dante nella divina commedia)

 Tutte le manifestazione letterarie, anche quelle che paiono evadere

dalla realtà, sono il riflesso di un presente(o di una situazione) e

condensano un'esperienza. (es. anche in un romanzo non storico

possono esserci delle manifestazioni storiche)

LA COMUNICAZIONE LETTERARIA

(il modo in cui qualcuno che produce un testo vuole trasmettere)

JAKOBSON mittente

e la comunicazione verbale: Il invia un messaggio al

destinatario. messaggio

Per essere operante, il (oggetto della

contesto

comunicazione) richiede in primo luogo il riferimento a un (detto

referente),

anche che possa essere affermato dal destinatario, e che sia

codice

verbale o suscettibili di verbalizzazione; in secondo luogo esige un

interamente, o almeno parzialmente, comune al mittente e al destinatario

(o, in altri termini, al codificato e al decodificare del messaggio); infine un

contatto/canale, cioè una connessione fisica e psicologica fra il mittente e il

destinatario, che consenta loro di stabilire e di mantenere la comunicazione.

mittente

- il formula il messaggio

destinatario

- il lo riceve

messaggio

- il è l'oggetto della comunicazione (letteratura)

contesto referente

- il o è ciò a cui si riferisce il messaggio (contesto

condiviso, es. aula)

codice

- il è l'insieme di segni e regole che consente la comunicazione

(lingua italiana)

canale

- il mette in contatto mittente e destinatario (serve a mantenere

viva la comunicazione, permette un flusso continuo es. il microfono)

Contesto

Fres. referenziale

Messaggio

Funzione poetica Destinatario

Mittente Funzione conativa

Funzione emotiva Codice

f. metalinguistica

Canale o contatto

Funzione fatica

funzione emotiva

- La è quando il mittente esprime se stesso. Si vuole

trasmettere qualcosa che viene sentito. Non c'è un codice, ma

un'espressione mediata di una sensazione.

funzione fatica

- Canale o contatto, : rimanere in contatto

Funzione metalinguistica:

- parlare di sé stessi

funzione conativa:

- Destinatario, mi aspetto delle cose, ricade sul

destinatario

PARTICOLARITA' DELLA COMUNICAZIONE LETTERARIA (C. SEGRE)

X mittente messaggio destinatario

- –

Nella comunicazione letteraria, secondo C. Segre, si rompe questa triade.

V mittente messaggio messaggio destinatario

- (l'autore col suo testo) + -

Interpretazione del messaggio da parte del lettore.

Ci separa un tempo maggiore, la distanza culturale, linguistica (cambia il

codice)

ALTRE PECULIARITÀ DELLA COMUNICAZIONE LETTERARIA (C. SEGRE)

 Comunicazione "a senso unico";

 Mittente assente (es. Dante non è più con noi);

 Contatto labile (l'unico contatto è il testo che possiamo reinterpretare in

altri modi);

 Destinatario "solo";

 Contesto non sempre condiviso/comprensibile;

 Codice non sempre condiviso/comprensibile;

 (in compenso) possibilità di reiterazione/rilettura (per cogliere il

messaggio);

QUANDO C'E' LETTERATURA? (SEGRE)

Autore (corrisponde al mittente)

 Mittente del messaggio

 Elabora il linguaggio per produrre il messaggio (l'opera)

 Artefice, promotore, garante della funzione comunicativa dell'opera

 Nome (tradizione scritta) Vs anonimato (più frequente in quella orale)

Destinatario (corrisponde al lettore)

 Motivazioni per cui si accosta al testo: curiosità, simpatia, attrazione

 Oscilla tra due poli: comprensione (lettura critica) e variazione

(lettura libera), non nettamente separati ➜

 Con l'atto della lettura fa del testo (messaggio potenziale) un

messaggio effettivo

Testo (corrisponde al messaggio)

AUTORE E LETTORE EMPIRICI E IMPLICITI

Autore empirico:

- reale, in carne ed ossa;

Autore implicito:

- deducibile attraverso le opere e i testi;

Lettore empirico/reale:

- chi realmente legge il testo (non sempre coincide

con quello implicito/modello/ideale) (es. una studentessa, per avvicinarsi

al modello ideale dovrà studiare l'autore, il commento dell'opera, il

contesto, ecc..);

Lettore implicito/modello/ideale:

- lettore che condivide l’enciclopedia o

sistema di sapere culturale, tale da comprendere totalmente il testo e

attualizzare il contenuto potenziale del testo;

CHE COS’È UN TESTO?

Il testo è un'organizzazione di parole che preano un'unità di senso.

Dal latino textus tessuto, trama.

LIVELLI DEL TESTO SECONDO LA RETORICA CLASSICA

Cicerone, (55-54 a.C.) - Quintiliano, (90-96 d.C.)

De Oratore Institution oratoria

 Inventio: contenuti (che cosa dire?)

 Elocutio: forme di espressione (come dirlo?) – stile (retorica e registro)

 Dispositio: organizzazione di contenuti e parole (in quale ordine?) mi aiuta

ad agire sull'attenzione

 Memoria/actio: esecuzione orale del discorso (come ricordare e come

pronunciare?).

OPERA VS TESTO

Opera: concetto ampio e astrattamente inteso, idee astratte della

 creazione dell’autore ( es. Divina Commedia)

Testo: ciò che comunica qualcosa mediante un sistema di segni (è il

 risultato materiale che la tradizione di quell'opera ci ha tramandato)

tradizione

In troviamo il “viaggio nel tempo” che compiono i testi (sorvegliati

o meno dall'autore, copiati, incompresi, ricostruiti, incompleti, ecc..) grazie

alla Filologia, scienza che mira a ricostruire le edizioni più attendibili dei testi

scritti tramandati dalla tradizione. (cerca di avvicinarsi alla forma più vicina

che Dante avrebbe scritto)

GENERE LETTERARIO

Risultato dell'intreccio di codici e di particolari temi (es. Epica: linguaggio

poetico + stile alto+ tema bellico...)

La divina commedia è un' epica del presente

STORIA DELLA LETTERATURA PARTE I: LE ORIGINI

Le origini della storia della letteratura italiana cominciano a metà del 1200,

che vedrà la stessa, la letteratura più influente rispetto alle altre, nonostante il

suo "ritardo".

 Fino al 1100 coesistono il LATINO, come lingua esclusiva della cultura

classica, assieme al VOGLARE, usato per scopi pratici; (es. parlare o usi

giuridici).

 Dal 1180-90 si aggiungono i testi paraletterari, anch’essi con uno scopo

pratico, caratterizzati da ritmi giullareschi, strofe con versi di diversa

lunghezza; questi testi sono per lo più in francese, quelli italiani sono

riadattamento della tradizione francese.

 Dal 1225-30 nascono i primi testi letterari in versi da diffondere ed imitare,

con maggiore influenza francese. Uno dei primi più compiuto, pensato, in

volgare è il cantico delle creature

LE LINGUE VOLGARI, O ROMANZE (derivate dal latino, lingua dell'impero Romano)

A seguito del 476 d.C., con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente

dovuta alle invasioni barbariche, cominciano a formarsi le lingue volgari, o

romanze, differenti per ogni area geografica.

- Il livello linguistico precedente ai romani si chiama sostrato;

- Superstrato, creato dalle invasioni barbariche e dalle influenze degli

angioini che parlano francese

Tra le prime lingue che vengono a sviluppare le letterature, sono l'occitano

(in Francia) e l'antico francese.

La letteratura e la lingua italiana provengono dal fiorentino letterario, di

prestigio culturale.

PRIMO DOCUMENTO IN ITALIANO - INDOVINELLO VERONESE (VIII - IX sec.)

" "

se pareba boves, alba pratàlia aràba/ et albo versòrio teneba, et nero sèmen seminaba

Uno dei più antichi testi in volgare italiano (8° - 9° sec.) misto di volgare e

latino, rinvenuto nel 1924 dal L. Schiaparelli in un codice della biblioteca

capitolare di Verona.

" spingeva davanti a sé i buoi, Arava i campi bianchi/ aveva un versòrio bianco e seminava

"

seme nero

Si parla dell'atto della scrittura

IL PLACITO CAPUANO (960 d.C.) esempio di volgare italiano per fini pratici

" Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti

"

Benedicti

“So che quelle terre, delimitate da i confini, da trent'anni sono possedute dai monaci

benedettini”

Questo documento ci mostra come una persona parlava nel 900 d.C.

I TEMPI DELLE PRINCIPALI LETTERATURE ROMANZE

d'OC/provenzale:

1- Lingua lirica provenzale o trobadorica (fine XI inizio

XII secolo) (Francia meridionale);

d'OIL

2- Lingua (antico francese):

POEMA EPICO

2.1- (ciclo carolingio, Turoldo, Chanson de Roland 1080-90;

si fonderà con il Romanzo arturiano)

ROMANZO:

2.2- in versi, poi in prosa (romanzi del ciclo arturiano o bretone;

autore principale: Cristiano di Troia, 1164-1190)

Romanzo indica che è un miscuglio di cose, prende vie trasverse, va fuori

traccia. SÌ

3- Lingua del (italia): uso letterario dal XIII secolo (1225-30).

SAN FRANCESCO D'Assisi - Laudes creaturarum (lodi delle creature)

Il titolo ci inquadra l'opera della lode.

Tutto ciò che riguarda il terreno morirà, perciò non è importante. il buon

cristiano deve pensare alla vita eterna, coltivare le virtù. Tutto ciò che è fisico

non è importante. Le lodi sono in un certo senso rivoluzionarie, abbiamo

l'idea della mortificazione della carne. L'importante è la salvezza dell'anima

che prevale sul corpo.

Questo testo viene scritto sul finire degli anni di vita di San Francesco 1224-26.

questa è un'opera riassuntiva della sua esperienza.

Il genere della lauda sarà specializzato nella forma della ballada.

Le rime non sono tutte perfette.

La lingua è il volgare umbro del 1224, un pò rifinito.

TRATTI UMBRI

Altissimu: benedictione; laude; honore: latino

terzo rigo konfano: k dall'alfabeto greco, assomiglia alla nostra ch.

Dio è ciò che si comincia, viene messo su questo

Altissimu, onnipotente, bon piedistallo assoluto

Signore,

Altissimo onnipotente

buon signore, L'h di honore viene trascinata dal

tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne latino, ma ha un semplice valore

benedictione.

sono tue ogni lode, gloria, onore e fonico

benedizione. k dall'alfabeto greco, assomiglia alla

Ad te solo, Altissimo, se konfano,

solo a te altissimo, sono adatte (lode, nostra ch.

gloria, ecc...)

/solo a te è possibile farle,

et nullu homo ène dignu te mentovare.

nessun uomo è degno di nominarti cadenza

Laudato si da una a

Laudato sie, mi' Signore, cum tucte le tue creature,

laudato si mio signore con tutte le tue cantilena, San Francesco lo

creature concepì affinché fosse

cantato. Questo inizio,

quando una strofa inizia allo

stesso modo si chiama

anfora? (Laudato si)

spetialmente messor lo frate sole

specialmente fratello sole abbiamo questo passaggio

lo qual'è iorno, et allumini noi per lui. dall'immensamente grande

attraverso il quale fai il giorno e lo illumini per all’immensamente piccolo

illuminare noi.

(anche la fonte della luce solare viene da dio). In questa parte abbiano

Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: l'assonanza, solo le vocali

Il sole è bello, raggiante, con grande splendore sono uguali a partire dalla

tonica, non sono rime (ore-

one)

la parola altissimo da un senso di

de te,Altissimo, porta importanza

significatione.

di te signore altissimo

porta la tua traccia/ e' un

segno visibile del fatto

che tu esisti rima perfetta

stelle-belle

Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le

stelle:

in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si', mi' Signore, per frate vento

laudato si mio signore, per fratello vento,

et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,

per l'aria, il cielo e le nuvole sia quando sono serene sia in ogni fase

atmosferica

tutto ha senso per il ciclo vitale.

per lo quale a le tue creature dài sustentamento.

attraverso la quale dai sostegno/vita alle tue creature.

Laudato si', mi' Signore, per sor'aqua,

laudato si mio signore per sorella acqua,

la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

la quale è umile, preziosa e casta (aggettivi dell'acqua)

da importanza a qualcosa che viene data per scontata

versi sciolti,

molti sono<

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher _Patr_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana i e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi della Basilicata o del prof Acucella Cristina.
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