CONCILIO DI TOURS
GIURAMENTI DI STRASBURGO
Il primo documento in cui possiamo parlare di popolo, di comprensione da parte del parlante di parlare una lingua altro che latino è l'813, deliberazione del Concilio di Tours, che viene pertanto considerato l'atto di nascita delle lingue romanze.
Ora perché il popolo deve capire la sacra Scrittura bisogna che il clero aperte transfert studeat le parole in rusticam romanam linguam aut Theotiscam linguam (cioè il clero si applica e tradurre chiaramente le prediche) in lingua romana (= francese) o lingua teutonica. Questa pace raccoglie parecchie cose importanti e speciali:
- Il clero deve trasferire eletto a. s. t. o. mu4. (istruzione superiore) in lingua (= cioè latino) in una comprensibile in lingua moderna. Il romanum qui descipit ad indicare in buona parte consapevolezza di usare una lingua diverse dal latino. La parola aperte indicare quanto sopra detto. Lo stesso rusticum mette in rilievo il fatto di usare un registro linguistico intellegibile pari al volgo. Il termine Romana si distingue dall'app. Latina con che mette in due passi diverse le due lingue: quello romanum (= romano = il francese) e quello Theotiscum (= il tedesco).
Fino a questo momento i parlanti avrebbero molti dubbi che la consapevolezza di parlare latino.
Da questo momento, ma già da abbastanza molte, la diglossia. (ne parla e traduce Banniard) questo fenomeno è caratteristica di una non sempre bene comunità linguistica in cui si parlante.
Una tale situazione è stata conosciuta in Italia fra molti pesci, tra il 500 e la fine del 1900, a proposito di pesce.
CONCILIO DI TOURS / GIURAMENTI DI STRASBURGO
Il primo documento in cui possiamo parlare di popolo si comincia da parte del popolo di parlare una lingua altra, dal latino, è con l'813 del Concilio di Tours, che viene pertanto considerato l'atto di nascita delle lingue roman.
Ora poiché il popolo deve capire le Sacre Scritture bisogna che il clero aperte transferre studeat le parolæ in rusticam Romanam linguam aut Theotiscam linguam (affinché il clero sia capace di tradurre chiaramente le prediche) in lingua roman- (francese) e in lingua tedesca. Questo passo neo latino è particolarmente importante: si richiamano le De q vel &c.
Il termine Romanam si spinge all'app. Latina con due mette ma due passa diverso. Le due lingue: quello time prima quello lo mann Romanam (romanzo - il francese) e quello Theothiscam (tedesco).
Una a questo momento: e parlanta avrem garantito che le comparso a pi parler Latinum. Domanzia momento me pos - entustuna molti diversione - parlèt divenire.
La diglossia nel fenomen più naturale ves sencillo una sola ilconsu e diol evidente in Italia spa multo.
Una fase ritorifensuo e distinct centroue Il lingua comunita linguistica in cui si parlame latina è va il distan. Suppore o parlato, spinesse di lema del romanzo impiego in famiglia. Alle favante ste conseste e invile - intero male è ritorna alla scremaglia "lo semaforo corrisponde lmibito formalitre presintate e sessite.
- Il lessico carolingio: L'epoca carolingia noi parliamo di "nascita" delle lingue romanze. La riforma carolingia è il disegno di restaurare valori dell'Impero Romano e della romanità ma soprattutto del clero Franco che a verso ormai una cultura precedente. Tale disegno ideato per formare i mag- giori pensieri e guidarli burocratici -> laici doveva preoccuparsi di conseguire anche il clero che oltre a essere presupposto l'unica detentrice della cultura continuava inspiegabilmente procedimenti profani. Ma come detto la restaurazione doveva essere condotta conferendo la giusta dignità alla cultura. Furono dunque chiamati alla corte Palatina (dal 794 ad Aquisgrana) numerosi dot- ti provenienti da tutta Europa.
- Tra questi dotti si trova Alcunio di York amico e braccio destro di Carlo. Egli compose un pentitù il De litteris considerabile la miglior opera di curava le lettere e le lingue, in cui invita le cultura degli ecclesiastici del Europa [forse?] alle numerose epistole inviate- gli, di considerare meno a loro gran maestre. Tralasciato il punto di lettura riprendere la natura delle obsolete e del problema se chi predicato le dottrine c'era male, allora i fedeli non comprendendo il messaggio cristiano non pote- vano salvarsi. "Tenete il tesoro perduto". Così la restaurazione prese su quella di restaurare la scuola che era condotto in un deposito monastico(?) e la Scuola Palatina ... appunto le lingue IV->I. E apprende e leggere i classici Virgilio, Orazio, Ovidio perchè il fine immancabile era capire la lingua.
- Ma ecco il paradosso:
- da questa restaurazione di un lat. più corretto vene la comprensione che il lat. del tempo era cambiato molto dalle batt. dante. E che attraverso il latino corrente si era corretto molto.
- "come dice Virdis ["..." È colpa di Carlo]. Magno!"
G. - per il fenomeno (meglio "fenomeni") di "Strataunspra" non parliamo di origini delle lingue romanze, cosa intrisa in modo convenzionale. Infatti si tratta di non giustificare, di non spiegare in maniera del tutto arbitraria (poetica) un vero movimento di costumi non è mai esistito. Le lingue subiscono continui trasformazioni, finché non sopraggiungono cambiamenti tali da divenire altre lingue - non dunque la realtà trasforma le lingue, ma uomini di uomini, sembianze appunto e cambi fenomenali da cogliere e mutare questi e la grandezza del tempo: mentre non vuoi discernere precettibilità!
O. c'è "tempo diversivo + fenomeno diversivo": dicotomia può essere rapportata in modo che un discernimento - la qualità linguistica e la forma - subordinato un progetto il termine. Dalla disciplina postulabile - dirigendosi su altre sintesi e altro fenomeno.
C. l'It. è molto <perfect dell'It.> facile alla musica in modo per familiarizzare e fissare in un tua mente il fr. lau supporto tonitru (e.g. equivante corrispondente lingua parlata), mai soggetto con che e in realtà il mero di comunicazione universistica, frequent per eccellenza. Di em-grafix traduzione le
invece la graficia del fa aut cosa letta come a pensare
Lodhuiucus, quoniam maior natu erat, prior haec deinde se servaturum testatus est:
«Pro Deo amur et pro christian poblo et nostro commun salva-
-ment, dist di in avant, in quant Deus savir et podir me dunat,
si salvaraeio cist meon fradre Karlo, et in adiudha et in cadhuna cosa,
si cum om per dreit son fradra salvar dift. In udiudha nun li io hanmo fazet,
et cist meon fradre Karlo nu plaid numquam prindrai qui, meon cosal vol cist meon
fradre Karlo in damno sit».
Quod cum Lodhuiucus expesset, Karolus teudisca lingua sic haec eadem
verba testatus est: «In Godes minna in
Linades folches endi
thesan minna brodher
sinan bruher
in thiu thaz er mig so soma diso
Noheiniu thing ne gegango, the, minan willon, imo ce scadhen werhen».
Sacramentum autem quod urorumque populus quique propria lingua testatus
est, romana lingua sic se habet: «Si Lodhuvigs sacament de suo Karlo jurat, conservat, et Karlus,
si meos sendra, de suo part, non li no
adfuita contra Lodhuwig ni in e..
Teudisca autem lingua: «Oba Karl
then eid, then er sinemo bruohe, er
frid, nih eh irotheo nohethin, then ei i
IIII. 1.
Traduzione del giuramento di Strasburgo (842)
Pro Deo amur et pro christian poblo et nostro commun
salvament d'ist di in avant in quant Deus savir et podir me
dunat si salvarae eo cist meon fradre Karlo et in adjudha
cosi cum om per dreit son fradra salvar dist
quid il mi altresi fazet et ab Ludher nul plaid nunquaem
prindrai qui meon vol cist meon fradre Karle in damno sit
Si Lodhuvigs sacrament que son fradre Karlo jurat
conservat, et Karlus meos sendra de suo part non los tant
si io returnar non lint pois, ne io ne neuls cui eo
returnar int pois in nulla ajudha contra Lodhuvigs non liuver
in nulla ajudha
"I giuramenti di Strasburgo" (14-02-842)
I sovrani Carlo il Calvo di area romana e Ludovico il Germanico di area tedesca, stipulano tra di loro un patto di alleanza ai danni dell’altro fratello Lotario, che regna su un territorio centrale rispetto agli altri due. Questi giuramenti sono un testo scritto di cui però i tre giuramenti occupano una piccola parte; sono presenti in tale documento latino il giuramento fatto da Ludovico in francese (però rivolto ai soldati di Carlo), il giuramento fatto da Carlo in tedesco (rivolto ai soldati di Ludovico), e i giuramenti dei capi dei rispettivi eserciti, prima in francese, poi in tedesco. Dunque il documento si configura come un doppio giuramento.
Nei giuramenti non v’è l’utilizzazione della lingua volgare e, dunque, nei documenti romanzi il popolo riuscì ad adattarsi alla pronuncia. (Eredi codutto da sei fiumi, snela ze il sono alomeo uerra terzo.)
Odi recente vi è una risolta l’importanza di questo documento, poiché non è un testo di parlanti medi, ma è un documento ufficiale e quindi scritto in latino in cui compariva un volgare delle classi dominanili (vedi il parallelo con Placiti Capuani). Inoltre perché il francese usato qui non è una "lingua reale"; è una lingua artificiale che contiene elementi di un po' tutta la Francia, non è dunque una lingua usata propriamente parlata. In una conversazione una lingua di koine invece il testo in tedesco assomiglia veramente una varietà reale e sembra una base precisa della lingua germanica.
NB
A Roncaglia dice a tal proposito "la lingua è tale quando la parla non i parlanti sono i costruttori." Il prof Serra in una spontanea pronuncia credeva che fatta dal revisore non una imposizione il modo di pronunciare su un altro (es: ritenere una distinzione compariva di soltanto la grafia alle nuove pronunce, parole espressione che le lingue o senare diversità diverse)
elementi del latino
tratti del romanzo
elementi grafici conservativi
o “franco, glifo di Nitardo – o glifo amonumentale in un codice con scrittura minuscola carolina in un campo piuttosto mobile, attestazione tipiche fin dalla A delle francografie usata in ambito giuridico e cui a segunroidel IX-X sec (e poi è capitato il nomina sacra). La scripto non si più continua ma elementi si possono ancora rilevare tra loro piuttosto rilevanti proprio con evidenza che la nostra situazione attuale: beneché questo non appartenga proprio la minuscolo carolina (ossia la “rappresentato con “[in legature note tironiane (tabella tironiaca del secero).”
i pubblicanonsi all’orbito giuridico col mondo di notare iuris, il fondo Emagine è qui considerato stasi modificazioni ma alcune variabilmazzantemente numerico raasge (es: unitamenta erano i sempianto videmi nell’uso: e nelbibimesione nelle nasd estates.
Es: sono stata con un titolo sottista come quando come CU
= comin = come
=(nomina sacrae conclusi abutit. per la prima volta nella prima traduzione della Bibbia (cosi [lat “
dmn” schivima per absoluti doos “[in esistenza ]”b (que mon
ceni 1 - “Xpeza- Xpsittina)” “cr -” lettura precles di cuiucleare alono a liriipi
- Nel logo perdimento 3 tipi in piccoliolit imputistoci
→ elementi del latino. tabella fonemica del tipo indist in avant marenti don e gallione, sallis 1902 delum. Prope, per dare la gereme o della pensiere latino”= usde
mi unità delle eliclet determinate per la tangenza exerc pesinala.
ossia conservatisenti il delictibil dell effetto de le cogni capiti quindi ignazio colvaterta castcolare elettroromicailaspetto altre del otsto ufficiale, sentiti construmile
→ elementi grafici conservativi “e vellesca e tonelm non sarioie, = (christ tion, fratde) “ẽ”
“e” non dellipuscana “(non si lamnon amour ne savoir, mfonoics latin trov trasre come vm – è lat come l–“savir, podir”).
la palatalizza vera neella setiud amortito
(Karle Karla, eee) be cria ³ frt
dre ho subito lenviron (come nella xe amplip)o o permanensre amicpa o nen corresponds.
non si puo ditu dicon certuara—> considerd la goquemia AMIC(al)
o amis(pexa y) colmenastri spu subletcio = ami co smol>ogcu io eu cony
→ romano o elementi romanum cisti (ecce instituciones estulite ore di quiro comisio. per con dignante tecre illim che una artistica
ac uso semi sic adieu il smuito morum affato defonatto oltra salaborai o pirodrai de ex in o le boen id quot embar rihibaeo (primor temo rehcd ensaggo), contutto del adeo
en littere preela IHS“tomo dimersae par ploto(o)
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