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Riassunto esame di diritto privato, prof Caterini, libro consigliato Manuale di diritto civile, Perlingeri, (Parte terza, E. Situazioni di garanzia)

Riassunto per l'esame di diritto privato basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato "Manuale di diritto civile" di Perlingeri, riguardante i seguenti argomenti:
responsabilità patrimoniale, par condicio creditorum, cause legittime di prelazione, mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale, pegno, ipoteca, fideiussione.

Esame di Diritto privato docente Prof. E. Caterini

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ESTRATTO DOCUMENTO

Situazioni di garanzia

spettano verso i terzi;

 abbiano contenuto patrimoniale;

 non debbano essere esercitati personalmente dal loro titolare .

Di conseguenza,

la surrogazione è esclusa:

nell’esercizio delle situazioni assolute, e in particolare di quelle reali che,

→ per l’esercizio dei poteri di godimento e di disposizione,

non richiedono la cooperazione di terzi;

nell’esercizio di diritti ed azioni

→ attinenti ai diritti della personalità o ai rapporti familiari;

nell’esercizio di situazioni di natura patrimoniale,

→ delle quali l’esercizio è rimesso all’autonoma e insindacabile scelta del loro titolare.

EFFETTI

Per quanto riguarda gli ,

l’azione surrogatoria determina

un incremento del patrimonio del debitore ;

del quale si avvantaggiano tutti i creditori

incremento ,

e non solo il creditore proponente,

cosi che ciascun creditore sarà legittimato ad aggredire in via esecutiva

il bene entrato nel patrimonio del debitore

a seguito dell’esperimento dell’azione surrogatoria.

DIFFERENZE

AZIONE REVOCATORIA AZIONE SURROGATORIA

Presupposto: scientia fraudis Presupposto: inerzia debitore

Effetto: a vantaggio del proponente Effetto: a vantaggio di tutti i creditori

5.3. SEQUESTRO CONSERVATIVO .

SEQUESTRO CONSERVATIVO ART. 671 cpc

è un mezzo di conservazione della garanzia patrimoniale 35

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

in base al quale il creditore,

che abbia fondato timore di perdere la garanzia del proprio credito,

può chiedere al giudice

di porre un vincolo di indisponibilità giuridica e materiale

sui beni mobili o immobili del debitore o sulle somme o cose a lui dovute, nei limiti in cui la legge ne

permette il pignoramento .

FUNZIONE

Il sequestro conservativo svolge una

conservativa­preventiva della garanzia patrimoniale ,

in quanto con esso il creditore evita i pregiudizi alle proprie ragioni creditorie conseguenti ad eventuali atti

distrattivi del patrimonio debitorio

posti in essere nel tempo ordinario occorrente per tutelare il proprio credito.

In concreto,

il creditore, che abbia fondato timore di perdere la garanzia del proprio credito, chiede al giudice

di sottrarre, sia materialmente sia giuridicamente,

la disponibilità sui beni del debitore,

cosi che, nel caso di inadempimento,

egli conserva il potere di aggredire il patrimonio debitorio;

in tal modo,

il sequestro conservativo si pone come strumento preparatorio dell’esecuzione.

La disciplina del sequestro conservativo è contenuta

in parte nel codice civile,

il quale ne prevede agli artt. 2905 e 2906, l’esistenza e gli effetti sostanziali,

ma maggiormente nel codice di procedura civile,

che, agli artt. 671 e ss, ne descrive i presupposti e le modalità di attuazione.

In particolare,

ART. 2905 cc

l’ dispone che Il creditore può chiedere

il sequestro conservativo dei beni del debitore,

secondo le regole stabilite dal codice di procedura civile.

Il sequestro può essere chiesto

anche nei confronti del terzo acquirente dei beni del debitore, qualora sia stata proposta

l’azione

per far dichiarare l’inefficacia dell’alienazione 36

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

Quindi,

è il creditore che deve presentare l’istanza per il sequestro conservativo,

ART. 671 cpc

i cui presupposti sono descritti all’ ;

tali presupposti devono essere necessariamente presenti

tant’è che la carenza di uno solo di essi

impedisce la concessione del provvedimento cautelare.

PRESUPPOSTI

I del sequestro conservativo sono:

FUMUS BONIS IURIS

Affinchè il sequestro conservativo venga concesso,

è necessario il fumus bonis iuris,

ossia

la verosimiglianza o la probabilità

che il diritto vantato dal creditore esista .

In altre parole,

il giudice, ai fini della concessione del provvedimento, deve valutare,

sulla base delle sommarie informazione che egli ritiene necessario assumere,

la probabile fondatezza del diritto vantato dal creditore.

È il creditore, quindi, che deve fornire la prova della sua qualità.

A tal proposito,

si ritiene creditore il titolare di un rapporto obbligatorio

nell’ambito del quale l’attività di adempimento può consistere

sia in un dare, una somma di denaro o altra utilità,

sia in un facere, purchè tradotto in una prestazione patrimonialmente valutabile.

credito

Il vantato da colui che chiede istanza per la misura cautelare

può anche essere non liquido e non esigibile ,

dato che la funzione del sequestro conservativo non si ravvisa

nell’immediato pagamento ma nel rendere fruttuosa la futura esecuzione.

Può anche trattarsi di

un credito sottoposto a condizione sospensiva o risolutiva :

attraverso il sequestro conservativo il creditore, 37

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

non potendo esercitare azioni immediate verso il debitore,

può proteggere l’assetto di interessi sottesi al rapporto obbligatorio

nel decorso del tempo occorrente per l’accertamento delle sue ragioni.

Ancora, credito sottoposto a termine

può trattarsi di un ,

sicuramente tutelabile mediante il sequestro conservativo

in quanto virtualmente già esistente prima della scadenza del termine.

Si nega, invece, l’ammissibilità del sequestro conservativo:

per i crediti eventuali e anche futuri:

→ difatti,

il sequestro è una misura che si può concedere

soltanto a tutela di chi è creditore (sia pure solo probabile)

e non di chi afferma di poterlo diventare;

per i crediti derivanti da obbligazioni naturali;

→ per i crediti supportati da titolo esecutivo:

→ difatti,

manca lo stato di pericolo,

dato che il creditore può avvalersi del titolo

e procedere all’immediato pignoramento o ad iscrivere ipoteca giudiziale.

PERICULUM IN MORA

Ai fini della concessione del sequestro conservativo, oltre al fumus bonis iuris,

è necessario un altro presupposto, il periculum in mora,

ossia

il pericolo o il fondato timore di perdere la garanzia del credito .

In altre parole,

il giudice deve valutare il rischio che il diritto di credito rimanga menomato durante il tempo occorrente per

accertare definitivamente in giudizio

le ragioni del creditore.

Il periculum in mora può essere desunto

sia da elementi oggettivi che da elementi soggettivi.

Sotto il profilo oggettivo , 38

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

si esige che

la situazione di pericolo sofferta dal creditore sia reale ed oggettiva ;

a tal fine,

è sufficiente che l’impoverimento del patrimonio del debitore sia eventuale,

ma comunque idoneo a fondare il timore del creditore

che la garanzia patrimoniale possa venir meno.

Sotto il profilo soggettivo,

si esige che

i comportamenti dispositivi del debitore

siano diretti a sottrarre la garanzia del credito .

Il periculum non può evincersi dal mero rifiuto di adempiere;

l’atto di rifiuto deve tradursi in un comportamento del debitore,

sia processuale sia extraprocessuale,

che renda verosimile la possibilità di un impoverimento del suo patrimonio

e tale da convincere il giudice della fondatezza del pericolo per il creditore

di perdere le garanzie patrimoniali.

La valutazione del profilo soggettivo è molto importante

nel caso di modifiche dello stato patrimoniale dell’obbligato

che inizialmente avevano generato nel creditore

l’affidamento al buon fine dell’operazione negoziale ;

difatti,

se il creditore si trova, nell’esperire l’azione cautelare,

al cospetto di una quantità di beni

inferiori a quella esistente al momento del sorgere del rapporto obbligatorio,

allora la concessione del sequestro è fondata;

se, invece, il creditore non si sia reso consapevole per affidamento colpevole dell’inadeguatezza del patrimonio

del debitore,

conoscibile già nella fase costitutiva del rapporto obbligatorio,

e cioè se il creditore non ha usato la ordinaria diligenza

per controllare le condizioni personali e patrimoniali del debitore,

allora la concessione del sequestro conservativo incontra degli impedimenti.

ART. 671 cpc,

Ai sensi dell’

il sequestro conservativo

è autorizzato dal giudice su istanza del creditore, 39

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

nei limiti in cui la legge permette il pignoramento .

Il pignoramento è l’atto di ingiunzione con cui

l’autorità giudiziaria, su richiesta del creditore,

ordina al debitore di non disporre dei beni da assoggettare all’esecuzione.

Con il provvedimento

il giudice non individua gli elementi del patrimonio da sottoporre a sequestro,

ma è il creditore a provvedervi una volta adottata la misura.

In sostanza,

l’autorità giudiziaria si limita a stabilire il limite massimo di valore

entro il quale può essa può essere posta in essere.

EFFETTI

Per quanto riguarda gli ,

autorizzato il sequestro conservativo da parte del giudice,

il debitore perde la disponibilità materiale dei beni sequestrati ,

i quali vengono affidati, fino alla conclusione del processo,

per l’ordinaria amministrazione, ad un custode. ART. 2906 cc le alienazioni e gli altri

Ne consegue che,

atti che hanno per oggetto la cosa sequestrata

non hanno effetto in pregiudizio del creditore.

il provvedimento di sequestro ha efficacia relativa

Quindi, ,

in quanto esso va ad avvantaggiare il solo creditore agente

contro il quale non varranno gli eventuali atti di disposizione

distrattivi della garanzia patrimoniale

che il debitore potrebbe compiere sui beni sequestrati.

A tal proposito, si discute se

il sequestro conservativo sia un “vincolo a porte chiuse” o un “vincolo a porte aperte”, e cioè se il vincolo

dell’inefficacia degli atti dispositivi dei beni in sequestro

operi a vantaggio del solo creditore procedente (porte chiuse)

oppure operi a vantaggio anche degli altri creditori interessati (porte aperte).

Il problema sorge per via dello stesso art. 2906 cc che conforma

gli effetti del sequestro conservativo alle regole stabilite per il pignoramento. 40

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

Ora,

se è vero che il sequestro conservativo e il pignoramento possono considerarsi affini sotto il profilo dell’oggetto,

per via della formale coincidenza tra beni sequestrabili e beni pignorabili,

non è altrettanto vero che essi possono accomunarsi sotto il profilo effettuale:

gli effetti del pignoramento coinvolgono

sia il creditore pignorante sia gli altri creditori interessati all’esecuzione,

invece,

gli effetti del sequestro operano solo nei confronti del creditore sequestrante.

È per questo quindi che

il sequestro conservativo è configurato come un vincolo a porte chiuse ,

in quanto teso a non consentire l’intervento di altri creditori.

Al termine del processo di accertamento dell’esistenza del credito,

si possono verificare alternativamente due situazioni:

se il credito è realmente esistente,

allora il sequestro può essere convertito in pignoramento

su richiesta del creditore che inizia l’espropriazione forzata;

se il credito è inesistente,

allora il debitore,

oltre a recuperare la materiale disponibilità dei beni sequestrati, può chiedere il risarcimento

dei danni

che il sequestro eventualmente gli ha procurato .

Legata al sequestro conservativo vi è la problematica del

ABUSO DEI MEZZI DI CONSERVAZIONE DELLA GARANZIA PATRIMONIALE; difatti,

in sede applicativa può verificarsi

uno squilibrio tra misura richiesta ed entità del debito

o una inadeguatezza della misura scelta rispetto alle peculiarità del fatto concreto

e dell’esigenza di tutela ad esso sotteso.

Per sopperire a tale problema bisogna far ricorso ai precetti costituzionali,

e cioè: il principio di proporzionalità,

• volto ad impedire che il debitore sia pregiudicato

oltre la misura necessaria al soddisfacimento del creditore;

il principio dell’adeguatezza,

• volto a scegliere tra più rimedi quello meno invasivo. 41

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

b. Situazioni reali di garanzia.

6. PEGNO . PEGNO

ART. 2784, co. 1, cc

è un diritto reale di garanzia

costituito a garanzia dell’obbligazione

dal debitore o da un terzo per il debitore .

In altre parole,

con il pegno, che è una garanzia specifica, il debitore in accordo con il creditore

garantisce l’adempimento della propria obbligazione

attraverso la consegna materiale di uno o più beni mobili al creditore,

riservando a quest’ultimo, in caso di inadempimento,

la soddisfazione sul bene a preferenza degli altri creditori,

anche se il bene o i beni siano passati in proprietà a terzi.

Quindi,

FUNZIONE assicurare la soddisfazione del creditore

la del pegno è quella di . 42

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

Essendo un diritto reale su cosa altrui,

CARATTERI

il pegno presenta i di:

ASSOLUTEZZA:

o è opponibile erga omnes;

IMMEDIATEZZA:

o il creditore ha il potere immediato sulla cosa gravata dal pegno;

ACCESSORIETÀ:

o si ha inerenza tra il pegno e il credito che esso garatisce:

se manca o si estingue l’obbligazione garantita, si estingue anche il pegno;

per cui, il pegno esiste solo se esiste il debito da garantire, anche futuro;

tuttavia,

la giurisprudenza ha subordinato la validità del pegno all’esistenza, fin dall’origine, del rapporto giuridico dal

quale trae vita il debito che si vuole garantire; ART. 2799 cc

INDIVISIBILITÀ:

o il pegno si estende all’intero bene e ad ogni sua parte

garantisce, salvo diversa volontà delle parti, l’intero credito

e

(comprese le spese e gli interessi)

finchè questo non è integralmente soddisfatto,

anche se il debito o la cosa data in pegno è divisibile ;

quindi,

se viene pagata una parte del credito,

il pegno continua comunque a gravare sull’intera cosa

e il debitore non può pretendere

la restituzione di una parte proporzionale della cosa.

OGGETTO

Quanto all’ , 43

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia ART. 2784, co. 2, cc

il pegno si costituisce su:

beni mobili

 universalità di mobili

 crediti

 e altri diritti aventi per oggetto beni mobili .

Di conseguenza,

ne sono esclusi:

i beni mobili registrati,

­ per i quali la garanzia si attua attraverso iscrizione o trascrizione;

i beni immateriali.

­

È, invece, ammissibile il pegno su:

cosa futura,

 cosa altrui,

 cosa indivisa,

 cioè cosa di non esclusiva proprietà del concedente;

per cui, il pegno, finchè non sia intervenuta la divisione, grava sulla quota

e lo spossessamento è possibile soltanto con il consenso di tutti i condomini.

Secondo la disposizione normativa,

oggetto del pegno può anche essere la universalità di beni mobili,

per la quale il creditore ha il potere­dovere di mantenere la unitarietà di destinazione anche sul contenuto del

rapporto pignoratizio,

evitando di compiere atti che possano comprometterla.

Particolari problemi si pongono se il pegno gravi sull’azienda,

che è annoverabile tra le universalità,

in quanto lo spossessamento,

dovendo seguire la disciplina propria dei singoli beni (mobili, crediti e altri)

e dando luogo a tanti singoli pegni,

compromette la funzionalità dell’azienda.

COSTITUZIONE

La del pegno avviene tramite accordo tra le parti,

ossia

il proprietario della cosa che prende il nome di COSTITUENTE,

il quale può essere il debitore stesso o un terzo che presta garanzia per lui,

e il creditore che prende il nome di CREDITORE PIGNORATIZIO. 44

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

Si tratta di un CONTRATTO REALE;

ART. 2786, co. 1, cc

difatti, come disposto dall’

il pegno si costituisce con la consegna al creditore della cosa

o del documento che conferisce l’esclusiva disponibilità della cosa.

In genere,

a seguito dello spossessamento, la cosa o il documento passa al creditore,

ART. 2786, co.2, cc

ma

è anche possibile che la cosa o il documento

possono essere consegnati ad un terzo designato dalle parti

o possono essere posti in custodia di entrambe .

Nel primo caso, la consegna della cosa ad un terzo, si instaura un rapporto di deposito e l’obbligo di custodia

incombe solo sul terzo depositario,

e non anche sul creditore pignoratizio;

nel secondo caso, debitore e creditore diventano custodi della cosa,

purchè il debitore non possa utilizzare il bene senza la collaborazione del creditore.

Quindi,

per il perfezionamento della fattispecie è essenziale

lo spossessamento del bene oggetto di pegno

e la successiva consegna materiale dello stesso bene al creditore

o al terzo incaricato della custodia .

Secondo la maggioranza degli autori,

lo spossessamento e la consegna

rappresentano una forma di pubblicità dell’avvenuta costituzione del pegno,

invece, secondo Perlingeri la costituzione del pegno diviene conoscibile ai terzi

solo dopo il trasferimento del possesso dal debitore al creditore.

A seguito dello spossessamento,

il bene gravato dalla garanzia passa nel possesso del creditore ; 45

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

EFFETTI

e da qui gli del pegno.

Innanzitutto,

ART. 2787, co.1, cc

l’ sancisce che

il creditore ha diritto di farsi pagare con prelazione

sulla cosa ricevuta in pegno .

Quindi,

il creditore pignoratizio ha diritto di soddisfarsi per primo

sulla cosa oggetto della garanzia.

Tuttavia,

purchè la prelazione possa avere luogo devono essere osservate delle condizioni,

e cioè: la cosa deve essere

→ nel possesso del creditore o presso il terzo designato dalle parti ART. 2787, co.2, cc

( );

quando il credito garantito eccede la somma di euro 2.58,

→ il pegno deve risultare da scrittura con data certa ,

e quindi è richiesta la forma scritta del contratto,

contenere sufficiente indicazione del credito e della cosa ART. 2787, co.3, cc

il quale deve ( ).

In secondo luogo,

ART. 2789 cc,

ai sensi dell’

il creditore pignoratizio è legittimato ad esercitare,

non solo le normali azioni possessorie (di manutenzione e di reintegrazione),

ma anche l’azione di rivendicazione

che eventualmente spetti al debitore o al terzo datore in pegno .

Inoltre,

ART. 2794, co 2, cc

l’ riconosce

il diritto di ritenzione sul bene oggetto di pegno al creditore soddisfatto a garanzia di altri crediti

che egli eventualmente vanta nei confronti dello stesso debitore .

Per l’esercizio del diritto di ritenzione è necessario che: 46

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

i crediti siano sorti dopo la costituzione del pegno;

• i crediti siano scaduti

• prima del soddisfacimento del credito garantito;

il creditore abbia concesso il nuovo credito

• facendo affidamento sul pegno ricevuto .

Il diritto di ritenzione non costituisce una prelazione in favore di altri crediti,

ma è posto solo allo scopo di indurre il debitore a rispettare il suo obbligo.

Tuttavia,

la legge attribuisce al creditore pignoratizio

una LIMITATA FACOLTÀ DI GODIMENTO DELLA COSA;

difatti:

ART. 2790 cc

l’ dispone che

• il creditore pignoratizio è tenuto a custodire la cosa ricevuta in pegno e risponde, secondo le

regole generali,

della perdita e del deterioramento di essa .

Inoltre,

il costituente è tenuto a rimborsare al creditore le spese sostenute

per la conservazione della cosa.

ART. 2791 cc

L’ sancisce che

• se è data in pegno una cosa fruttifera,

il creditore, salvo patto contrario, ha la facoltà di far propri i frutti, imputandoli prima alle

spese e agli interessi, e poi al capitale . 47

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

La norma trova applicazione

anche se il bene diventa fruttifero dopo la costituzione del pegno.

Inoltre,

la norma fa salvo l’eventuale patto contrario tra le parti,

nel qual caso i frutti rimangono in capo al debitore.

Negli altri casi,

il creditore per appropriarsi dei frutti derivanti dal bene sottoposto a pegno

deve procedere, di regola, alla vendita di questi,

potendo tuttavia farli propri direttamente

nel momento in cui il valore degli stessi sia stato già anteriormente stimato.

ART. 2792 cc

L’ dispone che

• il creditore pignoratizio

non può, senza il consenso del concedente,

usare la cosa oggetto del pegno,

salvo che l’uso sia necessario per conservare la cosa stessa,

né può, salvo diversa convenzione,

concedere a sua volta in pegno o in godimento ad altri la cosa

(SUB­PEGNO).

Il fondamento della norma sta nel fatto che

il creditore non diviene proprietario della cosa, ma solo possessore;

e di conseguenza, egli non può usare o disporre pienamente della cosa.

Una ECCEZIONE al divieto di uso si ha nell’ipotesi di PEGNO IRREGOLARE,

il quale consente al creditore di acquistare la proprietà delle cose fungibili

oggetto della garanzia.

In tal caso,

il creditore è tenuto, una volta che l’obbligazione garantita sia stata adempita,

a restituire l’equivalente, e non la medesima cosa al tempo conferita,

cosa che, invece, nel pegno ordinario, in vista della restituzione,

il possessore deve custodire diligentemente 48

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

per non essere chiamato a rispondere della sua perdita o del suo deterioramento.

Alla scadenza dell’obbligazione ,

se il debitore adempie,

o

il pegno si estingue

e la cosa che ne è oggetto deve essere restituita la proprietario .

A tal proposito,

ART. 2794, co. 1, cc

l’ stabilisce che

il creditore pignoratizio non deve restituire la cosa oggetto del pegno se non è stato soddisfatto

il credito per capitale, interessi e spese .

Quindi, egli può, fino a che non è soddisfatto,

respingere qualsiasi pretesa del costituente o di altri.

se il debitore non adempie, allora

o il creditore può procedere alla vendita del bene oggetto del pegno

→ e ha diritto a conseguire il pagamento, ART. 2795 e ss

con preferenza rispetto agli altri creditori, sul prezzo ricavato dalla vendita ( );

oppure

il creditore può domandare al giudice che

→ la cosa oggetto di pegno gli venga assegnata in pagamento

ART. 2798 cc

( ),

e cioè il creditore può chiedere che la cosa oggetto di pegno 49

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

gli venga attribuita direttamente al fine di soddisfare il suo credito.

Per effetto dell’assegnazione,

il creditore pignoratizio diviene proprietario del bene assegnatogli,

anche se il valore dello stesso superi il credito da lui vantato;

in questo caso,

il creditore deve versare l’eventuale differenza

in favore del costituente in pegno.

ESTINZIONE

Per quanto riguarda l’ ,

il pegno si estingue:

per rinuncia alla garanzia,

 per estinzione del credito garantito,

 per perimento della cosa,

 per estinzione del diritto gravato dalla garanzia.

Tuttavia,

a volte il pegno può sopravvivere nonostante l’estinzione del credito garantito,

e quindi dell’obbligazione principale;

ciò si verifica:

nel caso in cui il creditore soddisfatto dell’obbligazione principale

 esercita il diritto di ritenzione sulla cosa oggetto di pegno

a garanzia di altri crediti che egli vanta nei confronti dello stesso debitore (ART. 2794, co.2, cc);

nella novazione, nella delegazione, nell’accollo e nell’espromissione,

 dove le garanzie possono permanere in favore della nuova obbligazione

o del nuovo debitore succeduto a quello originario. 50

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

7. IPOTEC A . IPOTECA ART. 2808, co. 1, cc

è un diritto reale di garanzia

che attribuisce al creditore

il diritto di espropriare i beni vincolati a garanzia del suo credito

e di essere soddisfatto con preferenza

sul prezzo ricavato dall’espropriazione .

In altre parole,

con l’ipoteca, che è una garanzia specifica,

il debitore garantisce l’adempimento della propria obbligazione

ponendo un vincolo su un proprio bene a favore del creditore ipotecario,

il quale, in caso di inadempimento, ha il diritto di espropriare il bene,

anche se passato in proprietà a terzi,

per soddisfare il proprio credito con preferenza rispetto agli altri creditori.

Dunque,

FUNZIONE

la dell’ipoteca è quella di

rendere più sicura per il creditore la realizzazione del suo credito ;

difatti,

la garanzia generica posta dall’art. 2740 cc,

che assoggetta tutti i beni presenti e futuri del debitore

al soddisfacimento delle ragioni creditorie,

non sempre è sufficiente per assicurare al creditore il suo interesse;

ed è per questo, quindi, che

questa garanzia generica può essere rafforzata attraverso le garanzie reali, concernenti la possibilità in capo al

creditore

di rivalersi con prelazione su specifici beni appartenenti al debitore. 51

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

Essendo un diritto reale su cosa altrui,

CARATTERI

l’ipoteca presenta i di:

ASSOLUTEZZA:

o è opponibile erga omnes.

ACCESSORIETÀ:

o si ha inerenza tra l’ipoteca e il credito che essa garantisce;

se manca o si estingue l’obbligazione garantita,

viene meno o si estingue anche l’ipoteca;

quindi, il diritto di ipoteca sussiste se esiste il diritto di credito.

SPECIALITÀ:

o ART. 2809, co. 1, cc

l’ipoteca deve essere iscritta su beni specifici;

il nostro ordinamento non riconosce la figura dell’ipoteca generale,

ossia dell’ipoteca che grava sulla totalità indistinta dei beni del debitore,

la quale era assai diffusa in passato

con pregiudizio per la libera circolazione dei beni, e quindi dell’economia.

Inoltre,

l’ipoteca deve essere iscritta per una somma determinata in denaro .

È questo il PRINCIPIO DI DETERMINATEZZA DEL CREDITO GARANTITO, secondo il quale

il credito garantito deve essere determinato ed espresso in una somma di denaro, altrimenti l’iscrizione

dell’ipoteca è invalida.

La definizione della somma dà luogo ad una determinazione obbligatoria

specifica dei limiti fino a cui il vincolo può valere.

Alla determinazione del credito, che non risulti dal titolo,

deve provvedere il creditore

nella nota che presenta al conservatore per l’iscrizione.

INDIVISIBILITÀ:

o ART. 2809, co. 2, cc 52

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

l’ipoteca sussiste per intero sopra tutti i beni vincolati,

sopra ciascuno di essi e sopra ogni loro parte .

Quindi,

il vincolo ipotecario grava su tutto il bene e su ciascuna parte di esso

e continua a gravarvi anche quando

il debito garantito venga parzialmente soddisfatto,

comportando solo una riduzione della somma per la quale è stata costituita l’ipoteca e non la cancellazione

parziale di questa.

Se l’ipoteca insiste su più beni,

il debitore può limitarsi ad esercitare il suo diritto su uno soltanto di essi;

nel caso di successione ereditaria, l’ipoteca insiste su ciascuna delle porzioni.

OGGETTO

Per quanto riguarda l’ , ART. 2808, co. 2, cc

l’ipoteca può avere ad oggetto beni del debitore o di un terzo ,

il quale diviene un datore di ipoteca.

L’assoggettabilità del terzo datore d’ipoteca all’espropriazione

deriva dall’atto di concessione della garanzia da parte del terzo stesso.

ART. 2810 cc beni

L’ elenca poi i , o meglio le situazioni,

che possono essere gravati da ipoteca ;

essi sono:

beni immobili che sono in commercio con le loro pertinenze

1. (con esclusione dei beni demaniali e dei beni del patrimonio indisponibile dello Stato);

l’usufrutto dei beni stessi;

2. il diritto di superficie;

3. il diritto dell’enfiteuta

4. e quello del concedente sul fondo enfiteutico;

le rendite dello stato;

5. i beni mobili registrati (es. automobili, navi, aeromobili).

6.

Dunque,

oggetto di ipoteca sono essenzialmente i beni immobili,

e questo è l’elemento fondamentale che distingue l’ipoteca dal pegno,

che invece ha ad oggetto beni mobili.

Tuttavia,

l’elencazione della norma non è tassativa, 53

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

perché ad essa vanno aggiunte le situazioni contemplate in talune leggi speciali,

come ad esempio la legge che ammette l’iscrizione dell’ipoteca

sulle miniere e le loro pertinenze, in quanto assimilabili ai beni immobili.

L’ipoteca può essere iscritta:

su una parte materiale di una cosa,

→ la quale abbia un’autonomia funzionale ed economica,

su un bene in comunione,

→ per cui la garanzia può essere concessa da tutti i condomini sull’intero bene

o dal comproprietario sulla propria quota.

COSTITUZIONE,

Quanto alla ART. 2808, co. 2, cc

l’ipoteca si costituisce mediante iscrizione nei registri immobiliari .

Quindi,

l’iscrizione ipotecaria nei pubblici registri immobiliari

rappresenta una pubblicità costitutiva :

nel periodo che precede l’iscrizione

sussiste soltanto un diritto del creditore alla costituzione dell’ipoteca

ed è solo con l’iscrizione che il diritto di ipoteca viene ad esistenza.

L’iscrizione si distingue dalla trascrizione, che dà vita ad una pubblicità dichiarativa,

e cioè si rendono pubbliche le altre vicende relative al bene immobile

al fine dell’opponibilità ai terzi.

Dunque,

l’iscrizione è elemento necessario per la costituzione di ipoteca,

ma non sufficiente perché una valida ipoteca può essere costituita

solo se è anche valido il titolo su cui si fonda

, e quindi la fonte, .

La diversità del titolo dal quale può discendere il diritto di ipoteca

TRE SPECIE DI IPOTECA

permette di distinguere : 54

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

IPOTECA LEGALE ART. 2817 cc

1. è quell’ipoteca che deriva da una previsione normativa ;

quindi,

è la legge che attribuisce direttamente al creditore il potere di iscrivere ipoteca, senza che occorra il consenso

della volontà del debitore.

L’art. 2817 cc elenca tassativamente i casi di ipoteca legale,

ossia:

l’alienante in caso di vendita di immobile ha ipoteca sul bene alienato

A. per l’adempimento degli obblighi a carico dell’acquirente

che derivano dall’atto di alienazione;

i coeredi, soci e altri condividenti hanno ipoteca

B. a garanzia del pagamento dei conguagli di beni immobili

assegnati ad altri condividenti, in forza dell’atto di divisione;

lo Stato ha ipoteca sopra i beni dell’imputato o del civilmente responsabile

C. per il pagamento delle spese processuali.

IPOTECA GIUDIZIALE ART. 2818 cc

2. è quell’ipoteca che deriva da una sentenza di condanna

al pagamento di una somma di denaro

o all’adempimento di un’altra obbligazione

ovvero al risarcimento dei danni da liquidarsi successivamente .

Quindi,

il creditore può iscrivere ipoteca sui beni del debitore

quando il suo credito sia stato accertato da sentenza

o da altro provvedimento del giudice al quale la legge attribuisca tale effetto 55

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

(es: decreto di ingiunzione, sentenze straniere rese esecutive in Italia,

lodi arbitrali esecutivi),

rilevando il provvedimento giudiziale, che costituisce il tutolo dell’ipoteca,

e non la volontà del debitore.

IPOTECA VOLONTARIA ART. 2821 cc

3. è quell’ipoteca derivante da un atto di autonomia negoziale,

;

ossia un contratto o un atto unilaterale

l’ipoteca invece non può essere concessa per testamento;

la concessione dell’ipoteca deve farsi

per atto pubblico o per scrittura privata, sotto pena di nullità .

Ora, nell’ipotesi di ipoteca volontaria concessa dal debitore o da un terzo:

se la garanzia ha ad oggetto beni altrui,

→ allora l’iscrizione può essere validamente presa ART. 2822 cc

dopo che la cosa sia stata acquistata dal concedente ( );

se la garanzia ha ad oggetto beni futuri,

→ allora l’iscrizione può avvenire quando la cosa è venuta ad esistenza

ART. 2823 cc

( );

disposizione questa che costituisce una eccezione ingiustificata

al potere attribuito di concludere negozi sui beni futuri.

Una volta costituita, l’ipoteca produce i suoi EFFETTI

in caso di inadempimento dell’obbligazione garantita .

Innanzitutto,

ART. 2808 cc

l’ afferma che

l’ipoteca attribuisce al creditore ipotecario

il diritto di espropriare il bene ipotecato .

Difatti,

il creditore non può appropriarsi del bene

ma deve promuovere un procedimento di esecuzione forzata

che comporta la vendita del bene ipotecato e la realizzazione del suo valore.

Inoltre, 56

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

il creditore ipotecario ha diritto di prelazione ,

e cioè di soddisfarsi con preferenza rispetto ai creditori chirografari

sul prezzo ricavato dall’espropriazione.

Infine,

il creditore ipotecario ha diritto di seguito ,

e cioè può soddisfarsi sul bene oggetto dell’ipoteca anche se questo

non si trova più nel patrimonio del debitore (o del terzo datore di ipoteca),

ma è passato in proprietà di altri

non obbligati personalmente a soddisfare il credito ipotecario (terzo acquirente).

Abbiamo visto che

i creditori ipotecari hanno prelazione nei confronti dei creditori chirografari

in caso di esecuzione sul bene garantito,

ma se vi sono più creditori aventi ipoteca sullo stesso bene,

bisogna stabilire quale creditore ipotecario deve essere preferito

rispetto ad un altro creditore ipotecario.

Per stabilire quale creditore deve essere preferito rispetto ad un altro,

ART. 2852 cc ORDINE TRA LE IPOTECHE

l’ sancisce un ,

e cioè

l’ipoteca prende grado dal momento della sua iscrizione .

Ciò significa che

poiché sullo stesso bene possono sussistere molteplici ipoteche,

la prelazione è regolata dal GRADO

che è costituito dal numero, tenuto in ordine cronologico,

ottenuto al momento dell’iscrizione ; 57

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

quindi, ogni iscrizione ipotecaria riceve un numero d’ordine

che determina il cd grado di ipoteca.

In altre parole,

il creditore che avrà per primo iscritto la sua ipoteca sarà preferito al secondo,

il secondo al terzo, il terzo al quarto e cosi via.

Di conseguenza,

il creditore con ipoteca di primo grado avrà diritto ad essere soddisfatto

per l’intero suo credito sul bene ipotecato,

ma se vi sarà un residuo della somma ricavata in seguito all’espropriazione,

questa spetterà al creditore con ipoteca di secondo grado,

e se ancora dopo la soddisfazione di quest’ultimo

vi sarà ancora una somma di denaro disponibile,

questa spetterà al creditore con ipoteca di terzo grado, e cosi via. ART. 2853 cc

Se più persone chiedono contemporaneamente la nota

per ottenere l’iscrizione contro la stessa persona o sugli stessi immobili, alle ipoteche viene

assegnato lo stesso grado . ART. 2854 cc

Di conseguenza,

i crediti con iscrizione ipotecaria dello stesso grado sugli stessi beni concorrono tra loro in

proporzione dell’importo relativo .

Ciò significa che

i creditori interessati ricevono soddisfazione senza alcun ordine di prelazione,

quindi come se fossero chirografari.

CESSIONE DEL GRADO

È possibile anche la ,

e cioè

è possibile che un creditore di grado inferiore possa subentrare,

con il consenso di questi,

nella posizione di chi ha un grado più vantaggioso,

ma nei limiti dell’ammontare per il quale questa ipoteca è stata iscritta

(cd POSTERGAZIONE). 58

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

È questa l’ipotesi prevista dall’art. 1203, co. 1, cc

relativa alla SURROGAZIONE LEGALE IN CASO DI IPOTECA.

In altre parole,

un creditore può surrogarsi ad un altro creditore, pagandogli, con il suo consenso,

il credito che egli vanta nei confronti del debitore comune;

il creditore che ha pagato, anche chirografario, ha diritto di surrogarsi nelle ipoteche che il creditore soddisfatto

aveva acceso nei confronti del debitore comune; ovviamente, la surrogazione avviene non solo nel tipo di garanzia

ma anche nel grado che questa aveva.

Inoltre,

tra creditori di differente grado è anche possibile

SURROGAZIONE DEL CREDITORE PERDENTE

la ART. 2856 cc,

(o surrogazione ipotecaria per evizione), di cui all’

e cioè

se sussistono più ipoteche concesse dal debitore in favore di più creditori e se le stesse hanno per

oggetto una molteplicità di beni,

il creditore che ha più ipoteche di grado anteriore su più beni

può scegliere il bene da espropriare,

cosi i creditori (perdenti) che hanno ipoteche di grado posteriore,

per non essere pregiudicati da una scelta legittima operata dal creditore,

possono trasportare l’ipoteca sui beni non escussi

(non sottoposti a procedura esecutiva)

iscritta a favore del creditore che è già stato soddisfatto ;

ovviamente,

la surrogazione può avvenire nei limiti di valore della prima ipoteca .

Supponiamo che il debitore ha due immobili A e B:

sull’immobile A gravano

un’ipoteca di Tizio iscritta nel 2008 per 100

e una di Sempronio iscritta nel 2010 per 50;

invece, sull’immobile B gravano

un’ipoteca di Tizio iscritta nel 2008 per 100

e una di Caio iscritta nel 2009 per 50;

se Tizio decide di far espropriare l’immobile B che viene venduto per 100, 59

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

Caio non può far valere il suo credito nonostante la sua ipoteca

sia stata iscritta prima (2009) di quella di Sempronio (2010);

quindi, Caio può surrogarsi nell’ipoteca che Tizio aveva sopra l’immobile A.

Il fondamento della surrogazione del creditore perdente va rinvenuto

nell’esigenza di tutelare la possibilità di soddisfacimento dei creditori

con ipoteche meno estese e di grado successivo. può anche accadere

Nella maggior parte dei casi l’ipoteca è costituita su un bene di proprietà del debitore, ma

che il vincolo sia costituito sui beni di un terzo

a garanzia dell’obbligazione assunta dal debitore .

Questa situazione può verificarsi in due casi:

TERZO ACQUIRENTE DI UN BENE IPOTECATO:

o ART. 2858 cc

un terzo che acquista il bene ipotecato ( );

TERZO DATORE DI IPOTECA:

o un terzo ha deciso di costituire ipoteca su un suo bene

ART. 2868 cc

a garanzia di un debito altrui ( );

si tratta di una ipotesi di responsabilità senza debito.

Nel primo caso,

il terzo acquirente di un bene ipotecato

non diviene debitore in seguito all’acquisto,

è esposto comunque all’azione esecutiva del creditore ipotecario

ma .

Difatti,

il diritto del creditore ipotecario prevale nei confronti degli acquisti trascritti successivamente all’iscrizione

d’ipoteca;

quindi, il conflitto tra creditore e terzo acquirente è risolto

sulla base della priorità della domanda di iscrizione o trascrizione. 60

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

ART. 2858 cc

Il terzo acquirente di un bene ipotecato può :

soddisfare le ragioni dei creditori iscritti ;

o rilasciare il bene in favore dei creditori iscritti per l’esecuzione ;

o la scelta dipende dal valore del bene:

se questo è superiore all’ammontare dei crediti,

l’acquirente ovviamente è indotto a soddisfare le ragioni creditorie;

liberare il bene dalle garanzie (cd PURGAZIONE DELLE GARANZIE) mediante una speciale

o procedura

assimilabile ad un procedimento di aggiudicazione anticipata.

Inoltre,

il terzo acquirente:

assume sostanzialmente la stessa posizione del debitore

• ART. 2859 cc

sia nel processo esecutivo sia in merito alle eccezioni opponibili al creditore ( );

fino a che non sia avvenuta la vendita del bene ipotecato,

• può sempre recuperarlo pagando i creditori e tutte le spese di giudizio;

se dopo la vendita è rimasto un residuo del prezzo,

ART. 2863 cc

questo spetta al terzo acquirente ( );

che ha pagato i creditori,

• che ha rilasciato il bene o sopportato l’espropriazione,

ha diritto di essere rimborsato dal suo autore, sia esso venditore o donante;

ha, inoltre, diritto di sostituirsi al creditore soddisfatto

• ART. 2866 cc

nelle ipoteche da lui costituite su altri beni del debitore ( ). 61

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

Ma perché un terzo dovrebbe acquistare un bene ipotecato?

Perché egli paga eventualmente un prezzo esiguo per il bene

accollandosi poi il debito garantito da ipoteca.

Nel secondo caso, ART. 2868 cc

il terzo datore di ipoteca non può invocare

il beneficio della preventiva escussione del debitore,

se il beneficio non è stato convenuto ,

e cioè non può pretendere

che sia escusso preventivamente il patrimonio del debitore principale.

Dunque,

il beneficio della preventiva escussione consiste nell’accordo concluso tra le parti

con cui si stabilisce che il terzo datore di ipoteca non è tenuto a pagare

prima che sia stata esercitata l’azione esecutiva contro il debitore.

Tuttavia,

il terzo datore di ipoteca può evitare la vendita pagando i crediti iscritti.

Non potendo giovare della facoltà di rilascio o della facoltà di purgazione dell’ipoteca prevista a favore del terzo

acquirente, come quest’ultimo, ART. 2871 cc

nel caso in cui abbia pagato o sofferto l’espropriazione del bene ipotecato il terzo datore di

ipoteca:

ha diritto di regresso contro il debitore

 e anche nei confronti degli altri terzi datori

per la loro rispettiva porzione;

ha diritto di surrogazione nelle ipoteche

 costituite dal creditore soddisfatto su altri beni del debitore .

Infine,

il terzo datore di ipoteca può opporre al creditore tutte le eccezioni

che poteva opporre il debitore a norma dell’art. 2859 cc.

Può accadere che il bene ipotecato 62

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

sia di valore maggiore rispetto al credito che garantisce o che il credito diminuisca;

di conseguenza, è possibile ridurre l’ipoteca.

RIDUZIONE DELL’IPOTECA

La ART. 2872 cc

si ha quando

su richiesta degli interessati,

il credito per il quale l’ipoteca è stata iscritta viene diminuito

oppure l’ipoteca viene ristretta su alcuni dei beni inizialmente gravati .

L’ipoteca può essere ristretta anche se ha per oggetto un solo bene

purchè questo abbia parti distinte o tali da poter essere facilmente distinte.

ART. 2875 cc

L’ stabilisce che

si reputa maggior valore del bene ipotecato

quando questo è superiore ad un terzo dell’importo dei crediti iscritti, accresciuti degli interessi .

Tuttavia,

vista l’instabilità del mercato immobiliare,

la determinazione operata dalla norma è ritenuta incongrua.

La riduzione, però, non è ammessa in tutti i casi. ART. 2873, co. 1, cc

Difatti,

non si può procedere alla riduzione

quando la somma è stata determinata per convenzione o per sentenza ;

ART. 2874 cc

tuttavia,

è possibile chiedere la riduzione di ipoteche legali e giudiziali

se i beni oggetto dell’iscrizione hanno un valore superiore ad 1/5

rispetto al dovuto .

ESTINZIONE

Quanto all’ ,

l’ipoteca si estingue:

per cause riguardanti il credito garantito :

 63

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

difatti, il venir meno del credito garantito comporta l’estinzione della garanzia, salvo che le parti non

abbiano convenuto di mantenere in vita l’ipoteca;

per cause riguardanti il rapporto ipotecario ART. 2878 cc

 e cioè:

per cancellazione dell’iscrizione;

­ per mancata rinnovazione dell’iscrizione nel termine ventennale;

­ per l’estinzione dell’obbligazione;

­ per il perimento del bene;

­ per rinuncia operata dal creditore;

­ per scadenza del termine

­ se l’ipoteca è stata concessa per un determinato tempo

o per il verificarsi della condizione risolutiva;

per la pronuncia del provvedimento

­ che trasferisce all’acquirente il diritto espropriato

e ordina la cancellazione delle ipoteche.

Tuttavia,

la dottrina esclude che

tale elencazione di cause di estinzione dell’ipoteca sia tassativa. ART. 2869 cc

L’ipoteca, ma solo quella concessa da chi non è debitore,

si estingue anche per sanzionare il comportamento del creditore

che abbia pregiudicato il diritto di surrogazione del terzo

nei diritti del creditore .

Salva diversa previsione legislativa,

l’iscrizione dell’ipoteca perde efficacia dopo 20 anni dalla sua data .

Tuttavia,

l’estinzione può essere evitata con la RINNOVAZIONE DELL’IPOTECA

prima della decorrenza del termine.

La rinnovazione equivale ad iscrizione di una nuova ipoteca 64

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

con un conseguente nuovo grado.

L’ipoteca non si prescrive ;

di conseguenza,

non si applicano gli istituti della sospensione e dell’interruzione. ART. 2880 cc

Invece,

un termine di prescrizione è previsto a favore del terzo acquirente

nei confronti del quale la garanzia non può essere fatta valere

dopo che siano trascorsi 20 anni dalla trascrizione del titolo di acquisto,

salve le cause di sospensione e di interruzione .

Successivamente all’estinzione,

il proprietario del bene ipotecato può domandare

la CANCELLAZIONE dell’iscrizione ipotecaria.

La cancellazione è una forma di pubblicità

che svolge una funzione opposta a quella dell’iscrizione perché,

con effetto erga omnes, serve a liberare l’immobile dall’ipoteca.

La cancellazione può essere eseguita:

dal conservatore su richiesta delle parti,

→ ART. 2882 cc

corredata dall’atto contenente il consenso del creditore ( );

dalla sentenza passata in giudicato o da altro provvedimento definitivo

→ emesso dalle autorità competenti.

Il creditore che illegittimamente rifiuta il consenso

è tenuto al risarcimento del danno.

c. Situazioni personali di garanzia .

8. FIDEIUSSIONE . FIDEIUSSIONE ART. 1936 cc

è il contratto in base al quale

un terzo, detto fideiussore, si obbliga personalmente verso il creditore

a garantire l’adempimento di un’obbligazione altrui . 65

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

Il codice civile non disciplina espressamente il contratto di fideiussione

ma definisce il fideiussore all’art. 1936 cc.

Il fideiussore è, quindi, un ulteriore debitore che si aggiunge al rapporto obbligatorio e che con il suo patrimonio

rafforza la garanzia del creditore,

il quale in pratica avrà due debitori al posto di uno.

Da questo punto di vista,

la fideiussione è molto simile all’accollo,

ma se ne differenzia per la diversa struttura,

perché nell’accollo l’accordo intercorre tra debitore e terzo che si accolla il debito,

mentre nella fideiussione l’accordo si ha tra creditore e terzo

che intende garantire il credito.

Anche dal punto di vista funzionale la fideiussione si differenzia dall’accollo:

l’accollo di solito si costituisce dopo la nascita dell’obbligazione,

mentre la fideiussione di regola è costituita contemporaneamente al debito

proprio per spingere il creditore a far nascere un rapporto obbligatorio

con il debitore.

La fideiussione è una garanzia di carattere personale

(e non reale come il pegno e l’ipoteca);

difatti, il fideiussore garantisce l’adempimento dell’obbligazione del debitore

senza che siano costituiti particolari diritti sui suoi beni.

La fideiussione può trovare la sua fonte

sia nella legge

→ (come previsto in alcune leggi speciali,

ad esempio nel caso degli immobili da costruire);

sia nella volontà delle parti ,

→ e cioè nell’accordo delle parti che consiste

nell’impegno del fideiussore a garantire l’obbligazione del debitore principale

e nella volontà del creditore di accettare tale garanzia. ART. 1937 cc

La volontà di prestare fideiussione deve essere espressa .

Non sono richieste, quindi, forme solenni,

ma è sufficiente che la volontà sia espressa in modo chiaro ed inequivocabile.

Si tratta, quindi, di un contratto consensuale, a forma libera, 66

LiberaWmwnte Situazioni di garanzia

normalmente gratuito, ed unilaterale,

poiché crea obbligazioni solo a carico di una parte, il fideiussore.

ART. 1938 cc

La fideiussione può essere prestata

anche per un’obbligazione condizionale o futura,

con la previsione, in quest’ultimo caso, dell’importo massimo garantito .

Dunque,

la fideiussione può avere ad oggetto:

un’obbligazione condizionale,

o e cioè sottoposta a condizione sospensiva,

nella quale è quindi incerto se e quando nascerà l’obbligazione;

un’obbligazione futura,

o e cioè ancora non sorta, perché o non è ancora sorto il debito

o non è ancora sorto il rapporto da cui nascerà il debito.

La possibilità di concedere fideiussione anche per crediti condizionati o futuri soddisfa esigenze di celerità dei

traffici giuridici.

Tuttavia,

per evitare che il creditore possa abusare della situazione,

concedendo credito ad un debitore proprio per l’esistenza di una fideiussione,

il legislatore stabilisce che,

in caso di obbligazione futura, deve essere fissato l’importo massimo garantito.

FIDEIUSSIONE OMNIBUS

A questo schema va riportata la ,

ossia

il contratto con cui il fideiussore garantisce tutte le obbligazioni

che il debitore assumerà nei confronti del creditore .

Questo tipo di fideiussione è largamente usata dagli istituti bancari.

In pratica,

il fideiussore garantisce nei confronti della banca

l’adempimento delle operazioni bancarie di qualunque natura

che sono state consentite e verranno consentite in futuro ad un altro soggetto, 67

LiberaWmwnte


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Calabria - Unical
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LiberaWmente17 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Calabria - Unical o del prof Caterini Enrico.

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