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Riassunto esame di diritto privato, prof. Caterini, libro consigliato Manuale di diritto civile, Perlingeri (parte terza, B. situazioni reali di godimento)

Riassunto per l'esame di diritto privato, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato "Manuale di diritto civile" di Perlingeri, riguardante: beni, proprietà, superficie, enfiteusi, usufrutto, uso e abitazione, servitù, comunione, condominio, multiproprietà

Esame di Diritto privato docente Prof. E. Caterini

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ESTRATTO DOCUMENTO

Situazioni reali di godimento

sono modi di acquisto a titolo originario della proprietà

FENOMENO ESPANSIVO DELLA PROPRIETÀ

che riguardano il ,

secondo il quale cose appartenenti a proprietari diversi sono attratte,

per fatto naturale o per opera dell’uomo, in un’unica situazione .

E poiché l’espansione di un diritto di proprietà

corrisponde al restringimento di un altro diritto di proprietà,

il legislatore ha dovuto dettare un principio che

da un lato,

tutelasse l’esclusività del diritto, e da qui l’attrazione delle cose n un’unica situazione,

e dall’altro,

tutelasse la situazione proprietaria destinata a soccombere,

e da qui, di regola,

la previsione di un indennizzo o la possibilità di chiedere la separazione delle cose.

Per stabilire quale bene attrae l’altro,

e quindi a quale proprietario va la proprietà del bene,

il legislatore ricorre al CRITERIO DELLA PREVALENZA,

il quale

risponde alla necessità di salvaguardare tra gli interessi contrapposti

quello più meritevole.

Per cui,

la cosa prevalente, e quindi principale, attrae la cosa secondaria, e quindi accessoria.

ACCESSIONE ART. 934 cc

è un modo di acquisto della proprietà a titolo originario

in base al quale 43

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

appartiene al proprietario del fondo

qualunque piantagione, costruzione o opera

esistente sopra o sotto di esso .

L’espansione della proprietà avviene automaticamente

e senza la necessità di una manifestazione di volontà del soggetto acquirente. Requisito necessario per l'acquisto

della proprietà

è la definitiva incorporazione dell'opera al suolo,

così che il materiale adoperato venga a perdere la propria individualità.

Quindi,

il proprietario del suolo è proprietario anche dei beni, mobili e immobili,

che lì si trovano, perché il suolo attrae tutto ciò che vi è incorporato,

salvo le eccezioni previste dallo stesso art. 934,

che si riferiscono ai casi di:

opere fatte dal proprietario del suolo con materiali non suoi (ART. 935),

→ opere eseguite dal terzo con materiali propri (ART. 936 cc),

→ opere eseguite dal terzo con materiali altrui (ART. 937 cc),

→ accessione invertita (ART. 938 cc).

→ ACCESSIONE INVERTITA

si verifica quando

nella costruzione di un edificio si occupa in buona fede una porzione del fondo attiguo ed il

proprietario di questo non fa opposizione

entro tre mesi dal giorno in cui ebbe inizio la costruzione . 44

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

In tal caso,

l'autorità giudiziaria, tenuto conto delle circostanze,

può attribuire al costruttore la proprietà dell'edificio e del suolo occupato.

Il costruttore è, però, tenuto a pagare al proprietario del suolo

il doppio del valore della superficie occupata, oltre al risarcimento dei danni.

L’accessione invertita opera, dunque, in modo inverso a quello dell'accessione,

e dunque in deroga alla regola generale

secondo cui

qualunque costruzione esistente sopra o sotto il suolo

appartiene al proprietario di questo.

Ora, l’accesso può riguardare attrazioni:

di cose mobili ad immobili il caso dell’art. 934,

o per cui,

appartiene al proprietario del fondo

qualunque piantagione, costruzione o opera

esistente sopra o sotto di esso;

di cose immobili ad immobili ci ò consegue a fatti naturali,

o come l’alluvione e l’avulsione.

L’ALLUVIONE sono unioni di terra e incrementi,

(ART. 941 cc) che si formano successivamente e impercettibilmente nei fondi

posti lungo le rive dei fiumi o torrenti,

i quali appartengono al proprietario del fondo.

AVULSIONE si ha quando un fiume o torrente

(ART. 944 cc) stacca una parte considerevole e riconoscibile di un fondo contiguo

al suo corso e la trasporta verso un fondo inferiore

o verso l'opposta riva.

In questo caso, 45

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

il proprietario del fondo al quale si è unita la parte staccata

ne acquista la proprietà.

Deve però pagare all'altro proprietario un'indennità

nei limiti del maggior valore recato al fondo dall'avulsione.

UNIONE ART. 939, co 1 cc

si verifica quando due cose mobili appartenenti a proprietari diversi

sono state unite in modo da formare un tutto unitario

ma sono separabili senza provocare un notevole deterioramento ,

e quindi, le cose unite non perdono la loro individualità ;

in questo caso, ciascuno conserva la proprietà della cosa sua

e ha diritto di ottenere la separazione .

COMMISTIONE

ART. 939, co.2 cc

si verifica quando due cose mobili appartenenti a proprietari diversi

sono state mescolate in modo da formare un tutto unitario

e non sono separabili senza provocare un notevole deterioramento ,

e quindi, le cose unite non sono più distinguibili;

in questo caso, la proprietà ne diventa comune

in proporzione del valore delle cose spettanti a ciascuno,

ma se una cosa può essere considerata principale rispetto all'altra

o è molto superiore per valore, 46

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

il proprietario della cosa principale o di maggior valore

acquista la proprietà del tutto,

pagando però, all'altro proprietario

il valore della cosa che vi è unita o mescolata .

SPECIFICAZIONE

ART. 940 cc

si ha quando si adoperi della materia altrui per formare una nuova cosa ;

in questo caso, chi ha compiuto l'opera diviene proprietario della cosa

dovendo solo pagare al proprietario della materia il suo valore.

Se, però, il valore della materia

sorpassi notevolmente quello della mano d'opera,

la cosa spetta al proprietario della materia,

il quale deve pagare il prezzo della mano d'opera .

Il codice civile nel caso della specificazione nel bilanciare gli interessi contrapposti

dà rilevanza al valore del lavoro e dei materiali.

3. SUPERFICIE .

In linea di principio,

la proprietà del suolo tende a non essere separata

dalla proprietà di ciò che si costruisce sopra;

tuttavia, DIRITTO DI SUPERFICIE

una deroga a ciò è costituita dal .

L’art. 952 cc dispone che Il proprietario

può costituire il diritto di fare e mantenere al di sopra del suolo una costruzione a favore di

altri, che ne acquista la proprietà .

Del pari può alienare la proprietà della costruzione già esistente, separatamente dalla

proprietà del suolo 47

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

Dunque,

la norma prevede due diverse ipotesi di superficie:

PROPRIETÀ il proprietario attribuisce

SUPERFICIARIA il diritto di costruire sul proprio suolo ad un terzo,

(co. 1) che, una volta terminata l’opera, ne acquista la proprietà;

PROPRIETÀ il proprietario aliena la proprietà di una costruzione

SEPARATA già esistente sul proprio suolo

(co, 2) separatamente dalla proprietà del suolo.

In entrambi le ipotesi,

vi saranno due proprietà diverse,

quella del proprietario del suolo e quella del titolare del diritto di superficie

che ha avuto il diritto di costruire sul suolo del proprietario

o che l’ha acquistato dal proprietario.

Ed è proprio qui che, secondo la giurisprudenza e parte della dottrina,

si rinviene la differenza tra le due ipotesi di superficie;

difatti,

se si acquista il diritto di edificare,

la proprietà sulla costruzione si acquista a titolo originario,

mentre

se si acquista il diritto di proprietà sulla costruzione,

l’acquisto si costituisce a titolo derivato.

ART. 955 cc

Secondo l’ ,

OGGETTO del diritto di superficie sono

le costruzioni al di sopra o al di sotto del suolo;

mentre ART. 956 cc

il diritto di superficie non può essere concesso per le piantagioni ( ).

Il diritto di superficie si COSTITUISCE : 48

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

per contratto, con forma scritta ad substantiam ex. art. 1350 cc

o per testamento

o per usucapione,

o ma in questo caso si discute se sia possibile usucapire il diritto ad edificare, mentre è pacifico che possa

essere usucapita la proprietà superficiaria.

ART. 953 cc

É anche possibile, secondo l’

costituire il DIRITTO DI SUPERFICIE A TEMPO DETERMINATO,

con la conseguenza che alla scadenza del termine

il diritto di superficie si estingue

e il proprietario del suolo diventa proprietario della costruzione.

Potrebbe quindi essere questa una ipotesi di proprietà temporanea,

cioè di proprietà della costruzione che si estingue

alla scadenza del termine del diritto di superficie.

Per quanto riguarda la PRESCRIZIONE,

se si è acquistato un diritto di proprietà, allora il diritto è imprescrittibile,

invece,

se si è acquistato il diritto di edificare, e quindi non immediatamente la proprietà,

e non si edifica nel termine di 20 anni, allora il diritto stesso si prescrive.

Il diritto di superficie si ESTINGUE:

per decorrenza del termine

• per rinuncia del superficiario (art. 1350)

• per consolidazione,

• e cioè per la riunione delle qualità di proprietario e di superficiario, ricompattandosi il diritto di proprietà

in un’unica situazione. 49

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

4. ENFITEUSI . ENFITEUSI

è un diritto reale di godimento che attribuisce al titolare, l’enfiteuta,

il potere di godimento sui frutti del fondo e sulle accessioni,

dietro l’obbligo di migliorare il fondo

e di pagare al proprietario, il cedente, un canone periodico .

L’enfiteusi può essere qualificata come modello di proprietà in senso orizzontale, perché il proprietario si spoglia

del proprio potere di godimento

per attribuirlo all’enfiteuta.

Dunque,

per sottolineare la sostanziale attribuzione dei poteri dl proprietario all’enfiteuta,

la situazione dell’enfiteuta si qualifica come “dominio utile”

e la situazione del proprietario come “dominio diretto”.

L’enfiteusi è un istituto che trova un’applicazione marginale,

a favore di rapporti di tipo diverso, come l’affitto.

Inoltre,

le modifiche apportate dalle leggi speciali

rendono l’enfiteusi un diritto in via di estinzione,

soprattutto se costituto su fondi rustici.

Difatti,

l’enfiteusi può essere costituita anche su fondi urbani; 50

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

in questi casi, è concessa

su un fondo al quale accede un edificio

o su un fondo concesso allo scopo di costruirvi un edificio

(c.d. enfiteusi ad aedificandum).

Ora,

l’enfiteuta: ART. 960 cc

oltre ad avere l’obbligo di migliorare il fondo ( )

 e l’obbligo di pagare al proprietario un canone periodico che può consistere

 in una somma di denaro o in una quantità fissa di prodotti naturali

ART. 960 cc

( ), ART. 959 cc

ha molte delle facoltà che avrebbe il proprietario sul fondo ( )

 non può alienare il fondo oggetto dell’enfiteusi

 ARTT. 965 e 967 cc

può disporre del suo diritto sia per atto tra vivi che per testamento ( );

 ART. 1350 cc

la forma scritta è richiesta a pena di nullità ( )

ART. 968 cc

non può cedere il fondo in subenfiteusi ( )

 può affrancare il fondo in qualsiasi momento.

 AFFRANCAZIONE ART. 971 cc

attribuisce all’enfiteuta un diritto potestativo

all’acquisto a titolo derivato della proprietà del fondo

pagando una somma di denaro

che si ottiene moltiplicando per 15 volte il valore del canone annuo

(c.d. capitalizzazione del fondo).

L’affrancazione segue o ad un accordo tra le parti o a una pronuncia giurisdizionale.

Inoltre,

il legislatore consente l’esercizio dell’affrancazione

anche nel momento immediatamente successivo alla nascita del rapporto

ed indipendentemente dall’effettivo miglioramento del fondo. 51

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

Dall’altro lato, il proprietario cedente:

deve subire l'affrancazione del fondo

 può chiedere la RICOGNIZIONE del proprio diritto

 un anno prima del compimento del ventennio

a chi si trova nel possesso del fondo. ART. 969 cc

La ricognizione è un atto di accertamento del diritto delle parti ( )

ha l’obbligo di RIMBORSO verso l’enfiteuta

 dei miglioramenti e delle addizioni effettuate quando cessa l'enfiteusi,

resta salvo però, se non si reca nocumento al fondo,

ART. 975 cc

il diritto di togliere le eventuali addizioni fatte ( )

può chiedere la DEVOLUZIONE,

 e cioè la liberazione del fondo enfiteutico

se l'enfiteuta deteriora il fondo o non adempie all'obbligo di migliorarlo

ART. 972 cc

o, infine, è in mora nel pagamento di due annualità di canone ( );

la devoluzione è sostanzialmente un’azione di risoluzione,

che tende a tutelare il proprietario di fronte alle inadempienze dell’enfiteuta; essa è estesa anche alle

ipotesi nelle quali

l’enfiteusi ha la sua fonte nell’usucapione o nel testamento.

L’enfiteusi si può COSTITUIRE:

per contratto, da stipularsi in forma scritta

• per usucapione

• per testamento

L’enfiteusi può essere PERPETUA O A TEMPO DETERMINATO;

se è a tempo determinato, non può avere una durata inferiore ai 20 anni

ART. 958 cc

( ).

L’enfiteusi si PRESCRIVE per non uso ventennale. 52

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

Infine,

l’enfiteusi si ESTINGUE:

per prescrizione ventennale

o per rinuncia

o per consolidazione

o (e cioè la riunione in un’unica situazione della proprietà e dell’enfiteusi)

per perimento totale del fondo (ART. 963 cc)

o per espropriazione per pubblico interesse

o per affrancazione

o per devoluzione.

o

5. USUFRUTTO .

Vi è un altro diritto reale 53

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

che limita in maniera quasi completa le facoltà del proprietario sul bene, ossia

USUFRUTTO .

ART. 981 cc

L’ dispone che L’usufruttuario ha diritto di godere della cosa,

ma deve rispettarne la destinazione economica.

Egli può trarre dalla cosa ogni utilità che questa può dare,

fermi i limiti stabiliti in questo capo

Dunque,

l’usufruttuario ha diritto di godere

della cosa del proprietario e di ogni utilità che questa può dare;

tuttavia,

questo diritto incontra dei LIMITI:

il rispetto della destinazione economica della cosa

→ la temporaneità del diritto.

Quanto alla DESTINAZIONE ECONOMICA,

non si possono alterare le caratteristiche

che concorrono ad individuare le finalità economiche del bene

(Es: non si può trasformare un frutteto in un prato; cosi come non si può modificare la destinazione abitativa di un appartamento ad uso

alberghiero).

Quindi,

l’usufrutto svolge una FUNZIONE CONSERVATIVA DEL BENE oggetto del diritto.

Il mancato rispetto della destinazione economica della cosa

fa si che l’usufruttuario commetta un abuso del diritto,

perché destina l’usufrutto ad una funzione diversa

da quella per la quale lo stesso diritto è stato attribuito.

Quanto alla TEMPORANEITÀ DEL DIRITTO,

è ovvio che deve essere cosi perché

se si consentisse un usufrutto perpetuo, il proprietario,

che già ha facoltà totalmente compresse sul proprio bene

tant’è che si parla di “nuda proprietà”,

verrebbe spogliato del tutto della situazione proprietaria. 54

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

Per cui,

il requisito della temporaneità è un requisito essenziale e tipico dell’usufrutto

che non è trasmissibile mortis causa.

Difatti,

ART. 979 cc

l’ dispone che

La durata dell’usufrutto non può eccedere la vita dell’usufruttuario.

L’usufrutto costituito a favore di una persona giuridica

non può durare più di trent’anni.

L’ OGGETTO dell’usufrutto sono:

beni mobili e beni immobili

o crediti e titoli di credito

o aziende

o universalità

o beni immateriali

o

e si estende anche:

alle accessioni della cosa (ART. 983 cc)

• ai miglioramenti apportati (ART. 985 cc)

• alle addizioni apportate, salvo che il proprietario preferisca ritenerle

• (ART. 986 cc).

Di regola,

si deve trattare di BENI INCONSUMABILI;

difatti,

ART. 1001, co. 1, cc

l’ dispone che

L’usufruttuario deve restituire le cose

che formano oggetto del suo diritto al termine dell’usufrutto,

salvo quanto è disposto dall’art. 995 55

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

ART. 995, co. 1 cc

E cioè se L’usufrutto comprende cose consumabili,

l’usufruttario ha diritto di servirsene

e ha l’obbligo di pagarne il valore al termine dell’usufrutto,

secondo la stima convenuta

Si tratta

del cd QUASI USUFRUTTO ,

e cioè l’usufrutto avente ad oggetto COSE CONSUMABILI

che, in quanto tali, diventano necessariamente di proprietà dell’usufruttuario

e, dato che non possono essere restituite,

l’usufruttuario ha l’obbligo di restituire al precedente proprietario

il valore corrispondente o altrettanti beni della specie e quantità ricevuti.

L’usufrutto può avere ad oggetto anche COSE DETERIORABILI, ART. 996 cc

e quindi

cose che si deteriorano nel valore o nella produttività poco a poco,

senza consumarsi ad un tratto;

in questo caso,

l’usufruttuario ha diritto di servirsene secondo l’uso a cui sono destinate

e, alla fine dell’usufrutto, è soltanto tenuto a restituirle nello stato in cui si trovano.

Ora,

l’usufruttuario:

oltre ad avere il generale diritto di godere della cosa,

 cioè di usarla nel modo che riterrà più opportuno,

ma senza mutarne la destinazione economica,

non può vendere la cosa, poiché non ne è proprietario;

 ART. 984 cc

ha il diritto di fare suoi i frutti naturali e civili per tutta la durata del diritto ( );

 può cedere il suo diritto, ma solo se non è vietato dal titolo costitutivo

 ART. 980 cc

( );

può locare il bene o accendervi ipoteca;

 56

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

la locazione perdura anche dopo la cessazione dell'usufrutto

ma solo se stipulata per atto pubblico o per scrittura privata

ART. 999 cc

con data certa anteriore a detta cessazione ( );

deve prendere le cose nello stato in cui si trovano

 e, siccome ha l’obbligo di restituirle,

deve fare l’inventario dei beni e deve prestare idonea garanzia al proprietario (ART. 1002 cc);

ciò non vuole dire però che deve restituire le cose cosi come si trovavano,

ma non vuol dire neppure che può deteriorare i beni

fino a distruggerli o danneggiarli;

difatti, ART. 1001, co. 2 cc

nel godimento della cosa egli deve usare la diligenza del buon padre di famiglia ( );

Inoltre,

sono a carico dell’usufruttuario le spese e gli oneri

 ART. 1004 cc

relativi alla custodia, amministrazione e manutenzione ordinaria della cosa ( );

egli deve provvedere a sostenere tutti i pesi che gravano sul reddito,

 ART. 1008 cc

e ciò perché ha l'effettivo godimento del bene ( ).

Dall’altro lato,

il proprietario:

può alienare la nuda proprietà;

 ART. 988 cc

ha diritto sul tesoro ritrovato nel fondo ( );

 ART. 1005 cc

deve provvedere alle riparazioni straordinarie ( )

 ART. 1009 cc

e pagare le imposte e i pesi che gravano sulla proprietà ( ).

L’usufrutto si COSTITUISCE:

per legge, cd USUFRUTTO LEGALE (es.: ai sensi dell’art. 324 cc i genitori esercenti la responsabilità genitoriale

;

hanno in comune l'usufrutto dei beni del figlio)

volontariamente (per contratto, per negozio unilaterale, per testamento);

ART. 1158 cc

per usucapione ( ) .

Nel caso di USUFRUTTO CONGIUNTIVO,

e cioè di un usufrutto costituito congiuntamente nei confronti di più persone,

è possibile prevedere, 57

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

nell’ipotesi che una di essa muoia prima dell’estinzione del diritto,

la clausola di accrescimento in favore degli altri usufruttuari ART. 678 cc

e fino a quando l’usufrutto non si concentri nell’ultimo sopravvissuto ( );

invece,

dubbi sussistono sul cd USUFRUTTO SUCCESSIVO a titolo oneroso,

e cioè l’usufrutto che passa automaticamente da una persona ad un’altra

in caso di morte di una di esse;

esso è espressamente escluso riguardo agli atti mortis causa e alle donazioni.

L’usufrutto si ESTINGUE:

per scadenza del termine,

• per rinuncia,

• per prescrizione determinata dal non uso protratto per 20 anni,

• per consolidazione,

• per perimento totale, e non parziale, della cosa (ART. 1016 cc),

• per abuso dell’usufruttuario

• conseguente all’alienazione dei beni o al loro deterioramento (ART. 1015 cc).

Dunque,

la previsione dell’abuso sanziona il mancato rispetto dei limiti

ai quali l’usufruttuario deve conformarsi nell’esercizio del suo diritto

e la giurisprudenza rafforza la portata della norma riconoscendo,

a carico dell’usufruttuario, l’obbligo risarcitorio per inadempimento. 58

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

6. USO E ABITAZIONE .

L’uso e l’abitazione sono diritti reali di godimento

che hanno un contenuto analogo all’usufrutto.

Si distinguono rispetto a quest’ultimo dal punto di vista quantitativo,

in quanto i poteri del titolare del diritto di uso e del diritto di abitazione

sono limitati ai propri bisogni e a quelli della sua famiglia.

USO ART. 1021 cc

è un diritto reale limitato di godimento

che attribuisce al suo titolare, l’usuario,

il potere di servirsi di un bene

e, se esso è fruttifero, di raccogliere i frutti,

ma solo limitatamente ai bisogni suoi e della sua famiglia.

ABITAZIONE ART. 1022 cc

è un diritto reale su cosa altrui

consistente nel godimento di una casa con finalità meramente abitative, col limite della

soddisfazione

dei bisogni propri e della propria cerchia familiare. 59

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

L’uso e l’abitazione si COSTITUISCONO:

per usucapione

→ volontariamente (con contratto o testamento)

→ per legge (relativamente al diritto di uso e di abitazione

→ riservato in favore del coniuge superstite).

Essi si ESTINGUONO con la morte del titolare del diritto,

in quanto, trattandosi di diritti personalissimi, hanno carattere temporaneo

e non possono essere ceduti o dati in locazione,

nè possono formare oggetto di disposizione testamentaria.

7. SERVITÙ . SERVITÙ

è un diritto reale di godimento

spettante ad un soggetto quale proprietario di un fondo,

il fondo dominante,

avente ad oggetto un altro fondo, il fondo servente,

il cui proprietario subisce una compressione

della propria facoltà di godimento

in funzione della realizzazione di un’utilità per il fondo dominante .

Difatti,

ART. 1027 cc

l’ dispone che

La servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo

per l’utilità di un altro fondo appartenente ad un diverso proprietario

I PRESUPPOSTI necessari affinchè possa costituirsi una servitù sono:

relazione di servizio tra i fondi

1. vicinitas dei fondi

2. nemini res sua servit

3. 60

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

Tra i due fondi deve sussistere una RELAZIONE DI SERVIZIO,

e cioè

al peso posto a carico del fondo servente deve corrispondere

una utilità derivante dal fondo dominante .

In altre parole,

al vantaggio di un fondo deve corrispondere la restrizione del godimento

a carico dell’altro.

Per cui,

la servitù è diretta a realizzare l’utilizzazione del fondo servente

per il servizio del fondo dominante,

in vista dell’interesse generale all’incremento della produzione.

La VICINITAS sta a significare che

un fondo deve essere abbastanza vicino all’altro

tale da poterne ricavare l’utilità ,

ma non devono essere necessariamente confinanti.

Il NEMINI RES SUA SERVIT richiede che

i fondi appartengano a proprietari diversi , ma non intesi come persone distinte,

intesi come situazioni soggettive diverse

ma .

Difatti,

la relazione di servizio tra i fondi si instaura

non tra fondi materialmente intesi, quali luoghi di esercizio della servitù,

tra le situazioni soggettive

ma

delle quali i fondi costituiscono il punto di riferimento oggettivo.

Cosi se il proprietario di un fondo è anche contitolare dell’altro,

lo stesso soggetto è titolare di due distinte situazioni soggettive,

dell’una è titolare esclusivo e dell’altra è contitolare;

fra queste situazioni è possibile instaurare una servitù.

UTILITÀ

Per quanto riguarda l’ ,

ART. 1028 cc

l’ dispone che L’utilità può consistere anche

nella maggiore comodità o amenità del fondo dominante.

Può del pari essere inerente alla destinazione industriale del fondo 61

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

Il codice dà una nozione ampia di utilità,

identificandola con un qualsiasi vantaggio,

persino nella maggiore comodità o maggiore godibilità del fondo,

sempreché riguardi il fondo e non i singoli proprietari ;

si ammette, inoltre,

la servitù anche a favore di un fondo che abbia destinazione industriale,

e cioè che la servitù possa riguardare anche specifiche necessità dell'industria

posta sul fondo dominate.

La nozione di utilità è stata estesa anche a valori personalistici ,

come nell’ipotesi del passaggio coattivo a favore di un edificio adibito ad uso abitativo, se pur non intercluso,

necessario a garantire l’accesso all’edificio stesso di persone portatrici di handicap.

Inoltre, ART. 1029 cc

cosi come disposto dall’

è anche possibile costituire

servitù per assicurare ad un fondo un vantaggio futuro

una .

Ed in questo caso,

la servitù viene ad esistenza istantaneamente,

esplicando una efficacia reale immediata.

servitù

È anche possibile costituire una

a favore o a carico di un edificio da costruire o un fondo da acquistare ;

ma in questi casi la servitù si costituisce

quando l’edificio è costruito o il fondo acquistato,

esplicando una efficacia reale differita.

Se l’utilità, invece, è prevista a favore di una persona e non di un fondo,

non si ha servitù, ma piuttosto si può costituire una semplice obbligazione personale

(se per, esempio, mi accordo con una persona affinché passi sul mio fondo per andare a pescare,

questo non darà luogo a servitù, ma vi saranno solo effetti obbligatori. Si parla, in questi casi, di "servitù irregolari" proprio perché manca

la caratteristica della predialità). 62

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

Per quanto riguarda il comportamento cui è tenuto il titolare del fondo servente,

Il proprietario del fondo servente non è tenuto a compiere alcun atto per rendere possibile

l’esercizio della servitù da parte del titolare,

salvo che la legge o il titolo disponga altrimenti

ART. 1030 cc

l’ dispone che

È il cd SERVITUS IN FACIENDON CONSISTERE NEQUIT,

e cioè

il comportamento del proprietario del fondo servente consiste

in un sopportare una data attività del proprietario del fondo dominante,

o in un non facere, ossia l’astenersi dal compiere una certa attività;

quindi,

il proprietario del fondo servente non può essere tenuto ad un comportamento attivo, una prestazione di fare può

essere solo oggetto

di un’obbligazione di carattere esterno rispetto a quello di servitù.

Dunque,

il diritto reale di servitù ha caratteristiche particolari

rispetto agli altri diritti reali di godimento.

non può essere ceduto né ipotecato

Rispetto a questi, infatti, ,

proprio perché si risolve in una qualità inseparabile del fondo, 63

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

e nemmeno può essere diviso.

Se, quindi, la proprietà del fondo dominate è frazionata,

la servitù è dovuta a ciascuna porzione, ART. 1071 cc

senza che però si renda più gravosa la condizione del fondo servente ( ).

Le servitù si distinguono secondo il loro manifestarsi .

Si distingue tra: sono quelle cui sono destinate opere,

artificiali (costruzione di un acquedotto)

SERVITÙ o naturali (un sentiero formato dal continuo calpestio)

APPARENTI che devono essere visibili e stabili per il loro esercizio.

Occorre che esista, dunque, una situazione di fatto che inequivocabilmente riveli

l’onore a carico del fondo servente.

SERVITÙ sono quelle in cui manca un’opera visibile

NON APPARENTI (servitù di pascolo o di non edificare)

sono quelle caratterizzate

SERVITÙ dal potere di svolgere un’attività sul fondo servente

POSITIVE a favore della situazione dominante; 64

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

per cui il proprietario del fondo servente deve sopportare l’attività del fondo

dominante

(pascolo, piantare alberi a distanza inferiore a quella legale)

sono quelle caratterizzate

SERVITÙ dalla proibizione a carico della situazione servente

NEGATIVE di compiere atti o comportamenti;

per cui il proprietario del fondo servente

si sostanzia in un non fare (il divieto di sopraelevare )

SERVITÙ sono quelle che, per il loro esercizio,

CONTINUE presuppongono una precedente opera

(nella servitù di acquedotto, affinchè sia possibile il passaggio dell’acqua, è necessaria la

costruzione dell’acquedotto)

SERVITÙ sono quelle che prescindono da eventuali costruzioni

DISCONTINUE e l’esercizio delle quali coincide con il fatto stesso dell’uomo (servitù di passaggio)

Distinguere le varie tipologie di servitù è importante ai fini della PRESCRIZIONE.

Se una servitù è discontinua,

la prescrizione inizia a correre dall'ultima attività eseguita dall'uomo,

se, invece, una servitù è continua,

non vi sarà mai inizio della prescrizione sino a quando l'opera è in attività;

se una servitù è negativa,

non vi sarà mai prescrizione fino a quando il proprietario del fondo servente

si attiene al "non facere",

ma se "fa" ad esempio costruendo quando non poteva,

la prescrizione ventennale inizierà a correre dal momento in cui ha violato l'obbligo. 65

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

Per quanto riguarda i MODI DI COSTITUZIONE della servitù,

ART. 1031 cc

l’ dispone che

Le servitù prediali possono essere costituite

coattivamente o volontariamente .

Possono anche essere costituite

per usucapione o per destinazione del padre di famiglia

Quindi,

bisogna distinguere tra:

SERVITÙ sono quelle che si costituiscono per volontà dei singolo

VOLONTARIE

SERVITÙ sono quelle che si costituiscono per volontà della legge

COATTIVE

ART. 1058 cc

Ai sensi dell’ ,

i modi di costituzione delle servitù volontarie sono:

per contratto,

che deve essere stipulato per iscritto a pena di nullità e deve essere trascritto

per testamento

usucapione e destinazione del padre di famiglia,

ma previste solo per le servitù apparenti.

Inoltre,

se il bene appartiene a più comproprietari c'è bisogno del consenso di tutti

ART. 1059 cc

( ).

La DESTINAZIONE DEL PADRE DI FAMIGLIA

è u modo di acquisto a titolo originario peculiare delle servitù

che si ha quando 66

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

su due fondi, attualmente divisi ma originariamente appartenenti ad un unico titolare, sono state predisposte,

prima della loro divisione,

opere visibili a servizio di una parte del fondo,

in modo da manifestare una inequivocabile relazione di servizio tra i due fondi.

Ora,

se al momento della divisione non vi sono state dichiarazioni relative alla servitù

da parte dell’unico originario titolare,

la servitù nasce automaticamente;

quindi,

la relazione di servizio operata dall’originario titolare dei due fondi,

che è una situazione di fatto si trasforma in una situazione di diritto.

SERVITÙ COATTIVE ART. 1032 cc

sono quelle destinate a soddisfare una necessità del fondo dominante

e non una semplice utilità.

Per la costituzione di una servitù coattiva ne deve essere accertata la sua necessità,

che è determinata dall’impossibilità di realizzare quanto richiesto

in altro modo o con modalità meno pregiudizievoli per il fondo servente.

Per la costituzione è sempre indispensabile: 67

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

un accordo

o sull’indennità dovuta al proprietario del fondo servente e sulle modalità di esercizio tra i titolari delle

situazioni soggettive interessate

oppure una sentenza costitutiva

o

oppure un atto amministrativo che in genere ordina l’espropriazione per pubblica utilità.

o

Le servitù coattive sono tipiche, e quindi solo quelle previste dalla legge,

tra queste:

PASSAGGIO COATTIVO

 che si verifica quando

il fondo è circondato da fondi altrui e non ha uscita sulla via pubblica

ART. 1051 cc

né è possibile procurarla senza eccessivo dispendio o disagio ( ),

oppure

quando il fondo ha un accesso alla via pubblica,

ma questo è inadatto o insufficiente ai bisogni del fondo

ART. 1052 cc

e non può essere ampliato ( ).

Al proprietario del fondo servente è dovuta una indennità

proporzionata al danno cagionato dal passaggio.

ACQUEDOTTO E SCARICO COATTIVO (ARTT. 1033 e ss.)

 per le quali

il proprietario di un fondo ha il diritto di far passare le proprie acque

su fondi altrui, ma solo a determinate condizioni.

ART. 1056 cc

ELETTRODOTTO ( )

 che è costituita per permettere il passaggio sui fondi delle linee elettriche.

L’ESERCIZIO della servitù

è determinato sulla base del titolo e, in mancanza, dalla legge

e comprende ciò che serve a soddisfare i bisogni del fondo dominante

con il minor aggravio per il fondo servente .

Si tratta dell’ESTENSIONE DEL DIRITTO, ossia i cd admiminicula servitutis

ART. 1064 cc,

di cui all’

e cioè

facoltà accessorie necessarie per l’esercizio della servitù

. 68

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

Di regola,

il titolare della situazione soggettiva dominante

non può aggravare oltre i limiti stabiliti dal titolo la situazione soggettiva servente

e il titolare di quest’ultima

non può diminuire l’esercizio del diritto o renderlo più difficile.

La servitù si ESTINGUE per:

confusione

• decorrenza del termine

• rinuncia

• abbandono del fondo servente

• prescrizione determinata da non uso ventennale.

8. COMUNIONE . COMUNIONE ART. 1100 cc

si ha quando la proprietà o altro diritto reale

è nella titolarità di una pluralità di soggetti .

Quindi,

OGGETTO della comunione sono:

+ il diritto di proprietà

+ i diritti reali di godimento su cosa altrui

­ con esclusione dei diritti reali di garanzia.

Quanto alla FORMA,

la comunione può essere:

volontaria, se nasce dall’accordo dei soggetti 69

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

(due amici che insieme comprano una barca)

legale, se nasce dalla legge

incidentale, se nasce da un evento casuale .

(comunione fra più eredi)

Vi sono anche forme speciali di comunione,

che tuttavia prescindono parzialmente dalla disciplina generale

prevista per la comunione ordinaria .

(Es: comunione legale tra coniugi)

Ovviamente,

nella comunione i poteri di godimento sono diversi da quelli che ha l’unico titolare.

Difatti,

la comunione attribuisce a ciascun soggetto la titolarità di una QUOTA sulla quale vanta un

diritto esclusivo

e secondo quanto disposto all’ART. 1101 cc

Le quote dei partecipanti alla comunione si presumono eguali.

Il concorso dei partecipanti,

tanto nei vantaggi quanto nei pesi della comunione,

è in proporzione delle rispettive quote

Quindi,

la quota indica, in relazione agli altri diritti, la partecipazione del soggetto

ai poteri di godimento e di disposizione

e alle spese necessarie per il godimento e per la conservazione della cosa comune

derivanti dall’esercizio della situazione.

In quanto titolare esclusivo della sua quota

ART.

1102 cc

Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune,

purché non ne alteri la destinazione

e non impedisca agli altri partecipanti

di farne parimenti uso secondo il loro diritto

Quindi,

ogni partecipante alla comunione può esercitare il potere di godimento

che normalmente spetta ad ogni titolare di un diritto reale,

ma questo godimento deve misurarsi con il godimento degli altri partecipanti.

Si può, infatti, fare della cosa comune ciò che si ritiene più opportuno: 70

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

ART. 1103 cc

si può disporne cedendola ( ),

ma si può anche migliorare apportando, a proprie spese e a proprio vantaggio,

le modificazioni necessarie per il migliore godimento della cosa.

Tuttavia l'attività del singolo partecipante

non può spingersi sino a mutare la destinazione del bene,

trasformando, ad esempio, un terreno coltivato in un parcheggio.

Per cui sotto questo aspetto la comunione limita

la posizione di godimento del contitolare.

Inoltre, lo

Il partecipante non può estendere il suo diritto sulla cosa comune in danno degli altri

se non compie atti idonei a mutare il titolo del suo possesso

ART. 1102 al co. 2 cc

stesso dispone che

Ciò vuol dire che l'uso della cosa comune

non può far usucapire la quota di uno o più condomini,

a meno che non muti l'atteggiamento del singolo condomino,

che, per esempio, usa il bene come se fosse di sua esclusiva proprietà.

In merito agli ,

OBBLIGHI DEI CONTITOLARI

ART. 1104 cc

l' dispone che

ciascun partecipante deve contribuire nelle spese necessarie

per la conservazione e per il godimento della cosa comune 71

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

e per le altre spese deliberate dalla maggioranza dei comunisti.

Non c'è modo di liberarsi da questi obblighi,

a meno di non rinunziare al proprio diritto.

Il peso della quota è particolarmente rilevante

anche per quanto riguarda l'AMMINISTRAZIONE della cosa comune.

Difatti,

ART. 1105 cc

l' dopo aver ribadito che

tutti i partecipanti

hanno diritto di concorrere nell'amministrazione della cosa comune ,

sulla base di deliberazioni prese dall’assemblea,

impugnabili, a pena di decadenza, entro 30 giorni,

stabilisce le maggioranze necessarie per le deliberazioni relative alla comunione:

per gli atti di ordinaria amministrazione,

 le maggioranze sono calcolate sulla base del valore delle quote ,

nel senso che la maggioranza non è determinata dal numero dei partecipanti,

ma dalla quantità di valore

rappresentata dalle rispettive quote di partecipazione;

per gli atti di straordinaria amministrazione e per le innovazioni,

 è necessaria la maggioranza dei partecipanti 72

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

che rappresenti almeno i 2/3 del valore complessivo

della cosa comune ;

per gli atti di alienazione

 o di costituzione di diritti reali sul fondo comune

e per le locazioni di durata superiore ai 9 anni,

si richiede l’unanimità .

I comunisti possono anche decidere di nominare un amministratore della cosa comune e formare un regolamento

ART. 1106 cc

per l'ordinaria amministrazione e per il miglior godimento della cosa ( ).

Sia le deliberazioni relative alle decisioni sulla cosa comune

sia le deliberazioni relative alle nomina dell'amministratore e al regolamento

possono essere impugnate davanti alla autorità giudiziaria.

Quanto allo SCIOGLIMENTO,

la comunione si scioglie con la divisione .

ART. 1111 cc

Secondo l'

ciascuno dei partecipanti

può sempre domandare lo scioglimento della comunione .

Se, quindi, uno dei partecipanti decide di sciogliere la comunione,

gli altri non possono impedirlo.

Il diritto alla divisione si configura, quindi, come vero e proprio diritto potestativo proprio perché gli altri

comunisti non possono far altro che subire la decisione presa.

Per evitare, però, che la comunione sia sciolta poco dopo la sua costituzione,

i comunisti possono stipulare un patto

per rimanere in comunione per un tempo determinato.

Tale patto, tuttavia, non può avere durata superiore a dieci anni;

nel caso sia stato stipulato per un periodo superiore non sarà invalido,

ma il termine originariamente stabilito si riduce a dieci anni.

Deciso di sciogliere la comunione si dovrà procedere alla DIVISIONE della cosa,

che può essere convenzionale, e cioè fatta d’accordi tra i partecipanti,

o può essere giudiziale, e quindi stabilita dal giudice.

Ora se il bene è divisibile, 73

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

ciascun condividente diventa titolare esclusivo del diritto

sulla parte del bene che gli è stata assegnata; e questo ha efficacia retroattiva;

invece,

se la cosa è indivisibile,

i contitolari possono alienare il bene

e dividere il ricavato in proporzione alle relative quote.

9. CONDOMINIO NEGLI EDIFICI .

CONDOMINIO NEGLI EDIFICI

è una particolare forma di comunione forzata

caratterizzata dalla coesistenza in un edificio

di parti di proprietà esclusiva dei singoli condomini

e di parti di proprietà comuni a tutti i condomini,

che sono individuate dall’art. 1117 cc e dal titolo del cc.

La particolarità di tale figura è che il singolo condomino,

oltre ad essere l’esclusivo proprietario della propria parte (es: appartamento),

è anche e necessariamente comproprietario delle parti comuni.

E questa proprietà esclusiva e la contitolarità

sono finalizzate alla coabitazione in uno stesso edificio di più persone;

di conseguenza,

il rapporto condominiale è funzionalmente diretto

a realizzare gli interessi dei conviventi.

Le parti di proprietà comuni sono legate

alle parti dell’edificio di proprietà esclusiva dei singoli condomini

da un rapporto necessario di accessorietà ;

i condomini non possono rinunciare al diritto sulle parti comuni

tant’è che

ART. 1118, co. 2 cc

( ).

Per tali caratteristiche, 74

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

il condominio è configurato come una particolare forma di comunione forzosa. ART. 1118, co. 1, cc

I diritti sulle parti comuni di ciascun condomino sono proporzionati

al valore del piano o porzione di piano che gli appartiene ,

salvo che il titolo non disponga diversamente.

Quindi,

il diritto del condomino sulle parti comuni è commisurato

al valore della proprietà esclusiva,

di regola rapportato a millesimi nelle cd tabelle millesimali. ART. 1119 cc

Le parti comuni dell’edificio non sono divisibili,

a meno che

la divisione possa farsi senza rendere più incomodo l’uso della cosa

a ciascun condomino .

Quindi,

è possibili la divisione di una parte comune con il consenso di tutti i condomini

e quando ciò possa farsi senza arrecare pregiudizio ai condomini;

ciò viene valutato comparando le utilità che i singoli traggono dalle parti comuni

e le utilità che ricaverebbero da un’eventuale divisione.

Non solo i diritti sulle parti comuni, ma anche ART. 1123 cc

le spese necessarie

per la conservazione e il godimento delle parti comuni dell’edificio,

per la prestazione dei servizi nell’interesse comune 75

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza

sono sostenute dai condomini

in maniera proporzionale al valore della proprietà esclusiva di ciascuno, salvo diversa convenzione .

Ora,

la quota di ciascun condomino per le spese necessarie

varia, diversamente dalla comunione, a seconda della destinazione del servizio:

se le parti comuni servono tutti allo stesso modo,

→ allora ciascun condomino contribuisce alle spese

in modo proporzionale al valore della proprietà esclusiva

( );

Es: facciata dell’edificio

invece se le parti comuni servono in maniera diversa,

→ allora le spese sono ripartite in proporzione all’uso che ciascuno può farne

( ).

Es: il servizio di riscaldamento

Gli ORGANI del condominio sono:

AMMINISTRATORE,

o che è l’organo esecutivo del condominio che,

nei limiti dei poteri e delle attribuzioni

fissati nell’ ART. 1130 cc e anche nel regolamento condominiale,

rappresenta i condomini sia in giudizio che nei confronti dei terzi

(ART. 1131 cc);

ASSEMBLEA,

o che è l’organo deliberante del condominio,

del quale ne rappresenta la volontà all’esterno,

a seguito dell’adozione delle decisioni collegiali.

Le delibere dell’Assemblea vincolano i condomini ,

anche quelli assenti o dissenzienti, sulla base del principio maggioritario.

Le delibere sono approvate con maggioranze diverse

che dipendono dall’oggetto delle stesse;

tuttavia,

in linea di principio, 76

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

le delibere condominiali sono approvate con la maggioranza dei presenti che rappresentino almeno

la metà del valore dell’edificio .

Le delibere dell’Assemblea sono impugnabili, sotto pena di decadenza, entro 30 giorni. ART. 1138 cc

Quando in un condominio il numero dei proprietari esclusivi è più di 10

è obbligatorio redigere un REGOLAMENTO CONDOMINIALE,

che disciplini l’uso delle cose comuni, la ripartizione delle spese

e l’amministrazione ;

al contrario,

se i condomini sono meno di 10,

la formazione di un regolamento condominiale è facoltativo,

e può essere deliberato dall’assemblea dei condomini.

Il regolamento condominiale,

nel disciplinare la gestione delle parti comuni dell’edificio, incontra due LIMITI:

le disposizioni del codice civile cui non può derogare, elencate dal co. 4 dell’ART. 1138, ed i diritti di ciascun

condomino sul proprio appartamento.

Sotto il profilo della fonte, si distingue tra:

REGOLAMENTO ESTERNO,

 che è il regolamento predisposto dall’originario proprietario dell’edificio

(il costruttore) e che è allegato ai contratti di acquisto di proprietà esclusiva da parte dei condomini;

si tratta di un regolamento contrattuale,

in quanto accettato da ciascun condomino,

e come tale, può limitare i diritti di quest’ultimo

come proprietario esclusivo dell’unità immobiliare

( ivo);

ad es. si stabilisce che l’appartamento non possa avere una destinazione diversa da quello ad uso abitat

il regolamento esterno può essere modificato

soltanto con il consenso di tutti i condomini;

REGOLAMENTO INTERNO,

 che è il regolamento assembleare che è adottato, e può essere modificato, dall’assemblea dei condomini a

maggioranza.

Infine,

quando più edifici hanno tra loro in comune una serie di opere 77

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

staccate dalle singole costruzioni ma destinate a servizio di ciascuna di esse,

si ha il cd SUPERCONDOMINIO.

In pratica,

è un condominio formato da più edifici e da parti comuni ad essi

(le strade di accesso, il parcheggio, i prati).

Al supercondominio

si applicano le norme sulla comunione per quanto riguarda le parti e i servizi comuni

e le norme sul condominio per quanto riguarda l’organizzazione interne

dei singoli fabbricati.

10. MULTIPROPRIET À . MULTIPROPRIETÀ

è un diritto di godimento a contenuto reale 78

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

esercitabile distintamente da una pluralità di soggetti

su un medesimo bene,

in un predeterminato periodo dell’anno,

contro il pagamento di un prezzo.

Si hanno tre forme di multiproprietà:

Multiproprietà immobiliare

1. Multiproprietà alberghiera

2. Multiproprietà azionaria.

3.

La MULTIPROPRIETÀ IMMOBILIARE ha ad oggetto un bene immobile

e si caratterizza per l’esistenza di una comunione sul bene

e per il godimento esclusivo da parte di ciascuno sul bene comune,

esercitabile per ognuno in periodi predeterminati.

Di conseguenza,

nella multiproprietà immobiliare confluiscono

i vincoli previsti per la comunione e il limite all’esercizio del potere di godimento indicato nello spazio temporale

coincidente con il proprio turno.

Di regola,

il rapporto multiproprietario si regge sulla base di un regolamento,

predisposto dal promotore e accettato

attraverso gli atti di acquisto delle singole quote di godimento della multiproprietà.

Nel regolamento si disciplina

l’uso delle parti e dei servizio comuni, reputati in condominio,

e la partecipazione alle relative spese.

La MULTIPROPRIETÀ ALBERGHIERA è caratterizzata

dalla comproprietà del complesso alberghiero da parte di ciascuno,

riservandosi il diritto di godere a turno di una unità abitativa

in un determinato periodo dell’anno

e servendosi delle strutture alberghiere

normalmente affidate in gestione ad una società.

La MULTIPROPRIETÀ AZIONARIA si caratterizza per il fatto che

il complesso immobiliare è di una società per azioni 79

LiberaWmente Situazioni reali di godimento

che cede ai multiproprietari una quota di azioni

determinata sulla base dei periodi di godimento dell’unità abitativa.

Data la varietà dei modelli di multiproprietà

risulta difficile stabilirne la NATURA GIURIDICA.

Neppure il legislatore comunitario, nell’emanare la Direttiva su tale diritto,

ha affrontato il problema della natura giuridica della multiproprietà,

consapevole delle differenze esistenti nei vari Paesi membri

in ordine alla configurazione del diritto.

L’UE è solo intervenuta allo scopo di tutelare

colui che acquista i beni in multiproprietà, ossia il consumatore.

L’ordinamento giuridico italiano ha recepito la Direttiva Europea

trasportandone il contenuto nel Codice del Consumo agli att. 69 e ss.

Dunque,

il legislatore, più che regolare dettagliatamente la materia,

si è limitato a prevedere una serie di disposizioni a tutela dell’acquirente.

Per quanto riguarda le TRATTATIVE,

il venditore è obbligato a fornire, mediante un documento, all’acquirente

una serie di informazioni:

sulla sua identità

o sul diritto oggetto del contratto

o sulla descrizione e sulla situazione urbanistica del bene

o sulle strutture comuni

o sulle norme applicabili in materia di manutenzione e riparazione dell’immobile

o sui costi di esercizio.

o

Per il CONTRATTO è prevista la forma scritta

e deve contenere:

le indicazioni dell’acquirente

 il periodo di tempo durante il quale può essere esercitato il diritto

 gli oneri a carico dell’acquirente

 tutte le informazioni sul venditore.

Inoltre,

è previsto il DIRITTO DI RECESSO per l’acquirente,

esercitabile entro 14 giorni dalla conclusione del contratto,

senza pagamento di alcuna penalità o alcuna spesa.

Dall’altro lato, 80

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in giurisprudenza
SSD:
Università: Calabria - Unical
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LiberaWmente17 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Calabria - Unical o del prof Caterini Enrico.

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