MERCANTI D'AURA
L'arte contemporanea: in Europa → dalle avanguardie storiche del primo Novecento; negli USA →
arte dell'immediato secondo dopoguerra, New York diventa la capitale mondiale dell'arte al posto
di Parigi. La scena dell'arte è oggi globale.
Biennale → show in cui viene presentato ciò che di importante è accaduto nell'arte mondiale negli
ultimi 2 anni, con l’aggiunta di qualche mostra retrospettiva. Le opere sono di natura eterogenea:
pitture, sculture, installazioni, fotografie, video. Il catalogo ci aiuta nell'orientamento: è la mappa e
la documentazione di quello che si sta vedendo e ci comunica le intenzioni del curatore attraverso
i loro commenti critici. Il catalogo sarà ciò che resta della Biennale, a dimostrazione che l'arte
esiste perché è incorniciata intellettualmente. La mostra è l'invenzione del curatore e della sua
funzione creatrice e trova dunque il suo senso finale in questo discorso creatore.
L’arte esiste perché è incorniciata intellettualmente e trova il suo senso in un discorso creatore. La
funzione discorsiva è ciò che realizza l’arte in ogni momento del suo farsi, è presente prima,
durante, dopo l’atto artistico. Il discorso che ha reso possibile il lavoro artistico alla fine nega se
stesso in un loop logico.
Quali sono le logiche discorsive che governano il mondo dell'arte?
Logiche → insieme di cornici o criteri cognitivi e sociali grazie ai quali qualcosa diviene o è fatta
arte. L’opera d’arte di per sé non esiste, esiste grazie a chi la produce. A fare dell'arte quello che è
non sono tanto i suoi prodotti, quanto le sue cornici. Es.: Andy Warhol -art maker a 360'- è il tipo
ideale artistico nella cultura contemporanea. In gioventù era un apprezzato disegnatore
pubblicitario. E' stato l'incontro con Castelli (il più importante gallerista americano dell'epoca) a
farlo diventare artista contemporaneo, reincorniciando la sua attività.
Aura → insieme delle cornici sociali e cognitive che fanno dell'arte quello che è. Benjamin in un
suo saggio la definisce come l'alone di unicità che avvolge qualsiasi opera d'arte e quindi anche
quelle contemporanee. Proprio per le loro tendenze all`intellettualizzazione, molte opere d'arte
contemporanee consistono solo dell'aura di cui sono avvolte -> l’arte contemporanea senza arte
non è. L’aurizzazione rende l’oggetto un’opera d’arte (v. orinatoio se fosse senza contesto sarebbe
solo un oggetto comune), al contrario di quanto pensava Benjamin sulla progressiva sparizione
dell'aura dovuta alla fotografia e al cinema. Aura decisiva per l'arte contemporanea →
performance dell'artista Orlan, è chirurgia estetica incorniciata come opera d`arte. Sarà il circuito
dell'arte a confermarne la natura artistica. Questa logica rende molto più probabili le
contraffazioni e le beffe: si può spacciare un'opera realizzata da qualcuno come opera d'arte
falsificandone le circostanze, le cornici, non l'opera. Si tratta di cornici che operano all'esterno→
presupposti di tipo sociale (il mercato e i suoi attori, musei, esposizioni, riviste, saggi, cataloghi) e
all'interno → una traccia d'opera ci dev'essere sempre, anche se l'opera è smaterializzata,
concettuale.
Affinché un'opera d'arte esista ci vogliono 2 requisiti: qualcosa di creato e un incorniciamento
efficace. Pur riconoscendo l'esistenza di criteri estetici dominanti nella cultura di un certo periodo,
ciò che fa l'opera d`arte non è l'atto artistico né tanto meno i criteri estetici, ma la sua
corrispondenza a sistemi di convenzioni e logiche. Allo stesso modo, a decidere della distinzione
tra arte alta e popolare sono fattori sociali e storici, non necessariamente tecnici ed estetici →
relativizzazione del Kitsch: è ciò che è socialmente definito tale e quindi storicamente relativo (in
altri tempi e in altri luoghi il kitsch può essere valutato come opera vera).
Oggi l'arte include necessariamente una riflessione su se stessa, ma non è necessario che questa
riflessione venga scritta, nonostante la tendenza intellettualistica (molti documenti elaborati dagli
artisti) dell'arte contemporanea. E' l'opera stessa che produce un tipo di pensiero su se stessa e sul
mondo.
L'arte contemporanea si discosta dalla percezione assai diffusa di opera d'arte come qualcosa di
riconoscibile in base a criteri storici (idee di realtà, figura, paesaggio che permettono di giudicare
l'opera in base alle sue caratteristiche compositive, cromatiche).
Che senso attribuire a queste forme d'arte?
- significato provocatorio e comunicativo → L’arte contemporanea vuole suscitare reazioni nel
pubblico: classico esempio l’installazione di Cattelan (fantocci di bambini appesi ad un albero)
ha suscitato un vespaio e l'indignazione del sig. De Bernando trasformandola in una
performance interattiva Cattelan-De Bernardo. La meta-arte nasce col caso del ready-made di
Duchamp (Fontana 1917). Passato alla storia come forma di appropriazione artistica, si deve
invece leggere come vera e propria beffa (la firma Richard Mutt era una presa in giro
dell'ambiente artistico newyorkese) e fu la presa in giro, più che l'accusa di plagio o
immoralità, a causarne il rifiuto. L'operazione di Duchamp (cioè: trasformazione di un
manufatto in oggetto artistico; definizione pubblica da parte dell'artista mediante invio
dell'oggetto ad una mostra; promozione dell'oggetto come opera d'arte su riviste e scritti
dell'artista) è la messinscena di una strategia di comunicazione e metacomunicazione e la
proposta di se stesso come meta-artista: è sia atto comunicativo di creazione artistica, sia una
presa in giro dell'atto creativo e quindi dell'arte in senso lato. La beffa di Duchamp ha dato vita
a un classico dell'arte contemporanea (vedi Boronali) e l'Orinatoio è la matrice dell'arte
contemporanea.
- superamento delle categorie estetiche e della separazione tra arte e realtà e della differenza
tra brutto e bello → con il ready-made l'arte sposta l'obiettivo dalla forma del linguaggio a
quanto viene detto: l'arte deve essere il superamento di se stessa, come anti-arte → idea
paradossale (double-bind) in quanto comporta che l`arte neghi se stessa restando tale.
L'artista mette in scena il superamento di quello che fa: è un processo di distrazione del
pubblico dall'opera: "non guardate quello che faccio perché non lo sto facendo". L'arte
contemporanea attraverso se stessa vuol produrre soprattutto un'idea di se stessa. L'opera di
Duchamp è l'espediente per comunicare l'idea della negazione del bello e perfino dell'arte. A
distinguere l'arte classica da quella contemporanea è l'impossibilità di quest'ultima di
prescindere dal discorso su se stessa (che può essere intenzionale ed esplicito -caso Duchamp-
o generato dalla critica -caso Warhol.). Duchamp e le altre avanguardie portano avanti il
messaggio che l’arte deve superare sè stessa rimanendo tale (unartist): deve quindi essere la
produzione di qualcosa e la sua iscrizione in una cornice che lo neghi e lo trascendi: a
differenza delle arti classiche, l’arte contemporanea non può esistere senza il discorso su se
stessa, sia fatto di proposito (ready made) sia non teorizzato (detersivo Andy Warhol). La
ciclicità del mercato artistico rende però impossibile tracciare la mappa dell'evoluzione del
discorso artistico.
discorso artistico come:
● superamento all’interno di un genere: es Picasso nel primo 900 passa dall’arte figurativa al
cubismo. Rimane nello stesso genere pur cambiando; il suo discorso non oltrepassa la
cornice della pittura e dell’arte.
● superamento dei singoli generi: (dei generi tradizionali). Opera come unione di pittura,
scultura, installazione..
● superamento dell’arte: si discute l’opera come manufatto: performance,azioni… L’opera è
l’artista e quello che fa.
Nel giro di pochi decenni c’è stato uno sovvertimento dei valori e delle norme dell'arte → rottura
delle avanguardie del primo Novecento, anticipata dalla trasformazione del tardo Ottocento
(rifiuto del naturalismo e superamento della figuratività fino all'astrattismo. I critici classici non
considerano arte ciò che è stato dalle Avanguardie in poi.
Ci può essere continuità logica tra arte contemporanea e il passato?
teoria: - istituzionale: è arte tutto ciò che il mondo dell’arte definisce tale, indipendentemente da
criteri e pregiudizi sociali ed estetici.
-sociologica: arte è questione di convenzioni stipulate dai diversi attori del mondo dell’arte.
Uno dei cambiamenti fondamentali è l'uscita dalla convenzione dell'identificazion
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