Analisi e gestione dei rischi degli intermediari creditizi
Informazioni sul corso
Prof. Paola Leone
Inizio corso: 01-03-2017
Orario corso:
- Martedì 18-20 Aula 9
- Mercoledì 18-20 Aula 9
- Giovedì 14-16 Aula 9
Programma del corso
- Capital adequacy, funzione del capitale nelle banche e configurazioni, regolamentazione e Basilea
- Tassonomia dei rischi degli intermediari finanziari
- Il processo ICAAP e lo SREP
- Il rischio di cambio
- Il rischio di mercato
- Il rischio di tasso di interesse del portafoglio di banking
- Introduzione agli strumenti derivati
- Rischi operativi, liquidità, strategici e reputazionali
- Gestione del capitale e creazione di valore
- Sistema dei controlli interni (cenni)
Modalità d'esame
Esame orale senza prove intermedie.
Introduzione
Tema della crisi, con il "fallimento" di 4 banche: Cari Chieti, Ferrara, Marche, e Banca Etruria, alla quale si aggiunge la drammatica situazione di MPS. Il tema della crisi di queste banche porta attenzione sui rischi che si sono configurati su queste banche che ha determinato la situazione odierna. Il tema che noi affrontiamo dunque è di grande attualità, in continua evoluzione. Parlare di rischi parla di identificazione, misurazione, gestione, controllo. Parliamo di aziende e banche che gestiscono il rischio. Banche = Azienda. Banca dev'essere solvibile.
Cause che hanno determinato insolvenza o disequilibrio, in cosa sono identificate? In primis c'è il modello di business, differenza OTD con OTH. Banca italiana retail, raccoglie dai piccoli risparmiatori ed eroga finanziamenti. 70-80% del passivo sono raccolta sotto forma di depositi ed il 70-80% di asset sono prestiti. Banca retail svolge la tipica funzione di allocazione delle risorse finanziarie, funzione di intermediazione o anche detta funzione creditizia, alla quale segue la funzione trasformazione, mismatching scadenze e ammontare tra passivo e attivo.
Banca retail che svolge anche l'importantissima funzione monetaria, la quale è tipica dell'erogazione del credito —> moltiplicazione dei depositi e del credito. Depositi = Debiti di funzionamento —> funzione monetaria. Debiti di finanziamento non c'entrano con funzione monetaria (obbligazioni). Depositi —> debiti di funzionamento, non di finanziamento, hanno trattamento diverso nell'ambito dell'individuazione del leverage massimo che l'impresa può configurare.
Crisi si è verificata perché c'era un leverage alto del sistema bancario, delle imprese e dei risparmiatori ed uno del settore pubblico. (Tutti contemporaneamente sottocapitalizzati ed eccessivamente indebitati). Crisi nasce dai salsicciotti, CDO, prodotti strutturati con all'interno obbligazioni ipotecarie.
Per i debiti di finanziamento, esiste una dimensione di indebitamento massima, che ottimizza, attraverso la composizione della struttura finanziaria, le condizioni di equilibrio economico e patrimoniale della banca? Esiste una misura massima dell'indebitamento del sistema bancario?
Tornando al concetto di esposizione massima, di leverage, cosa succede? La banca si indebita a costo zero, si finanzia a costo zero, tassi raccolta a zero. Debito bancario, deposito in conto corrente non costa per la banca. Qual è la relazione tra debito bancario e patrimonio? A cosa serve il patrimonio? A queste domande cercheremo di dare una risposta durante la prima parte del corso.
Non c'è incentivo a ridurre il leverage e la teoria della struttura finanziaria ottimale non è applicabile in caso di debito di funzionamento (depositi, materia prima del processo produttivo). La teoria della struttura finanziaria ottimale, che minimizza il costo medio del capitale e massimizza il valore dell'azienda vale solo per il debito di finanziamento.
Il capitale serve a coprire la perdita ma soprattutto per via del rischio di credito. Per i depositi c'è il rischio di liquidità, le riserve di liquidità.
Funzioni del patrimonio in banca
- Garanzia per assorbimento dei rischi della banca: Patrimonio mi serve per conseguire condizioni di solvibilità.
- Acquistando patrimonio divento socio della banca, mi accollo rischio d'impresa, voglio esercitare la governance mediante l'acquisto dell'equity (esercito mediante l'acquisizione di diritti, patrimoniali e amministrativi).
- Capitale sotto 8 milioni di euro non posso esercitare attività bancaria.
- Patrimonio mi serve per poter effettuare cosa? Grandezza vincolante per la realizzazione di obiettivi strategici.
- Il Patrimonio da quale rischio deve coprirmi? Variazione inattese del valore che potrebbe manifestarsi sull'esposizione che ho.
Un altro aspetto d'analisi relativo a questa prima parte del corso riguarda l'affrontare la questione sulle diverse definizioni di patrimonio:
- Patrimonio contabile
- Patrimonio per la vigilanza
- Patrimonio di mercato
Ad ogni nozione c'è un'accezione qualitativa e quantitativa diversa. Ciò ci porterà ad affrontare il patrimonio e la sua composizione tenendo presente sia un punto di vista contabile - aziendale e sia dal punto di vista del regolatore (autorità di vigilanza).
E per i rischi? Per identificare il rischio devo analizzare lo strumento finanziario. Rischio di credito, rischio di mercato, rischio del banking book (portafoglio). Per affrontare i rischi dobbiamo imparare a misurarli.
Introduzione slide
Come affermato sia dal mondo accademico che dal mondo finanziario, il business della banca è la gestione del rischio. Tali rischi influenzano l'entità e la variabilità dei risultati economici attesi e del valore economico del patrimonio netto. È necessario pertanto individuare tali rischi, misurarli e gestirli in modo tale da ottimizzare la performance aziendale sulla base del profilo rischio/rendimento prescelto.
Questo nuovo modello di 'fare banca' focalizzato sui rischi ha prodotto lo sviluppo di nuove competenze, l'introduzione di nuove strutture organizzative, l'adozione e la progettazione di nuovi processi gestionali ed amministrativi (creazione di comitati di ALM, introduzione di apposite unità di RM, ridefinizione dei compiti del controllo di gestione...), ma ha soprattutto portato a definire in maniera chiara quale sia il ruolo del capitale all'interno delle istituzioni finanziarie.
Un secondo carattere distintivo delle istituzioni finanziarie rispetto alle aziende industriali è rappresentato dal ruolo che gioca il livello di indebitamento. In tali imprese, il valore per gli azionisti viene generalmente creato mediante i processi di core business ottimizzando la struttura finanziaria in relazione ai volumi gestiti. Quantità aggiuntive di capitale di debito vengono raccolte a costi sempre crescenti fino a diventare più costose dello stesso patrimonio per effetto dell'incremento del leverage. Tale meccanismo porta alla definizione di una struttura finanziaria ottimale che minimizza il costo medio del capitale e massimizza il valore dell'azienda.
In una banca:
- Il capitale di debito non rappresenta capitale di finanziamento ma capitale di funzionamento (materia prima del processo produttivo);
- È possibile raccogliere qualsiasi ammontare desiderato a costi comunque inferiori al costo del capitale proprio.
Pertanto, non c'è nessun incentivo a ridurre il livello di leverage e la teoria della struttura finanziaria ottimale non è applicabile.
Questo tipo di banca definita utility banking (banca commerciale) viene distinta con il Glass-Steagall Act del 1933 dalla banca di investimento; utility banking raccoglie a vista e finanzia prestiti a differenza della banca di investimento che raccoglie a lungo termine; ha un proprio portafoglio titoli e servizi di corporate finance offerti alle imprese.
Utility banking è una banca che opera in un mercato efficiente, in cui la struttura finanziaria è irrilevante e il suo ruolo è di creazione di depositi e di trasmissione della politica monetaria.
In un contesto caratterizzato da asimmetrie informative e da uno scudo finanziario:
- Le imprese prediligono il ricorso al capitale di debito, con un aumento del leverage.
- La minore incidenza di capitale proprio aumenta il saggio di reddito dell'equity, ma incrementa i rischi di liquidità e il costo dei dissesti bancari.
- Le diverse informazioni che dispongono i depositanti si riflettono in maniera diversa sulle aspettative della crisi finanziaria.
- A livello di istituzioni pubbliche, per evitare l'instabilità del sistema, si attivano strumenti di natura diversa:
- L'assicurazione dei depositi
- Il rafforzamento del patrimonio da parte delle banche in relazione alla tipologia dei rischi
Rischi - Lezione 02-03-2017
Ieri abbiamo introdotto alcuni concetti, vediamo ora di riprendere il tema dandogli una certa sistematizzazione così da chiarirne i concetti stessi. Noi ci siamo soffermati sulla funzione del capitale e ci siamo concentrati sulla rilevanza di questa grandezza e abbiamo declinato diverse funzioni fondamentali:
- Capitale – Concetto di solvibilità della banca: quindi il capitale è la dimensione attraverso la quale la banca persegue le sue finalità di vitalità nel tempo, mediante le quali riesce a sopravvivere sul mercato nel tempo; il capitale che deve essere quindi adeguato rispetto ai rischi che la banca va ad assumersi in base all'attività svolta, il cui dimensionamento deve soggiacere ad un perimetro normativo così come viene stabilito dal regolatore.
- Capitale - Governance dell'impresa: La proprietà è importante in una realtà importantissima all'interno di una realtà complessa come quella bancaria. Abbiamo anche accennato che la proprietà si divide in maniera diversa a seconda del modello istituzionale-giuridico. All'interno della SPA la proprietà si esercita in modo diverso relativamente al fatto che il mercato è caratterizzato dalla presenza di Public Company (Società per azioni la cui proprietà è raggruppata fra molti piccoli azionisti, mentre le funzioni di controllo e d'indirizzo sono demandate al management) o di società con proprietà caratterizzate da un "nocciolo duro". Le Public Company, tipiche dei mercati anglosassoni, consentono la possibilità di scalare la proprietà sul mercato, la quale proprietà è scalabile con l'OPA o con le scalate ostili. Il nocciolo duro, tipico del passato, rappresenta una concentrazione in termini di quota di capitale nelle mani di pochi soci che consente di determinare ed esercitare la governance della banca. Modello che è stato un modello di governance particolarmente rilevante in Italia.
In realtà, sempre con riferimento a ciò che abbiamo detto ieri, l'attenzione deve essere su quelli che sono gli aspetti della struttura finanziaria e la redditività. Ieri abbiamo parlato non a caso sulla funzione produttiva della banca, sull'identificazione degli input ed output che incidono e definiscono le condizioni di equilibrio finanziario e reddituale.
Facciamo un passo indietro: tale passo indietro riguarda la teoria di Modigliani Miller, che ha condizionato per molto tempo la relazione tra equilibrio reddituale ed equilibrio finanziario, perché nell'ipotesi sottesa di mercati efficienti, perfettamente concorrenziali, si è giunti alla conclusione che la struttura finanziaria era ininfluente sul valore dell'azienda. La condizione di efficienza del mercato veniva rinvenuta nella neutralità della tassazione, dell'informazione omogenea disponibile presso tutti i soggetti, ed in altre ipotesi che hanno inciso su questa teoria e che sono riconducibili alle considerazioni alle quali giungono i due studiosi. (Mercato dei capitali detto non frizionale)—>Parliamo del teorema dell'irrilevanza della struttura del capitale, secondo il quale il modo in cui una società si finanziaria, vuoi con debito vuoi con il mercato, non ha effetto sul valore dell'azienda.
Noi ci soffermiamo sulla neutralità fiscale, perché l'assurdità di questa teoria è data dal fatto che la teoria si sviluppa in un contesto di ipotesi di efficienza ben lontane dalla realtà. Tuttavia, rimuovendo alcune ipotesi, vediamo che la struttura finanziaria non è poi così ininfluente sul valore dell'azienda.
A titolo di esempio riprendiamo sempre la neutralità fiscale: supponiamo che sussista un regime di tassazione che risulti differenziato, tra la deducibilità della base imponibile degli interessi e la deducibilità dei dividendi. Ipotesi che non siamo in presenza di neutralità fiscale, ma siamo in presenza di una differenziazione di deducibilità che discrimini il dividendo percepito per un investimento nell'equity rispetto all'interesse corrisposto a seguito di un investimento in obbligazioni.
Quali sono i riflessi sulle condizioni di equilibrio finanziario dell'impresa e sulla morfologia del mercato finanziario? Persona singola ricorre al mutuo per acquisto casa, ai fini fiscali è consentita la deducibilità degli interessi. Effetto parallasse (spostamento del soggetto rispetto allo sfondo se si cambia il punto di osservazione), effetto mitigazione, l'onere finanziario dal momento che è deducibile dal reddito imponibile si traduce in un risparmio di imposta nei confronti dello stato.
Ciò porta e spinge l'impresa, nell'ambito del mix delle fonti di finanziamento, a selezionare quelle fonti il cui costo dipende non solo dal tasso d'interesse praticato in relazione al premio al rischio richiesto per il finanziamento concesso, ma viene anche in pratica condizionato dall'effetto fiscale. Mentre il dividendo corrisposto non è deducibile, e l'interesse passivo sì, il maggior premio richiesto, che determina una differenziazione tra il costo dell'indebitamento rispetto al costo del capitale, possa generare e favorire una struttura verso l'indebitamento con conseguente accentuazione del leverage.
Questo ha portato una spinta significativa che ha determinato nel caso italiano un sistema altamente indebitato, ma pertanto di casi un sistema finanziario Banco centrino in quanto in assenza di un mercato (equity-azioni e obbligazioni) l'interfaccia per i finanziamenti dell'impresa è rimasta la banca.
Alla luce di ciò, il tema che noi ieri abbiamo accennato, è stato sostanzialmente di capire se questo aspetto dell'equilibrio finanziario, cioè il fatto che ci sia un eccesso di indebitamento, il fatto che la struttura finanziaria venga in qualche maniera configurata tra un mix tra fondi di indebitamento e mezzi propri, trovi un dimensionamento ottimale nell'impresa, e se questo dimensionamento ottimale sia replicabile per la banca.
Ieri abbiamo visto che effettivamente la struttura finanziaria individua nel costo del capitale un elemento che è condizione della dimensione ottimale. Il costo del capitale, confrontato con la redditività degli assets rappresenta una metodica con la quale possiamo accertare se si genera valore ed in che misura. Sostanzialmente il dimensionamento dell'indebitamento è legato a questo concetto di costo del capitale complessivo e al concetto di redditività che viene generata dalla politica degli assets in relazione al tipo di business seguito dalla banca.
Ci siamo posti il problema se tale approccio fosse verificabile per la banca ed abbiamo compreso che la replicabilità per una banca di tipo retail non è possibile perché la banca di tipo retail, proprio in relazione a ciò che è la tipizzazione della sua struttura finanziaria che vede nel deposito la forma prioritaria di raccolta, questo deposito però, stante la funzione creditizia e monetaria della banca, rappresenta una componente del processo produttivo stesso, e quindi rappresenta un debito di funzionamento (non di finanziamento), per questo motivo la banca ha un leverage elevato, e se vogliamo in un certo senso illimitato.
Moltiplicatore bancario è la causa primaria della leva. Questo andava bene per la banca retail, caratterizzata da queste tipiche funzioni. La capacità di espansione della banca abbia determinato da un lato la difficoltà di definire una dimensione ottimale del capitale, dall'altro ha determinato una riduzione della funzione del patrimonio nell'ambito del perseguimento delle condizioni di equilibrio finanziario della banca stessa, cioè il leverage che la banca poteva in qualche maniera sostenere compatibilmente con le sue condizioni di equilibrio, di fatto da un lato determinava un impatto nella impossibilità di definire una struttura finanziaria ottimale, dall'altro incideva sulla dimensione del patrimonio, dimensione che poteva diventare irrisoria rispetto alla possibilità della banca con effetto moltiplicativo di espandere le quantità bancarie.
Ragionamento: Deposito ---> Depositante. Vi è un rapporto fiduciario tra depositante e banche. Dall'altro lato vediamo che la solvibilità della banca potrebbe essere compromessa da una dimensione esigua del livello del patrimonio. Rapporto fiduciario dominante, ma il presupposto è il sistema di controllo mediante il quale posso verificare che la rischiosità degli assets è tale che sia compatibile con quel livello di indebitamento.
Il depositante non controlla, il famoso investitore paziente è colui che mantiene il suo risparmio presso la banca nell'ambito del suo rapporto fiduciario. Allora, noi possiamo immaginare, se l'elemento di fiducia è caratterizzato nell'ambito della capacità della proprietà di operare nell'ottima della tutela dell'investitore paziente, noi siamo lontani dalla realtà in quanto siamo in presenza di un'istituzione privatistica, come la banca, che ha come obiettivo la massimizzazione del valore, nella quale ottica la banca persegue come finalità quella di massimizzare il ritorno del capitale investito. Qui nasce una contrapposizione.
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