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Religioni e filosofia dell'Asia orientale

Appunti di tutte le lezioni di quest'anno di religioni e filosofia dell'Asia Orientale basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Celli dell’università degli Studi di Bologna - Unibo, facoltà di Lettere e filosofia. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Religioni e filosofie dell'Asia orientale docente Prof. N. Celli

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Non esiste un male all’esterno, al di fuori di noi. Il male insorge quando siamo inconsapevoli.

Mentre il pensiero cristiano dice che il male e il bene è in relazione a dio e lo impone agli uomini,

nella tradizione orientale non abbiamo sta situazione e il male e il bene sono indipendenti dalle

circostanze, non abbiamo un male e un bene assoluto. Il male è legato alla ignoranza e alla

trascuratezza.

Il punto di partenza del pensiero di Xunzi. E’ uno dei primi allievi dell’accademia Jixia di Qi. Fa

parte della categoria degli sh (shi). Il sovrano crea questo luogo dove gli sh (intellettuali) possono

formarsi e dibattere e vengono pagati, sono stipendiati dalla corte. Erano degli intellettuali che

parlavano col potere politico e potevano giudicarli. E’ una accademia che verrà copiata e li per la

prima volta dei pensatori si formano a contatto con l’altro. Si formerà anche un pensatore legista

che si distaccherà da questa accademia. L’opera attraverso il quale conosciamo shunz è il suo

testo omonimo. Ogni capitolo è un’argomentazione su un tema (x es il cielo, come orientare la

natura dell’uomo..) uno di questi capitoli, il 23 è intitolato Sulla malvagità (amoralità) della natura

umana. “Il corso del Cielo ha la sua norma costante… Se ad esso si

risponde con l’ordine, si otterrà. prosperità. Se ad esso si

risponde con il disordine, si avrà rovina. Se si incrementa

l’agricoltura e si misurano le risorse, allora il Cielo non darà

povertà. Se si accumulano scorte abbondanti e si procede

secondo le stagioni, allora il Cielo non darà infermità. Se si

pratica la Via senza incertezza, allora il Cielo non dar.

disgrazia. Perciò alluvione e siccità non potranno recare

carestia, calura e gelo non potranno recare malattie, e

neppure straordinari eventi potranno recare rovina. Ma se si

trascura l’agricoltura e si sprecano le risorse, allora il Cielo

non dar. ricchezza. Se si fanno scarseggiare le provviste e si

muove contro le stagioni, allora il Cielo non darà abbondanza.

Se si abbandona la Via e si agisce in modo sconsiderato, allora

il Cielo non darà fortuna”.

Il mondo della natura procede secondo il fatto di essere costante, è regolato da meccanismi che

sono sempre gli stessi. Lui taglia il cordone ombelicale che aveva contraddistinto il pensiero cinese

che il cielo agisce sulle persone. Lui separa nettamente il piano del cielo da quello dell’uomo, è

l’unico che osa così tanto. Pensa che il cielo sia amorale, gli uomini devono essere consapevoli

che il loro stare bene sulla terra dipende da quello che sanno fare nella terra. Il cielo non manda

messaggi, è completamente separato dall’uomo. Le calamità naturali rispondono a leggi naturali e

non sono messaggi inviati dal cielo. Da qui deriva la sua costituzione del cielo. L’uomo non è

malvagio ma è amorale, anche lui ha le sue regole meccaniche (= ovvero soddisfare i suoi bisogni

primari, quindi l’istinto) il problema è che le risorse sono poche e il soddisfacimento degli istinti

primari non finisce mai: cerco di prendere cibo anche se non ho più fame. Il problema per shunz

l’uomo allo stato naturale obbedisce a questi impulsi ciechi senza alcuna consapevolezza.

Le regole sono i riti intesi come norme di comportamento e di partecipazione solenne. E’ una

visione pragmatica e materialista. I riti non servono per influenzare il cielo ma a preservare la

cultura.

Riassumendo:

Confucio: l’uomo ha una natura malleabile

Mencio: l’uomo è naturalmente teso al bene e lo sviluppo di questo aspetto potenziale è

affidato alla riflessione

Xunzi: l’uomo è mosso solo da istinti egoistici che entrano in conflitto con quelli dei suoi

simili. La natura umana è dunque fondamentalmente malvagia e non può fondarsi su un

principio innato di benevolenza.

Che diff c’è tra natura originaria e natura acquisita per shunz? La natura originaria dell’uomo è

amorale e man mano si correggono gli impulsi egoistici che gli appartengono nella sua natura

originaria. 15

Per shunz (xunzi) sentire e riflettere non servono a nulla. La cultura ha un potere di miglioramento

ma bisogna migliorarsi (come dice Mencio).

“Ciò che nono può essere appreso né conseguito con la pratica proviene dal Cielo, ed è quanto

chiamo naturale. Ciò di cui si diventa capaci con l’educazione e che si consegue con la pratica

proviene dall’uomo, ed è quanto chiamo artificialmente acquisito. Questa è la distinzione fra

naturale e acquisito.”

Con questo passo entra in polemica aperta con Mencio

Il taoismo

Laozi (non è mai esistito) laoz significa: vecchio e maestro/bambino. Secondo la tradizione

leggendario sarebbe stato un archivista dello stato, esperto di testi. Sarebbe stato visitato da

Confucio che è andato a chiedergli dei consigli. Ad un certo punto della vita laoz decide di lasciare

il suo impiego e viaggiare verso Occidente. Giunto sulle montagne incontra il sovrano delle

montagne e lui gli chiede di lasciargli la sua esperienza, accetta e gli da un testo scritto da lui.

Dopodiché sarebbe sparito e da li non si hanno più avuto notizie.

Si preferisce utilizzare il termine daoismo. tao -> forza unificante che si espande nell’universo

intero. Forza di autogenerazione (movimento, non è un motore immobile o fisso o un punto di

riferimento) energia in movimento che consente la continua autorigenerazione dell’universo, è il

principio della vita stessa perché senza tao non c’è vita. Questa è la visione di partenza dei

pensatori. “La Via che come tale può esser presa, Via eterna non è.

Il nome che come tale può esser preso, nome eterno non è.”

Se la vediamo davanti agli occhi non è la strada giusta poiché non è la strada semplice quella

giusta. Si supera ogni dicotomia, il senso di lacerazione interiore (non sentirci uniti e non essere

pienamente appagati, la via di questa tradizione mira al ricongiungimento con sé, a fare

esperienza di quell’unita che è il Tao)

Periodo preimperiale: E’ esistito un passato remoto in cui tutto quello che troviamo nei testi

1. era in gestazione, di questo periodo si sa pochissimo (momento pre-testuale, prima dei testi). I

testi iniziano ad affiorare dal 4 sec dc. Abbiamo una lunga fase di preparazione del taoismo

filosofico. Ha portato molti maestri a provare nuove pratiche per trovare tutto quello che può

servire all’uomo per provare e sperimentare il tao, aiutare gli individui a vivere in modo naturale

senza sforzo. Piccole comunità di “intellettuali”. L’insegnamento di questi maestri propone un

percorso che infanzia la dimensione spirituale libera e spontanea. Dimensione spirituale libera

e senza sforzo. Non si realizza cosi facilmente non prendendo impegni e vivendo a caso, è un

percorso che implica dedizione. E’ conseguibile attraverso l’esperienza interiore e il ricordo a

particolari tecniche psicofisiche. Si pensa che questi maestri intellettuali (maestri esperti di

pratiche esoteriche= pratiche ascetiche; strumenti propri dello sciamano, tecniche che mi

permettono di abbracciare la realtà nella sua totalità). Nella natura il tao si mostra

spontaneamente, nella natura non c’è alcuna costrizione.

Nei 4 secoli della dinastia Han abbiamo un periodo in cui questo materiale saenziale (circolava

2. tra maestri e allievi in gruppi indipendenti in ua folla di trasmissione che non era pubblica).

Assume un’altra forma in questo periodo, qui si irrigidisce in una struttura di una vera propria

tradizione religiosa. C’è una concorrenza palese tra il taoismo e il buddismo che si forma in

questo periodo.

3.

Laozi sarebbe vissuto nel 6 sec dc ma non abbiamo fonti. Laozi significa vecchio e maestro-

bambino. Si è realizzato con la sua energia. Linfa che scorre nel corpo -> provoca deformazioni,

segno di rallentamento della energia vitale e prolungare la propria esistenza, preservare l’energia.

Laozi (laoz) è sia il maestro che l’omonimo testo.

Nel 1973 sono state ritrovate due copie del Laoz. Il testo è composto da due parti e da 81

(=poesie) stanze (come gli anni di gestazione di Laoz), 16

Nel 1993 nella cina meridionali vengono ritrovati tre manoscritti (tre fasci di listarelle di bambù) che

coincide con 1/3 del testo di epoca Han. Il materiale che troviamo in forma dil libro in epoca Han

nel 3 sec viene messo per iscritto, è logico supporre che almeno nel secolo prima esistesse una

tradizione orale. E’ il testo più antico taoista che conosciamo.

il Zhuangzi: Composto da più capitoli e messo per iscritto del 2 sec dc e i capitoli interni risalgono

al periodo in cui viveva il maestro. E’ un personaggio reale. Ha un carattere discorsivo. E’ pieno di

senso dell’umorismo e di paradossi, vuole dare delle “bastonate zen” per mostrargli com’è la

realtà, ci sono metafore. E’ più difficile del laoz.

Il movimento tao del mondo è il qi (ci) è pura energia che nutre e è una forma di “respiro” del tao, il

tao opera con questa energia che scorre in ogni cosa, il respiro della vita e trovarlo in noi nel

respiro.

Quali sono gli ideali di uomo per le varie tradizioni? uomo nobile, uomo capace..

Il qi lo abbiamo tutti ma poi lo disperdiamo, quello che abbiamo non si ricarica e quando finisce

moriamo. Secondo un’altra corrente di pensiero invece possiamo ricaricarlo. Altre pensano alla

trascendenza: controllo di tutti i cambiamenti, la metamorfosi. Continuamente flotta tra due

opposte polatira: yin yang, due forze opposte in equilibri dinamico.

conoscenza pratica= conoscenze che mi permettono di muovermi nella vita pratica,

programmazione indispensabile.

Come posso costruirmi un’identità? L’identità non va costruita, anzi un maestro taoista direbbe

“decostruire”. Ci deve essere il continuo cambiamento.

Chi è la persona realizzata nel taoismo? chi è alleggerito e chi riesce a vivere realizzandosi e aver

fatto quel vuoto che fa vibrare la vera natura e non quella artificiale che ci è stata indotta dalle

forzature della realtà.

Stare sempre più coscienti della zavorra dell’ego che ci portiamo dietro; riusciamo a vedere il qi

tramite il vuoto che creiamo.

Il digiuno del cuore (=cuore-mente) -> domanda da esame

Il problema non esplicitato ma che si evince è il problema della conoscenza, come conosciamo la

realtà? in primis stai concentrato

ci si affida ai sensi, non funziona. La conoscenza sensoriale è limitata

1. qui ci si affida alla mente, indago con la testa ma non funziona

2. il qi, tornare alla quiete e alla pratica meditativa faccio esperienza della realtà

3.

ascoltare con il qi, condensa la pratica del respiro che ci aiuta a creare il vuoto dentro di noi che ci

aiuta a fare esperienza della realtà.

Importante metafora dello specchio e dell’acqua.

“L’uomo perfetto fa del proprio cuore uno specchio. Non si

attacca alle cose, n. va loro incontro. Si limita a rispondervi,

senza cercare di trattenerle. . cos. che . in grado di dominare

le cose senza venirne in se stesso toccato.” Zhuangzi

Lo specchio è vuoto, riflette la cosa. Bisogna stare calmi e neutri e fa esperienza piena di quello

che gli sta davanti e di conseguenza agirà. Non serve trattenere le cose, la situazione cambia

poiché io cambio. Essere specchio come atteggiamento della vita.

“Non avere dentro di te posizioni prefissate:

Nel prendere forma le cose si rivelano. 17

Muovendoti, sii come l’acqua;

Stando fermo, sii come uno specchio;

Reagisci come fa l’eco.” Zhuangzi

Garanzia di bontà della vita perché è un piano più alto del giudizio.

Domanda esame cuoco Ding

Lui lavora senza difficoltà, il suo è il gesto è perfetto. La mano del cuoco sa dove andare. Quando

devo tagliare il bue mi concentro ed eseguo il gesto che sarà perfetto perché conosco la tecnica.

Sembra quasi un atto creativo e non alla macelleria, questo racconto infatti non è sfuggito ad artisti

come Foncaia (direttore d’orchestra). L’atto creativo come frutto di concentramento.

“Praticare lo studio è sempre più accrescersi

Praticare il Dao è sempre più decrescere

Decrescere al di l. del decrescere, fino ad attingere il non-agire

Non far nulla, e non v’è nulla che allora non si compia”. Laozi

‘è possibile che un uomo

sia privo delle caratteristiche umane?’ […]”

Importanza del linguaggio che per i taoisti non da la possibilità di esprimersi

l’unica conoscenza che ho della realtà è quella che vivo.

L’aspetto politico è interessante anche se assolutamente utopistico perché ci parla di una dorma di

sovrano che ha realizzato sé stesso, ma il suo governo è di non intervento, non aggressivo. Un

sovrano che è strumento del Tao e per questo agisce

Taoismo religioso

Si sviluppa dal 2 sec. Tutte queste ramificazioni sentono molto forte l’esigenza di raccontare il

passato remoto e proiettarsi fino ai giorni nostri.

MANCA 1 LEZIONE

la diffusione del Buddhismo in Cina

Quando arriva il buddhismo in Cina? Si diffonde via mare e nella via della seta. Alcuni studiosi

pensano che si sia diffuso tramite i missionari, altri pensano che il fenomeno sia più complesso.

Attualmente il numero di opere, come i dipinti, sono moltissimi. In quel periodo gli Han erano al

governo La Cina conosce l’attività scultorea tramite l’effetto secondario della diffusione del

buddhismo. Inizia una produzione di testi che solleciterà la nascita del teatro cinese. Attività di

monaci cantastorie diventa lo sviluppo del teatro popolare. L’arrivo del buddhismo ha cambiato il

volto culturale della Cina. La Cina assorbì delle dottrine buddiste dall’India: credenze, pratiche e

sistemi scolastici. Fin dal principio, i cinesi non si rapportarono al buddhismo come un’unica

dottrina coerente, ma come a un conglomerato di insegnamenti. I cinesi hanno cambiato modo di

pensare e anche il vocabolario: prima del buddhismo c’era il tianxia (sotto il cielo): tutto il mondo

sta sotto al governo cinese, ma ad un certo punto i testi buddisti parlando di mondi policentrici che

vivono nello stesso momento. Il mondo diventa qualcosa che ha un’ampiezza molto più grande

della Cina e la Cina non è il centro ma solo un pezzo. Apporto che riecheggia sino alla lingua

moderna. Quando parliamo di buddhismo in Cina almeno due studiosi (Zucher=zircher e Kenneth)

affermano che è presente la sinizzazione del buddhismo: termine che si usa per definire l’incontro

che ha significati diversi. Tutta la storia del buddhismo in Cina è basato sulla voglia di dipendenza/

autonomia dei monaci e il governo invece che vuole avere il monopolio del sacro: è l’unica persona

che può rivolgersi al cielo. Nel 1911 l’imperatore sale nel tempio del Cielo e li segna la fine della

dinastia: non sarà più solo lui che si rivolgerà al cielo, i monaci non erano tenuti a omaggiare

l’imperatore. Vincerà sempre l’imperatore (pochissime volte ci sarà l’autonomia dei monaci). 18

La diffusione del buddhismo dall’India alla Cina

Periodo che va dagli Han Orientali (attivo buddhismo) (1-3 sec) a tutto il periodo medievale cinese

che copre i secoli appena successivi. La Cina vive una spaccatura dopo il crollo egli Han orientali,

disunione con caratteristiche diverse nel paese. Il crollo degli Han fa crollare anche la fiducia che i

cinesi avevano nella vita contingente, va in frantumi e causa un grande vuoto che favorisce

l’ingresso del buddhismo.

1-3 sec è il momento dell’arrivo e la prima diffusione di elementi buddisti. Questo periodo

segna solo l’ingresso del buddhismo

3-4 sec La seconda parte che apre il medioevo cinese (=disunità e perdita della centralità

del potere) vede lo sviluppo del monachesimo buddhista. E’ un periodo che si

caratterizza anche per le popolazioni che invaderanno e controlleranno i territori cinesi.

Questo è il periodo in cui iniziano ad affiorare delle figure di promotori del buddhismo in

Cina.

Per lungo tempo si è pensato che dall’india i mercanti e missionari hanno portato il buddhismo in

Cina. La via di trasmissione è avvenuta soprattutto in Asia centrale. Hanno cercato dei passaggi

agevoli. I diffusori del buddhismo hanno prima disseminato prima in Asia centrale il buddhismo e

da li si è diffuso in Cina.

Zircher afferma che la trasmissione in realtà non è avvenuta per contatto ma a distanza: si afferma

perché non ci sono tracce di testi, di una comunità buddhista, di immagini ecc.. L’Asia centrale per

lui è vuota. Nel 1 sec dc lui afferma che il buddhismo si era diffuso soprattutto in Pakistan. I

mercanti dimostrano che in quel periodo ci fosse ricchezza.

Le testimonianze della presenza del buddhismo in Cina:

Buddhismo ibrido di corte: vengono fatte cerimonie religiose con elementi riconducibili al

buddhismo, presenza di monaci buddisti durante le cerimonie. Venivano fatti sacrifici di

buoi.

Introduzione di elementi buddisti nelle credenze indigene come ad esempio figure del

Buddha all’interno delle tombe di Mahao e Shiziwan. Nel 2 sec dc un altra prova è data

da queste figurine ce vengono inserite come elemento esotico, come un talismano per

proteggere il morto.

Organizzazione monastica: i monaci traduttori di Luonyang. Il buddhismo monastico è tra

i tre l’elemento più consisteste. C’erano dei traduttori stranieri, sono i primi ad introdurre i

testi e creare una “comunità” molto incuriositi dalle loro pratiche e tradizioni religiose. Si

parla soprattutto di tradizione Mahayana. In Cina viene tradotto il buddhismo -> viene

fatto da un equipe, conoscevano i testi a memoria. Il conoscitore recitava testo e in

quest’epoca occorreva qualcuno che conoscesse entrambe le lingue ma non sempre era

così ed era una sorta di traduzione tra più persone. I traduttori erano solitamente i

mercanti. I vocabolari dei mercanti solitamente era rozzo e gli studiosi infatti devono fare

un lavoro pazzesco perché hanno a che fare con un cinese da strada. Non abbiamo

quindi una comunità unitaria ma diversi gruppi di traduttori.

Caratteristiche del buddhismo in epoca Han

ci sono almeno tre aspetti ben definiti:

un culto ibrido centrato sulla corte e sulla famiglia imperiale

il primo nucleo di buddhismo monastico

adozione diffusa e non sistematica di elementi buddisti nei culti e nelle credenze indigene

La trasmissione del buddhismo ha un carattere occasionale, asistematico ed intermittente.

Elementi di estraneità del buddhismo alla cultura cinese (origine straniera, celibato, istituzione

monastica).

Il sogno di Mingdi : viene ricordato l’imperatore che sogna una statua d’oro. Il suo sogno viene

interpretato come una figura di maestro e in questo modo Mingdi manda degli ambasciatori in Asia

centrale, si imbattono in 2 monaci e con loro portano immagini ecc.. Racconto costruito dai buddisti

per giustificare l’arrivo del buddhismo in Cina: è stata volontà dell’imperatore cinese trovare il

buddhismo. Questo è un mito, non è storia.

Il Giappone guarda la Cina come modello da copiare e far rivivere nel proprio paese fino al 9 sec

19

L’Asia centrale è sempre stata indipendente e aperta alle innovazioni.

Buddhismo cinese in periodo medievale

Giungono in Cina diverse tradizioni di disciplina monastica (vinaya) e per far fronte questa mole di

informazioni e contraddizioni i cinesi intrapresero due modalità per affrontare questo problema:

tendenza scolastica: organizzazione di tutti gli insegnamenti in formagerarchica in quanto

insegnamenti graduali; è alla base della nascita delle scuole buddiste di epoca Tang

tendenza antiscolastica e anticoncettuale: Buddhismo Chan, per loro questo studio non serve a

nulla, l’illuminazione non è accumulo, coglierne l’intima purezza

Nell’epoca degli han orientali l’unita politica e culturale della cina si sfalda, gli han orientali non

sono più il centro e non sono più al trono. Ci sono tre regni che si contendono il potere.

Gli Jin orientali (317-420) sono la prima di una serie di dinastie che si contendono il trono di

Nanchino. Il nord è terra libera e tutte le popolazioni che premevano, dilagano in Cina, creano 18

regni dalla durata brevissima. Sono regni che non ricorderemo e governati da dei sovrani stranieri.

Questa situazione di frantumazione si interrompe quando tra tutti i gruppi stranieri ne emerge uno:

dinastia dei Wei settentrionali. Il periodo dei Jin orientali vede il sud unificato da una dinastia

cinese mentre il nord è frantumato, tramite i Wei si unisce. Il tutto si conclude con la riunificazione

della cina.

Fase arcaica (l’epoca dei tre regni, 3 sec)

Il mondo che si ergeva sull’idea confuciana inizia a sgretolarsi e apre la strada a nuove risposte:

speculazione taoismo. Non abbiamo una comunità monastica, abbiamo alcune figure di stranieri

che sono nati e cresciuti in cina. Un caso che ricordiamo è Zhi Qian, indosciita. Vive in una delle

due capitali, quando crolla l’impero Hanno trova rifugio al sud nel regno di Hu, classico prodotto del

suo tempo. Ha contatto con gli stranieri. Non abbiamo una comunita. E’ a capo delle traduzioni: ha

tradotto due sutra principali: sutra dell’insegnamento e il sutra della terra della beatitudine (dove

vive il buddha secondo la tradizione mahayana). Sono importanti perché ci fanno capire che lui

traduce ciò che pensa sia interessante per il suo pubblico. Va a soddisfare la speculazione

metafisica e la Cina vive con piacimento la speculazione astratta. Si riflette sul rapporto tra l’essere

e il non essere. Temi taoisti che appassionano moltissimi i cinesi e che portano il nostro traduttore

a condividere questo sutra. Sarà così amato che verrà tradotto 7 volte nei secoli successivi.

Vimalakrti è un laico che ha raggiunto una saggezza tale e quale a un bodisattva e ha raggiunto il

massimo livello di saggezza. Si esprime come un saggio. E’ un manifesto della propaganda

mahayana. E’ un sutra dalla portata e dalle ricadute straordinarie.

Buddhismo devozionale: buddhismo che sostiene che l’illuminazione è affidata a del buddha

potenti che possono aiutarci se abbiamo un cuore puro e non inquinato da passioni o dalla voglia

di ottenere qualcosa. La salvezza è discendente.

Jin occidentali e Jin orientali

Fine 3 inizio 4 sec dc, Sviluppo della comunità monastica nei centri urbani. Il sutra più popolare è il

sutra del loto, alle basi del culto buddhista.

Il sud continua ad essere molto sensibile alle ricerche metafisiche e ai momenti di confronto

filosofico tra maestri e intellettuali e che si compiacciono di discutere con monaci che provengono

da famiglie cinesi. Tradizione dello studio arcano e misterioso perché ci si interroga su questi

argomenti. Le conversazioni pure sono il odo con cui si affrontavano questi temi filosofici e uno dei

due interlocutori espone la sua visione e con grande compiacimento dell’uso delle iperbole. Il

confronto vede poi l’altro interlocutore che fa lo stesso. Riflessioni sullo spirito, sull’atman.

Fase di assimilazione di buddhismo. Tra i 3 regni che si creano dopo la caduta degli Han (vuoto

ideale per insediamento di una cultura straniera). La solidità dell’impero Han crolla e lascia il posto

a una grande incertezza che viene riempita da i buddisti. Il dolore è il tema principale del

buddhismo, in base a come mi sono comportato ho una determinata situazione, questo soddisferà

la storia in questo periodo. Il tentativo di restaurazione fallisce e dura il tempo di qualche decennio

con i Jin occidentali perché questo mondo ancora coeso accoglie in contatto con l’aria occidentale.

L’Asia centrale è un centro di monaci e buddisti proveniente dall’india. Le informazioni iniziano a

20

farsi più precise. A partire dallo sviluppo dell’aria centrale anche i cinesi iniziano ad avere

informazioni più precise. Fuga dell’aristocrazia verso il meridione e ristabilimento verso Nanchino

(?). Il buddhismo a nord e sud: comunità molto piccole e laici, completa assenza di codice di vita

monastica, assenza di regole.

Sud: Non abbiamo un trapianto del buddhismo indiano, periodo “fai da te” nel sud. Al sud si

fanno molte chiacchiere con gli intellettuali cinesi che sono esperti di Laoz e quindi conoscendo

questi testi si iniziano a creare interlocutori metafisici.

Nord: Nel nord abbiamo uno sviluppo migliore perché ci sono i contatti con l’Asia centrale.

Le traduzioni prenditi a prestito le parole filosofiche cinesi. La prima fase è quella delle traduzioni

più rozze, in seconda fase si prendono in prestito dei termini.

Il caso Srimitra: curiosità per gli stranieri

Il 4 e 5 secolo sono meno frammentari. Abbiamo molti regni che si alternano. In quanto stranieri

sono sensibili e simpatizzanti del buddhismo per avere la legittimazione del potere (=l’imperatore

ha il mandato dal cielo), il sovrano straniero invece è in difficolta e quindi trova il potere da una

tradizione differente, il buddhismo.

Il monaco Fotuteng arriva in Cina e avrà successo non perché fosse particolarmente colto o

attrezzato da un punto di vista dottrinale, ma ha delle dote carismatiche notevoli, molto esperto di

pratiche di formule per la protezione delle malattie o la cura delle malattie. Lui inizierà a formare

una comunità intorno a sé di laici che prendono i voti secondo la tradizione indiana. Ha un

successo incredibile. Iniziano ad esserci ingressi in monastero di grandi quantità. Questo potrebbe

mandare all’aria l’economia perché loro sono esentasse. Prima sponsorizzazione buddhista. Serie

di tradizioni di pratiche rituali, istituisce il compleanno del buddha, veniva trasportata la sua

immagine. Queste pratiche durano ancora oggi in Giappone secondo le modalità che troviamo

riscritte nei testi di Fotuteng. Lui è il maestro di un monaco cinese di buona famiglia molto colto

che lavora con lui, poi ad un certo punto lui si trasferisce al sud: cerca di trapiantare la sua

esperienza anche al sud (non avrà lo stesso successo), verrà catturato e verra portato a Changan.

Il suo ritorno a Changan (citta del nord) prosegue il lavoro del maestro, il sovrano apprende tutto

quello che lui gli può offrire e inizia a finanziare il lavoro di traduzione (prima era un lavoro fatto da

chi aveva voglia di tradurre gratuitamente). Nel 4 sec inizia a strutturarsi in maniera sottile.

Kumaragiva: seconda meta 4 sec. Lui vive con la famiglia istruito in asia centrale, prima ha una

formazione sul buddhismo antico, poi frequentando diversi maestri completa la sua formazione e

segue le tendenze dell’epoca e studia il buddhismo mahayana. I regni barbarici della cina

settentrionali 50 anni dopo la loro formazione sono molto più forti rispetto a prima, fanno delle

scorrerie, erano dei centri di cultura che facevano gola ai signori del nord (maestri

intellettuali).Kumaragiva viene preso e portato al nord. In questo periodo di soggiorno studia il

cinese e a quel punto diventa un grande traduttore. La sua fama è tale che qualche sovrano

dell’est lo libera dal sovrano che l’aveva ingabbiato e lo porta nel suo territorio fino alla sua morte.

Il sovrano lo coprirà d’oro e Kumaragiva sarà a capo di uno studio di traduzioni, tradurrà testi che

erano già tradotti, i classici del mahayana e si inventa un nuovo modo di traduzione. Crea dei

neologismi, traslitta la parola sanscrita e quando la parola è troppo complicata aggiunge le note.

Dopo di lui le tradizioni non saranno più le stesse, le sue hanno un linguaggio non troppo classico

e vicino ad una lingua parlata ed elegante.

Fasien (Faxian): intraprende un viaggio ai 60, parte dal cuore della Cina e attraversa tutte le tappe

delle carovane dei mercanti, si fa trasportare da loro. Intraprende questo viaggio per vedere tutti i

luoghi del Buddha. Compie questo lungo tragitto (14 anni) e sono tutte tappe nella piana

gangenica. Per tornare a casa sceglie di imbarcarsi nel porto dell’odierna Calcutta, passerà 2 anni

in sri lanka e da li torna in Cina.

Chi vuole farsi monaco si iscrive in un ufficio e in base alle sue caratteristiche/capacità si deciderà

se lui può diventare monaco. Era presente anche il monachesimo femminile.

Tutta l’arte buddhista si trova al nord della Cina perché hanno investito grandi somme di denaro in

questi luoghi, sponsorizzazione governativa. 21

Nel sud il personaggio più importante è il monaco Huayen è il discepolo di .. lo ricordiamo perché

ha avuto un rapporto epistolare con Kumaragiva e nonostante le due realtà politiche siano lontane

l’una dall’altra non dobbiamo pensare che non ci fossero scambi e lo ricordiamo anche perché

mentre il nord era impegnato di investimenti lui aiuta i buddisti laici del sud e crea un tipo di culti

che è ispirata al culto di amithaba.

Periodo Tang 618-906

C’è un grande sviluppo dell’attività di traduzione grazie allo sponsor Xuanzang (?). I cinesi si

trovano sopraffatti da tutti questi testi, groviglio di dottrine spesso in contraddizione tra loro. Inizia

un grandissimo lavoro esegetico. L’attività di traduzione raggiunge l’acme e in questo periodo ci si

affranca dall’india e inizia un percorso squisitamente autoctono. Non è un caso che in epoca Tang

(618-906) prendono forma delle scuole del buddhismo:

Tiantai (piattaforma celeste): sutra del loto, tutti possiedono la natura di Buddha e

possono conseguire l’illuminazione, nasciamo con l’embrione del Buddha. Elaborazione

del monaco Zhiyi di un sistema di classificazione delle dottrine buddiste -> la salvezza si

raggiunge secondo il sutra del loro, ma ci sono anche altri testi utili per arrivare in quella

via. Tutti possiedono la natura di Buddha e possono conseguire l’illuminazione. Sutra del

loro importante!

Huayan: sutra della ghirlanda fiorita. Realtà come armonia di parti che si rispecchiano

l’una nell’altra e sono indissociabili dal principio che compenetra (compenetrazione dei

fenomeni)

Chan/zen: coltivazione dello stato incontaminato della mente, centralità del maestro

discepolo nella pratica, uso dei Koan. Completamente antiscolastica e si propone come

l’insegnamento antidogmatico che è stato tramandato direttamente da shakyamuni.

L’obiettivo del chan è trovare lo stato incontaminato della mente. Sostiene l’idea della

trasmissione non verbale e sostiene la trasmissione da mente a mente per intuizione.

Bodhidharma sarebbe giunto in Cina alla fine del 5 sec approdato nella cina medievale,

ha provato ad impartire un insegnamento ad un sovrano poco ricettivo e annoiato.

Successivamente andrà a meditare contro una parete di roccia. Da lui la trazione rimane

ininterrotta.

La parola “scuola” qui è emblematica -> la parola “zong” significa lignaggio familiare. Ogni maestro

studiava bene un testo (sutra), queste tradizioni interpretative iniziano prima del periodo Tang. Era

una pratica quella di interpretare un testo o di più in rapporto tra loro. Quando usiamo il termine

scuola siamo portati a pensare che una scuola ha un solo pensiero dottrinale ma invece quello che

univa quel monastero era la disciplina monastica, regole di disciplina che c’erano nello stesso

monastero, è più importante come ci si comporta che quello che si pensa. scuola= traduzione di

studio dove il rapporto dello studio è dato dalla trasmissione dal maestro al discepolo che a sua

volta diventava maestro e così via. Queste tre tradizioni hanno in comune il fatto che

l’illuminazione sia accessibile a tutti e che è possibile qui ed ora. Tutte e tre hanno visto formarsi

un gruppo di fedeli. In epoca medievale la scuola non è qualcosa di definito e non riguarda solo le

scuole buddhiste.

In epoca Tang per avere una scuola bisogna che ci sia:

un fondatore

un lignaggio che assicura la trasmissione che è avvenuta sempre senza fermarsi perché

altrimenti ci sono delle falle e la scuola non è più pura. Trasmissione interrotta. Tutte e tre sono

pure

dei seguaci e un sistema rituale (non ci sono grandissime differenze tra una scuola ed un’altra)

Nei monasteri potevano coabitare monaci appartenenti a scuole differenti. Nel 1845 viene

scatenata una persecuzione per una concausa di più fattori: grande potere economico che

avevano questi monasteri, esentati dai lavori, beneficiavano dalle terre coltivate da altri, le

vendevano pure. Erano dei potentati economici. Si salvano solo i monasteri periferici, i più

decentrati. Numerosissimi erano quelli della scuola chan che non partecipava a questa dimensione

politica. La persecuzione porto la distruzione dei monasteri. Viene interrotto in questo modo il

lignaggio, la trasmissione si interrompe e da li non si riprenderanno più. Dopo il 9 sec noi capiamo

il successo che ha avuto il buddhismo chan (unica scuola che sopravvive perché era periferica).

Oggi in Cina tutti i monaci sono ordinati secondo la tradizione Chan proprio per questo motivo. La

22

tradizione del lignaggio avviene quando un maestro da all’allievo il proprio nome monastico. Si

distingue la trazione del lignaggio, la tradizione dottrinale, il lignaggio di ordinazione (=qualcuno

che ascolta il pronunciamento dei voti).

Il risveglio per la scuola Chan si chiama satori. Non è una condizione che permane, è una

condizione illuminante con una grande forza di penetrazione.

Si chiedono se l’illuminazione arriva subito o se ci vuole tempo, vince la prospettiva immediatista in

Cina.

Cronologia dello sviluppo del buddhismo Giapponese (dal 6 al 12 sec)

Fase iniziale: 6-7 sec. Il buddhismo transita verso la Korea, da li arrivano gli architetti, gli artisti.

Tradizione autoctona. Ambasceria nel 552 che parte dalla korea, sutra buddisti che affermano

che chi appoggia questa religione avrebbe avuto grandi vantaggi tra cui esaudire i propri

desideri. Erano dubbiosi se accettarla o meno. Viene fuori una guerra civile tra i clan. Nel 6

secolo si assimila la scrittura cinese. Il promotore del buddhismo giapponese a corte era il

principe reggente. Nel 588 viene costruito il primo tempio ma senza monaci. Viene realizzata

una statua che è una delle prima grandi statue in bronzo. Il buddhismo in questa fase è una

dottrina assimilata per aumentare il potere della casa regnante, di potere perché con il suo

bagaglio di formule, riti e immagini da l’idea che il sovrano sia davvero potente (molto di più di

quello che offriva lo shinto).

8 sec: adesione al modello cinese. Viene creato uno stato sul modello cinese ovvero la

fondazione di Nara come Chang’an. E’ stato un periodo di inteso scambio culturale con la Cina.

I monaci giapponesi si recano nel paese per studiare la dottrina con i monaci cinesi. Viene

creata la statua enorme in bronzo a Nara e chiede un contributo a tutto il popolo giapponese

nel 752. La gente fa le donazioni e nel giro di un ventennio si trova dissanguato dal punto di

vista economico. Viene creato il Todaiji: gli edifici sono tutti collegati tra di loro. Per la

consacrazione della statua si chiama un monaco indiano nel 754. La cerimonia dell’apertura

degli occhi: consacrazione del buddha, questo momento sigla il completamento della statua,

venne dipinta la pupilla e consacrò la santificazione della statua, infuse vita alla statua. Dal

pennello di Bodhisena (colui che disegnò la pupilla) pendevano dei lunghi nastri che erano

presi in mano dall’imperatore che così anche lui consacrava la statua. Alla conclusione dell’8

secolo i monaci e i politici ebbero una crisi quando un monaco si fece conquistare dall’idea di

diventare imperatore. Fu uno scossone che venne riassorbito dal potere politico ma fu una

lezione che il giappone non si scorderà. La capitale si spostò a Kyoto inaugurando un nuovo

regine dei rapporti tra stato e chiesa. Nel 9 sec non ci saranno templi buddisti a Kyoto, solo

due templi vengono consentiti. Con la sua cerchia di colline si è costellata di tanti templi

buddisti che sono in collina ma non dentro le mura cittadine. Elemento caratteristico. Da qui

inizia il buddhismo giapponese.

Inizio del buddhismo giapponese: Saicho e Kukai (9 sec), è autenticamente giapponese perché

è frutto di due maestri che vanno in Cina e costruiscono qualcosa di nuovo in Giappone che

hanno imparato in Cina. Loro segnano un’inversione di rotta perché ora sono i giapponesi che

vanno in Cina a cercare quello che vogliono e dopo essere stati educati dai vari maestri

“confezionano” qualcosa di nuovo, lo modificano secondo le loro esigenze. Danno origine a un

monastero all’angolo nord-est di Kyoto. Sancho va alla ricerca di maestri, apprende le pratiche

meditative dal buddhismo Chan. Quando Sancho ritorna a in Giappone si rende conto di

quanto sia diventato interessante il buddhismo esoterico da parte dei monaci e si accorge che

il suo studio viene considerato noioso e poco efficace per la corte pragmatica che voleva rituali

e garanzia di successo di essi. Quando torna anche Kukai ha un impatto sulla corte: gli viene

affidato un tempio orientale e li lui farà il suo centro di pratiche tantrico. Saicho chiede degli

insegnamenti a Kukai ma lui non gliele da, Kukai non lo ritiene adatto al buddhismo tantrico.

Questa delusione porterà Saicho a ritirarsi nel suo tempio. Al termine della sua vita si ritira oltre

alla foresta dei cedri in posizione meditativa i suoi discepoli gli portavano da mangiare e lui,

che si era messo in riparo dentro una grotta, vedevano il cibo finire e i vestiti prelevati. A un

certo punto da questa circostanza si pensa che lui non sia mai morto e che tutt’ora fa si che i

monaci portano il cibo dove si era trattenuto in meditazione.

A partire dal 12 sec le scuole amidiste (buddhismo devozionale, terra pura) 23

Lo Shinto

Lo Shinto è una religione di tipo politeista. Gli dei vengono definiti kami. Lo shinto onora e

benedice le operazioni artigiane e casalinghe di ogni giorno come ad esempio il lavoro nei campi

per raccogliere il riso. Il massimo scandalo è la morte. Lo shinto di occupa delle vicende umane

sulla superficie sublunare del pianeta. Il sacro bosco è l’autentica rivelazione dei kami.

Non si sa cosa fosse inizialmente poiché non ci sono le fonti. Tutti gli studi che ci sono ora

eclissano i secoli iniziali. Definiamo lo Shinto come un’insieme di concezioni religiose, tradizioni

rituali e istituzioni sacre formatosi nel tempo. Abbiamo uno shinto:

imperiale: si manifesta nelle forme dei riti che l’imperatore celebra in vari momenti della sua

vita, in particolare quando sale al trono. Riti di difficile studio perché nessuno ha accesso a

questi riti.

popolare

settario

templare questo !

di stato

Ciascuna di queste espressioni indica credenze e rituali molto diverse tra loro. Shinto significa la

via delle divinità (politeista).

I documenti principali che descrivono lo shinto sono il Koijiki e il Nihongi, due testi molto lunghi

anche se il il Nihongi è più leggibile e più facilmente presentabile agli stranieri. I tre sacri tesori

sono lo specchio la spada e i gioielli

Kami Izanagi (m) ed Izanami (f)

Il mito ci descrive la nascita del Giappone come impulso di una forza generatrice e vitale fortissima

che oscillando tra due polarità, maschile e femminile, da forma al mondo e abitanti, ricorda l’idea

taoista. Sul perché ci sia l’idea taoista nel tema di fondazione giapponese dicono che metà delle

persone che ci abitavano in Giappone erano coreani e polinesiani. Attraverso l’unione di uomo e

donna (izanami) da forma alle isole e tutto ciò che le caratterizza: monti, fiumi ecc.. La moglie

muore dando alla vita il dio del fuoco e restando ustionata. Il marito e decide di inabissarsi nel

mondo degli inferi e li la trova deformata e putrefatta dopo questo incendio che ne aveva sconvolto

il fisico. Da li si allontana disgustato. Quando esce dal mondo delle tenebre sigilla il mondo dei

morti con una pietra e per ritrovare la sua giusta collocazione fa dei processi rituali, si deterge il

viso e, pulendosi l’occhio, forma la dea Amaterasu (sole).

Secondo ls leggenda il sacrario di Ise venne fondato dalla principessa per venerare lo specchio ad

otto spalle, Lo specchio è uno degli strumenti dello sciamano. Ise rimase il punto di massima

resistenza shinto all’espansione del buddhismo: suòòp specchio di Amaterasu poggiava il carisma

dell’intero edificio politico giapponese.

Attenzione alla vita che è il cuore dell’atteggiamento shinto. Gli oggetti vengono venerati. E’

indispensabile almeno esorcizzare la morte attraverso riti di purificazione. La purificazione è

costante nella pratica shinto.

The departures -> film riguardo la morte

RIASSUMENDO

“se non vi è il rituale a regolare, la gentilezza si fa molestia, la prudenza di fa viltà l’audacia si

1. fa ribellione, la rettitudine si fa intolleranza” -> Confucio, fa riferimento allo spirito rituale,

l’importanza di mettere in pratica seguendo i riti (=aderire alle norme di comportamento) noi

trasformiamo noi stessi; la misura è importante perché tutti noi abbiamo il nostro carattere (chi

è più generoso, chi meno, più buono meno buono..), il problema è che quando ci rapportiamo

nei rapporti quotidiani non abbiamo il senso della misura (senso che è dato dall’educazione), e

confucio dice che se siamo senza misura tendiamo ad eccessivi e farla debordare su chi ha

una relazione con noi. Anche se siamo gentili anche una cosa nobile se non è misurata diventa

insopportabile (se siamo tremendamente gentili siamo fastidiosi). La norma di comportamento

porta via tutto quello che è eccessivo in noi, ci fa diventare migliori e più puri e autentici. 24

Quali sono i testi fondamentali per la conoscenza del taoismo filosofico? zhuangzi e daodejing

2. (laozi, personaggio cardine del pensiero taoista, ricerca dell’armonia, laozi precede il zhuangzi)

due testi in maniera unitaria. E’ inutile distinguerli. Il tessuto di fondo è lo stesso. Il zhuangzi ha

uno stile del testo differente, nel laozi c’è un testo politico; morbidezza, sovrano che lascia

scorrere le cose in virtù del suo potere

“L’uomo perfetto da del proprio cuore uno specchio. Non si attacca alle cose, né va loro

3. incontro. Si limita a rispondervi, senza cercare di trattenerle. E’ cosi che è in grado di dominare

le cose senza venirne in se stesso toccato” -> taoismo, metafora dello specchio: le cose che

passano davanti sono esperienze che troviamo via via nella vita e di fronte ad ogni esperienza

devo essere vuota senza preconcetti (x es la prof che fa l’esame). Essere attenti a ciò che sta

succedendo. Metafora taoista di come l’uomo si deve comportare nelle esperienze della vita.

Quali sono le caratteristiche delle prime testimonianze del buddhismo in Cina? Segnali della

4. presenza del buddhismo in Cina? Quelli che ricorda zurcher, lui dice che sono segnali molto

diversi tra loro, abbiamo testimonianze letterarie dell’ultima corte, circolazione di Figurine in un

contesto tombale cinese, fonti letterarie, traduzione

Che cosa si intende per fisiologia morale e in quale contesto si usa questa definizione?

5. mencio. Fisiologia morale? In risposta al pensiero taoista che vedeva lo sviluppo del qi e quindi

il benessere e la longevità della persona legata al seguire la propria natura e non le regole

sociali, Mencio risponde che al contrario, c’è un parallelismo tra lo sviluppo dei 4 germogli e il

qi, dunque seguire la norma morale non solo aiuta il singolo ma anche la società e ne

garantisce la salute e la crescita dal punti di vista del qi

“alla nascita l’uomo è per natura gretto.. “ Xunzi.

6. Quali sono i classici confuciani e perché sono definiti cosi? 5, perché vengono attribuiti a

7. confucio dalla tradizione posteriore (han) in quanto summa dell’ideologia confuciana che

diventa la base della dinastia Han, non li ha scritti confucio. Lui ha citato alcuni di essi come il

classico dei documenti.. sono 5 e sono:

Shijing (Classico delle odi) raccolta di componimenti poetici, scritti in “versi” con una

1. ricchezza linguaggio tratto dalla natura e un vocabolario molto elegante

Shujing (Classico dei documenti) corpus di racconti di episodi (anche emblematici) del

2. corretto comportamento tenuto dai sovrani, esempi di moralita, virtù

Liji (Memorie sui riti) la documentazione delle pratiche rituali che avevano caratterizzato i

3. zhou occidentali

Yijing (Classico dei mutamenti)

4. Chunqiu (Annali delle primavere e degli autunni) cronache che si sono verificati nello

5. stato di Lu 25


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eliinyan

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in antropologia, religioni, civiltà orientali
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eliinyan di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Religioni e filosofie dell'Asia orientale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Celli Nicoletta.

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