Attualità del pensiero cinese
Pensieri molto distanti da noi (sia giapponese che cinese). Cina e Giappone sono estranei al pensiero “essere o non essere”, hanno delle loro strategie che oggi interessano anche i pensatori, studiosi occidentali.
Unione tra pensiero e azione
Se viene elaborato un pensiero deve aver un riscontro nella vita reale. Il taoismo non ha una costruzione metafisica, vengono appena delineate le premesse. Ci fornisce esperienze pratiche precise e ricche di suggestioni. Armonia è la parola chiave. Visione del mondo che vede le “10.000 cose” non distinti ma permeati dal qi (ci) = energia vitale, componente fondamentale dell’esistenza, sono per forza di cose intimamente legate gli uni dagli altri. Non sono disgiunte. Ha una dimensione ecologista poiché tutto è in rapporto e quindi ogni cosa che faccio avrà delle conseguenze, c’è una sorta di consapevolezza. Agire sul mondo e sulle cose provoca effetti su tutto il resto. Attualmente non seguono questa strada al 100%. L’approccio all’uomo e il rapporto col mondo è correlativo (e non analitico come il pensiero scientifico occidentale). Il carattere che definisce il valore vitale è dato da vapore e riso -> energia vitale sotto forma di vapore che si manifesta nella ciotola di riso appena preparato.
Guo Xi, inizio di primavera 1072 Jacob van Ruisdael, campi di grano 1670. Non c’è una sorgente di luce, non c’è la prospettiva. È un punto di vista mobile, natura organica, potrebbe essere le parti di un animale (drago) che si sgranchisce. Poco realistico e pieno di fumo che incide sulla natura. Non ha dipinto la natura che si risveglia. Qui è prima dell’inizio della primavera, ci mostra la natura nel suo momento dinamico, momento di transizione come se fosse in torpore e lo svaporare dalle profondità. È presente un fiume. Non c’è nessun interesse naturalistico perché non colgo la realtà tutta ma colgo solo un frammento di realtà se mostro solo un momento, un orario. Le differenze sono i colori, le ombre, ci mostra il momento preciso di una giornata.
Attualità del confucianesimo
Il confucianesimo, sistema di pensiero che ha elaborato un modello di vita esemplare che ha una declinazione sia in maniera individuale sia quella sociale. Il fine è unire la dimensione contingente, quotidiana, con quella sacra ed eterna (unire il mondo degli uomini al mondo divino) per realizzare un rapporto di piena e perfetta armonia.
Nel 1911 quando termina la dinastia Ching l’imperatore compie l’ultimo sacrificio al cielo. Dal 1949 in poi c’è un nuovo regime comunista. Il confucianesimo diventa bandito dal linguaggio perché sembra che la Cina sia arretrata. Si critica spesso Confucio e viene bandito. Confucio torna in auge con il nuovo imperatore.
Il revival del confucianesimo
- Ci sono gli istituti del Confucio: nascono nel 2004 a Seoul che promuovono la lingua cinese e tutto il paese. Mette radici in ambito universitario, è in concorrenza con le università poiché anche loro insegnano il cinese. Scelta che ha causato problemi di “autocensura” rispetto a temi sensibili come la questione tibetana che potrebbe infastidire qualcuno.
- Nel 2008 c’è stata la cerimonia di apertura dei giochi olimpici e vengono propagandati passi dai dialoghi di Confucio.
- Nel 2010 a Shenzhen (tutte le novità nascono qui) viene celebrato un matrimonio confuciano (=matrimonio che non esiste nella tradizione cinese). Sempre nel 2010 c’è stata l’istituzione del “premio Confucio per la pace” e il primo destinatario del premio viene dato a Putin.
- Nel 2013 viene eseguita la sinfonia “ode alla virtù” in 5 movimenti.
Softpower -> Il pensiero orientale (soprattutto il Giappone), percepito come una “sorella minore” rispetto alle altre filosofie.
Che cos'è la filosofia?
Attività conoscitiva, un ambito di ricerca che ha come obiettivo degli aspetti fondamentali della realtà (del senso dell’esistenza dell’uomo nel mondo, modalità e dei limiti dell’attività conoscitiva). Filosofia cinese o pensiero? Preferiamo utilizzare “pensiero” perché il termine filosofia non è mai esistito nella lingua giapponese o cinese, attualmente esiste. Filosofia diventa lo studio della saggezza.
Feng Youland nel 1931 ha detto che il posto che la filosofia ha occupato nella civiltà cinese è simile a quello che la religione ha avuto all’interno delle altre civiltà. In Cina filosofia è stata la preoccupazione di tutte le persone educate.
Chi era filosofo in Cina?
Non c’era nessun dialogo tra filosofi, nessuno si sentiva filosofo, sono dei pensatori (diversamente dall’occidente in cui si parlava e si prendeva il discorso di un filosofo per approvarlo o smentirlo). Sono degli uomini di cultura che possono dare le risposte più vaghe (per esempio: Confucio pensava di essere un pedagogo) e tutti loro si sono dedicati allo studio con l’intenzione di avere un impatto sulla società. Loro andavano e vendevano la loro competenza. L’idea è quella di avere un pensiero non astratto ma che sia qualcosa di concreto per lo sviluppo dell’uomo.
La lingua cinese e il pensiero: non c’è un sistema di desinenze, una coniugazione temporale, non c’è una differenza netta tra una parola con funzione nominale o verbale (=una parola può essere sia nome che verbo). I cinesi si sono sempre tenuti alla larga dalla logica perche non gli interessava per inclinazione della tradizione cinese.
Che cos'è la logica?
Sviluppo razionale di un discorso. Discorso correttamente organizzato (per esempio sillogismo aristotelico: tutti gli uomini sono mortali, Socrate è un uomo, Socrate è mortale). Questo tipo di analisi ha una componente astratta molto forte che non ha mai interessato i cinesi-giapponesi. Hanno una forte diffidenza nelle potenzialità della lingua e del linguaggio di andare a scoprire cos’è la realtà. Per loro la vita è un eterno cambiamento: passaggi attraverso l’esistenza.
I testi della filosofia cinese
Sono molto vaghi e fumosi ma molto precisi, sciogliere il loro significato non è immediato. Hanno una forte componente poetica con riferimenti all’arte alla calligrafia. Hanno la convinzione che sono tutte forme che educano alla conoscenza analogica e non nazionale. La realtà che descrive un poeta o un artista è molto vasta. Hanno avuto una gestazione molto lunga e quasi nessun testo è stato scritto dai maestri che l’hanno pensato (per esempio Confucio). I primi testi cinesi sono delle listarelle di bambù su cui venivano scritti i caratteri, il tutto tenuto insieme da un filo che li univa. Potevano essere alterate le listarelle aggiungendole, modificandole o togliendole. Questa tradizione è iniziata dal 5 sec ac fino alla scoperta della carta (scoperta dai cinesi) utilizzare dal 1-2 sec dc.
Pensiero unico?
Grande vivacità e lo sviluppo del pensiero di Confucio si è sviluppato nella regione del Shandong (?) e nell’occidente si è sviluppato il pensiero legista. Il taoismo ha epicentro l’area della Cina meridionale. Tradizione di pensiero che si sono sviluppate in vari luoghi della Cina. Hanno fatto sentire la propria presenza nella storia cinese. Il confucianesimo è molto importante ma non possiamo negare che il taoismo è stato fondamentale nel periodo Hang (?).
Si parte dalla dinastia Shang 1500-1045 ac. Dinastia Zhou 1045-221 ac (ricordare queste date!!).
Impero Qin (221-207 a.C.)
- L’impero Qui (cin) è il più famoso per la sua tomba e altre realizzazioni (esercito in terracotta). Prima dinastia imperiale.
- HAN (206 a.C.-220 d.C.)
- Tre Regni e Dinastie del Sud e del Nord (220-581 d.C.)
- SUI (581-618)
- TANG (618-907)
Pratiche e concetti fondamentali della cultura cinese
Non troviamo delle credenze ma troviamo delle pratiche.
La divinazione
È una pratica formalizzata di indagine della realtà: vado ad individuare dei segni che poi devo interpretare, secondo delle regole, per conoscere la realtà. Sono state trovate, nelle fosse, piastre della tartaruga, scapole di bovino. Venivano praticate le divinazioni. Veniva chiamato l’indovino e veniva posta la domanda e con un ferro rovente e quindi si sviluppava l’incrinatura. A seconda dell’incrinatura e dal suono che faceva venivano tratti i segni che portavano alla risposta che si attendeva (non era mai sì o no). Veniva chiamati ossa oracoli. “Ching” (=il classico mutamento; la trama della seta) primo manuale di divinazione, testo scritto il cui titolo è già rivelatore di che cosa i cinesi pensavano della realtà. Testo che si propone di trovare la trama della realtà. Non è un libro, la trama della realtà (che è mutevole). L’indovino è colui che conosce perché sa interpretare qualcosa che non è ancora manifesto. Gli Shang si sentivano discendenti della divinità e quindi avevano la possibilità di governare su un determinato territorio.
Il rito sacrificale > Il culto degli antenati
Il sacrificio è gestito dal sovrano e si offrivano rituali agli antenati di Shang affinché fungano da intermediari e consentano a Shangdi di intercedere presso la divinità suprema. I sacrifici sono umani o animali, questo rituale si spegne del tutto solo nell’epoca Han. Gli Shang governano la Cina Orientale e uno dei gruppi che aleggiano di fianco a loro attacca gli Shang e spodesta l’imperatore, quindi iniziano a governare gli Zhou. La loro divinità suprema è Tian (cielo) garage dell’ordine superiore e dicono che è stato il cielo a voler togliere il trono agli Shang. È una bella forma di giustificazione. È la prima forma politica in Cina. Siamo alla metà dell’11 sec. Prima il potere avveniva per trasmissione ereditaria, ora per “mandato del cielo”.
L'armonia
Il giusto rapporto tra Cielo, Terra e Uomo. Attraverso la divinazione cerco di capire la realtà e uniformarmi al mondo che immagino ordinato e retto dalla figura di divinità astratta e non definita e lontana dal mondo degli uomini. Mi uniformo attraverso il sacrificio. Queste tre caratteristiche le troviamo non sotto forma di elaborazione filosofica, prende una forma più compiuta.
Società Shang e Zhou
La società che si crea con i Zhou è molto diversa da quella degli Shang. Solo il sovrano Zhou può conferire al vassallo un titolo e il rapporto tra sovrano e vassallo è sancito da una ritualità. Tutte le pratiche di celebrazione di sacrifici che erano attivi Shang restano nella memoria degli Zhou… il rito sacrificale diventa la relazione tra i viventi.
In epoca Shang non esiste un testo sulla divinazione e si crea in epoca Zhou. Nel momento in cui non ho più l’indovino ma una pratica divinatoria viene messa per iscritto, la divinazione diventa più popolare e inizia a circolare. Questo testo della divinazione si chiama Ching. Cambia il fatto che la divinazione non è solo un potere del sovrano.
La pratica del sacrificio
La divinità suprema viene sostituita con Tian, il cielo, il garante dell’ordine naturale delle cose. È un principio ordinato, armonioso perché nella realtà le cose si dispongono in armonia. Ricerca della struttura alla base della realtà. Il sacrificio non è più diretto alla divinità suprema ma resta rivolto agli antenati propri. il rito è la misura/modello di una corretta gestione dei rapporti (anche gerarchici). Ci sono altri riti che vengono fatti anche se non hanno una valenza suggestiva come in altri luoghi poiché i cinesi sono pragmatici. L’idea del rito diventa un modello come un modello corretto per comportarsi degli esseri umani. Nel passato remoto è vero che il rito è un’offerta a qualcosa che sta sopra all’uomo.
Il culto degli antenati
Un altare e ricostruzione di un ambiente su cui trovano posto gli antenati sotto forma di tavolette. Ci sono offerte o brucia profumi a seconda dell’importanza dell’altare domestico. I riti vengono fatti dal capofamiglia (maschio primogenito).
L'armonia
Cielo, terra, uomo. Devo conoscere la realtà (attraverso la conoscenza) e dopodiché devo uniformarmi alla realtà e alla complessità (=questo lo dicono tutte le correnti cinesi). Secondo alcuni pensieri il Cielo manifesta la propria approvazione o dissenso nei confronti di chi governa assegnando o revocando il “mandato celeste” (tianming). -> Sovrano come mediatore, come intermediario.
L’ambizione è essere parte di questo mondo (e di questa società) e contribuisco all’armonia che è data dal principio di questa situazione. Dal punto di vista occidentale è vista opprimente poiché non c’è la possibilità di scelta.
L'età dell'oro dei Zhou (1045-771 a.C.)
Momento di straordinario equilibrio dove il sovrano governava ispirato alla virtù e a un’azione di equilibrio e orientamento per la prosperità della società e del popolo dove tutti i suoi vassalli (territorio centrale governato dai sovrani e gli altri governati dai vassalli). Il rapporto col sovrano è fiduciario in cambio di investitura e la possibilità di aver potere nella loro parte del territorio.
L'età della crisi
Ad un certo punto questo equilibrio si incrina nel 770, a causa di una pressione da parte di popolazioni non cinese che invadono il territorio ed uccidono l’imperatore dei Zhou e il nuovo imperatore si sposta ad est (fuga del sovrano sconfitto). Iniziano a manifestarsi dei dubbi sulla casata che governa, i vassalli non si sentono dovuti a rispettare il rapporto di fedeltà tra vassallo e imperatori e man mano i feudali si fregiano di titoli che appartengono solo al re. Vengono fatte delle pratiche rituali nel proprio territorio e inizialmente erano fatte solo dall’imperatore. L’insieme di regole viene clonato nei vari stati governati dai vassalli e iniziano a sentirsi un po’ “re” e Confucio che vive dopo questi avvenimenti è l’interprete di questa crisi: “nessuno rispetta più i rapporti gerarchici”. I vassalli si sono montati la testa. Iniziano a fregiarsi del titolo di Wang. Il periodo dei Zhou dell’est si divide in primavere ed autunni. Periodo di straordinaria fioritura filosofica si sviluppano dottrine e concezioni che determinano l’orientamento del pensiero cinese nei secoli successivi. Vince lo stato dei Qin contro gli altri stati perché spiazzerà gli altri senza grandi difficoltà.
Il maestro Kong
La sua famiglia proviene dal casato di Song e si sposteranno a Lu. Il padre di Confucio muore quando lui è ancora molto giovane e affronta le difficoltà della vita da solo. La sua famiglia era aristocratica ma molto modesta. Erano dei conoscitori della tradizione. Nel momento in cui la situazione politica diviene più aspra e tutti cercano di sopraffare l’altro, come la sua famiglia tanti altri cercheranno di trarre vantaggio dal loro sapere che in questo periodo può essere venduto (i grandi stati cercano dei consiglieri che aiutino i vassalli). Confucio diventerà primo ministro. Questo periodo di governo porta lo stato di Lu a prosperare e si vicini non piace questa cosa: uno stato vicino manda un numero spropositato di danzatrici pensando di sviarlo dagli uffici. L’uomo perde la testa e viene sedotto, così non ascolta più Confucio. Disgustato dal suo datore di lavoro Confucio con i suoi discepoli si allontana e inizia a peregrinare in tutte le corti della Cina. Offrirà i propri servigi (a pagamento) ma resterà sempre lontano dalla politica. Al termine della sua vita rientra nello stato di Lu fino alla fine. Subito dopo la morte di Confucio avviene una sorta di trasformazione della figura prima semplicemente venerata come fonte di ispirazione e dopo si trasformerà quasi in una divinità. La casa di Confucio diventerà una specie di tempio dove poter onorare il maestro.
I testi che gli vengono attribuiti
- Shijing (Classico delle odi): raccolta di componimenti poetici, scritti in “versi” con una ricchezza di linguaggio tratto dalla natura e un vocabolario molto elegante.
- Shujing (Classico dei documenti): corpus di racconti di episodi (anche emblematici) del corretto comportamento tenuto dai sovrani, esempi di moralità, virtù.
- Liji (Memorie sui riti): la documentazione delle pratiche rituali che avevano caratterizzato i Zhou occidentali.
- Yijing (Classico dei mutamenti).
- Chunqiu (Annali delle primavere e degli autunni): cronache che si sono verificati nello stato di Lu.
Non sono stati scritti da lui. Da qui inizia il Confucianesimo. (domanda da esame: che cosa sono i classici confuciani? e perché si chiamano così se non li ha scritti lui?) Alcuni sono stati scritti ancora prima che lui nascesse ma non erano fatti sotto forma di testo unico, esistevano come sapere che si tramandava, che Confucio raccoglie e aiuta a tramandare quello che diventa un testo solo in epoca Han. Vengono detti confuciani perché lui li cita ai suoi allievi (li usava come esempi per fare le lezioni).
I primi rotoli di seta avevano la lunghezza delle listarelle, dopodiché veniva arrotolato e non attaccato come un “foglio” e non è più modificabile. Volontà di chiudere il sapere e controllarlo attraverso una struttura.
I testi che abbiamo visto sono usati a da Confucio e voleva che venissero imparati a memoria, arricchivano il linguaggio della persona, utilizza metafore, vocaboli ricercati, arricchisce il pensiero. Tutto quello che pensava noi lo sappiamo grazie al Lunyu ovvero “i dialoghi”.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti lezioni completi Religioni e filosofia dell'Asia orientale
-
Appunti lezioni completi Religioni e filosofia dell'Asia Orientale
-
Appunti sulle lezioni di Religioni e filosofia dell'Asia orientale
-
Religioni e Filosofie dell'Asia Orientale -Appunti su Giappone